Olio di palma

a_fenice 02/09/2026 21:37 14.984 Visite
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Per gli amanti della salute https://youtu.be/UVqY76BZoWg Tutti sono abbligati a guardarlo..........
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siman ha scritto:
a_fenice ha scritto:
Per gli amanti della salute https://youtu.be/UVqY76BZoWg Tutti sono abbligati a guardarlo..........
Ne sai una... ...meno del diavolo. [;)]
Per forza, visto che è tua …. È che quindi il diavolo sei te … ma forse … chissà… su qualche altro fronte potrei batterti [:0][:0]
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Ho cominciato a guardare, e le cose che ha detto eroe sono riportate. Ma anche le sue soluzioni alternative. Questo è nel sito della Ferrero stessa, dove spiega quando fa male e perché, è cosa fanno loro perché sia pulito quanto un qualsiasi altro olio. Lettura interessante. Metto il link perché è troppa roba da copiare http://qualita.ferrero.it/olio-di-palma.html
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Dovrei spezzettarli per andare da tutti coloro che mi hanno invitato a scappare [:)][:)] Tranquilli, e grazie
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Forse perché ogni tanto c'è bisogno di un bersaglio su cui concentrare problemi e polemiche.
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Perdona eroe, qua nessuno ha mai scritto che sia un olio da "medaglia d'oro" di salubrità, ma stiamo forzando la mano verso una contestazione contro e senza senso. Anche gli articoli che hai postato dicono la stessa cosa. 1 fattore. La deforestazione. La causa non è l'olio di palma, ma la sconsideratezza dei governi locali. È un argomento dal duplice aspetto. Un punto: perché c'è tanta richiesta? Cosa al pari delle deforestazioni per la ricerca di legnami rari. Quando si compra un mobile, basta (basterebbe) comprarlo, ricercarlo tra i legni nazionali piuttosto che rivolgerci agli esotici, e già diminuirebbe la richiesta. Ma è un problema pari a quello della tav, o di richiesta di nuove strade, ma che passino per "l'aere"; cacchio non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca, a una delle sua va rinunciato. Allora cerchiamo nel complesso di rinunciare alle cose futili o non realmente necessarie. Secondo aspetto già detto: il mondo richiede olio di semi. La palma a parità di superficie occupata ne produce dalle tre alle quattro volte tanto di altri semi. Se ad esempio cessasse di botto la richiesta di palma a favore del più salutare oliva, a parte che non puoi produrlo ovunque, ma di superficie ne occorrerebbe tre o quattro volte tanta. 2- fattori salute. Ok, non è il miglior olio in commercio, ma demonizzarlo per discreditarlo è una fesseria. Leggo: si dice, si pensa, a parte il contenuto non si sa… sui si pensa han costruito le guerre razziali con relativi genocidi. Quando il dato è sicuro, allora si prendono provvedimenti. Sui si pensa di qualcuno, si fanno solo danni. È un olio il cui uso va dosato, perché comunque non è il più salubre, corretto. Ma è pari a consumare in casa solo burro fuso. Chi mai campa di burro? Lo usi per un dolce, un pezzetto in alcuni sughi per il sapore, poi? Se poi c'è qualcuno che se lo pappa come fosse acqua, basta avvisarlo. Ma se è scemo e scemo. Semmai c'è da far capire che non dovremmo campare di prodotti industriali, ma nemmeno se fossero fatti con ingredienti d'oro. Qualsiasi cosa industriale ha una miriade di ingredienti dannosi, dai conservanti, stabilizzanti, coloranti. Io se faccio un pane, un dolce, dopo tre giorni è tutto secco. Questi mantengono mesi e mesi. Solo questo per dire che prima di preoccuparmi della palma, presente quasi esclusivamente nei prodotti da forno, mi preoccuperei di più di ogni prodotto confezionato e precotto che mangio (io no, faccio in casa per quanto possibile) che ormai ricopre milioni di articoli diversi. Basta insomma variare le cose acquistate, farsi i biscotti in casa, ci vuole un attimo, e sai cosa ci metti dentro. Però ti lancio una riflessione che so che accoglierai. In uno degli articoli da te proposti, mettono il dito su che tipo di olio parliamo: integrale, raffinato e come. Correttissimo. Ma ci incazziamo per un olio da