Con qualche giorno di ritardo dal mio rientro dalla mia terza avventura di trekking naturista in Austria col NEWT (
http://www.naktiv.net/newt/2013/index.html), a seguito di problemi vari che mi hanno aspettato a casa, tra cui il PC da riformattare, ebbene ora provo a farne un piccolo sunto.
Ora non è il caso di raccontare giro per giro, ma vorrei invece raccontare lo spirito con cui è stata vissuta tutta la vacanza.
Al completo eravamo 21 persone, 16 maschi e 5 donne. La cittadinanza come al solito molto varia: 5 inglesi (tra cui l'organizzatore, Richard Foley col suo cane Poly), 5 francesi, 1 belga, 1 olandese, 2 tedeschi, una spagnola residente in Scozia, un americano di Los Angeles, e 5 italiani: io e mia moglie, uno di Brescia col cane Drago, uno studente universitario di Roma e una donna di Belluno. La maggioranza erano single, ma c’erano tre coppie: noi, una inglese e una francese.
L’aspetto su cui vorrei puntare l’attenzione è la reazione che la gente aveva nel vederci nudi, anche se con loro avevano bambini: nessuna reazione, né stupita, né scandalizzata, ma solo sorrisini divertiti o di approvazione. L’unica volta che ho visto una reazione che definirei contraria, anche se composta e rispettosa, è stata quando abbiamo incontrato un gruppo di una trentina di escursionisti, i quali si sono messi da un lato, tutti girati verso il monte, a voltarci le spalle. Nessuno di loro ha detto niente, nessuno ha fatto facce strane. Io essendo in coda al gruppo, non ho visto la prima reazione al momento dell’incontro, ma la reazione così uniforme mi fa supporre che si limitassero a seguire le istruzioni del capo gruppo. Essendo in coda, mi sono portato in testa, per chiedere al nostro capofila, perché avessero reagito così, e lui, nel suo italiano stentato: «Sono cattolici…». Io gli ho risposto: «Anch’io sono cattolico». E lui ridendo: «Ma tu sei un cattolico pazzo». Ma non sono riuscito a farmi dire qual è stata la prima reazione all’impatto visivo. Comunque questo è tato l’unico evento di “non gradimento” che si è verificato nei miei tre anni di NEWT.
Per contro, più volte la nostra nudità è stata accettata anche nei rifugi e nei ristoranti, come del resto è stato anche nelle edizioni precedenti.
Vorrei inoltre raccontare un paio di piccoli aneddoti.
Il primo giorno Conxita (pron. Concita), una ragazza spagnola che studia cinematografia, ha fatto numerose interviste con la videocamera, con l’idea di proporle a qualche tv… non sa ancora bene… vedremo.
Una donna italiana ha avuto difficoltà ad arrivare perché non era riuscita a settare bene il navigatore, allora mi ha chiesto se potevo sistemarglielo per il ritorno. E così siamo entrati in macchina e l’ho sistemato. Poi per provarlo, per vedere come davale varie istruzioni, abbiamo fatto un giro, attorno alla borgata: qualche centinaio di metri, uscendo dal passo carrabile principale, facendo la strada del paese, e rientrando da una stradina laterale… tutto ok. Ah, dimenticavo un piccolo particolare: eravamo entrambi completamente nudi.
Ma tornando all’escursionismo, più che le parole, preferisco far parlare le immagini. Allego quindi alcune foto, principalmente finalizzate a far vedere il convivere della nudità con la presenza di altri escursionisti. Dopo averle viste, vorrei un vostro giudizio se in Italia si arriverà mai a poter scattare foto del genere…