Olio di palma

a_fenice 25/10/2016 23:23 15.338 Visite
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14/02/2017 23:53
RogerHawk ha scritto: Uno o due nutrizionisti e un convegno a un dipartimento di farmacia NON sono "la scienza" (che è innanzitutto metodo e ricerche multiple qualificate e convergenti) e NON emettono alcun "verdetto". Nella scienza poi i verdetti definitivi non esistono mai. Sarei curioso di conoscere la fonte dell' "articolo" postato...
perdonami ma non mi piace quando per avvalorare la propia tesi si discredita a prescindere chiunque dica cose opposte.....prima ti schieri contro quelli che fanno disinformazione e poi proprio tu definisci "nutrizionista" un professore dell'Istituto Superiore di sanità .....ti ricordo che l' Istituto Superiore di Sanità è il principale centro di ricerca, controllo e consulenza scientifico-tecnica in materia di sanità pubblica in Italia....quindi non parliamo di "Totò e Peppino"....
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RogerHawk
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15/02/2017 01:02
pieros_it ha scritto:
RogerHawk ha scritto: Uno o due nutrizionisti e un convegno a un dipartimento di farmacia NON sono "la scienza" (che è innanzitutto metodo e ricerche multiple qualificate e convergenti) e NON emettono alcun "verdetto". Nella scienza poi i verdetti definitivi non esistono mai. Sarei curioso di conoscere la fonte dell' "articolo" postato...
perdonami ma non mi piace quando per avvalorare la propia tesi si discredita a prescindere chiunque dica cose opposte.....prima ti schieri contro quelli che fanno disinformazione e poi proprio tu definisci "nutrizionista" un professore dell'Istituto Superiore di sanità .....ti ricordo che l' Istituto Superiore di Sanità è il principale centro di ricerca, controllo e consulenza scientifico-tecnica in materia di sanità pubblica in Italia....quindi non parliamo di "Totò e Peppino"....
Nessun "discredito a prescindere" di qualcuno che dica "cose opposte".Ben lungi da me. Le tesi le devono "avvalorare" i dati scientifici e ulteriori studi eventualmente convergenti. La disinformazione nell'articolo c'è e ho specificato anche dove. Quanto è riportato così com'è riportato è antiscientifico. E un singolo convegno non sancisce un bel niente. Io mi riferivo alla presenza e intervento del docente di nutrizione (e altri nutrizionisti che intervengono sempre in questi convegni), NON ai professori dell' ISS. Se gradisci posso lasciare link a studi qualificati peer-review con vari link e fonti anche di altre ricerche, piuttosto recenti, che contrastano la demonizzazione dell'olio di palma, pur essendo ancora limitate a campioni ristretti come specificato nei documenti. (sono in inglese). Il secondo studio,invece, è sull'impatto ambientale ed è pieno di dati. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4365303/ http://journals.plos.org/plosone/article?id=10.1371/journal.pone.0159668 Ecco invece un riepilogo molto generico, in italiano, dell'airc, che ribadisce alcune sagge ovvietà, consigliando la variazione nella dieta http://www.airc.it/cancro/disinformazione/olio-di-palma-cancerogeno/ Il problema fondamentale,lo ripeto per l'ennesima volta, di quest'olio, NON è tanto in sè, nè per il suo sporadico uso, ma che i consumatori (anche loro malgrado, cioè a loro