Ciao a tutti.
Premetto che avrei dovuto partecipare all'incontro, ma all'ultimo momento motivi familiare mi hanno costretto a rinunciare.
Sono felice che le cose siano andate bene e speriamo di incontrarci presto in altre simili occasioni.
Conosco personalmente alcuni gestori ed addetti di centri benessere, ho organizzato un paio di eventi di successo e ritengo di avere una buona esperienza di saune ed affini in Italia e all'estero ... quindi provo ad esprimere con cognizione di causa qualche concetto.
La maggior parte dei gestori di centri benessere sa benissimo come si dovrebbe fare correttamente la sauna (senza indumenti, in silenzio, con essenze di qualità, ecc), in quanto hanno visitato le saune sudtirolesi e straniere, raccogliendo informazioni da operatori del settore, conoscenti, testi, corsi, internet.
Aprire un'attività del genere in Italia si scontra con vari problemi.
Uno dei principali problemi è trovare addetti competenti, che sono difficili da reperire in Alto Adige, figuriamoci a sud di Bolzano!
Quindi si scelgono persone predisposte da formare sul campo oppure si porta via qualcuno dalla concorrenza, cercando un delicato equilibrio tra il corretto utilizzo delle strutture, le abitudini e i pregiudizi della gente ed i ritorni economici, questi ultimi fondamentali nel medio/lungo periodo.
Il successo di un centro benessere, secondo me, è dovuto in larga misura dalla capacità degli addetti di creare l'atmosfera giusta in base al target commerciale prescelto.
Ed è fondamentale dare continuità alle scelte effettuate, perché sono destinate a poca fortuna quelle attività che fanno la festa per i saunisti, poi quella per i costumati, per le coppie, i nudisti e via dicendo ... si rischia di creare una reputazione ambigua che non giova a nessuno e poi diventa difficilissimo "correggere il tiro".
Ancor più delicata è la faccenda della nudità.
Molte persone non gradiscono spogliarsi in pubblico, altre si sentono in imbarazzo se circondate da gente nuda, chi trova eccitante mostrarsi od esibire la propria donna, chi va in sauna per guardare sperando di trovare compagnia, chi vive la nudità con naturalezza e disinvoltura (pochi), chi sfrutta ogni minuto per restare nudo perché è la sua filosofia di vita ...
Tutte queste situazioni, e molte altre non facili da gestire, vengono quotidianamente affrontate e in qualche modo risolte dalle persone che lavorano nei centri benessere, che sanno e vedono molte più cose di quanto pensiamo.
Questa lunga introduzione per far meglio comprendere gli equilibri ed i compromessi nella gestione di molti centri benessere, in particolare per quelli situati in zone dove è scarsa la cultura del wellness.
L'impegno e la fatica sono a volte notevole, i risultati spesso incoraggianti ma con molti dubbi ed aggiustamenti.
Bisogna sempre avere il massimo rispetto per chi è ogni giorno sul campo e cerca di mettere in pratica le direttive del gestore, che risponde alla proprietà dei suoi risultati di medio/lungo periodo.
Solo gli imprenditori superficiali vivono alla giornata e non hanno un obiettivo da raggiungere.
Dato per assodato che un centro benessere non è nudista o naturista, anche quando tollera la nudità, ogni iniziativa esterna non deve diventare occasione per invadere e conquistare per qualche ora un territorio dove faticosamente da mesi o da anni si sta costruendo un'immagine coerente di business.
Per essere accettati è necessario integrarsi, informarsi e comprendere prima di chiedere cambiamenti.
Bisogna conquistare la fiducia delle persone e allora succede che le cose ti vengano proposte spontaneamente, con le modalità più coerenti agli obiettivi aziendali.
Utile anche ottenere un feedback da chi ogni giorno lavora nel centro: ci siamo comportati da clienti desiderabili oppure ci sono stati episodi spiacevoli? Lo rifareste?
Le risposte non sono sempre scontate ...
Chissà se sono riuscito a spiegarmi.
ps: per la richiesta della piscina nudista, la vedo dura ottenerla di domenica pomeriggio.
Forse organizzando la festa di sabato ... dopo una certa ora ...