cui possiamo stare benissimo distanti a sufficienza. Nessuno spreca mai una parola in merito per denigrare un olio nazionale: l'oliva. Il massimo a supporto che si sente è quello dell'extravergine. Ma si sa in giro che l'extravergine è già lavorato, se non altro come centrifugazione? E non solo? L'unico olio di oliva veramente "appena spremuto" con solo una filtrazione di massima è subito imbottigliato, è il grezzo. Grezzo che costa, secondo qualità e bontà, anche 15€ litro o più. (Quest'anno siamo sui 12). Solo che è torbido, ha il fondo nero, fa schifo agli occhi (non al palato) e allora compriamo tutti i giorni olio di merda straraffinato, leggero, senza grassi, dietetico… dietetico una minchia, se gli tolgono i grassi con robaccia chimica e poi lo riclicano e raffinano fino a farlo tornare olio, bianco come vaselina, magari ci rimettono dei coloranti per farlo apparire decente. Però costa poco, lo trovi perennemente in offerta al mercato, e tutti comprano sta schifezza pensando di fare chissà quale affare. Non proseguo che ci siamo capiti. La cosa che mi fa strano è che facciamo la guerra per un Palma che in fondo, tranne mamme vagabonde che comprano tutto fatto, non è poi così usato, ma non diciamo nulla di oli come questi che vengono consumati a vagonate. Un dato accessorio: noi umbri conosciamo l'oliva, e anche se da noi c'è il pazzo che compra altri oli o i raffinati del medesimo, si da la caccia al grezzo, profumato, naturale, pizzicoso, fruttato è ricco di polifenoli. C'è una catena che ogni anno ci offre, per chi non ha contatti con l'oleificio, boccioni da cinque litri a circa 40€ di valore in modo scontato. Ne vengono offerti circa 220.000 (quota 2016), e la rincorsa a questa delizia è una fila infinita e lotte per poter fare la scorta annuale. Noi della palma, dei dietetici tutta trielina, delle boiate commerciali acchiappafessi ce ne facciamo un baffo.
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01/01/2000 00:00
Strano questo modo di parlare. Un convegno scientifico, soprattutto tenuto da una università, non è fatto per distribuire barzellette. Un convegno è fatto per distribuire informazioni, comprovate e condivise, allo stesso modo di quello che fa una rivista scientifica. Solo che la rivista prende il testo è lo pubblica come Vangelo, un convegno fa di che ci sia dibattito tra scienziati paritetici, contestazioni id avalli. Ciò che viene trattato in un convegno è molto più valido di quanto emesse da una rivista, che fa solo il lavoro di pubblicazione: non ha motivo ne mezzi di verificare i dati arrivati. Cosa che invece avviene in un convegno. Al di là di tutto mi pare che si stia litigando tra chi dice le stesse cose, tra l'altro già ben evidenziate all'inizio del Topic. Basta leggere le ultime tre fonti che hai riportato, e con termini diversi dicono tutte le stesse cose. L'olio di palma non è ne meglio né peggio di ogni altro grasso simile, animale come il burro o vegetale come mais e girasole. Non fa bene, se abusato, ma essendo pari pari agli altri, fa parte della categoria pericolosi a prescindere, ma non per questo è più tossico degli altri. Anche il problema deforestazione è solo un problema locale, che tra l'altro aumenterà appena si sarà trasformata la richiesta. E in modo peggiorativo. Se oggi occorre 100 per avere la quantità di olio necessario, domani occorrerà 150 o 200 per avere la stessa quantità d'olio da altre piante. Di fatto tutti concordano che il problema vero è "come ci si alimenta oggi", che sia parla burro girasole o quant'altro. Ma la guerra è stata fatta solo alla palma. E vengono in mente tante strategie strane di moda oggi: gettiamo fango verso le coltivazioni estere e sosteniamo quelle che possono essere fatte in Italia, … e non proseguo, c'è abbastanza intelligenza al mondo per capire come vanno queste cose Ma quello che mi fa davvero senso, è come certi "salutisti" aprono la bocca solo per parlare, gettano terrorismo, e non nozioni di salute pubblica. Che in tutta questa vicenda ne avessi sentito uno che dicesse; torniamo all'alimentazione naturale, evitando quanto più possibile l'industria. Unica vera e soluzione alimentare esistente. Questi sono dati di fatto. Altro che giuggiole.
