Rapporti tra associazioni e FENAIT

jarod73 27/04/2014 10:30 11.844 Visite
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02/05/2014 22:50
Condivido Max in toto, e ovvio Anita esclusa, altrimenti io pure avrei già mollato. L' impegno di tutti voi va premiato per tutto ciò che fate. Io quel che posso,nel mio piccolo. Ma il resto dove sta?
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03/05/2014 00:16
Alcune stanno sulla stessa linea, ma usa solo i suoi mezzi, altre stanno sghiacciando ora, altre ancora… velo pietoso.
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03/05/2014 08:47
Concordo che il silenzio delle altre associazioni sia veramente agghiacciante, sono nuovo del forum, ma questo mi pare proprio un dato di fatto. Il prossimo presidente Fenait sarà comunque una donna (non la moglie), ma questo non sarà comunque indice di rinnovamento anzi. Il vero problema è che per assurdo qualsiasi altro candidato di spessore proposto da altre associazioni dovrebbe essere appoggiato dal presidente uscente... per cui ho si riesce a fare un bel po di pressing, appoggiando tutte le associazioni in comune un candidato di minoranza, ma per far questo servirebbe discussione, confronto e dibattito tra le associazioni e questo non avviene. Forse per far questo il forum dei nudisti non è ritenuto appropriato? Allora perche tenere il proprio spazio silente. A me pare che questo sia l'unico strumento qualificato che offra attualmente questa possibilità (si c'è qualcuno chè enfatizza un po' troppo il proprio "uccello", ma di partecipanti che ci mettono anche la testa ve ne sono). Per cui "famoce sentì" si richiede solo un piccolo sforzo, e "famoce sentì" anche come associati vari nei confronti delle proprie associazioni per invogliarle ad intervenire in modo qualificato per intraprendere una una strada che porti ad un significativo cambiamento, anche se poi i numeri saranno purtroppo quelli che comanderanno. Se poi si decidesse di uscire in massa da Fenait, di far esprimere FENAIT in merito alla proposta di legge presentata lo scorso aprile, di fare qualche altra bella iniziativa come il raduno prossimo dei nudisti, o andarcene tutti al mare mutandati, si vedrà che fare.....
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03/05/2014 11:29
L'osservazione di Fenix sul numero dei partecipanti la dice lunga sul pathos che questi malcontenti, colpiscono la maggioranza dei tesserati. Se poi, ci aggiungete che uno degli scriventi (io) non è associato da nessuna parte e che un altro (Jampicozzi) ha letto attentamente ma ha ammesso di non poter ancora scrivere nulla in merito perchè finora all'oscuro di tali problematiche...il motivo di questo stand-by è facilmente intuibile. Inoltre, senza voler mancare di rispetto a nessuna associazione, bisogna comprendere bene i diversi punti di vista: --- La volontà di moltissimi (la maggioranza credo) nudisti che vorrebbero e auspicano un nudismo libero ovunque. ----La contrarietà di questo proponimento di fenait perchè detiene la quasi totalità delle strutture ricettive italiane e riceve, attraverso queste, di fatto un più che sostanzioso fiume di denaro sia dai tesseramenti, che dal potere cosenguente di quest'ultimi e, ancora in maggiore proporzione, l'esclusiva del nudismo in Italia dentro appunto queste strutture. Se fin qui non ho detto eresie, si pone una domanda: fa più per il nudismo fenait o una associazione? Sicuramente la risposta per chi si batte nel, e per il, nudismo è scontata ma...siamo sicuri che la stessa risposta la darebbero anche gli altri nudisti che amano trascorrere vacanze in campeggi nudisti? Si parla giustamente di "diamoci da fare di più", "facciamo sentire" e altre buone intenzioni ma...se siete in 100 o poco più... Sicuramente, come letto poco sopra, se tutti i CD delle associazioni si mettessero uniti e compatti su uno stesso schieramento molto potrebbero fare ma il nocciolo della questione è: "Se chi comanda ha il controllo su tutti (o quasi tutti) i campeggi nudisti, poca fatica avrebbe a fondare un'associazione propria e consentire l'ingresso a tali strutture solo ai suoi associati...perciò, a questo punto, cosa le varie associazioni avrebbero da "offrire" a chi si tessera?"
