Rapporti tra associazioni e FENAIT

jarod73 27/04/2014 10:30 11.845 Visite
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27/04/2014 10:30
a_fenice ha scritto: Purtroppo di federazione internazionale una c'è n'è. Se ne esci fuori vivi da solo. Non è un grosso problem a farlo, a mio vedere, ma questa scelta non la può fare ne un CD ne i 70 su 800 che intervengono ad un'assemblea. La decisione è così radicale, che a dirla con termini di altri tempi, è come se i comunisti all'improvviso decidono di diventare democristiani. Non può essere dettato da poche persone. Però possono proporlo. In vero la linea è rimanere in casa madre e lottare per cambiare la testa o i modi di alcuni che sono non congrui alla realtà attuale.
Visto che sono duro di comprendonio e pur se non iscritto a nessuna associazione, c'è una cosa che proprio non riesco a capire: mettiamo che mi voglia iscrivere ad una associazione...senza fare nomi, ipotizziamo si tratti dell'ipotetica e inesistente "ASSONUDOLIGURIA"...la stessa mi rappresenterà presso le Istituzioni, mi farà avere determinati sconti presso strutture nudiste, organizzerà serate e cene tra associati e simpatizzanti per favorire nuove amicizie, ecc ecc ecc. Inoltre, la stessa, essendo inserita in una federazione, manderà a questa una parte del mio denaro dell'iscrizione annuale ma...il presidente di ASSONUDOLIGURIA, brontola perchè nell'assemblea federativa neppure lo fanno parlare. Domanda: che vantaggi ha una associazione che non viene considerata a rimanere in una federazione nazionale e, di seguito, in una mondiale? Lavora da sola, decide in ambito territoriale da sola, non ha benefici, non ha diritti. Secondo me un CD di qualunque associazione ha sicuramente, eventualmente, il potere di dissociarsi come, anche, di decidere di indire un'assemblea straordinaria per variare lo statuto. Il diritto è di chi vota non di chi non esprime il proprio parere.
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27/04/2014 10:30
Visto che se ne è iniziato a parlare da un'altra parte e si suggeriva di aprire apposita discussione qui, lo faccio io, per iniziare o meglio proseguire ciò che si era iniziato. Ciò appunto relativamente all'oggetto della discussione e a come cercare di cambiare le cose in fenait; ciò per avere un parere di tutti e soprattutto se ha senso continuare a sostenere fenait col presidente a vita....o e se sia tutto regolare nella rappresentanza delle varie associazioni al suo interno sia per le decisioni che per le votazioni. Detto ciò si potrebbe intanto testare con sondaggio qui ( sezione mai usata, mi pare...) o sui siti delle varie associazioni. Oltremodo verificare le tessere effettive o dormienti, o rinnovate di default anche dalle associazioni stesse anche se gli interessati lasciano...
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27/04/2014 12:24
Il punto è anche un altro. Ok non ti associ, nessuno è obbligato. Però se vai da qualsiasi persona o amministratore a chiedere qualcosa , devi portare dei numeri e numeri certi. Come lo fai? Cercitifazione di quante tessere hai. Semplice no? Detto ciò, INF trattiene rapporti solo con Fenait, non con le singola associazioni e faren un'altra al posto di fenait, vorrebbe dire che INF dovrebbe sconfessare la stessa. Visto che da quanto detto sembra che R e la presidente di fenait siano in buoni rapporti...a voi le conclusioni.L'unica sarebbe che tutte le singole associazioni lasciassero fenait e ne fondassero un'altra lasciandola sola. detto ciò R. dovrebbe capire che è ora di lasciare largo ai giovani ( e a Milano così ha detto in fiera...).La preponderanza ch mi sembra di capire di UNI sulle altre in fenait, dipende anche da varie altre cose che al momento non tutti sanno ( tessere dormienti, tessere direttamente alle strutture,ecc. ). Per me le strutture non dovrebbero poter emettere tessere di alcun tipo, altrimenti ognuno pubblicizza quella che più gli fa comodo o piace.