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01/01/2000 00:00
Io vedo poco, e capisco ancora meno nelle limpidissime e microscopiche etichette dei componenti. Poi non sono ne un chimico ne uno specializzato in materia, e per quanto posso essere informato, non saprò mai cosa c'è dietro a tutto. Quindi, un po per il piacere del palato, un po per tradizione, un po perchè di chimica ci vivo, e possibilmente non vorrei nutrirmici, se non in casi veramente sporadici, ricorro agli elementi naturali: - maiale - sale - pepe - aglio - vino - e come aggiunte extra, tracce di arancia, ove occorra. Immagine utente Immagine utente Immagine utente e se proprio necessario, note di - finocchio - limone - noce moscata - cannella suddivisi nei relativi prodotti Immagine utente Immagine utente Immagine utente Nota bene: non ci sono tracce di conservanti, coloranti, additivi, ne residui di glutine, farine, latti, gamberetti, coccie di chissà cosa, oli di palma, di soia, di vattelapesca cacchio ci spremono dentro..... al massimo, se proprio sfuggito ai poveri e stanchi occhi, giusto un'improbabile setola. E..... non è nemmeno carne rossa...... [:0][:0][:0][:0][:0][:0][:0][:0][:0]
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01/01/2000 00:00
Io di base non dubito di una ricerca, ma delle conclusioni che traggono. Anche se pure delle ricerche… parliamone!!! Nessuno scrive mai si quali basi ha fatto calcoli e statistiche. Tipo la storia dei 140 kg procapite di cibo buttato via etc etc
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01/01/2000 00:00
Zeno ha scritto:
D'accordissimo con RogerHawk, gli articoli seri sono quelli di stampo accademico dove vengono evidenziati i metodi di studio, i campioni presi in esame e il perché essi siano rappresentativi per i problemi studiati. Stiamo parlando di scienze empiriche, pertanto queste informazioni non sono secondarie ai risultati ottenuti. Ovviamente il becero giornalismo (di cui sopra...) parte con la classica frase "Secondo uno studio dell'università dei bruscolini ..." e nulla sulla metodologia.
già, studi accademici...peccato che quelli più "scandalistici" arrivano dalle università di vattelapesca, con target estero, non rintracciabile, per non dire della sequela dei nomi altisonanti .... perfettamente sconosciuti. Sembrano come quegli spot ameticani in cui appaiono decine di dottoroni che ti ammaliano con mille sproloqui di varia natura. Tutto questo ovviamente pone ancora più sfiducia su tutto il sistema. Come quando leggevo le ricerche di greenpeace sulle trivelle. Erano i primi a dire che trovavano qualcosa solo sui pali delle trivelle, sui mitili spazzini come le cozze, cioè accumuli di mesi se non anni si filtraggio delle acque. Quando poi si allontanavano un metro, non torvavano più nulla. Altra cosa: come facciamo a sapere, a vagliare, a credere, se i metodi utilizzati sono validi, affidabili, se non poteva essere fatto di meglio, si più, di diverso, con risultati magari diametralmente opposti? Certo di qualcuno tocca fidarsi. Già, e di chi? Di sicuro c'è del vero e più del vero, su tanti fattori: fumo, grassi trans, etc etc, ma vale davvero la pena di ammazzarsi nello stare bene basandosi su cose di cui nessuno ha certezze serie? Perchè non ho certezze serie? Perchè mi domando in primis: se una cosa fa male, perchè non viene vietata? E' tutto commercio e politica come per il fumo, per cui le sigarette rimangono perchè poi c'è troppa gente, monopolio in primis, che ci rimette? Come per i giochi di soldi, che prolificano nonostante la gente comincia ad ammazzarcisi per i debiti? Forse. Di secondo mi domando: ma l'industria di solito, quando sente soffiare un vento malevolo, cerca di porre rimedio da sola, prima di essere trascinata dentro. Vedi l'olio di palma. Perchè invece quasta insistenza feroce su cose ormai già conosciute? Sere fa ero ad una cena. Portano una bottiglia di sorbetto confezionato. Cavolo, avranno fatto una crema? Assaggio, buono ma strano, sembrava si una crema, ma di quelle da spalmarsi addosso. Curioso, trascinato da questi discorsi, son andato a leggere gli ingredienti. L'unico elemento naturale era il 7% di succo di limone. Mi aspettavo qualche conservante, ovviamente, ma