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Eroe ha scritto:
| siman ha scritto:
... Precisando che non posso ritenermi un ecologista perfetto, non capisco il ragionamento:
Se uno ammazza un albero per bruciarlo, basta che ne pianti un altro (senza contate gli anni che impiega per essere grande come quello abbattuto e conseguentemente raggiungendo la medesima produzione di ossigeno).
Se, invece, un tizio brucia gas naturale (e perciò ha lasciato in vita un albero che produce, ha prodotto e produrrà ossigeno, invece che abbatterlo), deve piantare un albero lo stesso. [:136]
Siete ben strani voi ecologisti. |
Se brucio un albero di 50 anni e ne ripianto uno uguale il secondo nell'arco di 50 anni recupera il CO2 da me prodotto bruciando quell'albero. Questo senza considerare le fonti fossili. D'altra parte senza uccidere nessun albero si potrebbero utilizzare le piante morte per raggiunti limiti di età, gli alberi caduti per frane o altri motivi ed i rami secchi che la gente di un tempo raccoglieva nei boschi anche per cucinare.
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Sull'usare alberi morti,, frasche e rametti compresi, per lo meno qui in Liguria, si è sempre fatto così.
(Da Liguria punto it slash qualcs'altro:
.... In termini percentuali, significa che nella nostra regione il bosco occupa il 65% del territorio, ma può arrivare addirittura al 70% se si considerano anche le aree arbustive. Numeri che fanno della Liguria una delle prime regioni italiane per rapporto tra superficie forestale e quella totale).
Però, Eroe, il tuo ragionamento continua a non convincermi:
Se bruci un albero di 50 anni e ne pianti uno uguale, questo nell'arco di 50 anni recupera il co2 prodotto per bruciare il primo.
Ok, ci sta.
Supponendo che un albero di 50 anni non ti basterà per scaldarti, cucinare e produrre acqua calda (non penso brucerai l'inquinante gas per cucinare e acqua calda sanitaria [:)]), di alberi ne abbatterai minimo due. Bene, a questo punto i 50 anni diventano 100.
Pensa che dramma se per caso di alberi cinquantenni ne abbatti tre. [;)]