Olio di palma

a_fenice 02/09/2026 21:37 14.992 Visite
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RogerHawk
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01/01/2000 00:00
ionudista ha scritto:
A RogerHawk: fila il tuo discorso, ti ho capito. E' l'abuso dell'olio di palma il problema, dal punto di vista dell'alimentazione umana e dell'ambiente, ma in sè non va demonizzato. Purtroppo l'ipersemplificazione di un discorso molto più articolato porta sempre al contrasto buoni/cattivi, nero/bianco etc... Quindi e più semplice dire l'olio di palma fa male.
L'abuso, esattamente, anche perchè è proprio da qua che è nata la diatriba, le campagne di sensibilizzazione e gli allarmismi per reazione di rigetto. La cronistoria della vicenda è nota e documentata L'altro aspetto concomitante importantissimo riguarda l'informazione scientifica e NON, e come arriva a noi, come ci viene comunicata a volte, anche in Rete, attraverso filtri mistificatori. Uno dei link che avevo quotato spiega bene come funziona una ricerca di dettaglio su un aspetto specifico di una certa sostanza o addirittura di un suo singolo componente (o più d'uno). E rimanda ad altre ricerche leggibili, con dati, misure, tempi, riscontri. In quel caso il "rischio cardiovascolare". Si conclude che secondo certi dosaggi e lievi incrementi progressivi su campioni ristretti iniziali di cavie animali sottoposte a una certa sperimentazione, questo rischio NON appare essere aumentato. Auspicando future ricerche in ambito umano trasversali e più vaste. E mostra che a certe dosi d'assunzione non è un olio tossico. Ma sono conferme di altri studi precedenti. E tanti altri ce ne sono, diversi, su altri fattori di rischio e influenze intrecciate sulla salute organica complessiva. Nel frattempo infatti ci sono altre ricerche le quali valutano altri aspetti e considerano altri impatti sulla salute di un olio come quello di palma e altri. (rischio ipertensivo o più in generale di alterazione ormonale,rischio diabetico associato ad eccesso di consumo di certi zuccheri e rischio obesità per abuso di grassi saturi e così via) Quando si perviene alla sintesi mediatica di un singolo convegno, che già di suo tratta della questione per sommi capi focalizzando un certo ambito d'interesse, a seconda dei relatori intervenuti, ecco alcune testate di riviste profane e scandalistiche titolare ad esempio: "L'olio di palma fa bene al cuore" (già viste vergogne del genere su studi analoghi distorti dal sensazionalismo pubblicistico). O pseudotitoli allarmistici di segno opposto E' ovviamente una caricatura demenziale e mistificatoria, ma non è rara. Ed è fortemente antiscientifica. Quando molto gradualmente si è approfondito lo studio sui telomeri che regolano il funzionamento del nostro invecchiamento fisiologico, alcune rivistacce e qualche sito gossipparo pubblicarono pseudobufale tipo: "Scoperto l'elisir di eterna giovinezza" e simili assurde amenità. In genere si tratta di editori e pubblicatori che NON hanno il minimo interesse nella scienza e nella divulgazione di notizie serie e autenticamente informative, ma solo di attirare lettori, destare impressione, anche a costo di ingenerare terrorismi psicologici. E diffondono disinformazione e confusione. Ci vuole più equilibrio e attingere alle fonti originali o a siti generalisti che le riportino.
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RogerHawk
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01/01/2000 00:00
Zeno ha scritto:
Questo tread a distanza di tempo, continua sempre interessante. Aggiungo che arrivare alle domande che ci siamo posti qua è già un bel passo, penso che tutti dovrebbero essere informati e istruiti sulle cose base, quelle che mettono d'accordo ogni studioso ad ogni latitudine. Come avevo scritto sul forum, io farei una bella materia a scuola "Equilibrio psico-fisico", belle 3 o 4 ore a settimana, dove inserire ginnastica, scienze dell'alimentazione, educazione all'igiene personale, sessuologia, tecniche di rilassamento ...mi piacerebbe avere uno Stato che avesse premura di insegnare ai cittadini a conoscere meglio il proprio corpo e rispettarlo (sai che bel risparmio nel sistema sanitario!). Detto questo, ho imparato a mangiar meglio anche mangiando più piano e collegando il mio stato post-pasto a quello che avevo ingerito.[...]Magari per alcuni questo discorso è banale, per me tutt'altro e facendoci attenzione, alla fine mi dirigo naturalmente verso i cibi che mi fanno star meglio, senza aver l'impressione di rinunciare a qualcosa. [...]Alla fine se mangi e dormi bene ...il più è fatto, basta muoversi un po'.
