e poi c’è Cap d’Agde... Atto secondo

a_fenice 07/03/2017 21:20 37.280 Visite
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07/03/2017 21:20
Vedo che in una settimana nessuno ha avuto una qualche idea... Provo a postare io qualcosa... -Cominciamo bene- è una cortissima frase che molti, nelle loro prime visite laggiù è facile che esclamino. Noi non facemmo eccezione né nella nostra primissima visita e neppure nella successiva. L’anno precedente alla nostra prima volta, ricordo che arrivammo a tardo pomeriggio e notammo un negozio di abbigliamento nelle immediate vicinanze dell’albergo. Gli abiti iper sexy esposti ci colpirono e non sapendo ancora che tutti i negozi della medesima tipologia, propongono simili abbigliamenti, pensammo erroneamente ad una coincidenza. Da qui, il nostro primo -COMINCIAMO BENE-. L’anno successivo decidemmo di affittare un appartamentino principalmente per risparmiare e secondariamente (ma non meno importante), per essere liberi dai consueti orari della prima colazione, pranzo e cena. Pur avendo, ogni appartamento il proprio posto auto esclusivo, trovammo fortunatamente un parcheggio libero sul lato opposto della strada e proprio di fronte; meglio, molto meglio per scaricare i nostri bagagli… ...nostri bagagli due punti! Come ogni uomo sposato sa bene, i cosiddetti -nostri bagagli- si compongono di: Per il lui- una unica sacca da tennis contenente scarpe, calze, mutande, sacchettino di plastica riciclato del supermercato con dentro una lametta per radersi, flacone di schiuma da barba e spazzolino da denti più un paio di pantaloni lunghi cosiddetti -eleganti/da sera-, un paio di calzoncini corti, due t-shirt, due polo, una camicia e zero felpe/tanto/tu/hai/sempre/caldo. Per la lei: - beauty case medio con shampoo dopo mare, shampoo capelli stanchi, shampoo capelli così così, shampoo capelli riposati + altrettanti flaconi di balsamo per ogni gusto e frangente + spazzolino da denti ed un paio di tubetti di dentrificio/metticheunononbasti + spazzola tonda, spazzola piatta, spazzola a denti di metallo, pettine grande, pettine medio e pettine piccolo + lime e limette per unghie (ovviamente un set per le mani e uno per i piedi) + pinzette per sopracciglia + epilady della marca eseindueorediscalpol’estetistasièdimenticataqualcosaquielà? - beauty case grande con un phon professionale da tre chili, mascara dolce, mascara amaro, mascara insapore, otto-flaconi-otto di smalto per unghie chiamati chissà/quale/colore/va/di/moda/laggiù + altrettanti rossetti assortiti, crema pre sole, crema solare, crema pre bagno, crema dopo bagno, crema dopo sole, crema dopo doccia, crema vedrai/che/fica/sarai/stasera/quando/uscirai/dopo/essertela/spalmata/dappertutto - tre sacche con scarpe da giorno, da pomeriggio, da sera presto e da sera tardi - valigia con un non precisato numero di completini intimi, venti abiti da sera “perché è meglio avere un po’ di scelta quando stai via sette giorni”, venti t-shirt, trenta camicette, otto felpe leggere e altrettante pesanti -baule enorme dove trovano posto tutti i medicinali di casa, scaduti e non, una pelliccia, tre piumini d’oca, i suoi doposcì, tre romanzi da cinquecento pagine ciascuno denominati -metti che mi annoio-, il manuale “cosa fare in caso di calamità all’equatore”, quello “cosa fare in caso di calamità al polo nord”, due coperte di lana merinos e otto tra capelli di lana e sciarpe. Questo tipico e particolare bagaglio è chiamato da ogni donna: NON SI SA MAI! Dopo un’oretta e finita la mia incombenza di sherpa himalayano nel portare nell’appartamento tutto il “nostro” bagaglio, la sua vocina disse: “Ammore, (no, non è un refuso: ogni donna, quando sta per chiederti una cosa di cui è colpevole, pronuncia sempre la doppia emme) ho dimenticato gli occhiali da sole sul cruscotto. Non vorrei che qualche malintenzionato