insaputa), ne hanno abusato per anni in quanto pressochè onnipresente in una valanga di prodotti alimentari industriali che lo contengono(e lo contenevano) in percentuali variabili ma non irrilevanti,e non indicate, fino a pochi anni fa. E' stato il suo frequente se non sistematico abuso a renderlo problematico, oltre alla questione dell'eccessivo impatto ambientale, che almeno fino a un recente passato c'è stata certamente.Ma non è facilmente sostituibile su larga scala,anche perchè le alternative sono più care(per ora). Ciao, 'notte
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15/02/2017 08:40
Strano questo modo di parlare. Un convegno scientifico, soprattutto tenuto da una università, non è fatto per distribuire barzellette. Un convegno è fatto per distribuire informazioni, comprovate e condivise, allo stesso modo di quello che fa una rivista scientifica. Solo che la rivista prende il testo è lo pubblica come Vangelo, un convegno fa di che ci sia dibattito tra scienziati paritetici, contestazioni id avalli. Ciò che viene trattato in un convegno è molto più valido di quanto emesse da una rivista, che fa solo il lavoro di pubblicazione: non ha motivo ne mezzi di verificare i dati arrivati. Cosa che invece avviene in un convegno. Al di là di tutto mi pare che si stia litigando tra chi dice le stesse cose, tra l'altro già ben evidenziate all'inizio del Topic. Basta leggere le ultime tre fonti che hai riportato, e con termini diversi dicono tutte le stesse cose. L'olio di palma non è ne meglio né peggio di ogni altro grasso simile, animale come il burro o vegetale come mais e girasole. Non fa bene, se abusato, ma essendo pari pari agli altri, fa parte della categoria pericolosi a prescindere, ma non per questo è più tossico degli altri. Anche il problema deforestazione è solo un problema locale, che tra l'altro aumenterà appena si sarà trasformata la richiesta. E in modo peggiorativo. Se oggi occorre 100 per avere la quantità di olio necessario, domani occorrerà 150 o 200 per avere la stessa quantità d'olio da altre piante. Di fatto tutti concordano che il problema vero è "come ci si alimenta oggi", che sia parla burro girasole o quant'altro. Ma la guerra è stata fatta solo alla palma. E vengono in mente tante strategie strane di moda oggi: gettiamo fango verso le coltivazioni estere e sosteniamo quelle che possono essere fatte in Italia, … e non proseguo, c'è abbastanza intelligenza al mondo per capire come vanno queste cose Ma quello che mi fa davvero senso, è come certi "salutisti" aprono la bocca solo per parlare, gettano terrorismo, e non nozioni di salute pubblica. Che in tutta questa vicenda ne avessi sentito uno che dicesse; torniamo all'alimentazione naturale, evitando quanto più possibile l'industria. Unica vera e soluzione alimentare esistente. Questi sono dati di fatto. Altro che giuggiole.
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15/02/2017 09:32
a_fenice ha scritto: Ma quello che mi fa davvero senso, è come certi "salutisti" aprono la bocca solo per parlare, gettano terrorismo, e non nozioni di salute pubblica. Che in tutta questa vicenda ne avessi sentito uno che dicesse; torniamo all'alimentazione naturale, evitando quanto più possibile l'industria. Unica vera e soluzione alimentare esistente. Questi sono dati di fatto. Altro che giuggiole.
