NUOVA CONSAPEVOLEZZA O MODA DEL MOMENTO?

sim.an 02/09/2026 21:37 10.851 Visite
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01/01/2000 00:00
Come ha già spiegato Piero, nessuno afferma che il problema non esista. Dico solo che manifestare e poi fare le code dalla notte precedente per acquistare l'ultimo modello di cellulare da più di 1500€ solo perché fa fico aver in mano l'ultimo modello, è come vedere un navy seal a braccetto con un soldato della legione straniera, manifestare per la pace. Vuoi usare il motorino (o l'auto) per andare in palestra a fare 10km di cyclette oppure avere 30° in casa perché ami vivere in t-shirt ogni giorno dell'anno? Non ti frega nulla di vedere dove fabbricano le scarpe iper sportive che hai ai piedi? Neppure prendi in considerazione di fare due passi in più per buttare la carta nei contenitori per il riciclo invece di usare il cestino indifferenziato lungo la strada? Liberissimo di farlo ma...non mi spaccare gli zebedei con l'ecologia. Tutto qui. I vari personaggi da "armiamoci e partite" non mi sono mai andati a genio tipo i vari radical chic da braccia aperte per tutti ma "per carità, niente immigrati nella nostra spiaggia a Capalbio perché ci rovinano le vacanze". Non si devono aspettare leggi contro gli stati che inquinano (che non arriveranno mai). Si deve rinunciare a partire dal singolo individuo, ad acquistare i prodotti che essi esportano foss'anche rinunciando a possedere "quella cosa che va tanto di moda".
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01/01/2000 00:00
Eroe ha scritto:
siman ha scritto:
... Per quanto riguarda ciò che ho quotato, sentir parlare/ragionare di abolire alcune libertà personali mi fa accapponare la pelle.
Quali sarebbero le libertà personali da abolire?
Quelle che potrebbero essere imposte nel futuro come scritto in ciò che è quotato. ---Prendere l'aereo una volta ogni due anni. In questo caso sparirebbero di fatto i trasporti aerei ma.... i grandi ricchi (e ce ne sono tanti visto che i potenti stanno dividendo il mondo tra iper miliardari e gente che si barcamena e poveri. Niente più viaggi aerei ma uso FI veicoli aerei privati (e probabilmente maggior inquinamento). Dubito che qualcuno pensi che le grandi star dello spettacolo, musica, sport e grandi finanzieri di sposterebbero in nave, treno o autobus). ---Obbligo di usare l'auto solo per 10km all'anno. E chi si potrebbe mantenere un'auto tra ammortamento di costo di acquisto, bollo, assicurazione e benzina? (benzina che a questo punto avrebbe prezzi esorbitanti al litro). Nessuno comprerebbe più l'auto... bene, inquiniamo meno! Ma di tutte le persone che lavorano in quel campo, indotto compreso, che ne facciamo? E di quelli che per zona di abitazione e di lavoro non hanno mezzi pubblici disponibili? ---Tasse elevate a chi inquina. Bene, una ditta avrà due sole scelte: spendere un sacco di soldi x mettersi a norma o spenderli x le sanzioni. Cosa cambierà per gli utilizzatori finali (i clienti)? Niente. Pagheranno di più i prodotti finiti sia in un caso che nell'altro. ---riconversione delle produzioni agricole in altre più green (suppongo si parli di coltivazioni bío). Ma li vedete i prezzi dei prodotti bío? E chi se li può permettere? Secondo me, con queste politiche, si salva l'ambiente ma si fa scoppiare la terza guerra mondiale.
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01/01/2000 00:00
Si, Natour, grazie. Quando e se posso acquisto sempre carne da macellerie che si servono da allevamenti con pascoli a cielo aperto (ammesso e non concesso che non mi raccontino balle ).[;)] Scherzi a parte te ne accorgi dal gusto della carne. Quanto alla non differenza tra proteine animali e vegetali, temo che tu ti sbagli. Gli aminoacidi contenuti dalle une son diversi o assenti nelle altre. Infatti a parità di tipologia di proteine, quelle di origine animale, sono definite "nobili", quelle vegetali " semplici". Senza contare che per sopperire a ciò che apporta all'organismo la carne, bisogna assumere anche un maggior quantitativo di fibre vegetali che (alla lunga) il nostro apparato digestivo, mal sopporta. Quanto a cibarsi di soli prodotti bío... Parentesi doverosa: dove abito c'è il mercatino degli agricoltori tre volte la settimana dove trovo prodotti a km zero. Dubito, ahimè, esistano tali mercatini in grandi metropoli chiusa parentesi ...io sono andato in negozi specializzati come Natura Si e similari ma ci sono prezzi astronomici. Mi chiedo come umanamente può fare un nucleo familiare in una nazione che a fronte di un consumo di energia elettrica di 60€, ti fa arrivare una bolletta gonfiata di tasse e tassette fino a 200€, a riuscire a sfamarsi con prodotti bío, senza darsi al brigantaggio. [:D]
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01/01/2000 00:00
a_fenice ha scritto: ...le prugne son già in vasetto da agosto. 56 barattoli. [:p][:p][:p]
Con o senza liquore? (giusto per programmare o no un viaggetto?)