rompesse il vetro dell’auto per rubarli. Come farei senza?” Intendiamoci, dell’eventuale vetro rotto non gliene può fregar di meno, il vero dramma sarebbe non avere più gli occhiali da sole. Dopo un altro quarto d’ora la vocina si palesò nuovamente: “Ammore, temo di aver dimenticato i sandali con gli strass sul sedile posteriore. Metti che qualche male intenzio...” “Ok, ok, scendo a prenderteli” la interruppi. Qualche tempo più tardi uscimmo per acquistare qualcosa da mangiare e rientrammo. Doccia, cena sul balconcino assaporando il tepore serale estivo e poi, dopo aver lavato i piatti e riassettato, tornammo sul balcone in attesa di cambiarci per la nostra prima serata di vacanza. Mentre guardava distrattamente fuori, i suoi occhi si posarono sulla nostra automobile: “Ammore, non pensi che….” “No, non penso. Ho controllato tutto e in auto non c’è più nulla che hai dimenticato!” “Ma nooo. Pensavo che domani ci sarà un sole fortissimo. Non è meglio se metti il parasole per riparare il cruscotto?” “Quando usciamo lo metto” la tranquillizzai. “Così ti devi portare dietro le chiavi dell’auto tutta la sera? Dai scendiamo e facciamolo subito”. Inutile tentare di dire che solitamente, quando usciamo, le chiavi dell’auto giocoforza le ho sempre con me. Quando una donna prende una decisione hai solo due possibilità: dire di si e ubbidire, oppure dire di no, farla incavolare, e poi ubbidire lo stesso. Essendo già buio ma non ancora tempo da movida, infilai un paio di jeans e una maglietta mentre lei mise una di quelle lunghe canotte estive che le coprivano a malapena metà coscia e i sandali con strass che fortunatamente, poco prima, avevo salvato dai rapinatori delle auto. Mentre riattraversavamo la strada per rientrare, vedemmo un anziano signore sorriderci e che, dalle sue successive parole, probabilmente immaginava avessimo appena parcheggiato e che fossimo diretti dove ci sono i vari locali per fare serata. “Est-ce que vous êtes français? Ou allemands? Anglais? Hollandais?” Mannaggia, ci avesse azzeccato. Turchi, no? “Nous somme italiens” risposi. Il vecchietto proseguì a parlarci... (e poi, boh!...se qualcuno vuole proseguire...)
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07/03/2017 21:20

e poi c’è CAP d’AGDE... Atto secondo ( istruzioni per l’uso)

Chi è iscritto al forum da qualche tempo, si ricorderà sicuramente in quale singolare e casuale modo è nato il primo libro edito da questo sito:
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l’avventura è iniziata da una strampalata ma anche vincente idea di un iscritto che iniziò il tutto postando nel forum una comica rappresentazione di una primissima esposizione solare di un neonudista con relativa, successiva, visita in una farmacia francese sfoggiando una conoscenza del francese parlato, degna di un cattedratico della Sorbona. Molti di voi, divertiti e coinvolti, hanno successivamente voluto inserire idee e racconti (il sogno della melanzana, il tantra, namastè e anche - seppur involontariamente da parte dell’amica Itaindo - la disavventura del balcone). Qualche giorno fa e solo per ridere tra amici, siman ci ha spedito via mail un raccontino (nudista) inerente Cap d’Agde e, immediatamente, ci è venuta la tentazione di sfidare nuovamente tutti i nostri amici qui dentro: perché non riprovare, ognuno di noi, a raccontare (vera o inventata che sia, ma soprattutto comica) una qualche “disavventura” nudista e magari anche capdagdiana? Per chi c’è stato, siamo sicuri, che qualcosa di quel luogo e dei suoi frequentatori, lo avrà colpito e chi non c’è stato, invece, avrà icuramente un qualche aneddoto divertente o singolare, da condividere. Per ultimo e riprendendo il titolo: “E poi… non vi piacerebbe vedere il vostro nome (vero o nickname che vogliate) apparire in copertina come autore o coautore di un libro?” A voi la palla.