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Marcolino
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27/04/2014 12:29
Semplice Siman: uscire dal circuito INF significa una perdita secca di almeno il 50% dei soci. Tanti anni fa ci provo' ANITA su decisione dell'allora presidente Guiggiani se non erro. Motivo? Perché la stragrande maggioranza di chi si tessera lo fa quasi esclusivamente per avere "lasciapassare" e sconti nelle varie strutture del mondo. È triste ma è così. Marcolino Direttivo ANITA
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27/04/2014 12:34
Già, purtroppo molti associati lo fanno solo per il bollino INF, poi chissenefrega.....
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27/04/2014 12:54
Continuando a parlare per il poco che ho capito e sempre che abbia capito giusto... Bisogna ragionare anche da un altro punto di vista (che non è detto sia giusto ma comunque reale): nelle varie associazioni e federazioni ci sono due diverse categorie di persone pur se tutte accomunate dal nudismo: quelli che lo fanno per passione come sicuramente tutti quelli che son iscritti anche qui e quelli che ci investono capitali per cui, il nudismo, è anche la loro fonte di sostentamento, guadagno e attività. Comprensibile che lottino per avere in mano le leve del comando. "Comprensibile" ho detto, badate bene, non giusto. Perciò, secondo me, una persona che ha fatto in modo di comandare per così tanti anni, se mai dovesse decidere di lasciare il timone, farebbe in modo che il suo successore sia una persona di sua fiducia (se non addirittura ai suoi ordini). Quindi, alla fine della favola, associazioni formate solo da volontari, appassionati e persone che nel nudismo ci mettono soldi propri piuttosto che riceverne, dovrebbero essere sotto una federazione guidata da persone con le loro stesse caratteristiche...sennò cambierà il nome della federazione o cambierà il nome del presidente, ma alla fin fine...il vostro attuale malcontento rimarrà invariato.
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27/04/2014 12:58
jarod73 ha scritto:
Già, purtroppo molti associati lo fanno solo per il bollino INF, poi chissenefrega.....
Siamo sicuri che sia sempre colpa dei tesserati? Il bollino INF serve per andare nelle strutture estere in particolar modo per i singoli, nelle strutture italiane nemmeno quello, quindi inutile. Molte dinamiche delle associazioni fino a pochi gorni fa erano tenute nascoste alla massa, pochi ne erano a conoscenza salvo i pochi che facevano parte dei CD, sembrava che l'unica comunicazione che interessava fare alle associazioni fossero le serate in piscina, finalmente ora pare che qualcosa si muova e si apra. Le associazioni purtroppo badano ancora al proprio orticello e sono in quasi lotta fra di loro. Quando finalmente riescono ad avere un "ufficiale di collegamento" fra le varie associazioni, quando questo decide di lasciare, il ringraziamento è un "Grazie. arrivederci" buttando così all'aria anni di lavoro. Leggi naturiste locali fatte un po' ad uso e consumo del proprio orticello, senza mai tentare di avere un legge nazionale. Elezioni interne fatte ancora con metodologie arcaiche e quasi ad uso e consumo di pochi che con le deleghe degli altri possono spostare masse considerevoli di voti a proprio piacimento. E gli esempi potrebbero continuare... Quindi gli gli associati spesso se ne fregano perchè sono le associazioni che non li invogliano a partecipare alla vita associativa, ma li considerano solo dei bollini.