Caro Zeno, considerazioni analoghe ai miei pensieri sul tema, sono fortemente in sintonia con le considerazioni quotate e altre già espresse e che ho sempre condiviso. Giustissimo anche il mangiar PIANO e rilassati, favorisce anche la digestione e rende molto più piacevole un pasto. Ovviamente d'accordo, come scrivevo anche prima, sull'informazione di base che ormai dovrebbe e potrebbe essere diffusa a tutti. E' sicuramente problematica e a volte addirittura odiosa e spregevole la manipolazione che si fa dei dati per interessi mercantili, di puro commercio e profitto. Questo è un campo minato da evitare. Anche io mi sono sempre diretto naturalmente verso i cibi che mi saziano, mi soddisfano ma mi fanno anche star meglio, più leggero, "carico" per affrontare la giornata, dormire bene. L'attività fisica è sempre importantissima, fosse anche solo una passeggiata, solo che l'ideale sarebbe farla all'aperto in un ambiente pulito e dall'aria salubre. In questo periodo dove abito io, in pianura padana, c'è molto smog e un inquinamento di PM10 in particolare, devastante. Speriamo arrivi presto vento e pioggia ad abbattere un po' queste polveri.
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RogerHawk
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01/01/2000 00:00
No, non ci siamo proprio. Bisogna ricordare come funziona la scienza e il suo metodo. Poi si può anche ignorarla,intendiamoci, ma un singolo convegno NON emette alcun verdetto nè rappresenta l'intera comunità scientifica.Nè ha il tempo per essere 'scientifico'. Io criticavo inoltre NON solo o tanto il convegno in sè, che nella migliore delle ipotesi è un incontro potenzialmente interessante e offre spunti e un quadro sintetico sullo stato dell'arte di un certo settore, ma COME è stato presentato dall'articolo postato. Che fa appunto disinformazione: basta leggersi le ricerche da cui deriva.(alcune per giunta NON innovative, ma arcinote da tempo, come quelle relative alle sostanze tossiche generate dal riscaldamento dell'olio, non solo di palma, sopra una certa temperatura di soglia). I convegni poi non sono automaticamente tutti validi e NON sono migliori delle fonti peer-review, al contrario.Si fondano su questi, che sono le basi. Ho linkato degli studi recenti che rimandano a tante altre ricerche, verificabili e leggibili. La scienza richiede un metodo, riscontri, verifiche e convergenze multiple e a lungo termine. La pubblicità, le promozioni atuoreferenziali, le modalità comunicative e mediatiche con cui sono riportati gli studi vengono dopo e troppo frequentemente NON hanno nulla di scientifico, anzi, sono altamente fuorvianti o mistificatorie. Se si leggessero queste ricerche ci si renderebbe anche conto dell'adulterazione operata dalle riviste non specializzate e dalla propaganda commerciale. Nessuno scienziato e ricercatore che conosco appoggerebbe quell'esposizione sui "verdetti" dei convegni e la "scienza riunita" in un dipartimento di farmacia. Anzi, inorridirebbero. Lo scienziato vero,finchè è tale, è un gran lavoratore, umile e non strumentalizza i risultati della sua ricerca. Gli allarmismi alimentari o salutistici esistono purtroppo, ed è per questo che non ci si può affidare a fonti filtrate, altrimenti è il caos e trionfa la confusione e la disinformazione. Nel dubbio o non volendo leggersi fonti e