Rapporti tra associazioni e FENAIT

jarod73 02/09/2026 21:37 11.556 Visite
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01/01/2000 00:00
Oh, scrivete troppo in fretta! Tempo di mandare il mio messaggio, mi trovo altri 5 post :) Sempre su quanto dice siman... Io non sono per niente d'accordo sulla gestione dell'attuale presidente Fenait. Se però lui sta li, lo deve al fatto che, veri o finti, ha i numeri per starci. Attualmente l'Uni ha oltre la metà degli iscritti alla totalità delle associazioni italiane. Se gli iscritti all'uni dessero le dimissioni e si associassero ad altre, i numeri cambierebbero e si potrebbe cambiare la testa della federazione. Non è lui che deve decidere di passare la mano, ma dovrebbero essere gli associati che, rendendosi conto della cosa, dovrebbero cambiare "parrocchia".
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01/01/2000 00:00
Siman, io non credo minimamente che il problema sia quello. Hai mai visto un centro benessere chiedere di fare una tessera? Noi ne abbiamo girati molti, si sta nudi, ma mai nessuna tessera ci è stata richiesta. Quando di un centro benessere acquisti il biglietto, ne accetti il regolamento, e se il regolamento dice che si sta nudi, nessuno può dire nulla. Stesso discorso vale per un campeggio. Il campeggio è recintato, entrando ne accetti il regolamento. Non credo sia una questione di legge.
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01/01/2000 00:00
siman ha scritto: Non essendo il nudismo una cosa consentita, per ovviare/aggirare/rendere possibile praticarlo, si creano luoghi pubblici-non pubblici nudisti.
Che poi questo è tutto da dimostrare :) Se fosse vietato per legge nazionale lo stare nudi all'aperto, non sarebbe stato possibile, per i pochi comuni che lo hanno fatto, delineare delle zone nudiste nel proprio territorio (vedi Capocotta, Nido dell'Aquila ecc.)
siman ha scritto: Mi pare perciò incomprensibile che molti nudisti si stupiscano se il presidente di una federazione che ha capitali investiti in strutture nudiste non si batte per la liberalizzazione del nudismo in Italia. Semmai troverei sciocco e stupido se chi guadagna attraverso lo status quo nazionale si battesse per un nudismo libero.
Infatti, su questo ti do ragione. Il nocciolo della questione però è diverso. Non essendo la fenait di sua proprietà, bisogna fare in modo di rimuovere queste persone da dove sono. Ti faccio un esempio. L'associazione locale che abbiamo qui (io sono in provincia di Latina), secondo me negli ultimi anni sta lavorando abbastanza bene, e tra le altre cose organizza durante l'inverno degli incontri sia in piscina che in centri benessere. Per partecipare bisogna essere tesserati ad una qualunque associazione INF. Anche se conosco molti di loro, e anche se mi avrebbe fatto piacere partecipare a qualcuno di questi incontri, non ho fatto la tessera ( o meglio rinnovato, dato che la tessera la abbiamo dal 2003) proprio perchè sotto l'Uni. Io 2 bollini a "quello li" non li do. Poi, vabbè, qualcuno mi potrebbe chiedere perchè non sono tesserato con altre associazioni, ma andiamo OT
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01/01/2000 00:00
DieC79 ha scritto: E' un pò come in politica, quando sentiamo dire che fan tutti schifo e preferiamo astenerci, legittimando e potenziando di fatti lo status quo.
Pur se da "colpevole" in quanto non troppo interessato e senza far nulla per cambiare la situazione, non posso che essere d'accordo in toto con Diego, e non solo riguardo alla parte quotata!
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01/01/2000 00:00
siman ha scritto: Perdonami ma, in risposta alle tue opinioni, che non contesto, mi viene da fare un ragionamento, immedesimandomi nel proprietario di un campeggio nudista [...]
Taglio tutto per non quotare troppo... Onestamente non lo so, non so quali vantaggi possa avere un campeggio nell'affiliarsi alla Fenait. Tra l'altro io non sono affatto d'accordo con la necessità della famosa tessera per entrare in un campeggio. La tessera non garantisce la bontà della persona, viene proposta dai campeggi senza sapere chi si ha davanti (se l'hanno proposta anche a te, converrai che di selezione non se ne fa :) :) :) ).
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01/01/2000 00:00
Ovvio che se non esistesse una federazione che rilascia tessere non ci sarebbe nulla da esibire una volta che ci si presenta alla reception, per certi versi questo va a tutto vantaggio di Fenait e di conseguenza molti vedono il tesseramento come un semplice lasciapassare.