Se si ragiona all'interno della propria soggettiva realtà, dici senz'altro bene. Ma non si può eseguire l'equazione "io + qualche altro amico, meno la deforestazione, diviso le società alimentari multinazionali" non funziona così. Io credo che i salutisti siano (nella stragrande maggioranza) anche dei ferventi difensori dell'ecologismo in senso stretto. Tutto questo parlare della nocività di alcuni alimenti va di pari passo con l'allarme deforestazione. Ragionano male? Assolutamente no ma...ragionano stando avulsi dalla realtà rinchiusi ermeticamente all'interno dei loro sogni aulici. Quando sento dire: "io vado dal contadino vicino e acquisto i suoi prodotti", mi viene in mente il ridere. (scusatemi) Vivo in un piccolo centro costiero con meno di 11.000 anime e in pochi minuti posso trovarmi fuori dall'abitato e in vicinanza di qualche coltivazione. Come me, sono convinto, moltissimi altri, qui dentro, hanno le medesime caratteristiche logistiche/residenziali. Quello che mi stupisce è la loro miopia ragionando sull'intero pianeta... ...facciamo i classici conti della serva: https://it.wikipedia.org/wiki/Citt%C3%A0_del_mondo_per_popolazione aprendo il link troverete l'elenco delle più grandi metropoli mondiali (New York è al 17° posto mentre Roma è al 62°)...i dati interessanti li troverete guardando verso destra alla voce densità per km quadrato. Come è umanamente possibile ipotizzare un "usciamo tutti da casa, e andiamocene belli belli dal contadino a comprarci la carotina e il radicchietto che ci fanno tanto bene" da parte della maggior parte dei "terrestri"? O sganciate qualche atomica (speriamo di no!!!!) o rendetevi conto che ormai i cibi devono essere prodotti con conservanti e con ingredienti il più economici possibili. Immagine utente Immagine utente
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15/02/2017 11:15
O Siman se solo cominciamo pensare alla propria salute senza avere questa idea assurda di salvare il mondo cominciando dalle altri. Ogni uno di noi sà benissimo quello che li farebbe bene o quello che li farebbe male. Leggo volentieri i vostri commenti, tiro fori quello per me interessante e cambia se utile o possibile le mie abitudine. Non smetto di coltivare il mio orto solo perché ci sono realtà che queste possibilità non hanno. Io penso che ogni uno e maestro della propria vita, almeno qui da noi. E se ogni uno di noi ha trovato il suo modo di vivere mangiare e di socializzare in modo che e felice e sano sarebbe il miglior modo di cambiare il mondo, che tanto comincia dentro di noi.
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15/02/2017 11:33
Assolutamente e indiscutibilmente si, Ralf. Ma quelle che tu chiami "idee assurde per salvare il mondo" non le ho mai poste io ma eventualmente molti dei tanti link che ogni tanto ci vengono dispensati con generosità. Un conto è ragionare sul buon (o meno buono) regime alimentare che ognuno decide di avere, ben altro poter solo lontanamente pensare che siccome tu (ti prendo solo come esempio e non per critica) hai la fortuna di possedere un orticello, oppure non acquisti prodotti a lunga conservazione (ed economici), la deforestazione e le coltivazioni intensive possano scomparire. L'olio di palma serviva a sostituire soprattutto il burro che è impossibile produrre in tali quantità e son sicuro che, eliminato tale prodotto, ne verrà usato un altro che non è certo sia meno deleterio del precedente. L'alternativa è affamare le grandi concentrazioni abitative e non riguardo le megalopoli ma anche le normali città. Ad oggi, infatti, più della metà della popolazione mondiale vive in concentrazioni urbane. Come le sfami senza conservanti e rinunciando ad ingredienti che puoi ottenere da coltivazioni e zootecnie intensive, rubando territori selvatici? Tu mangerai sicuramente sano e fai bene a vantartene ed esserne soddisfatto, ma non sarà certo la tua condotta esemplare a salvare l'Amazzonia. Per questo il nocciolo del mio discorso è: -mangia pure sano per tuo piacere e salute, ma lascia perdere la speranza di invertire l'attuale sistema produttivo alimentare-
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15/02/2017 12:02
Sarà che non cambio il mondo ma almeno sto bene
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15/02/2017 12:10
dingopino ha scritto:
Sarà che non cambio il mondo ma almeno sto bene
[:245][:245][:245] è ciò che intendevo. P.S. In ogni caso, ad oggi, abbiamo persone ottuagenarie, nonagenarie e centenarie che si alimentano presso la grande distribuzione. Aspettiamo una cinquantina d'anni per vedere quanto campano di più quelli che hanno deciso di eliminare carne e salumi e scegliere il regime vegano. D'altronde, ormai, pare si vada avanti (giustamente) solo a studi scientifici sul campo e a colpi di percentuali. [;)]
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15/02/2017 13:29
Perdonami Siman, ma non ho mai trovato costruttivi i discorsi fatalistici, del tipo la mia sola parte non conta nulla su miliardi di persone, quindi non lo faccio, anche se ne sono convinto. E' da quando veniamo al mondo che abbiamo un solo corpo, una sola mente, una sola vita. Ed è sempre e solo quella che gestiamo. Per cui il tuo fatalismo è pura tautologia. Sii ciò che vuoi essere, e nel tuo piccolo puoi dare una grande mano. Da quando penso a quello che posso fare come singolo, vivo meglio, e ottengo migliori risultati anche con gli altri.