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03/05/2014 15:14
Tutti i CD uniti, scordartelo Chi va nei campeggi e basta non ha problemi. Così come chi va all'estero, che gli frega Chi sta male è chi vorrebbe nudismo ovunque, ma questi nemmeno si tesserano o quasi, quindi di queste beghe nulla sanno Chi ha il controllo dei campeggi, già ha l'associazione globale, e tramite questa il potere. Se invece le tessere venissero considerate "vacanziere", cioè senza voto, di fatto scenderebbe dai 2800/3000 attuali a circa 300. Pensi che passerà mai questa proposta? Mica è scemo!!!
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jampicozzi
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03/05/2014 16:16
Ok Max, allora sicuri di morire Ribolziani, possiamo pure mettere una pietra sulla faccenda. o c'è da qualche parte una proposta per aggirare la palude? Un'idea per creare una reale ed efficace opposizione? g
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03/05/2014 16:24
a_fenice ha scritto: Chi ha il controllo dei campeggi, già ha l'associazione globale, e tramite questa il potere. Se invece le tessere venissero considerate "vacanziere", cioè senza voto, di fatto scenderebbe dai 2800/3000 attuali a circa 300. Pensi che passerà mai questa proposta? Mica è scemo!!!
In effetti è un po' quello a cui tutti noi siamo arrivati. Perciò temo di non aver detto nulla di sbagliato, più sopra, asserendo che difficilmente qualcosa cambierà o, se cambierà, sarà solo grazie ad una futura ed ipotetica legge libertaria che passerà attraverso un politico e le varie sezioni legislative e non attraverso una lotta delle associazioni. Tra l'altro...per mia soddisfazione sto facendo una ricerca approfondita e, nel frattempo, "ho scoperto" che esiste già una federazione "alternativa" a fenait (conait se non sbaglio). Sul sito di quest'ultima sono offerte le possibilità di ingresso tramite sua tessera, a tre strutture nudiste. Certo, avendo avuto qualche anno fa un "diverbio" con uno dei fondatori e soci...omissis (che è meglio [;)]). Insomma....se io fondassi (tranquilli: non lo faccio) una associazione nudista...sarebbe arduo decidere dove e con chi porsi.
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03/05/2014 17:00
Beh ,io non rinnoverei visto tutto quanto scritto qui la tessera x il prossimo anno,se non avessi il gran rispetto del lavoro e delle persone di Anita. Anche il contatto,con l'on. Laquaniti lo ha fatto l'attuale vicepresidente,mica R....che,certo,su invito in fiera a Milano c'era ma perché obbligato. Prima di fiere in Italia mai fatte ne da fenait ne nessuno o sbaglio? Oltre a tutto ciò che potrete trovare sul suo sito.Ripeto le altre oltre al loro orticello e cm di,spiaggia sotto casa dovrebbero avere un'idea di naturismo in Italia! Certo ci vuole chi si sbatta,ma è la mentalità operativa che va cambiata.
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03/05/2014 17:42
Andando in fila @jampicozzi. Cosa dobbiamo fare? Parlarne, rendere coscienti gli altri di come stanno le cose, di come non l'autorità, ma il suo immobilismo è quello che ci frega. Se tutti si spera sempre sul cambio di governo o si gioca da liberi, cosa si risolve? Si, una giornata, una battaglia, ma non la guerra. Se si vuol vincere bisogna che tutti sappiano, e che tutti prendano coscienza che i problemi, prima che dai tessili, provengono da coloro che hanno il compito istituzionale di organizzare le rivolte. E allora che la gente scenderà in campo, prenderà la tessera e farà sentire la sua voce. Finché l'urlo è di pochi, risulta solo un lagno. Quando strillano tutti, diventa una guerra civile, e per quanto dolorose, son le uniche che possono cambiare il mondo. @ Siman Conait nacque in contrasto a fenait associando Aner, Anita, l'ex econat e… assonatura. Ad oggi Aner ne fa parte per modo di dire, e quella sigla rappresenta solo assonatura. Uno che dopo un inizio stravolgente di fatto oggi pensa solo a spugnettare le mogli degli altri e ha la pretesa di saper trombare solo lui e che può insegnare agli altri a farlo. (Testuali parole sue). Di fatto INF ha rifiutato la candidatura di conait a federazione nazionale perché non rappresentativa di nessuno (presentarsi con 400 soci come federazione è più che risibile). Tanto è che oggi nessuno parla più di essa. Non l'avranno buttata al cesso, ma di fatto non esiste. @ jarod. Diamo a cesare ciò che è di cesare. L'ultima data buona che ricordo è il 2002, quando fenait chiese al comune di Ravenna la gestione della