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01/01/2000 00:00
Eroe lungi da me criticarti e ancor meno augurarmi/ti che tu stia male; ci mancherebbe altro. Ho molti amici che sono vegani al 100% e almeno un paio di volte all'anno fanno la pulizia del colon. Francamente se uno deve far tre giorni di purga, significa che tale dieta un qualche difetto ce l'ha. Vero che tutta l'economia gira attorno all'equazione domanda/offerta ma rimango sempre nel dubbio come si possa sfamare il grande numero di popolazione coltivando come si faceva "una volta". Per tutto il resto...rimango concorde su ciò che dice Fenice.
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01/01/2000 00:00
Fede ha scritto: Sono convinto che l’essere umano non fermerà la sua folle corsa...
Si, si d'accordo [8D] ma...l'essere umano chi? [:137] Come sovente accade, di cambiamenti climatici ne sanno più quelli che non manifestano, di coloro che sfilano con i cartelli. https://www.ilmessaggero.it/video/clima_2-4366040.html P.S. Oh, intendiamoci, l'ha pubblicato il Messaggero non siman (prima che arrivino i soliti strali [;)]).
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01/01/2000 00:00
Anton2016b ha scritto:
Non capisco il paragone che il legno inquina decisamente di piu del gas....sarà anche vero ma c'è una resa molto diversa ...nel senso. Noi alloggio 100mq con 6 stanze in tutto....per riscaldarlo molto bene con la stufa a legna 600euro annuali (periodo da ottobre a marzo) salone/cucina temperatura media giornaliera 22°....camere e bagno 18/20°... Dovessi raggiungere queste temperature usando i termosifoni spenderei a gas sicuramente sui 3000euro come minimo.( ho un pparagone di quando non avevamo stufa) quindi il paragone penso come inquinamento sia piu basso a legna e pure per le mie tasche[:D]
Il fumo della legna (e carbone) è decisamente più inquinante di quello del gas. Indipendentemente dalla quantità di anidride carbonica emessa nell'atmosfera ci sono le polveri (sottili e non) che formano la cosiddetta fuliggine. Si risparmia con la legna in ciocchi o in pellet che sia? Certo che si! Però si torna all'oggetto del tread: Protestare e basta, oppure protestare e sacrificarsi? [:D][:D][:D]
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01/01/2000 00:00
Eroe ha scritto:
siman ha scritto:
... Precisando che non posso ritenermi un ecologista perfetto, non capisco il ragionamento: Se uno ammazza un albero per bruciarlo, basta che ne pianti un altro (senza contate gli anni che impiega per essere grande come quello abbattuto e conseguentemente raggiungendo la medesima produzione di ossigeno). Se, invece, un tizio brucia gas naturale (e perciò ha lasciato in vita un albero che produce, ha prodotto e produrrà ossigeno, invece che abbatterlo), deve piantare un albero lo stesso. [:136] Siete ben strani voi ecologisti.
Se brucio un albero di 50 anni e ne ripianto uno uguale il secondo nell'arco di 50 anni recupera il CO2 da me prodotto bruciando quell'albero. Questo senza considerare le fonti fossili. D'altra parte senza uccidere nessun albero si potrebbero utilizzare le piante morte per raggiunti limiti di età, gli alberi caduti per frane o altri motivi ed i rami secchi che la gente di un tempo raccoglieva nei boschi anche per cucinare.
