NUOVA CONSAPEVOLEZZA O MODA DEL MOMENTO?

sim.an 30/09/2019 10:20 11.217 Visite
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16/10/2019 16:12
Si potrebbe lasciare il albero anche in terra nel bosco dove sarebbe il suo posto naturale lì si decomposice e diventa dopo anni umus che contiene la maggior parte dei co2 accumulato se poi pensi che sopra nasce un nuovo albero hai un bel surplus che poi usare per il metano
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16/10/2019 16:50
Ciao ragazzi, io non sono così bene informato come voi. Comunque io distinguerei l’energia che serve per gli utilizzi indispensabili, come scaldare la casa muoversi in auto eVia dicendo. Purtroppo la maggior parte dei processi inquinanti sono a carico delle industrie che producono i più svariati beni di consumo. Faccio solo un esempio. L’industria tessile consuma moltissime risorse sia materiali che energetiche, producendo tantissimi rifiuti sia a monte della lavorazione sia alla fine della vita dei capi. In genere noi pensiamo a quanto consuma un’automobile, ma non facciamo mai un computo energetico di quanta energia occorre per costruirne una. Personalmente, io non vorrei fare a meno delle comodità che sono state faticosamente acquisite nel corso dei secoli, piuttosto farei un discorso di ottimizzazione delle risorse. Ottimizzazione significa far durare un’automobile trent’anni invece di 10. Purtroppo le nostre esigenze non sono più dettate da dei bisogni effettivi, piuttosto siamo condizionati dalle mode e dalle proposte continue di beni sempre Più innovative e alla moda.
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16/10/2019 17:25
Fede ha scritto:
Ciao ragazzi, io non sono così bene informato come voi. Comunque io distinguerei l’energia che serve per gli utilizzi indispensabili, come scaldare la casa muoversi in auto eVia dicendo. Purtroppo la maggior parte dei processi inquinanti sono a carico delle industrie che producono i più svariati beni di consumo. Faccio solo un esempio. L’industria tessile consuma moltissime risorse sia materiali che energetiche, producendo tantissimi rifiuti sia a monte della lavorazione sia alla fine della vita dei capi. In genere noi pensiamo a quanto consuma un’automobile, ma non facciamo mai un computo energetico di quanta energia occorre per costruirne una. Personalmente, io non vorrei fare a meno delle comodità che sono state faticosamente acquisite nel corso dei secoli, piuttosto farei un discorso di ottimizzazione delle risorse. Ottimizzazione significa far durare un’automobile trent’anni invece di 10. Purtroppo le nostre esigenze non sono più dettate da dei bisogni effettivi, piuttosto siamo condizionati dalle mode e dalle proposte continue di beni sempre Più innovative e alla moda.
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16/10/2019 19:15
dingopino ha scritto:
Si potrebbe lasciare il albero anche in terra nel bosco dove sarebbe il suo posto naturale lì si decomposice e diventa dopo anni umus che contiene la maggior parte dei co2 accumulato...
E allora che t'incazzi a fare su facebook, un giorno si e l'altro anche, che tagliano gli alberi? Non scambiano il normale ciclo vitale con l'inquinamento, senno non ne veniamo fuori.
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16/10/2019 19:22
Fede ha scritto:
Ciao ragazzi, io non sono così bene informato come voi. Comunque io distinguerei l’energia che serve per gli utilizzi indispensabili, come scaldare la casa muoversi in auto eVia dicendo. Purtroppo la maggior parte dei processi inquinanti sono a carico delle industrie che producono i più svariati beni di consumo. Faccio solo un esempio. L’industria tessile consuma moltissime risorse sia materiali che energetiche, producendo tantissimi rifiuti sia a monte della lavorazione sia alla fine della vita dei capi. In genere noi pensiamo a quanto consuma un’automobile, ma non facciamo mai un computo energetico di quanta energia occorre per costruirne una. Personalmente, io non vorrei fare a meno delle comodità che sono state faticosamente acquisite nel corso dei secoli, piuttosto farei un discorso di ottimizzazione delle risorse. Ottimizzazione significa far durare un’automobile trent’anni invece di 10. Purtroppo le nostre esigenze non sono più dettate da dei bisogni effettivi, piuttosto siamo condizionati dalle mode e dalle proposte continue di beni sempre Più innovative e alla moda.
