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| siman ha scritto:
Non essendo il nudismo una cosa consentita, per ovviare/aggirare/rendere possibile praticarlo, si creano luoghi pubblici-non pubblici nudisti.
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Che poi questo è tutto da dimostrare :)
Se fosse vietato per legge nazionale lo stare nudi all'aperto, non sarebbe stato possibile, per i pochi comuni che lo hanno fatto, delineare delle zone nudiste nel proprio territorio (vedi Capocotta, Nido dell'Aquila ecc.)
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| siman ha scritto:
Mi pare perciò incomprensibile che molti nudisti si stupiscano se il presidente di una federazione che ha capitali investiti in strutture nudiste non si batte per la liberalizzazione del nudismo in Italia.
Semmai troverei sciocco e stupido se chi guadagna attraverso lo status quo nazionale si battesse per un nudismo libero.
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Infatti, su questo ti do ragione.
Il nocciolo della questione però è diverso. Non essendo la fenait di sua proprietà, bisogna fare in modo di rimuovere queste persone da dove sono.
Ti faccio un esempio. L'associazione locale che abbiamo qui (io sono in provincia di Latina), secondo me negli ultimi anni sta lavorando abbastanza bene, e tra le altre cose organizza durante l'inverno degli incontri sia in piscina che in centri benessere. Per partecipare bisogna essere tesserati ad una qualunque associazione INF. Anche se conosco molti di loro, e anche se mi avrebbe fatto piacere partecipare a qualcuno di questi incontri, non ho fatto la tessera ( o meglio rinnovato, dato che la tessera la abbiamo dal 2003) proprio perchè sotto l'Uni. Io 2 bollini a "quello li" non li do.
Poi, vabbè, qualcuno mi potrebbe chiedere perchè non sono tesserato con altre associazioni, ma andiamo OT