invece ho trovato un concentrato di chimica. Nemmeno il latte per la crema. IN più l'avvertenza ormai comune: potrebbero esserci tracce si pinco, pallo, pesce, etc etc [:0][:0][:0] ok, morale: tra diffidenza dei predicatori, dei guaritori, dei propinatori di maialate, da chi dovrebbe proteggerti per mandato istituzionale, di chi fidarsi ancora? Di quasi nessuno direi. Difendersi del tutto è impossibile. Applicare le protezioni normali ancor di più: non sai cosa effettivamente fa male, cosa uccide, cosa ammala. E ti domandi: ma 100 anni fa che succedeva? Come vivevano fino ad un secolo fa, quando l'industrializzazione era sconosciuta, quando la chimica si occupava di varichina e bombe? Vivevano senza industria, mangiando le cose più varie e miscelate, e il più possibile autoprodotte. Applicabile in tutto? No di sicuro, soprattutto per chi sta in città. Ma rinunciare a ciò che è chimico, preconfezionato, non è difficile. Senza rivolgersi a quello che credo sia un falso BIO, stracaro, e cercare di stare il più possibile in linea con la tradizione sia il sistema più salutare in assoluto. Poca carne in genere, molta verdura, ben lavata come minimo, mangiare poco, variato, senza tante menate e senza ammalarsi di autoprotezionismo, credo sia la tecnica il più possibile vicino ad un'idea di salute. Poi.... speriamo che me la cavo.....
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01/01/2000 00:00
maurobuio ha scritto:
Siman, probabilmente sarà cosi,e se invece il terreno lo usassero per nuove colate di cemento?meglio l'agricoltura come dici te!!!!
di questo passo non ci sarà nessun pericolo di colate. Non servono per le favelas [:(][:(]
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01/01/2000 00:00
Ragionamenti affatto banali Zeno, ma che vengono per lo più quando hai "un'età"… Cominci dal fatto che cominci a trovarti in tachicardia, e ti dico: forse è bene che calo qualche caffè. Segui col fatto che di notte ti ritrovi a non digerire, le prime buste di antiacido, oppure ti fai gli incubi, sudi, dormi male; e allora devii carne o pasti pesanti al pranzo, e la cena stai naturalmente più leggero. Idem per alcooli vari. Cacchio se esagero mi trovo dormiente, rimbambito, magari anche sotto ne risente. Ma lasciamo il bicchierozzo in più, l'amaro, il vino nobile al pranzo della domenica, come dici te, o all'uscita in disco o al pub con gli amici, e cerchiamo di essere meno rimbambiti che già diamo di nostro nel normale. So tutte cose che a farle son da giovani porterebbero solo guadagno.
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01/01/2000 00:00
maurobuio ha scritto:
Se l'unico modo per stare alla lontana da cibi spazzatura,(leggere ultima frase scritta da FENICE)di cui condivido,come mai stiamo ancora qui a parlare di ARTICOLI VARI? Maaaaaaaaa..........
perchè non abbiamo di meglio da fare e ci passiamo il tempo [:)][:)][:)][:)][:)]
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01/01/2000 00:00
Bell'articolo!! Dunque da domani niente più pasta frolla e pasta al burro. E cominciamo ad aizzare chi lo definisce portatore di cancro, così facciamo prima. Ma… le mie girelline di pasta sfoglia? Il millefoglie al cioccolato? Le mie tagliatelle burro e tartufi? Sai cosa? Prima o poi tocca, meglio morire per aver goduto, che vivere malati per morire sani
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01/01/2000 00:00
Marconudista ha scritto:
Da quanto ne so il corpo umano non riesce a digerirlo e dovrebbe fare male per questo perché non ci sono nel corpo gli enzimi che servono a digerirlo
Ricerca meglio. La palma ha gli stessi componenti più o meno del burro, tanto che è usato in pratica per questo. Burro liquido a basso costo. Di base un elemento non digeribile come entra esce. Diverso il discorso metabolismo, cioè scomposizione ed utilizzo dell'elemento. Esempio. I popoli arabi e colored in genere non possiedono l'alcolasi, quindi se ingeriscono alcool, non lo metabolizzano, ricevendone potenziati gli effetti negativi di ebrezza fino al suo smaltimento naturale. Per questo un europeo beve e smaltisce alla svelta, un colored gli basta un bicchierino e rimane ubriaco potente per ore.
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