Certo che si, Fede. Facile dire "non usate l'auto" per coloro che non ce l'hanno o non ne hanno bisogno. Oppure dire non bruciate gas (che peraltro è il meno inquinante) a chi abita in città, non ha un ricovero merci e magari abita pure ai piani alti e senza ascensore. L'ipotetico discorso tra padre e figlia a inizio tread, poneva appunto questa provocazione: chi inizia ad acquistare meno merci che per la loro produzione (e successivo smaltimento) inquinano più di 1000 auto?
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16/10/2019 19:42
https://www.reteclima.it/co2/ https://www.informazioneambiente.it/anidride-carbonica/ Mi era sembrato di leggere delle inesattezze su quanto esposto nei post precedenti, e in effetti avevo ragione, ma ho cercato su google dei rapporti di genere e ne ho messi un paio dei tanti. Leggevo cose del tipo: più la pianta e vecchia più co2 ha immagazzinato. Non funziona così. L’anidride carbonica è prodotta dalla combustione (artificiale=fuoco o naturale=decomposizione) formando il legame carbonio ossigeno. Il carbonio si ossida dando origine all’anidride, gassosa, che assieme a molti altri elementi, forma la “coperta” del mondo, che se è giusta aiuta a vivere, se è troppa porta danni. Ma il carbonio è contenuto in maggior misura in tutto ciò che da morto è più vecchio (petrolio, carbone) e da vivo è più giovane (piante verdi, corpo umano). La nostra stessa morte è inquinante a livello Serra. Se pensiamo all’aumento di popolazione e morti… smettete di mettere incinta le nostre donne !!!! Tutti i rapporti concordano che la legna inquina di più e scalda di meno. Però non vedo nessun conto effettivo su quantità effettive consumate, e mi domando quanti di questi conti siano fatti a proporzioni di quantitativi e non di risultati. Di fatto, salvo errore, i maggiori consumi, e quindi produzione di inquinanti, son dovuti a impianti fatti male, non “riscaldanti”, non ben strutturati/calcolati, piuttosto che al genere di comburente usato. Un impianto fatto male (mi limito al riscaldamento domestico) con elementi non diffusori e in quantità irrisorie, fanno si che per scaldare gli stessi ambienti occorre molta più energia del necessario. E qualche conto comincia a tornarmi. Anni fa cambiai un termosifone nella mia camera maledetta, e dovetti farne uno “gigantesco” per garantire le calorie sufficienti. Mi domando cosa scaldano gli altri elementi in giro per casa, e quanto questo incida su tutte le abitazioni italiane e nel mondo. Scaldiamo acqua ma non gli diamo possibilità di diffondere il calore. Accendiamo stufe e camini, ma non diffondiamo il calore prodotto tramite diffusosi di aria (come ho fatto io) o collegandoli all’impianto dei termosifoni perché … perché la caldaia costa il doppio. Ma quanto risparmieremmo negli anni? E quanto consumeremmo di meno e quindi quanto inquineremmo di meno?
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16/10/2019 21:10
Certo che non incammera co2 ma solo il c dal co2 che li arriva e espelle o2 quello che di respira Dopo brusciandolo si riprende il o2 e noi abbiamo meno Per Siman mi i cavolo per i alberi tagliati per fare cassa e biomassa che invece servono in città per rendere la vita urbano possibile
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16/10/2019 22:25
siman ha scritto:
... Supponendo che un albero di 50 anni non ti basterà per scaldarti, cucinare e produrre acqua calda (non penso brucerai l'inquinante gas per cucinare e acqua calda sanitaria [:)]), di alberi ne abbatterai minimo due. Bene, a questo punto i 50 anni diventano 100. Pensa che dramma se per caso di alberi cinquantenni ne abbatti tre. [;)]
Se abbatti 10 alberi di 50 anni e ripianti 10 alberi dello stesso tipo ci metteranno sempre 50 anni per recuperare il CO2 prodotto bruciando i primi 10. Fidati che ad analisi matematica presi 30 [:)]
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16/10/2019 22:30
dingopino ha scritto:
Si potrebbe lasciare il albero anche in terra nel bosco dove sarebbe il suo posto naturale lì si decomposice e diventa dopo anni umus che contiene la maggior parte dei co2 accumulato se poi pensi che sopra nasce un nuovo albero hai un bel surplus che poi usare per il metano
Il discorso fila però dovremmo avere il bilancio totale ovvero quanto ossigeno producono mari e foreste e quanta anidrite carbonica producono gli esseri viventi non vegetali (mettendo da parte le altre attività umane) anche perché ogni anno le superfici boschive e forestali si riducono come pure i terreni incolti (vedi cementificazione) visto che anche le cosiddette erbacce producono ossigeno mentre noi umani aumentiamo di numero ed anche gli animali da allevamento, di cui alcuni si nutrono, aumentano di numero.