ricerche qualificate l'unica è affidarsi al principio di precauzione e da ultimo:o ci si affida (soluzione ideale) alle ricerche originali, o ai siti generalisti che le riportano e consentono di informarsi compiutamente. Le considerazioni generali sono sempre le stesse e la cronistoria è nota: l'olio di palma è mediocre, ricco di grassi saturi ma utilissimo per la lavorazione e conservazione di tantissimi alimenti industriali. Quindi è stato adoperato e sfruttato il più possibile. Quando per una richiesta sacrosanta di trasparenza le associazioni di consumatori e gli "utenti" finali hanno tardivamente ottenuto una etichettatura esplicita sui prodotti, si sono accorti della sua quasi onnipresenza e da qui è nata una campagna di sensibilizzazione e reazione (anche degenerata). La soluzione equilibrata e ideale è certamente ridurne il consumo NON perchè, è stato ripetuto ad nauseam, nocivo in sè, ma perchè la famiglia media sovrabbondava nel suo consumo e spesso senza saperlo. L'olio di palma era (e spesso continua ad esserci) in una pletora di alimenti comuni, dal pane ai cracker, ai grissini, alle fette biscottate, alla stragrande maggioranza di biscotti e merendine (torte, dolci confezionati, paste,creme...) Nessun altro OLIO ha avuto questo utilizzo abnorme, spropositato e interessato pe convenienze economiche acclarate. La contro-campagna dei grandi produttori industriali era interessata a dimostrare che come tale NON è tossico(ed è vero). E qui casca l'asino. E' qui che è emersa la malafede, perchè ciò che era stato denunciato era l'ABUSO nel consumo derivato dalla sua diffusione incontrollata e ubiquitaria.(e i rischi ambientali interconnessi) Ergo: giustissima la campagna informativa e di trasparenza perchè il consumatore medio ha il dirittto di conoscere gli ingredienti (la composizione e a rigore anche le percentuali) degli alimenti che compra. E' il minimo sindacale. Giustissima anche la richiesta di moderazione nel consumo e la variazione nella dieta come ricordano molto genericamente siti quali airc e tanti altri. Su larga scala l'industria alimentare è purtroppo necessaria come ricordava anche siman, l'importante è che sia conosciuta e normata e che il consumatore sia consapevole di cosa acquista e possa scegliere. Inoltre un alimento ben confezionato non è come tale dannoso, basta conoscerlo e saper selezionare. Chi può evitare alcuni prodotti industriali e autoprodursi, in parte o in toto, gli alimenti personalmente e naturalmente, buon per lui, se sa come farlo.
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RogerHawk
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01/01/2000 00:00
mizioeanto ha scritto:
Vi prego di scusarmi, ed aiutarmi a capire. Ad oggi c'è una demonizzazione dell'olio di palma. Quale è il *vero* problema di quest'olio? Il fatto che è composto principalmente da grassi saturi? Io credo che il 90 percento (forse di più) di quelli che ad oggi scappano scandalizzati dagli scaffali dei supermercati quando leggono "olio di palma" tra gli ingredienti di un qualunque prodotto alimentare, sarebbero invece entusiasti di vedere sostituito tale grasso da "burro" o "olio di cocco". Eppure dal punto di vista della presenza dei grassi saturi, sono tra loro simili. Ci sono altri motivi? E' un olio "cancerogeno" (come sento dire)? Che altri problemi porta?