Sull'usare alberi morti,, frasche e rametti compresi, per lo meno qui in Liguria, si è sempre fatto così. (Da Liguria punto it slash qualcs'altro: .... In termini percentuali, significa che nella nostra regione il bosco occupa il 65% del territorio, ma può arrivare addirittura al 70% se si considerano anche le aree arbustive. Numeri che fanno della Liguria una delle prime regioni italiane per rapporto tra superficie forestale e quella totale). Però, Eroe, il tuo ragionamento continua a non convincermi: Se bruci un albero di 50 anni e ne pianti uno uguale, questo nell'arco di 50 anni recupera il co2 prodotto per bruciare il primo. Ok, ci sta. Supponendo che un albero di 50 anni non ti basterà per scaldarti, cucinare e produrre acqua calda (non penso brucerai l'inquinante gas per cucinare e acqua calda sanitaria [:)]), di alberi ne abbatterai minimo due. Bene, a questo punto i 50 anni diventano 100. Pensa che dramma se per caso di alberi cinquantenni ne abbatti tre. [;)]
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01/01/2000 00:00
dingopino ha scritto:
Si potrebbe lasciare il albero anche in terra nel bosco dove sarebbe il suo posto naturale lì si decomposice e diventa dopo anni umus che contiene la maggior parte dei co2 accumulato...
E allora che t'incazzi a fare su facebook, un giorno si e l'altro anche, che tagliano gli alberi? Non scambiano il normale ciclo vitale con l'inquinamento, senno non ne veniamo fuori.
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01/01/2000 00:00
Eroe ha scritto: In ogni caso l'umanità da sempre ha utilizzato gli alberi sia per fare case e mobili sia per cucinare e riscaldarsi lo squilibrio avviene quando la popolazione mondiale aumenta troppo (se continuiamo ad aumentare ancora si rischia il cannibalismo) e sono subentrati altri elementi, che prima non esistevano, con consumi sempre più alti di combustibili fossili. Se poi ci aggiungiamo le superficie delle strade e delle aree cementificate che tolgono spazio al regno vegetale vien fuori il quadro complesso in cui ci troviamo ora. Senza considerare le altre fonti di inquinamento.
Dato che sei vegano...il cannibalismo certo no. Augurandomi (e son certo di questo) che tu non sia un nostalgico nazista, campi di sterminio neppure. A questo punto, dato che i problemi li conosciamo tutti...ci vorrebbero delle idee invece che stati di fatto. [;)]
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01/01/2000 00:00
Mi sembrava di averlo già detto: parlare del problema ma iniziare ANCHE E SOPRATTUTTO, tutti(!!!) a inquinare meno e contemporaneamente a non acquistare prodotti che arrivano da quei paesi che se ne strabattono dell'ambiente. Manifestare senza cambiate il proprio stile di vita e i propri acquisti...cui prodest?
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01/01/2000 00:00
maurobuio ha scritto:
Per gli adolcitori, ci sono anche quelli da 30-50euro,si installano tra l'entrata è l'uscita dell'acqua, si caricano con dei sali apposta, costo ancora più basso.....
Assolutamente si. Ma non sono la medesima cosa. Quelli a costo più basso non sono addolcitori (che se non erro funzionano a osmosi inversa) ma dei dosatori da ricaricare (di norma ogni mese) con polifosfati. Un addolcitore riesce ad abbattere circa 10/15° francesi la durezza dell'acqua mentre i polifosfati hanno minor resa. Io abito in una zona dove l'acqua è molto dura ma i polifosfati funzionano bene lo stesso. L'importante è ricordarsi di ricaricare le polveri e... ...nel caso specifico di siman... .... ...vabbeh, zitti e mosca con Simonetta. [:101] Quanto al discorso risparmio acqua imbottigliata/acqua da addolcitore espresso da Fenice, non concordo: escludendo i cultori dell'acqua con le bollicine, l'acqua del rubinetto se il cloro non è incredibilmente aggiunto in quantità esagerate (per quanto concerne il gusto) è nettamente migliore e più salutare dell'acqua imbottigliata (calcare compreso). Perciò il miglior risparmio è: acqua del rubinetto anche senza filtri.
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01/01/2000 00:00
Anton2016b ha scritto:
Ciao Siman. Quello che intendevo io è questo inquinano piu 600euro di legno ( che sono circa 50quintali belli secchi di 2 anni) o 3000euro di gas che non saprei ora quanti metri cubi sono? concordo con Siman che si suda molto sul maneggiare la legna[:D][:D]..la rotella del termostato che accende la caldaia a gas decisamente più comoda....ma fà sudare il portafoglio[:D].... a parte il legno che mi portano tagliato 30cm da stufa...io recupero spesso legno piccolo lungo fiume e boschi di proprietà....cerco di non sprecare nulla Pulisco io la canna fumaria ogni anno ma posso assicurare che è sporca pochissimo di fuligine segno che il legno è secco e buono....certo bruciassi legno verde fà un fumo dalla miseria e scalda nulla e sporca un casino la canna Sarebbe bello avere da degli esperti l'inquinamento legno e gas con relative rese in termine di calore...
