Olio di palma

a_fenice 25/10/2016 23:23 15.331 Visite
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03/02/2017 11:52
a_fenice ha scritto: … ma forse … chissà… su qualche altro fronte potrei batterti [:0][:0]
Olimpiadi per esempio? [;)] [:81][:81][:81][:81][:81][:81]
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09/02/2017 21:09
La ricerca non è quasi mai neutrale ovvero bisognerebbe sapere chi l'ha finanziata e perché. Di conseguenza mi sembra ovvio che chi possiede grandi capitali, come per esempio le multinazionali, ha più possibilità di finanziare la ricerca ed i ricercatori, ipotizzo per la grande maggioranza, ci tengono a ricevere finanziamenti, a fare carriera ed ad avere uno stipendio sicuro. Ora se ci sono ricerche che vanno contro i grossi interessi economici capite perché, in linea generale, le ritengo più attendibili. Poi ci possono essere eccezioni ed altre finalità come in tutte le cose.
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09/02/2017 23:09
Io di base non dubito di una ricerca, ma delle conclusioni che traggono. Anche se pure delle ricerche… parliamone!!! Nessuno scrive mai si quali basi ha fatto calcoli e statistiche. Tipo la storia dei 140 kg procapite di cibo buttato via etc etc
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09/02/2017 23:20
a_fenice ha scritto:
Io di base non dubito di una ricerca, ma delle conclusioni che traggono. Anche se pure delle ricerche… parliamone!!! Nessuno scrive mai si quali basi ha fatto calcoli e statistiche. Tipo la storia dei 140 kg procapite di cibo buttato via etc etc
È inutile girarci intorno, come ho già detto precedentemente, è ovvio e umano che uno creda alla campana che suona la musica che lui preferisce.
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RogerHawk
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11/02/2017 14:50
Eroe ha scritto:
La ricerca non è quasi mai neutrale ovvero bisognerebbe sapere chi l'ha finanziata e perché. Di conseguenza mi sembra ovvio che chi possiede grandi capitali, come per esempio le multinazionali, ha più possibilità di finanziare la ricerca ed i ricercatori, ipotizzo per la grande maggioranza, ci tengono a ricevere finanziamenti, a fare carriera ed ad avere uno stipendio sicuro. Ora se ci sono ricerche che vanno contro i grossi interessi economici capite perché, in linea generale, le ritengo più attendibili. Poi ci possono essere eccezioni ed altre finalità come in tutte le cose.
La ricerca scientifica vera, riconfermata peer-reviewed, è neutrale e attendibile, fino a che non venga eventualmente invalidata a sua volta con lo stesso metodo. E' ovviamente orientata,settoriale. Inoltre è possibile sapere da chi è stata finanziata, da dove arrivano i dati statistici e ogni altra informazione, sono gli stessi ricercatori a doverlo pretendere per le dovute riconferme. Naturalmente le ricerche finanziate da multinazionali 'alimentari' o farmaceutiche hanno certi precisi interessi, anche economici, il vero limite, se c'è scientificità, è appunto l'indirizzo della ricerca, che è sempre specialistica. Se i risultati non sono loro "graditi", li devono accettare comunque, o commissionare nuovi studi, perseguire altre direzioni e rifinanziare altre ricerche. Che forniranno comunque altri dati teorici e sperimentali, potenzialmene utili. Gli esiti attuali delle ricerche sull'idrogenazione e gli acidi grassi trans degli alimenti idrogenati non sono contestati da nessuna fonte autorevole,seria, qualificata e nemmeno da siti generalisti normali. Lo stesso vale, ad esempio, per le criticità di un consumo eccessivo di grassi saturi o di certi valori di colesterolo (in part.,LDL) che va tenuto sotto controllo. Così come sono largamente noti i rischi dell'obesità e dell'ipertensione perchè predispongono allo sviluppo futuro di gravi patologie. O le nocività del tabagismo e dell'alcolismo,ormai appurate. Certo bisogna accettare le risultanze anche quando non piacciono, senza voler mai forzare la realtà alle proprie tesi o, tanto peggio, ai personali preconcetti. Questo è un prerequisito.
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11/02/2017 21:42
D'accordissimo con RogerHawk, gli articoli seri sono quelli di stampo accademico dove vengono evidenziati i metodi di studio, i campioni presi in esame e il perché essi siano rappresentativi per i problemi studiati. Stiamo parlando di scienze empiriche, pertanto queste informazioni non sono secondarie ai risultati ottenuti. Ovviamente il becero giornalismo (di cui sopra...) parte con la classica frase "Secondo uno studio dell'università dei bruscolini ..." e nulla sulla metodologia.