Infatti, secondo me, è il concetto che è sbagliato. La tessera di per se non certifica nulla. Vado, mi tessero, e me ne vado in giro a farmi gli affari miei. Mi ritirano la tessera perché ho fatto il cattivo? Cambio associazione, mi ritessero, faccio tutto come prima. Tra l'altro, se la tessera fosse una sorta di garanzia, perché deve avere la necessità di essere rinnovata di anno in anno tramite un bollino che costa 35 euro?
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01/01/2000 00:00
siman ha scritto: se avere il bollino di fenait o INF (per un nudista qualunque) è più conveniente di avere quello di una qualunque altra associazione o federazione...tutti i torti R. non li ha perchè, contro il denaro del bollino annuale, rende più servizi e facilitazioni.
Aspetta, forse nno è chiara una cosa... -la Fenait non è "proprietà" di R., è una federazione con cariche elettive. Il presidente e i consiglieri vengono eletti dalle associazioni federate, ognuna però con un peso diverso in base al numero di associati (o meglio, di bollini). Finchè l'Uni ha più della maggioranza dei bollini, comanda lei.
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01/01/2000 00:00
a_fenice ha scritto: Ma hai messo una chiosa comunque importante, che dovrebbe essere la metà finale: c'è la tessera vera, di coloro che ci credono (soci effettivi) e quella "commerciale", cioè un semplice pass d'ingresso (non soci). Se così fosse anche da noi [...]
Una volta (non so se c'è ancora) esisteva la "carta vacanze", che era più o meno la stessa che hanno in Francia come la tessera ONE; costava meno, non dava diritto al voto e non prevedeva l'invio di InfoNaturista. Di fatto però non ne ho viste molte in giro. Da quel che so, anche nel campeggio di R. si facevano (e possiamo capire il perché) le tessere Uni.
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01/01/2000 00:00
siman ha scritto: La mia erronea precedente affermazione/considerazione derivava dalle informazioni lette nei siti di alcuni villaggi nudisti nazionali [ecc. ecc.]
Non ho capito però quale informazione ti abbia fatto arrivare a quale considerazione. La necessità di una tessera? Da quanto ne so, ma qui vado quasi a spanne e ci vorrebbe qualcuno più addentro, tutte queste strutture sono affiliate Fenait, quindi devono in qualche modo "sottostare" ad alcune regole, tra cui la necessità di una tessera per poter entrare. Salvo poi però andare a vedere che in alcune strutture, i single uomini sono in qualche modo discriminati, con un comportamento non del tutto in regola. Discorso a parte per il villaggio del sole che non è affiliato Fenait, ma è Assonatura. Mi sembra che il nuovo arrivato, il camping sangro, non richieda nessuna tessera.
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01/01/2000 00:00
siman ha scritto: Ovvio che chi ha la proprietà quasi assoluta di tutte le ricettività nudiste in Italia
Ecco, forse l'inghippo è qui. La Fenait è una federazione, non una fondazione ecc. La Fenait non ha nulla. L'attuale presidente Fenait ha 1 (uno) campeggio. gli altri vivono per i fatti loro, ma sono affiliati Fenait; come il circolo del biliardo è affiliati Acli ecc.
Un escamotage? Premere sulle Istituzioni Italiane che neghino (SE E' ILLEGALE)a quelle strutture, di tesserare forzatamente i propri clienti per accedervi.
Se il campeggio è un "club", la tessera del club è necessaria. non so che forme giuridiche abbiano i vari campeggi, questo non so dirlo. Quando taaaanto tempo fa andammo allo Sporting sul Gargano, oltre alla tessera Fenait (che avevamo) ci fecero fare anche una tessera di una associazione sportiva! Il campeggio risultava in quel circuito.
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01/01/2000 00:00
siman ha scritto: Molte, alcune o poche Associazioni (da quel che si capisce) probabilmente continueranno ad essere scontente e...a non contare un cavolo per Fenait e conseguentemente per la federazione internazionale
Qualcuna c'è. Assonatura non è Fenait, Aner se non sbaglio propone la tessera Fenait o la tessera "cavolinostri". Ora, parlando del "socio medio", quello come potrei essere io, che fa una tessera non per sostenere una associazione, ma principalmente per poter partecipare ad incontri, poter entrare in piscina ecc..., per quale motivo dovrebbe fare una tessera con una associazione che non mi da il famoso "passaporto naturista" a scapito di una federata?