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27/04/2014 13:04
Marcolino ha scritto:
Semplice Siman: uscire dal circuito INF significa una perdita secca di almeno il 50% dei soci. Tanti anni fa ci provo' ANITA su decisione dell'allora presidente Guiggiani se non erro. Motivo? Perché la stragrande maggioranza di chi si tessera lo fa quasi esclusivamente per avere "lasciapassare" e sconti nelle varie strutture del mondo. È triste ma è così. Marcolino Direttivo ANITA
A MARCOLINO E JAROD: grazie della delucidazione...ma e senza offesa...allora tutto fila liscio: se avere il bollino di fenait o INF (per un nudista qualunque) è più conveniente di avere quello di una qualunque altra associazione o federazione...tutti i torti R. non li ha perchè, contro il denaro del bollino annuale, rende più servizi e facilitazioni. E' puramente una questione di normale economia applicata al parametro del "domanda/offerta"
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27/04/2014 13:06
Aggiungo: uscire dalla famiglia Fenait, e quindi INF, vorrebbe dire perdere molto del potere associativo. La tessera fatta con tale associazione non avrebbe nessun valore internazionale, ne nelle varie strutture. Alcune strutture richiedono il possesso della tessera INF (in realtà ne abbiamo trovate solo in Italia, mai all'estero), così come gli incontri "privati" organizzati dalle varie associazioni sono aperti quasi esclusivamente ai tesserati INF, e la tessera fatta con la associazione taldeitali non servirebbe a nulla. Se non sbaglio, la quota che va alla fenait si aggira intorno alle 10 euro, e da diritto anche all'invio della rivista InfoNaturista (vabbè, per quel che serve, parere del tutto personale). Restando sul tema proposto da siman, cioè dei soldi che vanno alla federazione centrale, mi vengono in mente due cose: - la taldeitali mantiene la stessa quota associativa delle altre associazioni e a questo punto avrebbe i famosi 10 euro circa in più da amministrare (in realtà dovrebbero essere 9), ma a quel punto perchè dovrei associarmi a quella associazione se con lo stessa quota posso avere più diritti e più servizi? - la taldeitali chiede una decina di euro in meno, il socio potrebbe essere più contento, a scapito però di meno servizi e diritti, ma l'associazione gestirebbe gli stessi soldi che se facesse parte alla inf. Questo mio è solo un discorso puramente di cifre, visto che siman parlava appunto di soldi.
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27/04/2014 13:13
Oh, scrivete troppo in fretta! Tempo di mandare il mio messaggio, mi trovo altri 5 post :) Sempre su quanto dice siman... Io non sono per niente d'accordo sulla gestione dell'attuale presidente Fenait. Se però lui sta li, lo deve al fatto che, veri o finti, ha i numeri per starci. Attualmente l'Uni ha oltre la metà degli iscritti alla totalità delle associazioni italiane. Se gli iscritti all'uni dessero le dimissioni e si associassero ad altre, i numeri cambierebbero e si potrebbe cambiare la testa della federazione. Non è lui che deve decidere di passare la mano, ma dovrebbero essere gli associati che, rendendosi conto della cosa, dovrebbero cambiare "parrocchia".
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27/04/2014 13:15
mizioeanto ha scritto: Alcune strutture richiedono il possesso della tessera INF (in realtà ne abbiamo trovate solo in Italia, mai all'estero)
Questo, le poche volte che son andato all'estero in strutture nudiste l'ho appurato anche io: A Punta Chiappa in Corsica, nessuno si è sognato di chiedermi se possedevo una tessera. Idem nello stabilimento balneare nudista di Faliraki a Rodi come anche in quello di Plakia a Creta e in quelli dell'isola di Chrissi. Non parliamo di Cap d'Agde dove pure il pass elettronico per accedere al villaggio, è venduto per pagare parte dei servizi di sorveglianza e non per "girare" alcuna somma a federazioni nudiste.
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27/04/2014 13:23
siman ha scritto: se avere il bollino di fenait o INF (per un nudista qualunque) è più conveniente di avere quello di una qualunque altra associazione o federazione...tutti i torti R. non li ha perchè, contro il denaro del bollino annuale, rende più servizi e facilitazioni.
Aspetta, forse nno è chiara una cosa... -la Fenait non è "proprietà" di R., è una federazione con cariche elettive. Il presidente e i consiglieri vengono eletti dalle associazioni federate, ognuna però con un peso diverso in base al numero di associati (o meglio, di bollini). Finchè l'Uni ha più della maggioranza dei bollini, comanda lei.