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15/02/2017 14:10
ionudista ha scritto:
Perdonami Siman, ma non ho mai trovato costruttivi i discorsi fatalistici, del tipo la mia sola parte non conta nulla su miliardi di persone, quindi non lo faccio, anche se ne sono convinto. E' da quando veniamo al mondo che abbiamo un solo corpo, una sola mente, una sola vita. Ed è sempre e solo quella che gestiamo. Per cui il tuo fatalismo è pura tautologia. Sii ciò che vuoi essere, e nel tuo piccolo puoi dare una grande mano. Da quando penso a quello che posso fare come singolo, vivo meglio, e ottengo migliori risultati anche con gli altri.
Giusto e sacrosanto che ognuno abbia le proprie opinioni. Quel che tu chiami fatalismo, io lo chiamo realismo. Peraltro non ho mai detto che mi nutro esclusivamente di olio di palma. Ma vedo quel che costano mediamente i prodotti bío e non mi vergogno a dire che vivere spendendo tre volte di più, personalmente non me lo posso e voglio permettere. Mi spiego meglio: se per mangiare il cosiddetto (cosiddetto perché non ne sono pienamente e personalmente convinto) cibo salutista, devo rinunciare a una giornata sulla neve o in costa azzurra o ai tre giorni di Zello...no, grazie, preferisco assumere anche i cibi per il popolino ignorante e superficiale.
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15/02/2017 19:09
premetto che quando ho nominato i salutisti, ho scritto anche certi "salutisti" aprono la bocca solo per parlare, gettano terrorismo, e non nozioni di salute pubblica. Ho messo questa specifica precisa perchè odio i terroristi, e non solo islamici. La libera determinazione dei popoli è sacrosanta. Le informazioni devono passare, corrette, e diffuse, affinchè non ci sia chi dica: non mi avete detto nulla. Ma tolto questo basta. Mi rendo conto benissimo che non tutti possono vivere in paesi con tanto di contadini, ma sempre da contadini, più o meno organizzati, viene il tutto. Dove si rovina? Dopo, durante i processi di immagazzinamento, trasformazione, produzione di alimenti pronti. Dato il fatto che queste sostanze bene o male son dannose se mangiate in quantità (significa se si vive solo di quelle), è la cultura generale che deve dire, per me, torniamo un po a spadellare, meno mode, e più salute. Un esempio semplice fatto tempo addietro. I bambini sono i più colpiti dagli accumuli di porcherie. Ma non vedo molti genitori che non danno l'euro per la merendina del distrubutore, o la brioches già confezionata. Ne li vedo esimersi dal prendere pacchetti di patatine e caramelle ogni secondo. Non negherò mai ai miei nipoti cosi come non le ho negate ai miei figli un pacchetto di patatine, ne una merendina già pronta, ma non ne farò mai l'esclusiva. Ai miei tempi la mamma usava fare due fette di pane, metterci dentro companatici diversi, dagli affettati, fettine panate, formaggi e quant'altro. Oggi portare la merenda da casa, ancor più fatta in casa, è da stronzi, è da handycappati, non è IN, non è alla moda, non fa figo. E giù a porcherie. Non proseguo sui pasti casalinghi in genere. Ecco il mio pensiero: per quanto viva in sovraffollamento, avrò sì meno accesso alle fonti più salutari, ma quanto arrivo a fregarmene per di fare bella figura? Pure le torte in tazza adesso, a prova di qualunque sbaglio. Cioè, accedere al bio è impossibile, e i prezzi non sono poi cosi giustificati. e cmq riguarda pochissima roba realmente. Accedere ai km zero difficile, e sinceramente sena nessuna sicurezza che sia tutto a regola Che in qualche modo dobbiamo ricorrere all'industria è normale, pure ai precotti, ma, maremma zucchina, quanto sarà mai difficile, a tutti, di evitare l'evitabile? Diversamente ci terremo il colesterolo, le placche, gli infarti, e tutto il resto. Ma il terrorismo utilizzato per diffondere salute, con alternative zero, anzi con soluzioni anche peggio di quanto vai ad evitare, questo è per me il dramma. Ma queste nessuno le dice. Tutto qui, punto.