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11/02/2017 23:28
Zeno ha scritto:
D'accordissimo con RogerHawk, gli articoli seri sono quelli di stampo accademico dove vengono evidenziati i metodi di studio, i campioni presi in esame e il perché essi siano rappresentativi per i problemi studiati. Stiamo parlando di scienze empiriche, pertanto queste informazioni non sono secondarie ai risultati ottenuti. Ovviamente il becero giornalismo (di cui sopra...) parte con la classica frase "Secondo uno studio dell'università dei bruscolini ..." e nulla sulla metodologia.
già, studi accademici...peccato che quelli più "scandalistici" arrivano dalle università di vattelapesca, con target estero, non rintracciabile, per non dire della sequela dei nomi altisonanti .... perfettamente sconosciuti. Sembrano come quegli spot ameticani in cui appaiono decine di dottoroni che ti ammaliano con mille sproloqui di varia natura. Tutto questo ovviamente pone ancora più sfiducia su tutto il sistema. Come quando leggevo le ricerche di greenpeace sulle trivelle. Erano i primi a dire che trovavano qualcosa solo sui pali delle trivelle, sui mitili spazzini come le cozze, cioè accumuli di mesi se non anni si filtraggio delle acque. Quando poi si allontanavano un metro, non torvavano più nulla. Altra cosa: come facciamo a sapere, a vagliare, a credere, se i metodi utilizzati sono validi, affidabili, se non poteva essere fatto di meglio, si più, di diverso, con risultati magari diametralmente opposti? Certo di qualcuno tocca fidarsi. Già, e di chi? Di sicuro c'è del vero e più del vero, su tanti fattori: fumo, grassi trans, etc etc, ma vale davvero la pena di ammazzarsi nello stare bene basandosi su cose di cui nessuno ha certezze serie? Perchè non ho certezze serie? Perchè mi domando in primis: se una cosa fa male, perchè non viene vietata? E' tutto commercio e politica come per il fumo, per cui le sigarette rimangono perchè poi c'è troppa gente, monopolio in primis, che ci rimette? Come per i giochi di soldi, che prolificano nonostante la gente comincia ad ammazzarcisi per i debiti? Forse. Di secondo mi domando: ma l'industria di solito, quando sente soffiare un vento malevolo, cerca di porre rimedio da sola, prima di essere trascinata dentro. Vedi l'olio di palma. Perchè invece quasta insistenza feroce su cose ormai già conosciute? Sere fa ero ad una cena. Portano una bottiglia di sorbetto confezionato. Cavolo, avranno fatto una crema? Assaggio, buono ma strano, sembrava si una crema, ma di quelle da spalmarsi addosso. Curioso, trascinato da questi discorsi, son andato a leggere gli ingredienti. L'unico elemento naturale era il 7% di succo di limone. Mi aspettavo qualche conservante, ovviamente, ma invece ho trovato un concentrato di chimica. Nemmeno il latte per la crema. IN più l'avvertenza ormai comune: potrebbero esserci tracce si pinco, pallo, pesce, etc etc [:0][:0][:0] ok, morale: tra diffidenza dei predicatori, dei guaritori, dei propinatori di maialate, da chi dovrebbe proteggerti per mandato istituzionale, di chi fidarsi ancora? Di quasi nessuno direi. Difendersi del tutto è impossibile. Applicare le protezioni normali ancor di più: non sai cosa effettivamente fa male, cosa uccide, cosa ammala. E ti domandi: ma 100 anni fa che succedeva? Come vivevano fino ad un secolo fa, quando l'industrializzazione era sconosciuta, quando la chimica si occupava di varichina e bombe? Vivevano senza industria, mangiando le cose più varie e miscelate, e il più possibile autoprodotte. Applicabile in tutto? No di sicuro, soprattutto per chi sta in città. Ma rinunciare a ciò che è chimico, preconfezionato, non è difficile. Senza rivolgersi a quello che credo sia un falso BIO, stracaro, e cercare di stare il più possibile in linea con la tradizione sia il sistema più salutare in assoluto. Poca carne in genere, molta verdura, ben lavata come minimo, mangiare poco, variato, senza tante menate e senza ammalarsi di autoprotezionismo, credo sia la tecnica il più possibile vicino ad un'idea di salute. Poi.... speriamo che me la cavo.....
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12/02/2017 07:49
Se l'unico modo per stare alla lontana da cibi spazzatura,(leggere ultima frase scritta da FENICE)di cui condivido,come mai stiamo ancora qui a parlare di ARTICOLI VARI? Maaaaaaaaa..........
