Beh, io parlo per me. Ho detto (mi sembra) che probabilmente sarei se non proprio un pessimo associato, quanto meno uno di quelli poco attivi. Mi spiego: difficilmente "sacrificherei" un fine settimana per fare quello che molti "attivisti" fanno... Presidiare agli stand di una fiera, volantinaggi in spiaggia (ai miei tempi in Uni-Lazio era stato fatto anche questo) ecc. Tanto di cappello, massimo rispetto e massima stima per chi lo ha fatto e per chi continua a farlo. D'altra parte, e devo dire anche con una buona dose di egoismo da parte mia, già la settimana è abbastanza "dura", si torna a casa stanchi (Anto ha circa 4 ore di viaggio tra treni, metro, bus, tutti i giorni), e la sera spesso è cena-sistemare-dormire; arriva finalmente il week-end e si ha voglia di sfruttare in pieno il tempo a disposizione. D'altro canto, non ho mai mancato di dare un sostegno, a volte solo morale (c'è la fiera, faccio in modo almeno di passare e farmi vedere) a volte anche attivo (viene organizzato un raduno in spiaggia per rivendicare i nostri diritti a frequentare la spiaggia stessa, vado, passo una bella giornata e pazienza se devo fare 200 km e "subire" la visita di carabinieri e guardie forestali, per fare numero). Così come a suo tempo, quando c'è stata la manifestazione davanti Montecitorio per l'approvazione della legge sul naturismo, ho fatto in modo di organizzarmi il lavoro per essere a Roma proprio quel giorno e, seppur arrivando sul tardi, ho fatto in modo di esserci.
Insomma, come giustamente dici tu, Sergino, la strada credo sia quella di organizzare eventi che facciano sentire partecipe il singolo associato, creare un "affezionamento" alle attività della associazione e credo che nel momento del "bisogno", ognuno nelle proprie possibilità, un aiuto seppur minimo, esca fuori.