Ciao a tutti.
Oggi io e Ettore abbiamo fatto la nostra seconda uscita naturista. Siamo andati dalla Scoffera al M. Candelozzo. Abbiamo praticamente ripetuto la camminata fatta la volta scorsa con Ligo, Boy, e Naturik (se ricordo bene), solo che stavolta non siamo arrivati fino a Capenardo, perché avevamo una macchina sola, e in più io non potevo fare tardi perché avevo un impegno. Già subito dopo il boschetto che sovrasta il paese di Scoffera, appena sparita la vista delle case, ci siamo spogliati, e abbiamo fatto tutto il giro in libertà. Abbiamo mangiato alla sommità del Candelozzo, e sempre in nudità abbiamo fatto la stessa strada dell’andata fino all’arrivo sopra al paese. Non abbiamo incontrato nessuno.
Ho pensato di ripeterlo (io l’ho fatto molte volte da solo, anche nudo), perché A) Ettore non l’aveva mai fatta; B) per provarla con l'ottica di proporla agli amici francesi, un po’ per la facilità del percorso, un po’ per la scarsa frequentazione e quindi per la tranquillità.
Su quest’ultimo punto però Ettore mi obiettava due fattori di dubbio: 1) la tranquillità del percorso e la scarsa frequentazione, potrebbe essere solo perché è un giorno feriale, ma se loro vengono di sabato/domenica, ci sarebbe qualche rischio in più; 2) la legge italiana e la mentalità corrente è più ostile verso il naturismo rispetto a quella francese, e farsi 200/300 Km per poi vedersi impossibilitati a fare una randonnue (o randonue? Non ho ancora capito come si scrive), potrebbero girare un po’ gli zebedei, no?
Io ho obiettato per il punto 1) che noi se ricordo bene l’abbiamo già fatto di domenica, per il punto 2) che in fase di organizzazione bisogna mettere bene in chiaro che si può garantire sulla percorribilità dei sentieri che si propongono, ma per la nudità, quella è sotto la responsabilità di ogni singolo, e che non si può garantirne la praticabilità in nudità. Cioè: se ci dovessero essere conseguenze spiacevoli (chessò, denunce, reazioni violente di qualche escursionista risentito, ecc.), queste non possono essere imputate all'organizzatore.
Questo lo metto in chiaro, perché in qualsiasi punto si organizza una randonue, bisogna ricordare sempre che siamo in Italia, cioè in un paese talebano, bigotto e arretrato. Finora a me è sempre andata bene, ma non posso garantire che sarà così anche in futuro.
Inserisco ora qualche foto, come al mio solito.