Scusate rispondo brevemente in o.t. e tralasciando alcune precisazioni su cos'è la satira.
Allora, il mio ragionamento base, non è decidere se le vignette di Hebdo erano "giuste" o "sbagliate". Sia in questo caso, che per gli eventi di un anno fa, la mia riflessione andava ancora più alla radice.
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a_fenice ha scritto:
Ci son rimasti pochi valori al mondo, valori come fede, sessualità, politica, amor di patria... e pochi altri.
Questi valori coinvolgono tutti coloro che ci credono, buoni o cattivi. Se devi colpire un uomo che sbaglia, ruba, è pedofilo e quant'altro, colpisci lui e chi gli da appoggio, non chi ha malauguratamente la stessa fede.
Se devi colpire un politico corrotto, colpisci lui, non chi ha fede in quella politica.
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perchè di tutti questi valori si può parlare liberamente, tranne che per la fede?
mi spiego meglio: su tutti c'è (o ci può essere ) un dibattito fra pari. Sulla Fede no.
Se si parla di sessualità, politica ecc... ognuno è libero di dire quello che vuole e anche di offendere. Ovviamente lo fa prendendosi la RESPONSABILITA' di ciò che dice e eventualmente ne paga le conseguenze. All'offesa magari si passa per vie legali, ma più o meno il trattamento è paritario per tutti gli orientamenti. Trattamento sia culturale che legale e dialettico.
Se si parla di Fede invece no. è intoccabile. Non se ne può parlare come si fa per gli altri argomenti che hai citato. Ci sono dogmi, convinzioni e leggi che la differenziano e lo rendono un argomento "superiore e intoccabile". E, mediamente, un uomo di fede (cardianli, papi ecc... ) può dire quello che vuole senza mai alcuna responsabilità civile. Se invece accade il contrario, si viene tacciati delle peggio cose. La cosa peggiore è proprio la barriera dell'intoccabilità (esclusiva dell'argomento fede) che impedisce ogni dialogo serio e costruttivo al dialogo.
è vero o no che SOLO l'argomento fede è così intoccabile?
*****e ora alcune riflessioni e ulteriori spiegazioni per chi ha voglia di leggerle******
*Siman, sull'esempio calcistico, mi hai perso completamente. Il calcio è l'unica cosa che proprio non mi entra in testa... è una mia tara mentale. Ma hai ragione e ho sbagliato io nel definire la satira contro la maggioranza. per maggioranza non intendevo "maggioranza numerica", ma il potere dominante. Mea culpa. (esempio rapido, la satira colpisce sempre i ricchi (minoranza numerica, ma al potere) e mai i poveri (maggioranza numerica senza potere))
**personalmente trovo fondamentale anche la differenza lessicale e di significato fra satira e comicità. Hanno modi, regole e finalità molto molto diverse. Per definizione di "Satira", mi rifaccio a Daniele Luttazzi che scrisse (breve estratto): Cos’è la satira
La satira è un punto di vista divertente (quello dell’autore) unito a un po’ di memoria (dei fatti commentati). (2004)
La satira, per definizione, è contro il potere. Contro ogni potere. E’ una combinazione di ribellione e irriverenza e mancanza di rispetto per l’autorità. (…) La satira è esercizio di libertà. (…) La satira dev’essere contro ogni potere. Anche contro il potere della satira. (2006)
I temi della satira
La satira, dai tempi di Aristofane, si occupa di quattro temi principali: politica, sesso, religione, morte. Ed è dai tempi di Aristofane che questi temi incontrano le maggiori resistenze da parte del pubblico. (2004)
Satira e comicità
Ogni autore (comico o satirico) intende suscitare la risata più grande possibile. La comicità ha più a che fare col corpo (la meccanicità di Bergson), la satira con le idee (il Super io di Freud è all’origine dell’umorismo e della satira, in quanto espressione dell’istanza parentale). Mi spiego meglio: la satira si serve del corpo ridicolo come strumento per dire altro (cfr Rabelais), mentre la comicità è solamente un corpo ridicolo (cfr Mr. Bean).La liberazione maggiore viene dalla satira: la comicità non intacca i tuoi valori, la satira invece può convertirti all’ignoto. La satira esprime un giudizio, la comicità no. È il motivo per cui alcuni spettatori si rifiutano di ridere a battute su temi per loro sensibili, temi cioè che riguardano la struttura del loro mondo di valori. Lenny Bruce diceva: «La realtà è quello che è, non quello che dovrebbe essere». Le ideologie, gli -ismi, le religioni vertono su “quello che dovrebbe essere”. La satira si occupa di ciò che è. Dal contrasto fra i due punti di vista nasce la risata. O l’offesa.
per chi vuole leggere tutto Cosa che consiglio caldamente):
https://luttazzifans.wordpress.com/2013/09/16/luttazzi-sulla-satira/
*** Sul fatto che la satira possa essere offensiva... è vero. Ma come ho detto sopra, chi la fa si prende le sue responsabilità. Mentre un Papa che osteggia la mia vita con dogmi di Fede e "comanda" la "morale"" di milioni di persone, sparato a mille dai media, non ha nessuna responsabilità... ecco, questo mi fa girare i cog***i a mille. La differenza di trattamento.