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12/02/2017 11:12
maurobuio ha scritto:
Se l'unico modo per stare alla lontana da cibi spazzatura,(leggere ultima frase scritta da FENICE)di cui condivido,come mai stiamo ancora qui a parlare di ARTICOLI VARI? Maaaaaaaaa..........
perchè non abbiamo di meglio da fare e ci passiamo il tempo [:)][:)][:)][:)][:)]
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12/02/2017 13:22
ahahahah...... OK.
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13/02/2017 23:40
ah proposito di studi accademici....vi riporto un articolo su un convegno che si è tenuto proprio su questo tema a napoli, presso l'università Federico II -------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- L'olio di palma non è colpevole: la scienza dimostra che non fa male e che le possibilità di lavorarlo senza rischi esistono e vengono utilizzate dalle migliori industrie alimentari. È il verdetto che ha concluso il convegno-processo tenuto a Napoli al Dipartimento di Farmacia dell'Università Federico II, per andare oltre gli allarmismi mediatici e fare chiarezza scientifica sull'ingrediente da anni sotto accusa. Ai lavori hanno partecipato, tra gli altri, i professori Marco Silano dell'Istituto Superiore di Sanità e Gabriele Riccardi della Scuola di Medicina dell'Università napoletana. L'olio di palma, secondo i relatori, solo se lavorato a temperature sopra i 200 gradi e senza adeguati controlli tecnologici potrebbe sviluppare alcune sostanze potenzialmente nocive. E questo le industrie italiane più innovative lo sanno bene, avendo trovato il modo di eliminare il rischio di agenti cancerogeni con strutture di ricerca qualificate al loro interno. È stato poi affrontato il profilo lipidico dell'olio di palma, sottolineando però che nella dieta giornaliera di un adulto i grassi saturi assimilati da prodotti, che potenzialmente lo contengono, sono pochissimi rispetto a quelli assunti con altri cibi quali carni e formaggi. Diverso il capitolo dei bambini che necessitano di molti acidi grassi saturi nelle primissime fasi di vita, come ha ricordato Benvenuto Cestaro, docente della scuola di dottorato in Nutrizione Clinica e Sperimentale dell'Università di Milano. Il latte materno, ad esempio, contiene parecchi grassi saturi e la metà di essi è costituita proprio dall'acido palmitico di cui l'olio di palma è molto ricc
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14/02/2017 00:57
e dopo queste asserzioni, da domani su tutto torna l'olio di palma, soprattuto sui cibi destinati ai piccoli, e si farano un vanto di dire "CON OLIO DI PALMA" [:0][:0][:0][:0][:0]
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14/02/2017 09:14
pieros_it ha scritto:
ah proposito di studi accademici....vi riporto un articolo su un convegno che si è tenuto proprio su questo tema a napoli, presso l'università Federico II -------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- L'olio di palma non è colpevole: la scienza dimostra che non fa male e che le possibilità di lavorarlo senza rischi esistono e vengono utilizzate dalle migliori industrie alimentari. È il verdetto che ha concluso il convegno-processo tenuto a Napoli al Dipartimento di Farmacia dell'Università Federico II, per andare oltre gli allarmismi mediatici e fare chiarezza scientifica sull'ingrediente da anni sotto accusa. Ai lavori hanno partecipato, tra gli altri, i professori Marco Silano dell'Istituto Superiore di Sanità e Gabriele Riccardi della Scuola di Medicina dell'Università napoletana. L'olio di palma, secondo i relatori, solo se lavorato a temperature sopra i 200 gradi e senza adeguati controlli tecnologici potrebbe sviluppare alcune sostanze potenzialmente nocive. E questo le industrie italiane più innovative lo sanno bene, avendo trovato il modo di eliminare il rischio di agenti cancerogeni con strutture di ricerca qualificate al loro interno. È stato poi affrontato il profilo lipidico dell'olio di palma, sottolineando però che nella dieta giornaliera di un adulto i grassi saturi assimilati da prodotti, che potenzialmente lo contengono, sono pochissimi rispetto a quelli assunti con altri cibi quali carni e formaggi. Diverso il capitolo dei bambini che necessitano di molti acidi grassi saturi nelle primissime fasi di vita, come ha ricordato Benvenuto Cestaro, docente della scuola di dottorato in Nutrizione Clinica e Sperimentale dell'Università di Milano. Il latte materno, ad esempio, contiene parecchi grassi saturi e la metà di essi è costituita proprio dall'acido palmitico di cui l'olio di palma è molto ricc
