Olio di palma

a_fenice 02/09/2026 21:37 14.981 Visite
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01/01/2000 00:00
RogerHawk ha scritto:
*********** Senza paranoie, ma coscienti dell'importanza di cibo e nutrizione, soprattutto per l'impatto che ha sulla nostra salute e benessere in generale (sapersi alimentare significa anche buona autogestione delle proprie energie). Paul Valery scriveva addirittura che nulla è più importante del mangiare, perchè "ciò che mangiamo è, alla fine, il nostro corpo, diventa noi stessi"
Intanto ti ringrazio per il contributo dato, interamente. Ma mi pregio di sottolineare queste due frasi in particolare. Ciò che distrugge oggi la vera salute, è la montagna di menzogne che vengono sparse secondo i vari intenti, filosofie, mallatie mantali. E soprattutto l'assurda battaglia che viene propinata con ogni forma per "ammazzare" un prodotto o valorizzarne un alto. Cosi si ottengono solo benefici commerciali di chi vende, e nessun beneficio di chi consuma. Si ottengono persone fissate che calcolano ogni singolo componente che ingurgitano, creando i paranoici ipocondriaci che per pensare e calcorare tutto, perdono quello che uno dei pochi piaceri della vita: mangiare (anche se in modo salutare). E si ottengono persone che, stufi di tutte queste demonizzazioni, alla fine dicono un bel vaff... e addio ogni consiglio salutistico. Distrubuire le giuste informazioni, creare varietà, e non fissarsi, queste le vere ricette di salute. ****** anche perchè.... provate ad addrizzare le orecchie due minuti. In una sola sera di pubblicità varie: - devi mangiare 50 grammi di frutta secca al giorno - devi mangiare cinque volte cinque verdure di cinque colori diversi - devi mangiare questo olio, buttare quest'altro - devi mangiare questa carne, questa verdura, questa..... - devi fare questa attività fisica ogni giorno, - devi trombare tot volte al giorno - non devi, devi, non devi.... Mi domando: ma chi detta queste regole, pensa di avere delle mucche come clienti? Pensa che tutti hanno soldi a palate per dargli retta? Pensa che tutti hanno patate e piselli in quantità per esercitare? Pensa che nessuno debba alzarsi tutti i giorni all'alba se non prima e farsi un culo ogni giorno per dover lavorare? Pensa che abbiamo negozi a distanza zero, ultra bio reale, e uno stuolo di governanti cuochi e trainer per seguirci? Ma che siamo tutti in paradiso? E allora scendiamo in terra, teniamo conto che per milioni o milleni di anni l'uomo è sempre nato, vissuto e morto anche senza sapere un cacchio di queste menate. Che adesso ha prolungato la vita, ma la vive anche pieno di tumori e malattie simili. Che ciò che ha inzozzato tutto è la chimica strana, subdola. Un dolce una volta veniva fatto in casa, durava un po, poi si ammuffiva e finiva alle galline (se ci arrivava). Oggi dura mesi, e la cosa dovrebbe far pensare. Un esempio per tutti. Cerchiamo di produrre da soli, se possibile, cerchiamo di mangiare sano, evitando gli eccessi, qualunque nome abbiano. Ma nemmeno fasciamoci la capoccia per ogni cagata che ci viene propinata, per quanto vera. Altrimenti diventeremo solo malati di salute forzata, e non è un buon modo di vivere.
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Marconudista ha scritto:
Da quanto ne so il corpo umano non riesce a digerirlo e dovrebbe fare male per questo perché non ci sono nel corpo gli enzimi che servono a digerirlo
Ricerca meglio. La palma ha gli stessi componenti più o meno del burro, tanto che è usato in pratica per questo. Burro liquido a basso costo. Di base un elemento non digeribile come entra esce. Diverso il discorso metabolismo, cioè scomposizione ed utilizzo dell'elemento. Esempio. I popoli arabi e colored in genere non possiedono l'alcolasi, quindi se ingeriscono alcool, non lo metabolizzano, ricevendone potenziati gli effetti negativi di ebrezza fino al suo smaltimento naturale. Per questo un europeo beve e smaltisce alla svelta, un colored gli basta un bicchierino e rimane ubriaco potente per ore.