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RogerHawk
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15/02/2017 19:50
No, non ci siamo proprio. Bisogna ricordare come funziona la scienza e il suo metodo. Poi si può anche ignorarla,intendiamoci, ma un singolo convegno NON emette alcun verdetto nè rappresenta l'intera comunità scientifica.Nè ha il tempo per essere 'scientifico'. Io criticavo inoltre NON solo o tanto il convegno in sè, che nella migliore delle ipotesi è un incontro potenzialmente interessante e offre spunti e un quadro sintetico sullo stato dell'arte di un certo settore, ma COME è stato presentato dall'articolo postato. Che fa appunto disinformazione: basta leggersi le ricerche da cui deriva.(alcune per giunta NON innovative, ma arcinote da tempo, come quelle relative alle sostanze tossiche generate dal riscaldamento dell'olio, non solo di palma, sopra una certa temperatura di soglia). I convegni poi non sono automaticamente tutti validi e NON sono migliori delle fonti peer-review, al contrario.Si fondano su questi, che sono le basi. Ho linkato degli studi recenti che rimandano a tante altre ricerche, verificabili e leggibili. La scienza richiede un metodo, riscontri, verifiche e convergenze multiple e a lungo termine. La pubblicità, le promozioni atuoreferenziali, le modalità comunicative e mediatiche con cui sono riportati gli studi vengono dopo e troppo frequentemente NON hanno nulla di scientifico, anzi, sono altamente fuorvianti o mistificatorie. Se si leggessero queste ricerche ci si renderebbe anche conto dell'adulterazione operata dalle riviste non specializzate e dalla propaganda commerciale. Nessuno scienziato e ricercatore che conosco appoggerebbe quell'esposizione sui "verdetti" dei convegni e la "scienza riunita" in un dipartimento di farmacia. Anzi, inorridirebbero. Lo scienziato vero,finchè è tale, è un gran lavoratore, umile e non strumentalizza i risultati della sua ricerca. Gli allarmismi alimentari o salutistici esistono purtroppo, ed è per questo che non ci si può affidare a fonti filtrate, altrimenti è il caos e trionfa la confusione e la disinformazione. Nel dubbio o non volendo leggersi fonti e ricerche qualificate l'unica è affidarsi al principio di precauzione e da ultimo:o ci si affida (soluzione ideale) alle ricerche originali, o ai siti generalisti che le riportano e consentono di informarsi compiutamente. Le considerazioni generali sono sempre le stesse e la cronistoria è nota: l'olio di palma è mediocre, ricco di grassi saturi ma utilissimo per la lavorazione e conservazione di tantissimi alimenti industriali. Quindi è stato adoperato e sfruttato il più possibile. Quando per una richiesta sacrosanta di trasparenza le associazioni di consumatori e gli "utenti" finali hanno tardivamente ottenuto una etichettatura esplicita sui prodotti, si sono accorti della sua quasi onnipresenza e da qui è nata una campagna di sensibilizzazione e reazione (anche degenerata). La soluzione equilibrata e ideale è certamente ridurne il consumo NON perchè, è stato ripetuto ad nauseam, nocivo in sè, ma perchè la famiglia media sovrabbondava nel suo consumo e spesso senza saperlo. L'olio di palma era (e spesso continua ad esserci) in una pletora di alimenti comuni, dal pane ai cracker, ai grissini, alle fette biscottate, alla stragrande maggioranza di biscotti e merendine (torte, dolci confezionati, paste,creme...) Nessun altro OLIO ha avuto questo utilizzo abnorme, spropositato e interessato pe convenienze economiche acclarate. La contro-campagna dei grandi produttori industriali era interessata a dimostrare che come tale NON è tossico(ed è vero). E qui casca l'asino. E' qui che è emersa la malafede, perchè ciò che era stato denunciato era l'ABUSO nel consumo derivato dalla sua diffusione incontrollata e ubiquitaria.