Ciao,come ho scritto ripetutamente il problema di quest'olio è semplice: se ne è abusato in passato perchè oltremodo favorevole e conveniente per la produzione e la conservazione. Era (e largamente è ancora) quasi onnipresente nei prodotti alimentari industriali (dolci e salati, dai cracker classici ai grissini, a molti tipi di pane a quasi ogni tipo di biscotto e merendina, alle torte, fette biscottate,creme, ecc.). NON è cancerogeno o tossico in sè, se usato e consumato con moderazione e NON riscaldato sopra una certa temperatura (200°). IL burro dal punto di vista nutrizionale è migliore, pur essendo ricco di grassi saturi. Va comunque moderato,ovvio. L'olio di palma è stato sfruttato commercialmente più di ogni altro e le statistiche dei panieri dell'istat degli ultimi lustri certificano questo passato abuso o "sovraconsumo" di olio di palma da parte delle famiglie italiane. In passato poi NON era segnalato nell'etichettatura (rientrava nella generica dicitura degli "olii vegetali") perciò avveniva all'insaputa di tanti consumatori che acquistavano alimenti nei supermercati, dai piccoli alimentari agli iper dei centri commerciali. Per questo è ragionevole ridurne il consumo al minimo, ricordando che c'è anche un problema associato di impatto ambientale che fino a un recente passato è stato notevole. (in un mio post sopra c'è un link in inglese sul tema, ma se ne trovano anche altri con una ricerca veloce). Pr ragioni di regime dietetico equilibrato poi è certamente saggio limitare in generale il consumo di grassi saturi, perciò anche di olii simili e del burro stesso. I grassi che invece sono completamente da EVITARE sono gli acidi grassi trans derivati dall'idrogenazione. Il consumo di alimenti contenenti grassi idrogenati andrebbe azzerato, perciò meglio preferire comunque sempre il burro alla pessima margarina "vegetale". ciao, buona serata
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Anton2016b
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01/01/2000 00:00
Guarda secondo mè produrre energia elettrica inquina sicuramente meno che i carburanti... Per produrla impiantifotovoltaici, centraline idroelettriche, biomasse...etc Sicuramente ha anche i suoi limiti ci mancherebbe. Comunque son sempre dell'idea che c'è più interesse (soldi) dietro ai carburanti...ed è per questo che qualsiasi energia alternativa che potrebbe essere prodotta in modo più ecologico non prenderà comunque mai piede. Mi opinione chiaro buona giornata
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Anton2016b
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01/01/2000 00:00
Grazie Zeno per le tue info, interessanti. Io non sono un esperto in merito lo ammetto, l'unica cosa che secondo mè pultroppo è giusta che i potenti, e gli amici furbetti dei potenti, se devono scegliere tra ecologia o business a voi la risposta....le cose non le vedo molto compatibili. Sta di fatto che sicuramente ci sono energie alternative meno inquinanti dei combustibili, ma c'è un giro troppo alto di soldi dietro, quindi non si sviluppano. La "colpa" la assegno anche buona parte all'utilizzatore finale, tutti che vogliono macchine con prestazioni interessanti, che da 0 a 100khm una sceggia, stile Formula1 ai semafori,quindi immagino che il motore a "scoppio" sia il più valido, ma se tutti invece ci accontentassimo forse le auto con prestazioni più modiche andrebbero benissimo. Fenice scusa O.T. ma l'inquinamento lo vedo un po' come una deforestazione, quindi meno aria buona per tutti. Buona giornata
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01/01/2000 00:00
Se è per questo eroe, nemmeno le arachidi si producono da noi, e anche il girasole è entrato in agricoltura da poco e con estensioni e produzioni da far sorridere, Pensa che l'olio di oliva rende il 5% in peso, è solo se di razza buona. È proprio l'alta produttività, oltre alla presenza nei paesi a basso reddito, che lo rendono conveniente. Tra tutti i motivi ostativi questi mi sembra proprio irrilevante. Appena ho tempo provo ad informarmi di più sui veri lati negatici.
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01/01/2000 00:00
Chi può compra da un produttore locale (ammesso sia effettivamente onesto e usi roba non contaminata in partenza). Io stesso ove posso non uso quasi nulla di industriale. Ma come fai ad essere sicuro del tutto? Dici il panificio sotto casa. Per carità… ma che lieviti usa? Quelli di una volta, o quelli miracolosi moderni che dimezzano i tempi di preparazione? E le farine, da dove vengono? Dal campo lì vicino, con semi non OMG, concimi naturali, niente antiparassitari e quant'altro, o da Chernobyl? L'olio… sono ormai due anni che la mosca dell'olivo imperversa. L'hanno combattuta a tempo debito, o hanno inquinato i frutti gli ultimi giorni prima della raccolta? Ho hanno comprato le olive dalla Croazia, come fanno ormai da molto, troppo tempo? Un esempio del cavolo per dire che alla fine, puoi fare molto per dimunuire l'impatto, ma non avrai mai sicurezza al 100%
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01/01/2000 00:00
siman ha scritto:
a_fenice ha scritto: ...e le ragazze con certi culi e certe tette...
