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siman ha scritto:
Alt, fermi tutti.
Io non critivavo i giovani. Il discorso immaginario tra padre e figlia, voleva essere solo un mio quesito personale:
'Chi contesta (giovane o meno giovane che sia), si sarà informato sulle zone mondiali dove non controllano nulla sulle emissioni? E soprattutto, ognuno nel suo piccolo, rinuncerà a qualcosa?"
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rinunciare è dura.
Come le contestazioni della figlia, acquisto un benessere, e dura rendersi conto dell’inutilitá di tante cose ma anche della irrunuciabilità.
Solo la maturità personale e un cambiamento della coscienza porta a riflettere.
Non diventeremo tutti vegani, anzi nel cuore proprio non li sopporto, però pian piano, mettendoci un po’ di fretta, possiamo renderci conto che, senza rinunciare al progresso e al benessere, possiamo evitare tutto ciò che è definibile spreco.
E dietro allo spreco c’è tutto un mondo. Molte cose le abbiamo già elencate via via nei vari topic, molte altre sono possibili.
Non mi piacciono coloro che istigano ad un ritorno al medioevo, non esiste, non è possibile, non sarà possibile, non è nemmeno utopico pensarlo, è impossibile, ma nel progresso possiamo far sì che possiamo raddrizzare la schiena a tante usanze stupide e inutili. Vero, l’economia ne soffrirà, vorrà dire che ci inventeremo di conseguenza nuovi modi di esistere e progredire senza uccidere il mondo, noi stessi, e i nostri figli e nipoti.
Ed e anche inutile sperare che tutto cambi in un giorno, ma ogni viaggio comincia dal primo passo.
Ecco, i primi passi li stiamo facendo, stiamo prendendo coscienza di quanto male si sta facendo. Quando cominceremo a cambiare abitudini, quando rinunceremo a vedere il Giappone accontentandoci di vedere Canicattì, forse e dico forse, cominceremo davvero il nuovo viaggio. (Per i non leggenti: il Giappone è solo un esempio dei mille che potevo fare)