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27/04/2014 13:36
Mizioeanto: io credo che la questione sia un'altra, relativamente all'Italia. Non essendo il nudismo una cosa consentita, per ovviare/aggirare/rendere possibile praticarlo, si creano luoghi pubblici-non pubblici nudisti. E' (credo) lo stesso escamotage dei club privè (italiani!) per trasgressivi: il locale passa da pubblico a club privato (come dice la parola) e chiunque entra diventa di fatto un socio di una comunità di persone che hanno le stesse opinioni e comportamenti: se vai in club dove la gente suona la tromba, prima devi richiedere una tessera e poi, se anche vedere la cosa ti disturba e ti infastidisce, non puoi dire(o denunciare) nulla perché, essendoti appunto associato al club, hai dimostrato espressamente che hai le medesime mentalità degli altri frequentatori. Allo stesso modo, non potendo stare nudi all'aperto (sempre in Italia!), un campeggio o sauna o altro, chiedendo e pretendendo che chi entra sia associato dichiarando di fatto il suo essere nudista, si evita una denuncia da qualche idiota che entra in un luogo nudista e poi si scandalizza perché vede tuberi e volatili. Mi pare perciò incomprensibile che molti nudisti si stupiscano se il presidente di una federazione che ha capitali investiti in strutture nudiste non si batte per la liberalizzazione del nudismo in Italia. Semmai troverei sciocco e stupido se chi guadagna attraverso lo status quo nazionale si battesse per un nudismo libero. Le associazioni rimangono sotto fenait? In un certo modo fanno bene perché ne hanno (per poter accedere a strutture nazionali nudiste) la convenienza ma trovo strano sapere che si arrabbiano sul comportamento di chi si guarda bene dal mettere in difficoltà economiche i propri investimenti.
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27/04/2014 13:48
Siman, io non credo minimamente che il problema sia quello. Hai mai visto un centro benessere chiedere di fare una tessera? Noi ne abbiamo girati molti, si sta nudi, ma mai nessuna tessera ci è stata richiesta. Quando di un centro benessere acquisti il biglietto, ne accetti il regolamento, e se il regolamento dice che si sta nudi, nessuno può dire nulla. Stesso discorso vale per un campeggio. Il campeggio è recintato, entrando ne accetti il regolamento. Non credo sia una questione di legge.
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27/04/2014 13:59
siman ha scritto: Non essendo il nudismo una cosa consentita, per ovviare/aggirare/rendere possibile praticarlo, si creano luoghi pubblici-non pubblici nudisti.
Che poi questo è tutto da dimostrare :) Se fosse vietato per legge nazionale lo stare nudi all'aperto, non sarebbe stato possibile, per i pochi comuni che lo hanno fatto, delineare delle zone nudiste nel proprio territorio (vedi Capocotta, Nido dell'Aquila ecc.)
siman ha scritto: Mi pare perciò incomprensibile che molti nudisti si stupiscano se il presidente di una federazione che ha capitali investiti in strutture nudiste non si batte per la liberalizzazione del nudismo in Italia. Semmai troverei sciocco e stupido se chi guadagna attraverso lo status quo nazionale si battesse per un nudismo libero.
Infatti, su questo ti do ragione. Il nocciolo della questione però è diverso. Non essendo la fenait di sua proprietà, bisogna fare in modo di rimuovere queste persone da dove sono. Ti faccio un esempio. L'associazione locale che abbiamo qui (io sono in provincia di Latina), secondo me negli ultimi anni sta lavorando abbastanza bene, e tra le altre cose organizza durante l'inverno degli incontri sia in piscina che in centri benessere. Per partecipare bisogna essere tesserati ad una qualunque associazione INF. Anche se conosco molti di loro, e anche se mi avrebbe fatto piacere partecipare a qualcuno di questi incontri, non ho fatto la tessera ( o meglio rinnovato, dato che la tessera la abbiamo dal 2003) proprio perchè sotto l'Uni. Io 2 bollini a "quello li" non li do. Poi, vabbè, qualcuno mi potrebbe chiedere perchè non sono tesserato con altre associazioni, ma andiamo OT
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