spiaggia di lido di dante, girata poi ad Aner, e con questa affossata! Non è del tutto vero che non ha mai fatto nulla, non moltissimo si, ma nulla … altrettanto. Ad oggi però ha girato le sue idee nel voler chiudere il nudismo nei campeggi, dato che la clientela sta diminuendo a vista d'occhio. Ma non capisce che se i clienti diminuiscono, è perché son cambiate le esigenze. Dopo che in posti tipo la Spagna, la gente usa il campeggio, ma poi scende nuda in spiaggia, presentare un'Italia dove: - lido di dante ha una spiaggia rubata che anno dopo anno è a rischio denunce continue e guardoni, il campeggio miscela tessili e nudisti, obbligandoli a star vestiti, non da più servizi tipo poter mangiare li Etc - le betulle ha un posto magnifico, ma fuori ha spazi zero, e la gente di stare nei ghetti ne ha le @@ piene - pizzo ha le porte chiuse hai single, una spiaggia microscopica, un allevamento intensivo e continuo di zanzare che ti sottopongono a emorragia acuta - Ca le scope ha una ottima gestione, ma buona solo per i naturisti prima maniera, olandesi per la maggiore, abbastanza ostativa per gli italiani - costalunga che sta provando a rinascere dopo la vendita semifallimentare fatta un tre anni fa (nudismo in collina in una nazione marina, non tira, è inutile) - il costruendo Mort, fallimentare in partenza, perché copia di esperienze (campeggio senza mare) già fallimentari oggi, dove hanno studiato in piccolo di proporre un nudismo da campeggio obbligatorio per legge E cosa scelgono i gestori? Mica di avere spazi esterni che attirano clienti! No, chiudiamo fuori e teniamoli dentro. Ma la gente ha auto, aerei, treni Con 20€ va a barcellona, alle Canarie. Spende più di solo autostrada per andare in qualsiasi posto italiano per stare al chiuso nel ghetto. Chi glielo fa fare di segarsi le gambe da soli? Prendono su la valigia e se ne vanno, pure senza tessera, e coi soldi risparmiati si pagano il viaggio. Qui l'andazzo è come il ristoratore che gli calano i clienti. Invece di proporre più qualità e minor spesa, e riguadagnare sull'aumento di distribuzione, aumenta i prezzi/piatto. Ma la gente non è scema. Sa che un piatto di pasta costa di media 20/40 cent, perché pagarlo 12€? A daranno da chi si accontenta di 4€, e si prendono anche il secondo e il dolce, e alla fine chi fa pagare meno non scadendo sulla qualità, guadagnerà il doppio (i cinesi insegnano). E questa è economia, una cosa che in Italia non è conosciuta se non da pochi. Peccato che la conseguenza è che il cliente scappa, cerca altro, e quando lo ha trovato, perché lo trova, lo dice in giro, e da uno che scappa, poi ne scappano due, poi tre, poi tutti. Questi i fatti.
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04/05/2014 14:17
jarod73 ha scritto: Prima di fiere in Italia mai fatte ne da fenait ne nessuno o sbaglio?
Sbagli :) Uni Lazio era presente alla "En plain air" che si svolgeva all'ippodromo Tor di Valle, che aveva come tema, se non so capisse dal titolo, la vita all'aria aperta.
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05/05/2014 08:48
Era nel senso che ora non c'è più la fiera o che,non partecipa più? O fatta solo un anno? In ogni caso ancora troppo poco. Mi pare che ora la fiera del turismo all'aria aperta si svolga a Verona,quest'anno credo a metà settembre. Potrebbe essere x tutti,un'altra ottima occasione,strutture comprese.
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05/05/2014 09:17
Se non sbaglio la fiera c'è stata fino al 2008, e, sempre se non sbaglio, la prima edizione fu nel 2005. Non so/non ricordo se l'associazione partecipò a tutte le edizioni. Sono abbastanza sicuro che quando andò, fu su invito degli organizzatori.. non credo ci si potesse permettere uno stand a spese della associazione stessa. Troppo poco? Probabile. Ricordiamoci però che per poter partecipare a queste manifestazioni, oltre che dover "scroccare" lo spazio, bisogna trovare le persone che ci si dedicano. Il che vuol dire che per tutta la durata dell'evento bisogna trovare qualche socio che dedichi il suo tempo per stare allo stand. Nel week-end è abbastanza facile, ma durante la settimana, visto che molti lavorano, la cosa non è così semplice. Tra l'altro bisogna andare a "pescare" tra tutti quelli che non hanno problemi a metterci la faccia ed a dichiarare al pubblico che "sta con l'affare (o LA affarA :) ) di fuori. Sembra una cosa di piccolo conto, ma tutto sommato non lo è! Se però le persone non si associano... ecco che entriamo in loop e non se ne esce più!
