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Zeno ha scritto:
D'accordissimo con RogerHawk, gli articoli seri sono quelli di stampo accademico dove vengono evidenziati i metodi di studio, i campioni presi in esame e il perché essi siano rappresentativi per i problemi studiati. Stiamo parlando di scienze empiriche, pertanto queste informazioni non sono secondarie ai risultati ottenuti. Ovviamente il becero giornalismo (di cui sopra...) parte con la classica frase "Secondo uno studio dell'università dei bruscolini ..." e nulla sulla metodologia.
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già, studi accademici...peccato che quelli più "scandalistici" arrivano dalle università di vattelapesca, con target estero, non rintracciabile, per non dire della sequela dei nomi altisonanti .... perfettamente sconosciuti. Sembrano come quegli spot ameticani in cui appaiono decine di dottoroni che ti ammaliano con mille sproloqui di varia natura.
Tutto questo ovviamente pone ancora più sfiducia su tutto il sistema.
Come quando leggevo le ricerche di greenpeace sulle trivelle. Erano i primi a dire che trovavano qualcosa solo sui pali delle trivelle, sui mitili spazzini come le cozze, cioè accumuli di mesi se non anni si filtraggio delle acque. Quando poi si allontanavano un metro, non torvavano più nulla.
Altra cosa: come facciamo a sapere, a vagliare, a credere, se i metodi utilizzati sono validi, affidabili, se non poteva essere fatto di meglio, si più, di diverso, con risultati magari diametralmente opposti?
Certo di qualcuno tocca fidarsi.
Già, e di chi?
Di sicuro c'è del vero e più del vero, su tanti fattori: fumo, grassi trans, etc etc, ma vale davvero la pena di ammazzarsi nello stare bene basandosi su cose di cui nessuno ha certezze serie?
Perchè non ho certezze serie?
Perchè mi domando in primis: se una cosa fa male, perchè non viene vietata? E' tutto commercio e politica come per il fumo, per cui le sigarette rimangono perchè poi c'è troppa gente, monopolio in primis, che ci rimette? Come per i giochi di soldi, che prolificano nonostante la gente comincia ad ammazzarcisi per i debiti?
Forse.
Di secondo mi domando: ma l'industria di solito, quando sente soffiare un vento malevolo, cerca di porre rimedio da sola, prima di essere trascinata dentro. Vedi l'olio di palma. Perchè invece quasta insistenza feroce su cose ormai già conosciute?
Sere fa ero ad una cena. Portano una bottiglia di sorbetto confezionato. Cavolo, avranno fatto una crema? Assaggio, buono ma strano, sembrava si una crema, ma di quelle da spalmarsi addosso.
Curioso, trascinato da questi discorsi, son andato a leggere gli ingredienti.
L'unico elemento naturale era il 7% di succo di limone. Mi aspettavo qualche conservante, ovviamente, ma invece ho trovato un concentrato di chimica. Nemmeno il latte per la crema. IN più l'avvertenza ormai comune: potrebbero esserci tracce si pinco, pallo, pesce, etc etc [:0][:0][:0]
ok, morale: tra diffidenza dei predicatori, dei guaritori, dei propinatori di maialate, da chi dovrebbe proteggerti per mandato istituzionale, di chi fidarsi ancora?
Di quasi nessuno direi. Difendersi del tutto è impossibile.
Applicare le protezioni normali ancor di più: non sai cosa effettivamente fa male, cosa uccide, cosa ammala.
E ti domandi: ma 100 anni fa che succedeva? Come vivevano fino ad un secolo fa, quando l'industrializzazione era sconosciuta, quando la chimica si occupava di varichina e bombe?
Vivevano senza industria, mangiando le cose più varie e miscelate, e il più possibile autoprodotte.
Applicabile in tutto? No di sicuro, soprattutto per chi sta in città.
Ma rinunciare a ciò che è chimico, preconfezionato, non è difficile. Senza rivolgersi a quello che credo sia un falso BIO, stracaro, e cercare di stare il più possibile in linea con la tradizione sia il sistema più salutare in assoluto.
Poca carne in genere, molta verdura, ben lavata come minimo, mangiare poco, variato, senza tante menate e senza ammalarsi di autoprotezionismo, credo sia la tecnica il più possibile vicino ad un'idea di salute.
Poi.... speriamo che me la cavo.....