Olio di palma

a_fenice 25/10/2016 23:23 15.336 Visite
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05/11/2016 12:54
a_fenice ha scritto:
Mah, mia nonna è vissuta 96 anni mangiando di tutto e prodotto nell'orto, lavorando come una bestia fino a che non si ruppe il femore e fini immobilizzata. Mangiando di tutto. Il problema vero in questo caso non è ciò che mangiamo in fatto di qualità di cibo, ma di come è prodotto. Purtroppo oggi, tra le fisse igieniche, le norme europee, le boiate dei benpensanti, si vive di più grazie a medicine e chirurghi vari, ma viviamo di chimica, in tutto. Tanti anni ma tutti pieni di tumori, di ogni tipo. I nostri nonni fumavano toscanelli fino alla morte, e il tumore al polmone era sconosciuto. Fa male la nicotina, o le miriadi di ssotenze che ci cacciano dentro? Fa male la carne rossa, o il fatto che di carne ce ne ben pc e son tutti farmaci e ormoni? Demonizziamo troppo le qualità dei cibi, e non vediamo come funziona la filiera e cosa alla fine mettiamo davvero nei piatti. @eroe: sul post del cibarsi di cose casalinghe e vestirsi senza troppa moda: ho parlato sulle generali, ma siamo sullo stesso identico comportamento. Ciò che posso è fatto da me, ciò che vesto ha anni di età, ma finché è bello e buono non butto nulla. Se questo fosse fatto dalla maggior parte e della gente, si, credemmo qualche problema lavorativo, ma forse si potrebbe cambiare la tendenza industriale. E alla fine, un jeans riciclato e bucato naturalmente, costerebbe zero, e avrebbe buchi veri e naturali, invece di pagarlo 200€ coi buchi finti è una firma di chissà chi. E ci sarebbero meno rifiuti, meno produzione di cotone, colori, inquinamento conseguente, e si sarebbe più che alla moda [;)][;)]
Concordo al 99% (cosa rara con te [:D]). Non credo che ci sarebbero problemi di lavoro in quanto alla fine i soldi, se avanzano, li spenderemmo lo stesso anche se per altro e spendendoli per altro ci sarebbe più gente che lavorerebbero per altro. Il problema è che le industrie e, soprattutto, le multinazionali cercano di indirizzare, anche con l'obsolescenza programmata e la moda, il nostro modo di spendere denaro facendo guadagnare loro il più possibile. Invece altre forme di consumo farebbero lavorare più gente distribuendo la ricchezza fra tutti e non solo nei loro depositi bancari come le multinazionali vogliono.
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05/11/2016 13:50
Eroe ha scritto:
a_fenice ha scritto:
Mah, mia nonna è vissuta 96 anni mangiando di tutto e prodotto nell'orto, lavorando come una bestia fino a che non si ruppe il femore e fini immobilizzata. Mangiando di tutto. Il problema vero in questo caso non è ciò che mangiamo in fatto di qualità di cibo, ma di come è prodotto. Purtroppo oggi, tra le fisse igieniche, le norme europee, le boiate dei benpensanti, si vive di più grazie a medicine e chirurghi vari, ma viviamo di chimica, in tutto. Tanti anni ma tutti pieni di tumori, di ogni tipo. I nostri nonni fumavano toscanelli fino alla morte, e il tumore al polmone era sconosciuto. Fa male la nicotina, o le miriadi di ssotenze che ci cacciano dentro? Fa male la carne rossa, o il fatto che di carne ce ne ben pc e son tutti farmaci e ormoni? Demonizziamo troppo le qualità dei cibi, e non vediamo come funziona la filiera e cosa alla fine mettiamo davvero nei piatti. @eroe: sul post del cibarsi di cose casalinghe e vestirsi senza troppa moda: ho parlato sulle generali, ma siamo sullo stesso identico comportamento. Ciò che posso è fatto da me, ciò che vesto ha anni di età, ma finché è bello e buono non butto nulla. Se questo fosse fatto dalla maggior parte e della gente, si, credemmo qualche problema lavorativo, ma forse si potrebbe cambiare la tendenza industriale. E alla fine, un jeans riciclato e bucato naturalmente, costerebbe zero, e avrebbe buchi veri e naturali, invece di pagarlo 200€ coi buchi finti è una firma di chissà chi. E ci sarebbero meno rifiuti, meno produzione di cotone, colori, inquinamento conseguente, e si sarebbe più che alla moda [;)][;)]
Concordo al 99% (cosa rara con te [:D]). Non credo che ci sarebbero problemi di lavoro in quanto alla fine i soldi, se avanzano, li spenderemmo lo stesso anche se per altro e spendendoli per altro ci sarebbe più gente che lavorerebbero per altro. Il problema è che le industrie e, soprattutto, le multinazionali cercano di indirizzare, anche con l'obsolescenza programmata e la moda, il nostro modo di spendere denaro facendo guadagnare loro il più possibile. Invece altre forme di consumo farebbero lavorare più gente distribuendo la ricchezza fra tutti e non solo nei loro depositi bancari come le multinazionali vogliono.