e poi c’è CAP d’AGDE... Atto secondo ( istruzioni per l’uso)

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14/03/2017 18:58
Non si tratta di proseguire, ma mi fa piacere raccontare un una cosa accadutaci (a me ed ai figli) che a seconda dei punti di vista spazia dal comico al panico. Inizio settimana a Valalta, qualche anno fa. Mia moglie si è rotta il pondolo al secondo giorno di vacanza. Spiego per le capre che il Pondolo è il dito del piede erroneamente chiamato, dato che rarissime persone ci mettono un anello, anulare . Giornata uggiosa, la moglie resta in bara in quanto non può camminare ed io decido d'andare a scoprire quel sentiero che si inerpica nel bosco de villaggio e che si vede arrivando dal mare. Ci armiamo di infradito ed occhiali e senza null'altro addosso naturalmente, ci avviamo. Il sentiero è a tratti parecchio tosto per salite e pietre, stanno chiaramente lavorando per creare qualcosa di grande ma al momento è tutto piacevolmente selvaggio. Solamente qualche macchina operatrice fa capire che siamo nel villaggio e che stano lavorando. Dopo un paio d'ore di cammino e qualche chilometro, scopriamo una cosa decisamente angosciante, seppur nudisti sia io che i figli. Siamo completamente nudi, ma al di fuori della recinzione del villaggio. Ops! Noi siamo su una strada asfaltata, non vediamo nulla alla nostra sinistra. Alla destra invece, una rete alta, una siepe fitta e dentro roulottes e camper, i campi da tennis, persone che cucinano, puliscono, insomma vivono una giornata di vacanza normale. Due pensieri angoscianti: "questa strada ci porterà completamente nudi in qualche pizzeria o gelateria o altro, oppure con un po' di fortuna ci porterà all'ingresso de villaggio? E se arriveremo all'ingresso del villaggio, basterà il fatto che siamo nudi per convincerli che siamo già ospiti del villaggio, non avendo documenti in tasca, anzi non avendo chiaramente nemmeno le tasche?" Poi, dopo circa 500/600 metri finalmente la soluzione e la fine del panico: Stavano ampliando il villaggio e non avevano ancora abbattuto tutta la vecchia recinzione. Più avanti tutto tornava alla normalità. In pratica si tratta di tutta quell'enorme zona dove ora stanno costruendo i campi da golf..... Non so se possa essere di spunto per un aneddoto però......
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14/03/2017 21:23
ConteMax ha scritto: ...la moglie resta in bara
Non sapevo che la rottura del pondolo fosse così grave. Mi spiace. [;)]
ConteMax ha scritto: Non so se possa essere di spunto per un aneddoto però......
Racconto divertente per un verso e "angosciante" per l'altro. Tutto fa spunto. Grazie.... ...e ho già un'ideuzza per "trasportarti" con la tua disavventura (ma senza figlio al seguito) in un "altro" luogo. [:)] P.S. Spero per te che tua moglie non si chiami Franca. [:D][8D]
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15/03/2017 10:03
No, non si chiama Franca. E comunque considerati i costi dei bugalow e dato che ci muoviamo principalmente di notte, siamo usi adoperare tale tipo di sistemazione per la vacanza. In una piazzola ce ne stanno a decine, in mogano o semplice abete, un anno in larice. Unico problema, nei ristorant utilizzano quantità industriali di aglio...........[:D][:D]
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15/03/2017 19:00
ConteMax ha scritto: Unico problema, nei ristoranti utilizzano quantità industriali di aglio...........[:D][:D]
[:245][:245][:245][:245][:245] Pare ci sia un bellissimo villaggio nudista dotato di ristorante che non usa aglio. Si trova in Transilvania. Mai preso in considerazione? [;)]
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15/03/2017 22:19
Su Cap ci sarebbe da scrivere delle Treccani di racconti, di impressioni, di eventi. E far capitare al nostro simpatico turista le cose più strane, nel mentre ci leggiamo la descrizione di Cap, non solo strutturale,ma ambientale, di vita, sarebbe una ganzata. Lancio una proposta che spero sia raccolta e sia utile. Tra di noi cè chi c'è stato, chi ci ha vissuto, e ha la "sua" visione di cap E sempre tra di noi c'è chi vorrebbe andarci, con le mire più diverse Perchè non provare a scrivere semplicemente le proprie visioni e idee?
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15/03/2017 23:37
a_fenice ha scritto:
Su Cap ci sarebbe da scrivere delle Treccani....