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01/01/2000 00:00
Ma guarda tu se devo essere io a difendere le associazioni, che non sono neanche tesserato :)
Goldchair60 ha scritto:
Una delle ragioni per cui un faro' piu' la tessera e' che la FENAIT non fa' nulla per il nudismo libero
E qui siamo d'accordo! Io non ho fatto la tessera all'associazione locale anche perché fa capo ad Uni, e due bollini a Uni non li do (ma avevo detto anche questo)! Però ammetto che finiamo a fare il giro del cane che si morde la coda. Io non mi iscrivo perché Fenait non fa quello che penso, quella che sarebbe stata la mia associazione non acquista potere decisionale perché non ha il socio in più, quindi la Fenait resta come è e io non faccio il bollino. Io ammetto che sarei uno di quei soci "per convenienza"; non credo che spenderei 35 euro + 20 per la moglie (siman, nello stesso nucleo familiare, gli altri maggiorenni pagano 20) senza usufruire dei vari servizi. Mi spiego... vado alle serate in piscina, usufruisco degli sconti e delle convenzioni qua e la, ok, faccio la tessera; altrimenti no. Ragionamento egoista, lo ammetto. Però ammettiamo che domani mi prenda una botta di coscienza, che abbia voglia di metterci qualche cosa di mio per dare una mano alla causa, e decida di tesserarmi ad una associazione magari in contrasto con la dirigenza Fenait. E ammettiamo che anche tu, Goldchair faccia la stessa cosa; e portiamo dentro anche Siman che poi può anche andare al Costalunga. "daje e daje" si riuscirebbe ad avere i numeri per cambiare dirigenza, e direzione, a quella che è l'unica federazione naturista italiana ad avere anche degli interlocutori internazionali. Ah, dimenticavo. Gold (permetti l'abbreviazione, vero?) tu parlavi dell'Arci, che lavora meglio per difendere i diritti di varie categorie. L'Arci ha un potere politico ed economico anche in virtù del milione e duecentomila iscritti. Senza iscritti questo potere non c'è.
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01/01/2000 00:00
Se non sbaglio la fiera c'è stata fino al 2008, e, sempre se non sbaglio, la prima edizione fu nel 2005. Non so/non ricordo se l'associazione partecipò a tutte le edizioni. Sono abbastanza sicuro che quando andò, fu su invito degli organizzatori.. non credo ci si potesse permettere uno stand a spese della associazione stessa. Troppo poco? Probabile. Ricordiamoci però che per poter partecipare a queste manifestazioni, oltre che dover "scroccare" lo spazio, bisogna trovare le persone che ci si dedicano. Il che vuol dire che per tutta la durata dell'evento bisogna trovare qualche socio che dedichi il suo tempo per stare allo stand. Nel week-end è abbastanza facile, ma durante la settimana, visto che molti lavorano, la cosa non è così semplice. Tra l'altro bisogna andare a "pescare" tra tutti quelli che non hanno problemi a metterci la faccia ed a dichiarare al pubblico che "sta con l'affare (o LA affarA :) ) di fuori. Sembra una cosa di piccolo conto, ma tutto sommato non lo è! Se però le persone non si associano... ecco che entriamo in loop e non se ne esce più!
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01/01/2000 00:00
Fenice, inutile dire che sono assolutamente d'accordo con quanto dici. Io però l'ho dichiarato subito che sarei un "pessimo" :)
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01/01/2000 00:00
Goldchair60 ha scritto: tanto lo abbiamo capito che le associazioni vedono il nudismo come una cosa privata e non un diritto pubblico di esistere
Ma dici sul serio? Le battaglie per ottenere le varie spiagge (poche, d'accordo) in Italia chi le ha fatte? Le manifestazioni per cercare di ottenere una legge (poi possiamo essere d'accordo o meno)? Le associazioni, chi più chi meno, si muovono. Il problema, a mio avviso, è che finchè chi sta in cima (e non parliamo di associazioni, ma di federazione) ha troppi interessi al mantenere il nudismo una cosa da "praticare" (quanto non mi piace questa parola) in spazi chiusi, riservati, c'è poco da stare allegri. La forza della federazione dovrebbe essere proprio data dall'unione delle forze, e dei numeri, di tutti; se invece chi è in cima lascia la palla alle singole associazioni, la battaglia diventa più difficile.
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