concordo con tutti e due, pur sapendo che ogni uno poi sceglie la sua strada
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05/11/2016 22:27
questi sono ragionamenti, non distribuire spauracchi vari (non ho detto che lo fai te, sia chiaro). Oggi come oggi la cosa più salutare in assoluto che uno può fare è spararsi, tutto il resto fa male. Possiamo indicare a tutti, ognuno per le sue conoscenze, i modi migliori per vivere, e vivenre meglio. Ma non ne posso più di sentire cose tipo che il problema dell'olio di palma è la deforestazione, quindi non consumiamolo, quando è evidentissimo che è solo una scusa di comodo. alcuni dati: L'olio d'oliva copre solo circa il 4 % del mercato degli oli nel mondo. Seppur la resa di olive, e quindi di olio, è variabile tra nord e sud per le condizioni climatiche, ogni pianta produce mediamente 9/10 kg di olive, con una resa media del 13 %, siamo a 1,3 kg di olio ogni pianta. olio di palma. Intanto gli elementi territoriali. Viene prodotto soprattutto in Indonesia e Malesia, coprendo circa 1/4 del territorio. Produce circa 10 volte di quanto produce il girasole, ad esempio. Inoltre la produzione mondiale di Palma copre appena il 7 % del quantitativo totale degli oli prodotti, dove ad esempio la soia copre ben il 61%. Ben misera rivendicazione territoriale, se combattiamo per il 7 % dei territori dedicati alla produzione di oli. Dati importanti: non necessita di acqua, quindi non richiede consumo di questa fonte. Per ogni tommellata d'olio richiede solo 47 kg di fertilizzanti, contro i 315 della soia.... per i pesticidi abbiamo 29 kg/tonn per la soia, contro i soli 2 della palma.....alla faccia del Bio. A livello produttivo abbiamo che la palma produce 11 volte in più dell'oliva e 9 più della soia. Insomma, per ottenere lo stesso quantitativo di olio di palma con la soia, servirebbe una superficie pari a 5 volte l’Italia. La palma produce 3,47 tonnellate ettaro, la soia 0,37, oliva 0,32. (quando non useremo più la palma, saranno invasi territori per coltivare gli altri oli, solo che ne occerreranno ben 11 volte in più di spazi) Occupazione territoriale: vero che Indonesia e Malesia hanno fatto stragi fino a 10 anni fa circa per incrementare lo spazio dedicato, ma ormai sono sotto controllo per le certificazione del biosostenibile e quella della tracciaiblità di produzione, quindi hanno invertito le tendenza da molto. In Malesia non hanno più dedicato praticamente nuovi spazi da ormai 25 anni, In indonesia lo spazio è diminuito, ma per la ricerca dei legnami pregiati, e non per dare spazio alle contivazioni (e qui facciamoci dei mea culpa quando scegliamo il legname per i propri mobili e parquet). In ogni caso hanno distrutto 27 milioni di acri, cioè meno della metà di quanto distrutto in Brasile e argentina per la soia... ma la soia non si tocca!!!!! Componenti. L'odio di palma contiene solo il 49 % di grassi saturi. L'oliva contiene dal 7 al 15 % di acido palmitico (grasso saturo, lo stesso dell'olio di palma) e il 2-6 % di stearico (sempre grasso saturo), in totale dal 9 al 21 % di grassi