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01/01/2000 00:00
Mi sembra strana come tattica commerciale. Quando la gente comincia ad aver paura di qualcosa, smette di comprare, sia che la cosa sia vera o meno. Quando ormai, come notavo, tutti stanno abbandonando l'uso di questo olio, e si sprecano in pubblicità per dire a tutti "guarda che non lo usiamo più", non capisco il rischio marketing di non allinearsi e dire "tutte cazzate, io lo uso eccome". Sempre premettendo che non ho conoscenza in materia, che proverò a compare, mi sembra cercare un autogoal. Chi ha ragione? Amletica domanda
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maurobuio ha scritto:
per risolvere il problema per l'abbattimento delle foreste per coltivare quest'olio e semplice,fare in modo che non ci sia più richiesta. domani andiamo al supermercato,non compriamo questi prodotti!!!! dentro ci butteranno altra porcheria(sicuramente). se qualcuno guarda la trasmissione REPORT come sopra scritto,da oggi non mangeremo più niente. cambiando alimento,mi ricordo che mia nonna la farina se la faceva portare da un produttore locale,questo ricordo mi è rimasto impresso,anche perché ero molto piccolo,questo e l'unico modo per eliminare tutte le porcherie che ci sono in giro.
se elimini o vuoi eliminare ogni porcheria che ci circonda, non puoi mangiare nulla, bere nulla, nemmeno respirare. L'unica cosa veramente innocua è … spararsi. Non tutti possiamo permetterci alimenti puri, e ogni cosa che sia un minimo industriale, è di default con qualcosa che non va bene. Stiamo attenti alle cose peggiori, chiediamo sempre più pulizia, ma scordiamoci di ottenerla e non procuriamoci allarmismi vari, tanto è inutile.
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01/01/2000 00:00
Io mi faccio anche la marmellata da me, utilizzando in primis i frutti che ho a casa: lamponi, more, fichi, prugne selvatiche. A volte ne ho fatta di arance e limoni. A parte la distribuzione a mamma e figli/nipoti, d'inverno soprattutto è tutto uno sfornare crostate Immagine utente Immagine utente Per non parlare della norcineria Immagine utente Immagine utente
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Ricattatore!!!!!
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01/01/2000 00:00
Si ragazzi, confermo. È stata una cosa mai sentita prima. In quasi 60 anni ho sentito una miriade di scosse, e con nessuna, anche fatalisticamente, mi sono mai agitato. Questa è la prima a cui sono scappato di casa. Sarà che sono cosciente che abitiamo in una zona del caxxo, sarà che negli ultimi giorni le botte son state diverse, ma questa era da terrore puro. Ero da poco tornato nel letto visto che ancora era presto, l'ho sentita avvicinarsi piano piano, sempre più forte, un boato sordo da terrore, l'intensità che aumentava sempre di più. Per la prima volta in vita mia ho avuto paura, mi sono alzato nudo, ho afferrato un calzone e una maglia e sono scappato fuori. Poi per fortuna più nulla. Sono cominciati ad arrivare i primi whatsapp di colleghi e amici. Han dato l'epicentro a sud dell'Umbria, quindi vicino ma abbastanza lontano per stare più tranquilli. Ora siamo qui in attesa dello sciame classico, ma confesso che le palpitazioni non cessano. Si sta un po' più tranquilli solo all'aria aperta. Ho visto come voi i TG con i resoconti, conosco praticamente quasi tutte quelle zone. Pensare che di quei posti da sogno ormai ci son solo macerie, fa venire magone e lacrime. Ci si rende conto di quanto non siamo nulla di fronte alla natura. Approfitto di questo topic per ringraziare le decine di amici che mi hanno messaggiato subito, come ad ogni scossa. Nei prossimi giorni ci saranno i soliti tentativi di aiuto da parte di tutti. Rimane una sola vera cosa da fare, e di cui siamo sicuri che funziona. Aiutate la protezione civile. Chi può venire chieda a loro, chi vuol dare un'obolo lo versi a loro. Sono quelli che davvero sanno i bisogni e si stanno dando da fare, anche se forse con qualche errore, ma sono loro che possono davvero provvedere ai prossimi bisogni. Non cedete ne credete agli sciacalli di ogni origine. Di nuovo grazie.
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01/01/2000 00:00
Ho cominciato a guardare, e le cose che ha detto eroe sono riportate. Ma anche le sue soluzioni alternative. Questo è nel sito della Ferrero stessa, dove spiega quando fa male e perché, è cosa fanno loro perché sia pulito quanto un qualsiasi altro olio. Lettura interessante. Metto il link perché è troppa roba da copiare http://qualita.ferrero.it/olio-di-palma.html
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01/01/2000 00:00
Se è per questo eroe, nemmeno le arachidi si producono da noi, e anche il girasole è entrato in agricoltura da poco e con estensioni e produzioni da far sorridere, Pensa che l'olio di oliva rende il 5% in peso, è solo se di razza buona. È proprio l'alta produttività, oltre alla presenza nei paesi a basso reddito, che lo rendono conveniente. Tra tutti i motivi ostativi questi mi sembra proprio irrilevante. Appena ho tempo provo ad informarmi di più sui veri lati negatici.