(e i rischi ambientali interconnessi) Ergo: giustissima la campagna informativa e di trasparenza perchè il consumatore medio ha il dirittto di conoscere gli ingredienti (la composizione e a rigore anche le percentuali) degli alimenti che compra. E' il minimo sindacale. Giustissima anche la richiesta di moderazione nel consumo e la variazione nella dieta come ricordano molto genericamente siti quali airc e tanti altri. Su larga scala l'industria alimentare è purtroppo necessaria come ricordava anche siman, l'importante è che sia conosciuta e normata e che il consumatore sia consapevole di cosa acquista e possa scegliere. Inoltre un alimento ben confezionato non è come tale dannoso, basta conoscerlo e saper selezionare. Chi può evitare alcuni prodotti industriali e autoprodursi, in parte o in toto, gli alimenti personalmente e naturalmente, buon per lui, se sa come farlo.
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15/02/2017 20:28
Impossibile ad oggi non immagazzinare cibo spazzatura o contaminato,dobbiamo solo sperare che il nostro corpo riesca ad espellere tutto lo schifo di cibo che le industrie ci mettono nei scaffali dei supermercati,anche andassimo in cerca di cibi cosi detti a km0 o bio,siamo sicuri che l'acqua che usa il contadino non sia inquinata? oppure che usi concimi naturali? Poi come ha scritto SIMAN,se non sbaglio,impossibile sfamare tutto il MONDO con cibo del contadino(se ci trasferissimo tutti in AFRICA)forse si,qui da noi l'unico sistema sarebbe quello di trasformare il tetto delle nostre abitazioni in un orto,e diventare tutti VEGANI.
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15/02/2017 20:37
Ragazzi, ragazzi... Quel che intendevo dire, rispondendo a Siman e a tutti, è che anche se la nostra singola azione è una goccia nell'oceano, non di meno tante gocce fanno un mare, e la nostra goccia è tutto quello che abbiamo (oltre alla capacità più o meno grande di comunicare e condividere il nostro intento con gli altri). Per cui accettabilissimo che non si voglia favorire se possibile km 0, bio, piccoli produttori vicini e quant'altro è stato detto. Va benissimo. E' la tua idea e nessuno potrà togliertela. Dire però che quello che fanno gli altri non serve a nulla... questo non è vero, ed è là che semplicemente si innestava il mio discorso, indipendetemente dall'olio di palma che è diventato l'esempio di partenza del discorso più ampio.
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15/02/2017 20:46
A RogerHawk: fila il tuo discorso, ti ho capito. E' l'abuso dell'olio di palma il problema, dal punto di vista dell'alimentazione umana e dell'ambiente, ma in sè non va demonizzato. Purtroppo l'ipersemplificazione di un discorso molto più articolato porta sempre al contrasto buoni/cattivi, nero/bianco etc... Quindi e più semplice dire l'olio di palma fa male. Beccatevi sto Guzzanti d'annata va (parodia di Garnier): https://www.youtube.com/watch?v=LSIoFjLs21M
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