Non tutto il male vien per nuocere...[;)]
ti piace il grasso dunque? Bene, ne parlerò con qualcuna, che sarà felice di piantarti [8D][8D][8D]
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01/01/2000 00:00
&a Andrea. Se devono rubarli, preferisco invitarli. Ma non ne avanza molto appena son pronti. @mauro. Vero, son aumentate molte patologie, di cui le più strane sono l'aumento indiscriminato di allergie, celiache, malattie immunosoppressive. Tutto il resto non è cambiato perché ci si ammala di più, ma perché invece di morire a 60/70 anni, si prosegue ben oltre i 90. Per cui più si è vecchi, più roba si becca Le prime che ho indicato invece provengono dalla chimica e dall'eccessiva igiene e protezione. Riempiamo il mondo di varichina per disinfettare ogni boiata, non si fanno due passi a piedi nemmeno a pagarci, come viene un alito di freddo: riscaldamento, cappotti, sciarpe… il corpo non si fa più gli anticorpi verso nulla, se non ci vacciniamo anche contro il boia di Nerone ci ammaliamo di tutto. Il problema è il troppo benessere, inutile mettere la crusca per cani nel cibo che mangiamo, cominciamo a mangiare meno delicatessen, meno roba pronta, e torniamo a pane e olio, pane e pomodoro, pane naturale, anche se duro. Oggi se ciò che mangiamo ha una consistenza più dura della panna viene rifiutato, se non è un concentrato di grassi non si mangia. Saturi polinsaturi, idrogenati. Una volta si mangiava pane e lardo, nessuno ingrassava, nessuno aveva il colesterolo. Altro che gli yogurtini pieni di barcarozzi mangiagrasso. Una volta si faceva merenda con lo zabaione, o facendo un buco sulla coccia dell'uovo, e si succhiava. Oggi se non si mangia mezzo kilo di puttanaio ricoperto di cioccolata, ripieno di schifezze non si mangia. Una volta si beveva un buon bicchiere di latte per dissetarsi, oggi ci facciamo grandi a dare ai piccoli latte in polvere mascherato dentro le merendine, e ci sentiamo fieri. Per non parlare delle verdure. I broccoli una volta erano la normalità, oggi se non è qualcosa con 100 cereali, crusca da cani, i rifiuti insomma, ma ben presentati e conditi nun se magna. Prendiamo un insaccato, tutto c'è meno che maiale. Prendiamo uno gnocco, tutto c'è meno i semplici farina e patate. Come poi ci meravigliamo? Piuttosto stiamo attenti da dove proviene la frutta perché in quella nazione… come se in Italia fossimo santi e onesti. Eppure ogni tanto ne beccano un bel ciuffo, eppure ci capiterà di cuocere una fettina gonfiata di estrogeni e antibiotici, e da mezzo metro quadro ne rimane un boccone. Eppure li vediamo i nostri ragazzi, sempre più senza pelo, sempre più belli e femminei e le ragazze con certi culi e certe tette… pari pari agli animali da ingrasso forzato. Altro che olio di palma. Due fette di pane nostrano con olio, o burro e marmellata, o roba di casa, e l'olio di palma non è più un problema. A scuola si portava due fette di pane e mortadella o salame. Oggi si mangiano concentrati di grassi, spacciati per merendine nutienti… e te credo, la metà delle calorie giornaliere necessarie stanno in 30 grammi di porcheria…e non è che poi agli altri pasti si digiuna. Però, però ci schifiamo di due salsicce arrosto, di una fetta di pancetta abbrustolita… aumenta il colesterolo; si, come no, a campare solo di quella aumenta … i trigliceridi, ma guardassero cosa ingurgitano diversamente. Conoscete le varie zuppe inglesi, tiramisù etc etc? Una volta erano fatte di latte, uova, farina. Adesso si usa solo mascarpone. Olio di palma? Ma avete idea di che concentrato di grassi sia quella porcheria? Buona per carità, ma una zuppiera della vecchia zuppa inglese, non raggiunge un semplice cucchiaino di quest'altra. Bon smetto che devo cenare. [;)][;)]
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01/01/2000 00:00
Forse … perché faccio delle buone salsicce? O dei bei massaggi? O perché so rompere i cocomeri senza romperli? Sai cosa mi rode davvero? Che tutti questi pazzi che mi vogliono bene stanno in cuxxxx al mondo. Vabbè. Dai torniamo all'…… olio di palma. Già, chissà come sarebbe usarlo per i massaggi?
