No, mischi due discorsi diversi.
Quella biblica è una realtà o teoria (realtà perché bene o male c'è una storia dell'evoluzione, poi raffinata col messaggio di amore e pace portato da un profeta o dio che sia, o un uomo illuminato che aveva capito che il mondo era a rotoli, se preferisci)(male perché anche se uno non lo vede come messaggio religioso, ne è innegabile l'evoluzione, vista ovviamente attraverso un filtro di ragionamento e intelligenza)
Insomma il ragionamento in cui ognuno nel suo io deve fare, non è se il mondo è nato ed evoluto in un certo modo, ma se tutto è nato è derivato da un dio o meno. Se uno crede ci sia un dio diventerà credente ( di Cristo, di Allah, di Budda, di manitu, di Shiva etc), se pensa che un dio non ci sia, ma che sia solo tutta chimica, combinazione di atomi e caos cosmico, allora sarà ateo. Problemi suoi, non ne altera la bontà,, ma non può negare l'evoluzione del'umanita. Come, quando perché: su qualcosa è disquisìbile, su altro meno. Se escludiamo tutto che rimane? Ma quello che già c'è: si chiama autodeterminazione. Tutti noi già dall'adolescenza facciamo una scelta, alcuni ci arrivano più tardi, altri prima. Ognuno di noi ad un certo punto della vita decide cosa è, cosa crede, e fino a che punto o in che modo mettere in pratica: religione, rapporti umani, politica etc etc
La storiella del pastore è riferita al rispetto di persone. La storiella racconta che il pastore abbandona il gregge per raccogliere l'agnello smarrito.
Che c'entra dare regole, impastoiarlo, dirgli quando mangiare o fare a,B,c. Un agnello smarrito, nell'esempio su cui stavo parlando, non è andare a prendere qualcuno per fargli fare chissà che, ma significa soccorrere chi è rimasto solo e sta soccombendo alle prepotenze di qualcun altro, spesso un branco, ma di lupi. Se soccorri l'agnello, è per permettergli di essere ciò che vuole, non per indottrinarlo.
Idem per te. Te sei te, meraviglioso è complicato allo stesso tempo come tutti.
Io? Io non sono un pastore, non voglio né branchi ne agnelli, né tantomeno seguaci.
C'è un forum dove ci sono delle regole, e in modi diversi dai normali forum, più difficili e spesso pericolosi, ma lo preferisco così, umano e non dottrinale.
C'è una vita, vera, fatta di persone che si vogliono bene e di altre che si approfittano di altri o che cercano di soccomberli sì proprio voleri. Dove posso, se posso, non mi tiro indietro e agisco: lavoro, casa, piazza. Alcuni capiscono altri no.