Il fatto è che è più facile avere un seguito dicendo "fa male" piuttosto che un misero "non è peggio di altri". Se pensiamo che ci sono persone che vorrebbero far togliere il premio nobel e la quarantina di lauree Honoris causa a Sabin...è tutto detto. Se affermi che la ruota e il fuoco sono state invenzioni eccezionali non ti caga nessuno, ma se sciorini i numeri delle vittime di incidenti stradali e ferroviari e di quelli negli incendi, diventi un guru di primaria importanza e i link delle tue affermazioni verranno postati in ogni dove. [;)]
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RogerHawk
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14/02/2017 20:27
pieros_it ha scritto:
ah proposito di studi accademici....vi riporto un articolo su un convegno che si è tenuto proprio su questo tema a napoli, presso l'università Federico II -------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- L'olio di palma non è colpevole: la scienza dimostra che non fa male e che le possibilità di lavorarlo senza rischi esistono e vengono utilizzate dalle migliori industrie alimentari. È il verdetto che ha concluso il convegno-processo tenuto a Napoli al Dipartimento di Farmacia dell'Università Federico II, per andare oltre gli allarmismi mediatici e fare chiarezza scientifica sull'ingrediente da anni sotto accusa. Ai lavori hanno partecipato, tra gli altri, i professori Marco Silano dell'Istituto Superiore di Sanità e Gabriele Riccardi della Scuola di Medicina dell'Università napoletana. L'olio di palma, secondo i relatori, solo se lavorato a temperature sopra i 200 gradi e senza adeguati controlli tecnologici potrebbe sviluppare alcune sostanze potenzialmente nocive. E questo le industrie italiane più innovative lo sanno bene, avendo trovato il modo di eliminare il rischio di agenti cancerogeni con strutture di ricerca qualificate al loro interno. È stato poi affrontato il profilo lipidico dell'olio di palma, sottolineando però che nella dieta giornaliera di un adulto i grassi saturi assimilati da prodotti, che potenzialmente lo contengono, sono pochissimi rispetto a quelli assunti con altri cibi quali carni e formaggi. Diverso il capitolo dei bambini che necessitano di molti acidi grassi saturi nelle primissime fasi di vita, come ha ricordato Benvenuto Cestaro, docente della scuola di dottorato in Nutrizione Clinica e Sperimentale dell'Università di Milano. Il latte materno, ad esempio, contiene parecchi grassi saturi e la metà di essi è costituita proprio dall'acido palmitico di cui l'olio di palma è molto...
La "scienza" ha poco o nulla a che fare con un "convegno".Questo è un incontro dei tantissimi in cui emergono spunti, chiarimenti o rettifiche. I risultati scientifici derivano da studi LUNGHI, peer-review, con fonti scientifiche, dati verificabili, esperimenti ripetibili e pubblicazioni autorevoli su riviste e siti qualificati, dove si valutano gli esiti comprovati e condivisi e le eventuali divergenze. Questo esemplifica proprio quanto scrivevo in precedenza. Da un convegno all'altro, a seconda dei relatori invitati e promotori vari, si enfatizzerà un aspetto o l'altro della questione, da una certa prospettiva rispetto a un'altra. O si offrirà una sintesi orientata. Alcune informazioni quotate sono a dir poco fuorvianti e altre pura disinformazione. L'olio di palma è un olio mediocre, ha troppi grassi saturi, gli alimenti industriali che lo contengono sono tantissimi (e ripeto che da qui è emerso il problema), i problemi ambientali che ha causato in passato sono pure molti e ampiamente documentati. Non è un olio NOCIVO come tale, chi aveva fatto allarmismo(online enon) si appoggiava infatti su "convegni" e articoletti di segno opposto e pubblicazioni online depistanti e parziali. Il problema che era stato denunciato in origine, correttamente, non era la sua tossicità tout court (che ribadisco, non esiste), ma la sua estrema diffusione, quasi onnicomprensiva nei prodotti alimentari industriali. E i problemi che ne potevano derivare. Per questo una sua assunzione abbondante indiscriminata può essere molto poco salutare. Inoltre, fino a pochissimi anni fa, NON si conosceva la presenza specifica di quest'olio negli alimenti, perchè ricadeva nella dicitura generica degli "olii vegetali". Da qui era emersa una richiesta di trasparenza,sacrosanta, che ha portato a scoprirlo pressochè ovunque. Uno o due nutrizionisti e un convegno a un dipartimento di farmacia NON sono "la scienza" (che è innanzitutto metodo e ricerche multiple qualificate e convergenti) e NON emettono alcun "verdetto". Nella scienza poi i verdetti definitivi non esistono mai. Sarei curioso di conoscere la fonte dell' "articolo" postato...