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01/01/2000 00:00
questi sono ragionamenti, non distribuire spauracchi vari (non ho detto che lo fai te, sia chiaro). Oggi come oggi la cosa più salutare in assoluto che uno può fare è spararsi, tutto il resto fa male. Possiamo indicare a tutti, ognuno per le sue conoscenze, i modi migliori per vivere, e vivenre meglio. Ma non ne posso più di sentire cose tipo che il problema dell'olio di palma è la deforestazione, quindi non consumiamolo, quando è evidentissimo che è solo una scusa di comodo. alcuni dati: L'olio d'oliva copre solo circa il 4 % del mercato degli oli nel mondo. Seppur la resa di olive, e quindi di olio, è variabile tra nord e sud per le condizioni climatiche, ogni pianta produce mediamente 9/10 kg di olive, con una resa media del 13 %, siamo a 1,3 kg di olio ogni pianta. olio di palma. Intanto gli elementi territoriali. Viene prodotto soprattutto in Indonesia e Malesia, coprendo circa 1/4 del territorio. Produce circa 10 volte di quanto produce il girasole, ad esempio. Inoltre la produzione mondiale di Palma copre appena il 7 % del quantitativo totale degli oli prodotti, dove ad esempio la soia copre ben il 61%. Ben misera rivendicazione territoriale, se combattiamo per il 7 % dei territori dedicati alla produzione di oli. Dati importanti: non necessita di acqua, quindi non richiede consumo di questa fonte. Per ogni tommellata d'olio richiede solo 47 kg di fertilizzanti, contro i 315 della soia.... per i pesticidi abbiamo 29 kg/tonn per la soia, contro i soli 2 della palma.....alla faccia del Bio. A livello produttivo abbiamo che la palma produce 11 volte in più dell'oliva e 9 più della soia. Insomma, per ottenere lo stesso quantitativo di olio di palma con la soia, servirebbe una superficie pari a 5 volte l’Italia. La palma produce 3,47 tonnellate ettaro, la soia 0,37, oliva 0,32. (quando non useremo più la palma, saranno invasi territori per coltivare gli altri oli, solo che ne occerreranno ben 11 volte in più di spazi) Occupazione territoriale: vero che Indonesia e Malesia hanno fatto stragi fino a 10 anni fa circa per incrementare lo spazio dedicato, ma ormai sono sotto controllo per le certificazione del biosostenibile e quella della tracciaiblità di produzione, quindi hanno invertito le tendenza da molto. In Malesia non hanno più dedicato praticamente nuovi spazi da ormai 25 anni, In indonesia lo spazio è diminuito, ma per la ricerca dei legnami pregiati, e non per dare spazio alle contivazioni (e qui facciamoci dei mea culpa quando scegliamo il legname per i propri mobili e parquet). In ogni caso hanno distrutto 27 milioni di acri, cioè meno della metà di quanto distrutto in Brasile e argentina per la soia... ma la soia non si tocca!!!!! Componenti. L'odio di palma contiene solo il 49 % di grassi saturi. L'oliva contiene dal 7 al 15 % di acido palmitico (grasso saturo, lo stesso dell'olio di palma) e il 2-6 % di stearico (sempre grasso saturo), in totale dal 9 al 21 % di grassi saturi Inoltre bisogne tener prensente che l'acido palmitico è naturalmente presente nel latte materno, senza il quale molti componenti non verrebbero assimilati. La quantità massima giornaliera consigliata: il 30 % dovrebbe provenire da grassi, di cui il 20 % dai saturi, cioè circa 22 grammi. Vogliamo evitarli? Non cerchiamo una