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17/10/2019 13:33
Eroe ha scritto:
siman ha scritto:
... Supponendo che un albero di 50 anni non ti basterà per scaldarti, cucinare e produrre acqua calda (non penso brucerai l'inquinante gas per cucinare e acqua calda sanitaria [:)]), di alberi ne abbatterai minimo due. Bene, a questo punto i 50 anni diventano 100. Pensa che dramma se per caso di alberi cinquantenni ne abbatti tre. [;)]
Se abbatti 10 alberi di 50 anni e ripianti 10 alberi dello stesso tipo ci metteranno sempre 50 anni per recuperare il CO2 prodotto bruciando i primi 10. Fidati che ad analisi matematica presi 30 [:)]
Io mi fido ciecamente che tu abbia preso 30 in analisi matematica. Ma se uno ci impiega 50 anni a recuperare...tagliandone dieci, avrai per 50 anni la perdita di ossigeno prodotto moltiplicato per dieci. Non si tratta di analisi matematica ma di tabellina pitagorica. [;)]
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17/10/2019 20:49
Se continuate a ragionare uno a uno il conto non tornerà mai, avendo entrambi ragione. Di fatto va usata la regola della forestale per il taglio dei boschi. Segnano come tagliabili le piante vecchie, considerando quante c’è ne sono di nuove/giovani, o relativo programma di rimboschimento (ma che di norma è naturale. Quindi non tagli tutto, ma solo una percentuale, che è già coperta o lo sara a brevissimo dalla nuova generazione. Nel tempo questo sistema a scalare prevede (metto dei numeri a caso solo per esempio): Nel bosco X taglio1/3 delle piante ma lascio il resto di cui 1/3 giovani, 1/3 età media. Quindi a rotazione nel bosco ci saranno sempre 2/3 di bosco attivo. Anche il territorio circostante viene suddiviso in questa maniera, per cui, sempre ad esempio, su 1000 mq di superficie, per 500 li taglio ma applico le regola del 1/3-2/3, gli altri 500 mq non li tocco, i successivi 500 applico il taglio, e così di seguito. Gli anni successivi, sempre verificando la crescita, non è una regola matematica ma viene verificata, si alterna, quindi quella tagliata riposa, quella indenne viene tagliata. Ecco che se pianti un albero, non bisogna innanzi tutto aspettare 50 anni, ma ne bastano 4/5 perché abbia quasi la stessa fronda, e comunque più attiva di un vecchietto (come gli umani, uno di 20 anni mangia come un porco, uno di 50/60 mangia una minestrina), ma intanto i suoi colleghi giovani fanno il lavoro. Da lì a poco anche l’albero nuovo farà il suo dovere, e il conto torna e più che positivamente. Vi sono spiegato? [:)]
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17/10/2019 21:42
Certo come te dici tutti conti tornano ma si gira solo intorno per giustificare lo status quo e non si dice nulla sul vero cambiamento di risparmio Li unico e max con il suo nuovo impianto La domanda è più che altro cosa è ogni uno disposto a cambiare?
