Dicendola rapidamente
Il naturismo nasce nella seconda metà dell’800, come contrapposizione ad una società fondata su valori consumistici e falsi, falsi perche di giorno angeli di notte demoni.
Più o meno ovunque si stava nudi, ma era sempre una cosa rubata e occasionale
Mentre all’estero il vedersi nudi, tipo in casa, in sauna, era una normalità, da noi anche un uomo a torso nudo era indecente.
Nel 1951 avviene il primo congresso inf, nel 1953 viene ufficialmente costituita.
Nel 1974 a Cap, venne coniato quello che ancora è il motto è la linea guida del movimento.
Ma era una cosa per pochi, sconosciuta in Italia tranne piccole realtà.
Nella società comincio il rifiuto delle istituzioni, delle regole, della chiesa, la ribellione rockettara avanzava, e con essa la voglia di libertà in ogni senso.
Negli anni 60 i giovani avevano ricominciato a frequentare in massa le università, e vedevano che il mondo aveva tutt’altri processi evolutivi.
La ribellione ebbe il suo sfogo nel 68, all’isola di Wight. Migliaia di giovani bivaccarono per giorni per ascoltare i concerti pubblici, facendo tutto davanti a tutti, dal mangiare, all’evacuare, a drogarsi, a far sesso. Capirono che era possibile vivere diversamente, fondando tutto solo sull’amore universale. Nacquero gli hippy, i pacifisti, le comuni. Nei propri paesi le evoluzioni, per quanto comuni, ebbero sbocchi diversi. Da noi nacquero femministe e movimenti politici ribelli, legati ovviamente alla sinistra, dati i trascorsi fascisti.
Per il nudo: l’evoluzione fu una libertà sui vestiti sempre maggiore, le gonne diventarono sempre più corte, le camicette sempre più trasparenti. Con l’esempio di Brigitte Bardot nacquero i topless, dapprima nei luogo più solitari, poi anche nelle spiagge frequentate tipo Rimini. Spesso le ragazze andavano in giro con camicette tipo velo di sposa, totalmente in pratica nude. Questo porto a molte reprimende, nacquero molte associazioni contro la libertà imperante che prendeva piede. La guerra ahimè continua tutt’oggi. Per fortuna la legge si è messa dalla parte della libertà, peccato che non esistono quasi più donne che vogliano farlo. Il perché non è nel ritorno ad un certo moralismo, ma alla crescita del fattore estetico. Non sei nessuno se non sei figo, tutti abbiamo i nostri difetti, guai a mostrarli, si combatte chi ha il coraggio di esporsi.
Gli stessi maschi ne son stati coinvolti, ancor prima delle donne, i calzoncini estivi rasopalle diventarono bermuda, e ad oggi non sei figo se non ti tuffi al mare con mutande e bermuda [V]
Le palestre son nate come funghi dopo un temporale, tutti depilati, gonfiati, tartarughe e bicipiti esposti a dimostrare la propria virilità da macio. Le donne… trucchi e parrucchi, vestiti e accessori, spesso sepolcri imbiancati.
Il naturismo vide affermarsi al fianco il nudiamo, la stessa voglia di essere liberi in natura, in giro, ma con meno regole, meno rogne, più propensi allo star nudi quando possibile senza dover ricevere etichette, bollini, e smettere di fumare o mangiar carne o … tanto altro.
I nudi liberi ex hippy praticamente scomparvero, per ritrovati poi estemporaneamente all’estero, tipo Ibiza, dove i morigerati giovani ancora oggi, abbandonano il bermuda da Rimini e stanno nudi assieme in caccia. Ma è solo un nuovo tipo di battuage, nulla a che vedere con gli spiriti liberi degli anni 60/70. Questa che fondamentalmente è una deviazione di comodo, si ritrova spesso in molti posti, dove si sta nudi per mostrarsi, per acchiappare, per cuccare. Ed è nato uno stuolo di sessorepressi tipo voyeur, falegnami, cerca foto, exibit. Cioè una serie di personaggi in cerca di corpi da violare per interesse personale. Questi sono normalmente e giustamente osteggiati da chiunque, perché seguono cose che possono essere definite perversioni e non libertà, perché violano le libertà altrui. Se si ritrovassero solo tra loro per esercitare, nessuno avrebbe nulla da ridire, fanno sul loro. Ma questi invadono fisici e sentimenti delle persone che attaccano, facendo sempre allontanare e schifare chi si approccia al nudismo, non solo, rendono tutte le varie tipologie di nudo a rischio intolleranza.
Parallelamente si sdoganano nuove forme di sessualità, libera, senza i confini matrimoniali, che cercano di ritrovarsi ed esprimersi come meglio possono, anche al di fuori dei confini dei club privee, spessissimo molto artefatti e con regole di eleganza che nulla ha a che vedere con la libertà cercata.
Ancora parallelamente proseguono l’attività naturisti e nudisti, chi associati chi no, che hanno il desiderio di fare amicizie, condividere momenti nudi, a volte organizzare eventi di incontro generalizzato. Tra questi ci sono anche gli appartenenti ai sessoliberi, però distinguono luoghi e momenti in cui esercitare l’una o l’altra attività. Questi movimenti cominciano a chiedere luoghi pubblici dove poter stare tranquilli, e ne ottengono molti… all’estero. Da noi ancora pochissimi. Nel contempo nascono e prolificano campeggi e strutture nudiste. I naturisti, che combattono con le amministrazioni, coi giornali, con gli scandali sessuali, da sempre, hanno ben presente che devono escludere nella maniera più totale l’equazione nudo=sesso, o nudo per sesso.
Nel percorrere negli anni questa battaglia, però cadono nel tranello generalista, cioè diventano così ostili a tutto ciò che può rappresentare sesso, che arrivano ad escluderlo anche da semplici discussioni, rendendosi di fatto molto intolleranti e talebani.
Negli ultimi anni questo ostracismo mentale decade un po’, rimane la negazione dell’equazione, ma si riesce a far discutere di qualche tema sessuale, e si cominciano ad accettare anche le sue manifestazioni. Peli, mutande, erezioni delle prime esperianze diventano i temi più discussi e perseguito di sempre.
Rarissimi argomenti diversi, a volte osteggiati, a volte volgarizzati, raramente discussi con tranquillità perché volente o nolente fan parte della vita.
La consapevolezza che in qualche modo ci son temi su cui si debba discutere, problemi nuovi da affrontare con serenità, sta nascendo e diffondendo, ma è una cosa durissima.