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01/01/2000 00:00
Chi può compra da un produttore locale (ammesso sia effettivamente onesto e usi roba non contaminata in partenza). Io stesso ove posso non uso quasi nulla di industriale. Ma come fai ad essere sicuro del tutto? Dici il panificio sotto casa. Per carità… ma che lieviti usa? Quelli di una volta, o quelli miracolosi moderni che dimezzano i tempi di preparazione? E le farine, da dove vengono? Dal campo lì vicino, con semi non OMG, concimi naturali, niente antiparassitari e quant'altro, o da Chernobyl? L'olio… sono ormai due anni che la mosca dell'olivo imperversa. L'hanno combattuta a tempo debito, o hanno inquinato i frutti gli ultimi giorni prima della raccolta? Ho hanno comprato le olive dalla Croazia, come fanno ormai da molto, troppo tempo? Un esempio del cavolo per dire che alla fine, puoi fare molto per dimunuire l'impatto, ma non avrai mai sicurezza al 100%
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01/01/2000 00:00
siman ha scritto:
a_fenice ha scritto: ...e le ragazze con certi culi e certe tette...
Non tutto il male vien per nuocere...[;)]
ti piace il grasso dunque? Bene, ne parlerò con qualcuna, che sarà felice di piantarti [8D][8D][8D]
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01/01/2000 00:00
Stiamo deviando dal tema del topic, ma tant'è. Prima di tutto una nota: eroe ha ragione quando dice che se chiniamo del tutto la testa verso i raggiri dell'industria poi non lagnamoci dei risultati in termine di salute. Ma anche Anton non ha torto: se ci facciamo prendere ansia verso ogni cosa sbagliata che c'è in giro, meglio spararsi subito. La via giusta forse sta nel mezzo: combattiamo gli abusi senza farsi venire le paranoie. Ma aggiungo anche: prima di alzare le barricate, cerchiamo di sapere le verità sulle diverse battaglie, quali sono vere, quali sono solo da migliorare, e quali sono solo bufale messe in atto per scopi commerciali o politici reconditi. Se, tanto per seguire l'argomento, leggo che la palma in se non è così meglio ne peggio della massa di oli in uso, e la scusa è una supposta deforestazione, se la medesima produce X volte più olio di altri sistemi, a parità di consumo, devo supporre che cambiare tipo di olio usato produrrà molto più consumo territoriale di quanto non già in atto dalla palma. Quindi non solo un falso problema, ma una soluzione controproducente. Se poi è corretto che la filiera sia controllata perché non venga prodotto a scapito di nuove piantagioni incontrollate, di sistemi truffaldini e non salutari per la produzione, è un altro discorso, ma che può essere fatto senza abbandonarne l'uso, ma investendo come fa la Ferrero affinché il prodotto sia "certificato". Per il discorso auto: ammetto di essere semignorante in merito, ma sapevo di un'altra alternativa, tipo quella messa in atto dal Brasile con le auto a "bioalcool", prodotto partendo dal riciclaggio dei rifiuti, che non vengono bruciati ma riutilizzati in tale modo, abbattendo anche di molto gli inquinanti di scarico. È una notizia infondata?