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14/02/2017 20:44
RogerHawk ha scritto:
RogerHawk ha scritto:
[quote]pieros_it ha scritto:
ah proposito di studi accademici....vi riporto un articolo su un convegno che si è tenuto proprio su questo tema a napoli, presso l'università Federico II -------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- L'olio di palma non è colpevole: la scienza dimostra che non fa male e che le possibilità di lavorarlo senza rischi esistono e vengono utilizzate dalle migliori industrie alimentari. È il verdetto che ha concluso il convegno-processo tenuto a Napoli al Dipartimento di Farmacia dell'Università Federico II, per andare oltre gli allarmismi mediatici e fare chiarezza scientifica sull'ingrediente da anni sotto accusa. Ai lavori hanno partecipato, tra gli altri, i professori Marco Silano dell'Istituto Superiore di Sanità e Gabriele Riccardi della Scuola di Medicina dell'Università napoletana. L'olio di palma, secondo i relatori, solo se lavorato a temperature sopra i 200 gradi e senza adeguati controlli tecnologici potrebbe sviluppare alcune sostanze potenzialmente nocive. E questo le industrie italiane più innovative lo sanno bene, avendo trovato il modo di eliminare il rischio di agenti cancerogeni con strutture di ricerca qualificate al loro interno. È stato poi affrontato il profilo lipidico dell'olio di palma, sottolineando però che nella dieta giornaliera di un adulto i grassi saturi assimilati da prodotti, che potenzialmente lo contengono, sono pochissimi rispetto a quelli assunti con altri cibi quali carni e formaggi. Diverso il capitolo dei bambini che necessitano di molti acidi grassi saturi nelle primissime fasi di vita, come ha ricordato Benvenuto Cestaro, docente della scuola di dottorato in Nutrizione Clinica e Sperimentale dell'Università di Milano. Il latte materno, ad esempio, contiene parecchi grassi saturi e la metà di essi è costituita proprio dall'acido palmitico di cui l'olio di palma è molto...
La "scienza" ha poco o nulla a che fare con un "convegno".Questo è un incontro dei tantissimi in cui emergono spunti, chiarimenti o rettifiche. I risultati scientifici derivano da studi LUNGHI, peer-review, con fonti scientifiche, dati verificabili, esperimenti ripetibili e pubblicazioni autorevoli su riviste e siti qualificati, dove si valutano gli esiti comprovati e condivisi e le eventuali divergenze. Questo esemplifica proprio quanto scrivevo in precedenza. Un articolo sensazionalistico su un "incontro" programmato. Da un convegno all'altro, a seconda dei relatori invitati e promotori vari, si enfatizzerà un aspetto o l'altro della questione, da una certa prospettiva rispetto a un'altra. O si offrirà una sintesi orientata. Alcune informazioni quotate sono a dir poco fuorvianti e altre pura disinformazione. L'olio di palma è un olio mediocre, ha troppi grassi saturi, gli alimenti industriali che lo contengono sono tantissimi (e ripeto che da qui è emersa la questione), i problemi ambientali che ha causato in passato sono pure molti e ampiamente documentati. Non è un olio NOCIVO come tale, chi aveva fatto allarmismo(online enon) si appoggiava infatti su "convegni" e articoletti di segno opposto e pubblicazioni online depistanti e parziali. Il problema che era stato denunciato in origine, correttamente, non era la sua tossicità tout court (che ribadisco, non esiste), ma la sua estrema diffusione, quasi onnicomprensiva nei prodotti alimentari industriali. E i problemi, anche seri, che ne potevano derivare. Per questo una sua assunzione abbondante indiscriminata può essere molto poco salutare. Inoltre, fino a pochissimi anni fa, NON si conosceva la presenza specifica di quest'olio negli alimenti, perchè ricadeva nella dicitura generica degli "olii vegetali". Da qui era emersa una richiesta di trasparenza,sacrosanta, che ha portato a scoprirlo pressochè ovunque. Uno o due nutrizionisti e un convegno a un dipartimento di farmacia NON sono "la scienza" (che è innanzitutto metodo e ricerche multiple qualificate e convergenti) e NON emettono alcun "verdetto". Nella scienza poi i verdetti definitivi non esistono mai. Sarei curioso di conoscere la fonte dell' "articolo" postato... 6
Grazie molto bello leggerti
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