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vele ha scritto:
| a_fenice ha scritto:
(...)Le stesse donne poi, evidenza dei fatti, quando sono all’estero non si fanno scrupoli di nulla, vivono tranquillamente ogni situazione per quanto contorta possa essere. Da noi questo si evidenzia in qualche sito porno di incontri (in mezzo a tante fantasie e tanti fake), e in pochissimi “esemplari” veramente libere di testa e di spirito (non nel senso che sono libertine, ma libere). (...)
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Dici che all'estero le donne nudiste italiane "vivono tranquillamente ogni situazione per quanto contorta possa essere". Cioè?
Quale situazione contorta ? Per cortesia, a fenice, mi spieghi?
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Parlando di nudismo e zone nudiste, il discorso varia dal semplice stare stese al sole, al vestislrsi la sera, al partecipare a situazioni più, come dire, osé, ognuna secondo il suo spirito e pensiero etc etc.
A meno che quando sono stato all’estero non abbia avuto la “sfortuna/fortuna” di veder radunate tutte donne con la stessa “cultura” (termine a caso visto che parliamo di evoluzione culturale in genere), oppure c’è davvero un comportamento diverso.
Ora non vorrei che sugli esempi che vado facendo si voglia vedere un lato negativo del discorso, spero che ci ragioniate sopra prima di mettere sentenza)
Come visualizzare la libertà della persona.
Credo che uno dei primi parametri sia l’atteggiamento globale tenuto in pubblico. Una persona timorosa, introversa, con moralità strane (nel senso di eccessive), si vedrà sempre col capo chino, le spalle introflesse, lo sguardo basso è sfuggente, le vesti coprenti e affatto … diciamo sexy?
Da una nudista uno ci si aspetta che non abbia paura di mostrare il proprio corpo, ne che abbia paura a vedere altri corpi nudi… questo credo sia il minimo sindacale.
Poi possiamo metterci che quando esce ama essere un tantino appariscente, nel senso buono che non mette maglioni informi che nascondono il corpo, ma che se lo ama, non ha paura di essere un tantino più libera, svestita, trasparente, forme che si vedono. Cioè non sarà una nonna del vecchio sud dove un buco nella calza faceva la donna una poco di buono. Spero di essermi spiegato
Cominciamo con qualche esempio
Se in Italia in spiaggia la tendenza è di stare sedute, accartocciate, gambe belle intrecciate e strette, altrove ho visto la “libertà” di prendere il sole ovunque, senza paura di pose o visioni conseguenti.
Se di sera in Italia ci può essere al massimo una camicetta e una minigonna, altrove ho visto mise, oserei dire senza timore di sbagliare, che mettono in atto tutta la potenza seducente di una donna.
Potrei continuare con altri esempi anche più “pesanti”, ma forse scateno qualche perbenista quindi evito.
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Quanto alla seconda domanda in altro topic, non so sinceramente cosa sta succedendo nelle spiagge italiane negli ultimi anni, visto che vivo a casa mia (nudismo obbligatorio senza limiti ovunque), qualche giorno a Zello, che non fa testo perché è “un’isola che non c’è” a parte, e pochi giorni all’estero.
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Quanto al ragionamento culturale attuale mi domando: negli anni del femminismo, il nudo era spinto come forma di ribellione. E veniva molto vissuto praticamente ovunque. Ricordo maree di maglie fatte con fettuccia a buchi larghi, dove comparivano prepotenti i capezzoli a mazzi are i poveri maschi del tempo non abituati a tanto.
Oggi no. Oggi vedi vesti ammiccanti, ma solo in discoteca o in televisione.
Però.
Però in altri paesi mi risulta che i figli vengano tirati su con meno ipocrisie, meno moralismi, meno pudori. Non so cosa successe li dai 70 in poi, ma immagino che ci sia stato un rapporto corporeo più libero, al punto che oggi il corpo è un corpo e diventa sessuale quando è utilizzato per sesso.
Qui, al contrario, a cominciare dai genitori, a proseguire agli spogliatoi divisi e docce fatte col costume, insomma maschi e femmine son stato tirati su con la paura del nudo, con l’idea che il nudo è solo per sesso
Da qui donne col burkini e maschi assatanati per una coscia nuda.
Sbaglio?