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01/01/2000 00:00
Strano questo modo di parlare. Un convegno scientifico, soprattutto tenuto da una università, non è fatto per distribuire barzellette. Un convegno è fatto per distribuire informazioni, comprovate e condivise, allo stesso modo di quello che fa una rivista scientifica. Solo che la rivista prende il testo è lo pubblica come Vangelo, un convegno fa di che ci sia dibattito tra scienziati paritetici, contestazioni id avalli. Ciò che viene trattato in un convegno è molto più valido di quanto emesse da una rivista, che fa solo il lavoro di pubblicazione: non ha motivo ne mezzi di verificare i dati arrivati. Cosa che invece avviene in un convegno. Al di là di tutto mi pare che si stia litigando tra chi dice le stesse cose, tra l'altro già ben evidenziate all'inizio del Topic. Basta leggere le ultime tre fonti che hai riportato, e con termini diversi dicono tutte le stesse cose. L'olio di palma non è ne meglio né peggio di ogni altro grasso simile, animale come il burro o vegetale come mais e girasole. Non fa bene, se abusato, ma essendo pari pari agli altri, fa parte della categoria pericolosi a prescindere, ma non per questo è più tossico degli altri. Anche il problema deforestazione è solo un problema locale, che tra l'altro aumenterà appena si sarà trasformata la richiesta. E in modo peggiorativo. Se oggi occorre 100 per avere la quantità di olio necessario, domani occorrerà 150 o 200 per avere la stessa quantità d'olio da altre piante. Di fatto tutti concordano che il problema vero è "come ci si alimenta oggi", che sia parla burro girasole o quant'altro. Ma la guerra è stata fatta solo alla palma. E vengono in mente tante strategie strane di moda oggi: gettiamo fango verso le coltivazioni estere e sosteniamo quelle che possono essere fatte in Italia, … e non proseguo, c'è abbastanza intelligenza al mondo per capire come vanno queste cose Ma quello che mi fa davvero senso, è come certi "salutisti" aprono la bocca solo per parlare, gettano terrorismo, e non nozioni di salute pubblica. Che in tutta questa vicenda ne avessi sentito uno che dicesse; torniamo all'alimentazione naturale, evitando quanto più possibile l'industria. Unica vera e soluzione alimentare esistente. Questi sono dati di fatto. Altro che giuggiole.
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01/01/2000 00:00
Ma è semplice occuparsi di deforestazione o di altri problemi simili. Dato che non si può certo arrivare chissà dove e dirgli smetti di tagliare alberi (o altro), e dato che tutte queste cose sono spinte dall'industria, basta evitare di usufruirne. Meno richiesta dalla fonte, meno produzione e richiesta all'origine. Invece di comprare biscotti e merendine, facciamoci il pane e torniamo a pane e olio. Invece di dover seguire la moda e buttare vestiti e scarpe, teniamoci quelli che abbiamo finché sono usabili e decenti. Le nonne rammendavano, oggi buttiamo ai cassonetti ogni anno. Invece di inseguire l'ultimo cellulare o computer, lasciamoli sugli scaffali e costringiamo e tenere attivi i vecchi. Di esempi così ne potrei citare a milioni, ma penso ci rendiamo conto che è utopia. È un semplice ragionamento della serva: se il motivo di tale astio per la palma è la deforestazione, parimenti tagliamo tutti gli olivi: la produzione di questi ultimi rispetto alle palme è irrisorio. Se smettono di produrre palma ma non si smette di comprare "biscotti", non si risolve ma si aggravia: l'industria qualche olio dentro deve mettercelo a forza, se non è di Pippo sarà di sempronio, e non abbiamo risolto un bel nulla Si risolve se le mamme (è perché no, i papà) invece di andare a fare shopping o le unghie impastano uova e farina e sfornano biscotti in casa.
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01/01/2000 00:00
Mah, mia nonna è vissuta 96 anni mangiando di tutto e prodotto nell'orto, lavorando come una bestia fino a che non si ruppe il femore e fini immobilizzata. Mangiando di tutto. Il problema vero in questo caso non è ciò che mangiamo in fatto di qualità di cibo, ma di come è prodotto. Purtroppo oggi, tra le fisse igieniche, le norme europee, le boiate dei benpensanti, si vive di più grazie a medicine e chirurghi vari, ma viviamo di chimica, in tutto. Tanti anni ma tutti pieni di tumori, di ogni tipo. I nostri nonni fumavano toscanelli fino alla morte, e il tumore al polmone era sconosciuto. Fa male la nicotina, o le miriadi di ssotenze che ci cacciano dentro? Fa male la carne rossa, o il fatto che di carne ce ne ben pc e son tutti farmaci e ormoni? Demonizziamo troppo le qualità dei cibi, e non vediamo come funziona la filiera e cosa alla fine mettiamo davvero nei piatti. @eroe: sul post del cibarsi di cose casalinghe e vestirsi senza troppa moda: ho parlato sulle generali, ma siamo sullo stesso identico comportamento. Ciò che posso è fatto da me, ciò che vesto ha anni di età, ma finché è bello e buono non butto nulla. Se questo fosse fatto dalla maggior parte e della gente, si, credemmo qualche problema lavorativo, ma forse si potrebbe cambiare la tendenza industriale. E alla fine, un jeans riciclato e bucato naturalmente, costerebbe zero, e avrebbe buchi veri e naturali, invece di pagarlo 200€ coi buchi finti è una firma di chissà chi. E ci sarebbero meno rifiuti, meno produzione di cotone, colori, inquinamento conseguente, e si sarebbe più che alla moda [;)][;)]
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