Ieri io e Naturik ci siamo visti per ripetere l’avventura del 27 lungo il Gorzente.
Doveva esserci anche una terza persona, che non so se vuol essere menzionata (non è presente nel forum), che per un guasto alla macchina ha dovuto fare forfait all’ultimo.
Comunque, ecco la cronaca.
Partenza alle 10 circa da Ponte Nespolo (Guado), appena lasciata la vista della provinciale, ci siamo messi subito in libertà, e ci siamo rimasti per tutto il percorso, tranne alcuni momenti, quando p. es. abbiamo superato una coppia di anziani (e lì la prima copertura, Naturik con i pantaloncini, io col pareo). Poi un piccolo inconveniente: senza la valida guida di Ligo e della sua cartina, non siamo riusciti a riconoscere la deviazione ci avrebbe portato al guado per raggiungere Casa Preadoga (vedi percorso nella mappa precedente). Ci siamo così trovati alla diga del Lago Bruno. A questo punto, siccome la diga era chiusa da un cancello, c’erano tre vie: 1- tornare indietro e cercare il guado che ci era sfuggito; 2- cercare di attraversare la vallata, sperando che ci fosse un sentiero che risalisse da una stradina che scendeva alla base della diga; 3- fare il giro del lago, che però non sapevamo quanto era lungo. Optiamo per la prima. Tornando indietro di poco, rincontriamo quegli anziani che avevamo sorpassato, e dopo esserci coperti, chiediamo loro informazioni. Ci indicano un sentiero (per noi altrimenti introvabile) che ci porta al giro del lago, dicendoci che non era troppo lungo. Seguiamo il loro consiglio, e dopo qualche piccola peripezia a identificare il sentiero poco marcato, una volta tornati nel sentiero “buono” ci accomiatiamo dai nostri amici, ci rimettiamo in libertà e proseguiamo. A parte un altro centinaio di metri in corrispondenza della casa del custode della diga, all’incrocio con un camioncino lungo la strada che percorreva il lago, superando in tizio barbuto (il nonno di Haidi?) che mangiava alla Casa Preadoga, restiamo nudi per tutto il resto del percorso. Arriviamo a Casa Carrosina, ma non c’è nessuno, facciamo la strada carrabile in libertà, arriviamo fino alla basse del Tobbio, sempre nudi (magari un po’ stoicamente, visto il vento che tirava su quella gola), Ci viene la tentazione di andare fino in cima al Tobbio, ma un po’ per il tempo (circa un’ora tra salita e discesa) che non mi permetteva di essere in tempo ad un impegno che avevo in serata, un po’ per la mia spina calcaneare che cominciava a farsi sentire, abbiamo considerato che per oggi poteva essere sufficiente. Così giriamo a sin. verso la lunga discesa, sempre nudi, fino alla Casa del Nespolo. Dopo esserci coperti nella proprietà privata della casa, abbiamo chiesto informazioni sulla strada del ritorno, inizialmente carrabile, poi un sentiero tagliava direttamente alla Baita Nespolo, e al Guado. Quest’ultimo pezzo Naturik l’ha fatto nudo. Io invece, che ero distrutto, pensavo solo di arrivare alla macchina.
Il tutto dapprima in un a giornata fresca ma piacevole, dopo un breve rannuvolamento, infine (quando eravamo in cima) sole cocente, reso mite dalla brezza. Insomma: una piacevole giornata, un’avventura entusiasmante, e un senso di libertà incomparabile.
Solo il solito inconveniente: l’esiguità del numero. Quando mai si potrà formare un gruppo vero?