Adesso non allargarti però... Quanto al resto....si, speriamo che in molti postino degli input come ha fatto il Conte. Questa volta, mi piacerebbe acquistare un libro un po' più lungo di 100 pagine. [:)]
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19/03/2017 17:19
Ho avuto il privilegio di leggere l'adattamento capchiano dell'avventura di conte, e beh devo dire che … ohi mamma, conte non sognare più di perderti per boschi…. [:0][:0][B)][B)] La tua controparte potrebbe accogliere le idee machiavelliche di quel bast … di siman!!![}:)][}:)] Forza su, possibile che a nessuno sia capitata una cosa carina, un disguido, un che ne so? Tanto ci pensa siman a rovesciare tutto e tutti, compreso il … conte ahahaha
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21/03/2017 12:04
Usti!!!!! [:136] sono rovesciato????? Cos'ho combinato per boschi??? [:D][:D][:D]
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21/03/2017 12:08
ConteMax ha scritto:
Usti!!!!! [:136] sono rovesciato????? Cos'ho combinato per boschi??? [:D][:D][:D]
Cosa ti è successo, vorrai dire. [:D][;)] P.S. Siccome mi pare giusto che chi vorrà postare una esperienza, idea o fantasia per dare un contributo, possa conoscere in anteprima l'eventuale elaborazione capdagniana... (e contando che non è sicuro si pubblichi qualcosa se non si raggiungono abbastanza pagine) ...se vuoi, puoi mandarmi la tua mail per leggere subito la "tua" disavventura. [;)]
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21/03/2017 14:32
Beh, un disguido, se possiamo definirlo così, è capitato anche a noi, l'unica volta che siamo stati "laggiù". Appena arrivati abbiamo preso possesso del nostro "appartamento". I nostri vicini di casa erano due ragazzi abbastanza pratici del luogo. Facciamo subito conoscenza e si dimostrano anche simpatici. Il giorno dopo, ospiti dei nostri vicini, c'era una coppia di Napoli; ci mettiamo a chiacchierare e ci invitano a bere qualcosa nel loro terrazzino. Ci hanno subito proposto una cena tutti insieme per la sera dopo, per passare un po' di tempo in compagnia. Tra una chiacchiera e l'altra ci invitano ad andare in spiaggia con loro, specificando che sarebbero andati "dall'altra parte" della spiaggia. Noi avevamo passato il primo giorno di mare nel primo posto che avevamo trovato appena scesi dalla stradina che dal residence arriva sulla sabbia. Ci dicono che "dall'altra parte, è più divertente perché le persone *giocano* ", ho strappato una risata ai nostri interlocutori quando ho affermato candidamente che anche nella spiaggia dove eravamo noi, si poteva giocare; erano infatti molte le persone che, chi con i racchettoni, chi con palloni, chi con paletta e secchiello (magari in questo caso era d'obbligo la presenza di almeno un bambino), passavano il tempo in attività ludiche. E' li che abbiamo scoperto che le persone (singoli/e, coppie, o gruppi di persone) che si danno al sesso libero, non trom**no, non sco**no, ma *giocano* [:)] Andando avanti con la conversazione, diciamo chiaramente che non ci interessano situazioni sessuali strane, che non siamo scambisti e che non siamo in vacanza in quel luogo per cercare del sesso; eravamo comunque contenti di avere dei vicini simpatici con cui poter parlare amabilmente. Beh, dopo esserci dichiarati come non disponibili, non solo non siamo stati più invitati a cena, ma chi hanno anche chiesto di prestargli delle sedie visto che ogni appartamento ne ha quattro a disposizione, noi eravamo solo due e loro avevano invitato altre persone a cena. Restano comunque delle persone simpatiche.
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21/03/2017 14:56
mizioeanto ha scritto: E' li che abbiamo scoperto che le persone (singoli/e, coppie, o gruppi di persone) che si danno al sesso libero, non trom**no, non sco**no, ma *giocano* [:)]
Per l'adagio che recita: "non si finisce mai di imparare..." [:245][:245][:245][:245] Il tuo racconto può essere letto in due modi: 1) i vostri vicini non hanno capito una fava della vera essenza di quel luogo e indipendentemente da essere scambisti oppure no. 2) si sono dimostrati oltremodo sensibili a non invitarvi più per evitare che vi trovaste in situazioni a voi non gradite. Prometto che ci "rimuginerò sopra" perché, effettivamente, è una lettura del luogo che pochi fanno.
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21/03/2017 15:03
siman ha scritto: Il tuo racconto può essere letto in due modi: 1) i vostri vicini non hanno capito una fava della vera essenza di quel luogo e indipendentemente da essere scambisti oppure no. 2) si sono dimostrati oltremodo sensibili a non invitarvi più per evitare che vi trovaste in situazioni a voi non gradite.
Io penso, ipotesi 2 e... 3) I nostri vicini volevano passare del tempo con delle persone affini; non essendo noi tali, hanno preferito cedere ad altri i due posti disponibili. p.s. ipotesi 3 assolutamente lecita e giustificabile, anzi, non è detto che in una situazione simile, non avrei fatto lo stesso anche io.
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21/03/2017 15:07
mizioeanto ha scritto: Io penso, ipotesi 2 e... 3) I nostri vicini volevano passare del tempo con delle persone affini; non essendo noi tali, hanno preferito cedere ad altri i due posti disponibili. p.s. ipotesi 3 assolutamente lecita e giustificabile, anzi, non è detto che in una situazione simile, non avrei fatto lo stesso anche io.
Assolutamente si. Diciamo che ogni possibiltà è assolutamente plausibile. Personalmente e per puro spirito di scelta, preferisco propendere per l'ipotesi numero 2. [;)] D'altronde, essendo il luogo più libero e libertario al mondo, qualunque idea, comportamento, modus vivendi o preferenze che uno possa avere, anche nel caso numero 3, concordo con te, che non possano essere oggetto di alcuna critica.
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