saturi Inoltre bisogne tener prensente che l'acido palmitico è naturalmente presente nel latte materno, senza il quale molti componenti non verrebbero assimilati. La quantità massima giornaliera consigliata: il 30 % dovrebbe provenire da grassi, di cui il 20 % dai saturi, cioè circa 22 grammi. Vogliamo evitarli? Non cerchiamo una Nutella solida, ma diversifichiamo i cibi che ingoiamo. Sulle qualità organolettiche e di cucina il discorso cambia. Non useremo il palma per condire l'insalata, anche se, esitendo tante "brave persone che usano la soia", non giurerei che.... In cucina si trova spesso nei mix di oli per frittura, perchè cuoce bene e lascia i frutti sufficentemente "asciutti" dall'olio, ma ha un neo: il punto di fumo è 180 °, quindi basta poco per superarlo. Aggiungendo arachide o girasole si supera questo limite, e questo viene fatto nei mix, ma anche se è meno costoso, per friggere almeno, cosi come per le cucine secche al forno, meglio scegliere oli più resistenti, e comunque mai di sola palma. Condannato o assolto? Per me, alla luce di quanto ho letto, come olio non è ne da applaudire ne da condannare. Come salute, nulla di particolare, per pochi deficenti usano cibi pieni di grassi. Come cucina, a volte lo uso, ma se devo fare cose particolari, evito. COme deforestazione..... mi astengo dal commentare in merito. La colpa non è dell'olio, e prima di perseguire lui, ci sarebbe da parlare dei territori tolti al grano per coltivare tabacco o allevare animali.....
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06/11/2016 00:08
Grazie Max per tante informazioni utili
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06/11/2016 01:44
Grazie Max per aver ingrandito il quadro delle informazioni. Alla fine io mi regolo semplicemente seguendo la dieta mediterranea raffigurata dalla piramide alimentare (vedo se riesco a postarla). Cerco di ascoltare i messaggi di sazietà prima di mangiare calorie non necessarie e quando c'è l'evento conviviale (massimo 1 o 2 volte a settimana), mangio e bevo senza pensieri.
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06/11/2016 01:47
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06/11/2016 07:48
Buona Zeno!! Se questa è la piramide migliore, mi accorgo che sono quasi in linea. Ovvio che qualcosa varia, ma non in modo fisso. Dunque non sbaglio a mangiare. Evvaiiiiiii [:)][:)][:)] E a questo punto, mettessero la palma dove vogliono, non ne consumerò mai in modo eccessivo. Ne quella ne altre porcherie ben peggiori. Rimane il problema cibo pulito, naturale, non pieno di chimica, è lì è una scommessa per tutti. Cosa viene effettivamente usato in produzione è un mistero. Per sicurezza ulteriore, per quanto possibile, nulla di già pronto. In fondo non mi dispiace cucinare, e per avere il già pronto magari cucino prima partendo dai prodotti freschi, e metto il preparato in congelatore, già diviso a porzioni, solo fa scongelare quando è da usare. In fondo, se ci pensiamo bene, mangiare pulito al 109% è impossibile, ma raggiungere un buon livello non è poi così difficile.