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17/10/2019 22:28
Ne abbiamo parlato tante volte: non sono un ecologista, nel senso che non sono fissato, ma cerco nel mio piccolo di fare ciò che so o/e che posso fare. Rifiuti umidi: uso il sistema compost dì mamma e li riciclo da me nel suo orto, evitando concimi chimici. A casa divido tutto il possibile, avendo inventato un sistema di tubi messi in cucina, e che finiscono in un ambiente di servizio a piano terra, ognuno in un secchione, su cui divido i quattro elementi principali. In cucina non avevo posto per tenere 5 bidoni, ma così ne devi tenere solo uno, quello del cosiddetto umido. Gli altri secchi tutti sotto Vivo nudo per piacere, e scalzo minimo in casa (e fuori d’estate), pochi cambi di vestiti quindi poche lavatrici, e sempre fredde Idem quasi nessuna stiratura, se non pochi che bisogna per forza. Non sto dietro alle mode, quindi niente rinnovo guardaroba tanto per cambiare. Non uso nemmeno le mutande [:)][:)] Tutte le luci a led, e che altro? Ah, esempio uso sapone nero per lavare pavimenti. Con l’impianto addolcitore non uso anticalcari, saponi al minimo. Piatti: li raduno per due-quattro giorni e poi lavastoviglie, con detersivi senza fostati, e ciclo economico: ho scoperto che usa meno acqua ed energia per l’acqua calda di quanta ne userei nel corrispondente a mano. Riscaldamento già descritto Dieta: beh faccio il possibile senza negarmi nulla di particolare Mi son posto la questione capsule, ne verrò a capo. Piante: ne ho messe tantissime, anche se le forze per poterle vengono meno. Ho anche diversi alberi da frutta, così consumo di mio, strabiologico, e ci faccio pure marmellate per nipoti e colleghi La carne salata invernale la produco da me senza chimica, e rifornisco le mie quattro famiglie di contorno e qualche amico. Pomodoro mi autoproduco la passata, anche questa senza chimica, con cui vengono poi nutriti i nipoti E vado avanti. Dingo ci ha parlato del suo ripiantare alberi. Mi piacerebbe che ciascuno dica cosa fa, o ha studiato, o ha messo in pratica, per dare altre idee meno da massimi sistemi ma più concrete
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17/10/2019 23:46
siman ha scritto:
Eroe ha scritto:
siman ha scritto:
... Supponendo che un albero di 50 anni non ti basterà per scaldarti, cucinare e produrre acqua calda (non penso brucerai l'inquinante gas per cucinare e acqua calda sanitaria [:)]), di alberi ne abbatterai minimo due. Bene, a questo punto i 50 anni diventano 100. Pensa che dramma se per caso di alberi cinquantenni ne abbatti tre. [;)]
Se abbatti 10 alberi di 50 anni e ripianti 10 alberi dello stesso tipo ci metteranno sempre 50 anni per recuperare il CO2 prodotto bruciando i primi 10. Fidati che ad analisi matematica presi 30 [:)]
Io mi fido ciecamente che tu abbia preso 30 in analisi matematica. Ma se uno ci impiega 50 anni a recuperare...tagliandone dieci, avrai per 50 anni la perdita di ossigeno prodotto moltiplicato per dieci. Non si tratta di analisi matematica ma di tabellina pitagorica. [;)]
A parte che il riferimento era a terreni boschivi, utilizzati per ricavare legna, in cui ogni anno si tagliano un certo numero di piante e s ne piantano un egual numero tu dicevi che se per un albero nuovo ci volevano 50 anni per recuperare il CO2 ottenuto bruciandone uno di 50 di età per tre alberi ce ne volevano 150 quindi non parlavi dell'ossigeno non prodotto ma solo del CO2 ed in questo senso sbagliavi e ti ho risposto ora se modifichi il ragionamento il discorso è un'altro. In ogni caso l'umanità da sempre ha utilizzato gli alberi sia per fare case e mobili sia per cucinare e riscaldarsi lo squilibrio avviene quando la popolazione mondiale aumenta troppo (se continuiamo ad aumentare ancora si rischia il cannibalismo) e sono subentrati altri elementi, che prima non esistevano, con consumi sempre più alti di combustibili fossili. Se poi ci aggiungiamo le superficie delle strade e delle aree cementificate che tolgono spazio al regno vegetale vien fuori il quadro complesso in cui ci troviamo ora. Senza considerare le altre fonti di inquinamento.
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18/10/2019 07:00
a_fenice ha scritto: Ah, esempio uso sapone nero per lavare pavimenti.
Mi ha incuriosito questa cosa, sono andato alla ricerca di info, ho trovato solo sapone nero, come sostitutivo del sapone classico per lavarsi...... E tra l'altro da usare solo una volta alla settimana, Quello che ho trovato io, è un'altra cosa?
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