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06/05/2014 22:11
Per quanto riguarda la partecipazione alle fiere, ANITA che a suo tempo partecipava a festambiente a Rispescia vi ha rinunciato causa proprio la latitanza degli associati toscani di partecipare. Identica situazione per Terra futura a Firenze, nonostante la disponibilità nel sostenere economicamente l'iniziativa si è dovuto rinunciarvi sempre per lo scarso interesse degli associati fiorentini. Questo è un motivo per pensare in merito a come coinvolgere attivamente gli associati a diventare dei militanti. Evidentemente nei luoghi dove c'è qualcuno che riesce ad organizzare escursioni, incontri, cene e serate varie si riescono a trasformare in attivisti naturisti gli associati, di contro in quei luoghi dove gli associati sono numero di tessere ed introiti, si vedono diminuire energie e coinvolgimento, perchè il naturismo si riduce allo star nudi in spiaggia e ne viene svilita la valenza culturale e sociale.
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06/05/2014 23:50
Beh, io parlo per me. Ho detto (mi sembra) che probabilmente sarei se non proprio un pessimo associato, quanto meno uno di quelli poco attivi. Mi spiego: difficilmente "sacrificherei" un fine settimana per fare quello che molti "attivisti" fanno... Presidiare agli stand di una fiera, volantinaggi in spiaggia (ai miei tempi in Uni-Lazio era stato fatto anche questo) ecc. Tanto di cappello, massimo rispetto e massima stima per chi lo ha fatto e per chi continua a farlo. D'altra parte, e devo dire anche con una buona dose di egoismo da parte mia, già la settimana è abbastanza "dura", si torna a casa stanchi (Anto ha circa 4 ore di viaggio tra treni, metro, bus, tutti i giorni), e la sera spesso è cena-sistemare-dormire; arriva finalmente il week-end e si ha voglia di sfruttare in pieno il tempo a disposizione. D'altro canto, non ho mai mancato di dare un sostegno, a volte solo morale (c'è la fiera, faccio in modo almeno di passare e farmi vedere) a volte anche attivo (viene organizzato un raduno in spiaggia per rivendicare i nostri diritti a frequentare la spiaggia stessa, vado, passo una bella giornata e pazienza se devo fare 200 km e "subire" la visita di carabinieri e guardie forestali, per fare numero). Così come a suo tempo, quando c'è stata la manifestazione davanti Montecitorio per l'approvazione della legge sul naturismo, ho fatto in modo di organizzarmi il lavoro per essere a Roma proprio quel giorno e, seppur arrivando sul tardi, ho fatto in modo di esserci. Insomma, come giustamente dici tu, Sergino, la strada credo sia quella di organizzare eventi che facciano sentire partecipe il singolo associato, creare un "affezionamento" alle attività della associazione e credo che nel momento del "bisogno", ognuno nelle proprie possibilità, un aiuto seppur minimo, esca fuori.
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07/05/2014 06:54
Giuro Mizio, non tutti hanno tempo libero e disponibilità, ma se ognuno degli associati dedicasse anche una volta, anche poco tempo, ci vuol poco ad avere il "personale" necessario. Il problema invece è che nella norma son sempre e solo i soliti 10/20. E così si arriva a poco. Vedi, quanto dicono "cosa fanno le associazioni", si deve sempre pensare anche "ma quanti si danno da fare in quella associazione?" Se son 10, di risultati ne vedi pochi per forza. Se son 100 a cinque minuti l'uno, i risultati son di più. Se son tutti e 800 a cinque minuti l'uno, è facile fare il conto di dove si può arrivare. Anche per questo , ma non solo per questo, viene spesso ripetuto" prima di chiederti cosa può fare per te l'associazione, pensa te cosa puoi fare per essa". A una cosa così non si può aderire "perché si ottengono vantaggi", ma proprio per dedicare una piccola porzione del proprio tempo, in modo che tutti uniti ci son poi speranze di realizzare risultati importanti per tutti.
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