Nutella solida, ma diversifichiamo i cibi che ingoiamo. Sulle qualità organolettiche e di cucina il discorso cambia. Non useremo il palma per condire l'insalata, anche se, esitendo tante "brave persone che usano la soia", non giurerei che.... In cucina si trova spesso nei mix di oli per frittura, perchè cuoce bene e lascia i frutti sufficentemente "asciutti" dall'olio, ma ha un neo: il punto di fumo è 180 °, quindi basta poco per superarlo. Aggiungendo arachide o girasole si supera questo limite, e questo viene fatto nei mix, ma anche se è meno costoso, per friggere almeno, cosi come per le cucine secche al forno, meglio scegliere oli più resistenti, e comunque mai di sola palma. Condannato o assolto? Per me, alla luce di quanto ho letto, come olio non è ne da applaudire ne da condannare. Come salute, nulla di particolare, per pochi deficenti usano cibi pieni di grassi. Come cucina, a volte lo uso, ma se devo fare cose particolari, evito. COme deforestazione..... mi astengo dal commentare in merito. La colpa non è dell'olio, e prima di perseguire lui, ci sarebbe da parlare dei territori tolti al grano per coltivare tabacco o allevare animali.....
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01/01/2000 00:00
Buona Zeno!! Se questa è la piramide migliore, mi accorgo che sono quasi in linea. Ovvio che qualcosa varia, ma non in modo fisso. Dunque non sbaglio a mangiare. Evvaiiiiiii [:)][:)][:)] E a questo punto, mettessero la palma dove vogliono, non ne consumerò mai in modo eccessivo. Ne quella ne altre porcherie ben peggiori. Rimane il problema cibo pulito, naturale, non pieno di chimica, è lì è una scommessa per tutti. Cosa viene effettivamente usato in produzione è un mistero. Per sicurezza ulteriore, per quanto possibile, nulla di già pronto. In fondo non mi dispiace cucinare, e per avere il già pronto magari cucino prima partendo dai prodotti freschi, e metto il preparato in congelatore, già diviso a porzioni, solo fa scongelare quando è da usare. In fondo, se ci pensiamo bene, mangiare pulito al 109% è impossibile, ma raggiungere un buon livello non è poi così difficile.
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01/01/2000 00:00
Marconudista ha scritto:
Da quanto ne so il corpo umano non riesce a digerirlo e dovrebbe fare male per questo perché non ci sono nel corpo gli enzimi che servono a digerirlo
Ricerca meglio. La palma ha gli stessi componenti più o meno del burro, tanto che è usato in pratica per questo. Burro liquido a basso costo. Di base un elemento non digeribile come entra esce. Diverso il discorso metabolismo, cioè scomposizione ed utilizzo dell'elemento. Esempio. I popoli arabi e colored in genere non possiedono l'alcolasi, quindi se ingeriscono alcool, non lo metabolizzano, ricevendone potenziati gli effetti negativi di ebrezza fino al suo smaltimento naturale. Per questo un europeo beve e smaltisce alla svelta, un colored gli basta un bicchierino e rimane ubriaco potente per ore.
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01/01/2000 00:00
Io di base non dubito di una ricerca, ma delle conclusioni che traggono. Anche se pure delle ricerche… parliamone!!! Nessuno scrive mai si quali basi ha fatto calcoli e statistiche. Tipo la storia dei 140 kg procapite di cibo buttato via etc etc
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