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06/11/2016 15:20
Rimane comunque il fatto che per la sopravvivenza della umanità non servano 50 tipi di merendine e dolcini per la colazione Meglio meno roba prodotto in modo biodina che tanta roba che viene regolarmente buttato via sia dai consumatori che dai supermercati
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06/11/2016 18:30
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08/11/2016 10:15
Premetto di aver letto solo la prima pagina di commenti tutti sono di certo interessanti ma in questo momento non ho moltissimo tempo e posto un mio pensiero personale. Quando vedo la pubblicità della ferrero dove si asserisce che il proprio olio di palma è salutare e eco sostenibile la trovo credibile come se la marlboro iniziasse una pubblicità dichiarando che le proprie sigarette sono le più sane in commercio e che non provocano tumori. La salubrità di un olio si denota dai legami chimici che lo compongono più ce ne sono doppi o tripli e meno l'olio è sano. l'olio di palma in tal senso e peggiore solo dell'olio di cocco. Sono moltissimi gli esperti tra cui Berrino e Veronesi che indicano questo olio come altamente nocivo per l'alimentazione umana e ne sconsigliano il consumo attraverso i cibi lavorati che lo contengono. Non ci sono ancora studi a rigurdo su lungo termine ma un campanellino d'allarme sul fatto che sia potenzialmente cancerogeno si sta facendo strada. Perchè molte ditte stanno facendo marcia indietro sull'uso di questo prodotto semplice ci sono più gruppi di persone che stanno facendo lotta sfrenata alla produzione di questo prodotto. Da una parte ci sono gli ambientalisti che lo condannano perchè per produrlo si stanno disboscando le foreste sud equatoriali asiatiche con tutti i problemi che ne derivano. Da un lato ci sono gli animalisti che con il disboscamento delle foreste del borneo vedono minacciati gli oranghi che già sono a rischio estinzione. Ci sono i salutisti che sentendo il parere di esperti non vogliono mangiare tale prodotto. Non per ultimi ci sono i vegani che racchiudono un po' tutte le motivazioni già espresse. probabilmente ci sono anche altre motivazioni per boicottare l'olio di palma queste sono quelle che mi sono venuite in mente ora.
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08/11/2016 19:02
Bell'articolo!! Dunque da domani niente più pasta frolla e pasta al burro. E cominciamo ad aizzare chi lo definisce portatore di cancro, così facciamo prima. Ma… le mie girelline di pasta sfoglia? Il millefoglie al cioccolato? Le mie tagliatelle burro e tartufi? Sai cosa? Prima o poi tocca, meglio morire per aver goduto, che vivere malati per morire sani
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13/11/2016 14:17
....visto che era partito tutto dalla pubblicità della Ferrero, ecco un articolo che parla proprio di questo marchio e della presunta deforestazione.... m.ilgiornale.it/news/2015/06/20/olio-di-palma-greenpeace-e-wwf-danno-ragione-alla-nutella/1142823
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Anton2016b
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14/11/2016 08:51
ecco la conferma a quello che ho sempre detto..la Ferrero è un grande colosso, che sa cosa fare e come fare nel modo più giusto e corretto...quindi informiamoci bene prima di "sparare" su un Azienda Mondiale e seria che dà lavoro a più di 22000 persone nel mondo... In generale consiglio alle persone altamente preoccupate della loro alimentazione di non comperare più nulla e di prodursi tutto a livello casalingo....farsi un bel orto e forse avere due mucche ...qualche gallina....dei conigli..almeno non "dipendiamo" più da nessuno..ma visto che solo pochi avranno questa possibilità forse qualche compromesso alimentare bisogna farlo... Ma anche lì è utopia , perché inquinamenti nell'aria e acqua ci sono... Un bel enigma. Buona giornata
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14/11/2016 21:23
Anton2016b ha scritto:
... "..ma visto che solo pochi avranno questa possibilità forse qualche compromesso alimentare bisogna farlo... Ma anche lì è utopia , perché inquinamenti nell'aria e acqua ci sono..."
Perché dovremmo fare compromessi con le multinazionali che pur di guadagnare lo 0,005% in più sono disposte ad avvelenarci con sostanze che alla lunga possono provocare gravi problemi di salute? Basta scegliere meglio, con i nostri acquisti, e, come abbiamo visto di recente, le aziende produttrici sono costrette ad adeguarsi. E poi basta questa cosa che siccome l'aria è inquinata possiamo mangiarci la merda in quanto, con questa logica, si può bloccare qualsiasi iniziativa per risanare l'ambiente che ci circonda e si va sempre peggio. Certo tanto alla fine moriremo tutti, prima o poi, ma perché dovremo morire tutti col cancro?
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