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Anche le più belle vacanze finiscono. Una volta ritornato, la casa sembra più piccola, mancano gli spazi aperti del villaggio.
Mi rendo conto però che ho ancora tanta voglia di uscire, libero.
Non lo credete? Ma stare nudo ormai è diventata per me una normalità. Fino a qualche settimana fa, solo al pensiero di essere nudo in un contesto non consueto, con altri, mi faceva vergognare. Invece adesso vorrei provare anche il trekking nudo. Questa sensazione provata al campeggio, di stare senza indumenti, non volevo chiuderla nell'armadio assieme a tutti gli oggetti vacanzieri, per tirarla fuori solo il prossimo anno.
Chiedo alla mia adorata moglie se anche lei ha voglia di fare una bella passeggiata l'indomani per finire in bellezza questi giorni di ferie, senza lavoro e senza vestiti.
"Ma certo" è la risposta felice.
Detto fatto, la mattina del giorno dopo, all'alba, si prepara lo zaino. Come al solito uno solo, perché l'adorabile dice sempre che basta e che poi si porta un po per ciascuno, che alla fine vuol dire che lei lo porta alla macchina e io durante la passeggiata.
Gli scarponi li mettiamo in auto, tanto li useremo appena arrivati. Prendiamo anche i k-way e una maglia più calda nel caso rinfrescasse facendo brutto tempo. Una bottiglia di acqua, un po di biscotti e cioccolata.
Si parte
Una volta arrivati al sentiero, mi levo subito la maglietta e tengo solo i pantaloncini, in attesa di allontanarci un po dalla strada. Quasi subito comincia la salita e con quella il caldo e il fiato corto. Non c'è più abbastanza fiato per le solite chiacchierate fra me e la mia moglie.
Dopo un altro tornante si fa la prima pausa e li ci siamo resi conto che eravamo soli, e ci togliamo anche quel poco di vestiti che ancora abbiamo addosso. " Non siamo mica nudi", dice scherzando mia moglie e indica gli scarponi ai piedi.
Non è facile spiegare la sensazione, ma da un momento all'altro mi sento più dentro la natura, noto subito un altra visione delle cose. Sarà perché i sensi sono più acuti? Chiaro che adesso sento tutto intorno a me perché ci faccio caso, non voglio essere sorpreso da altri frequentatori delle montagne. Non siamo in un villaggio nudista, ma nel sentiero Cai35.
Anche la salita sembra più facile, si va più piano, il vento che carezza il corpo, anche li, fa piacere.
Siamo giunti in cima alla salita e con questo anche fuori dal bosco della montagna. Una visione spettacolare, un prato enorme e in fondo la cima del monte. In lontananza altre persone sul nostro percorso ma nessuno fa caso a noi. Ci mettiamo un po nel prato per riprendere fiato e mangiare la cioccolata. Sdraiato, getto gli occhi verso il cielo, seguendo con lo sguardo i nuvoloni bianchi che di tanto in tanto attraversano la visuale Lo spettacolo ci porta piano piano un piacevole sopore e ci facciamo un sonnellino.
Mi sveglia il chiacchiericcio di un gruppo di gente, sono sulla nostra via, ma sono già passati sopra di noi. Uno si gira e mi guarda con un bel sorriso come se dicesse "beato te."
Si è fatto tardi e ci rendiamo conto che non ci interessa più raggiungere la vetta, così torniamo pian piano verso la macchina.
<Continua>