Per quanto concerne ciò che ho evidenziato in neretto nel tuo post: Attento a non confondere siman con ConteMax: rischi (giustamente!!!) una citazione per danni morali e di immagine da quest'ultimo. [:D][:D][:D] Personalmente e non per vantarmi, non ho bisogno di caricarmi di legna per sudare...mi è sufficiente pensare di farlo. [8D] Proseguendo in ciò che hai scritto, non saprei dirti ma ti faccio il copia/incolla di ciò che è scritto su Ansa punto it/canale ambiente. Camini, stufe a legna e stufe a pellet vengono spesso presentati come sistemi di riscaldamento "ecologici". In realtà, sono molto più inquinanti delle caldaie a metano o gpl e perfino di quelle a gasolio. Lo rivela uno studio di Innovhub-Stazioni Sperimentali per l'Industria, l'azienda di ricerca e consulenza della Camera di Commercio di Milano. Le differenze con gli altri combustibili si riscontrano soprattutto sulle emissioni di particolato o polveri sottili (PM), l'inquinante di maggior rilievo. Gli apparecchi a gas naturale e GPL registrano valori pressoché nulli di emissioni di particolato rispetto al pellet. Lo stesso vale per le emissioni di Benzo(a)pirene, altra sostanza particolarmente inquinante. Sono state oggetto di prova 2 stufe a pellet, una di gamma medio-alta, fra le più vendute in Italia, l'altra di tipo economico, venduta nella grande distribuzione. Entrambe le stufe sono state testate sia con pellet di classe A1 (la qualità più elevata sul mercato) sia con pellet di classe A2 (la tipologia di minor qualità). Il gas naturale e il GPL fanno registrare un fattore di emissione di Particolato inferiore ai 0,04 g/GJ (grammi per gigajoule), il gasolio di 0,1 g/GJ, la legna di 254 g/GJ, il pellet di qualità A1 impiegato su stufa di alta gamma 23,9 g/GJ, lo stesso pellet in stufa a bassa gamma 44,1 g/GJ, il pellet di qualità A2 in stufa ad alta gamma 83,8 g/GJ e in stufa a bassa gamma 82,9 g/GJ. In più, le piccole caldaie a combustibili gassosi presentano emissioni di Monossido di Carbonio (CO) da 3 a 6 volte inferiori al pellet e 100 volte inferiori alla legna. Nel caso degli Ossidi di azoto (NOx), i valori relativi al pellet sono circa 3 volte quelli rilevati per i combustibili gassosi e per il gasolio da riscaldamento. I valori degli Ossidi di zolfo (SOx) ricavati per i combustibili gassosi risultano da 3 a 40 volte inferiori rispetto al pellet e da 10 a 30 volte inferiori rispetto alla legna. Per quanto riguarda gli Idrocarburi Policiclici Aromatici (IPA), con specifica attenzione al Benzo(a)pirene, i valori più alti sono stati rilevati di gran lunga sulla legna (68,7 g/MJ, microgrammi per megajoule) e, tra gli altri combustibili, sul pellet (0,22 g/MJ, quello di qualità A1 su stufa ad alta gamma), mentre la concentrazione degli stessi nei fumi delle caldaie a gas naturale e GPL è risultata non rilevabile (inferiore a 0,08 g/MJ). (Fine copia/incolla) Casa mia è scaldata oltre che da un climatizzatore inverter A+ nella mia camera da letto anche da stufette elettriche nei due bagni e da una stufa pellet di alta gamma con canalizzazione di aria calda (la canalizzazione, come diciamo dalle nostre parti, non funziona per un belino) e uso pellet di casse A1. Detto questo e per opportuna sincerità, non ho alcuna intenzione, con quel che è costata, di sostituire la stufa a pellet nonostante portarmi a spalla i sacchetti da 15kg per 82 gradini, non sia quel che si dice una goduria. Sicuramente quando e se avrò denaro da spendere, virerò sulle pompe di calore...ammesso e non concesso di conoscere prima o poi questa benedetta signorina Calore (*) (*) si, lo sò! Questa battutaccia potevo evitarmela ma... ...è stato più forte di me. [:101]
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01/01/2000 00:00
Natour ha scritto:
La manifestazione del friday for future è stata una delle manifestazioni più sentite e partecipate di sempre. In tutto il mondo. Non mi interessa se i ragazzi ci sono andati per fogonare in modo autorizzato una giornata di scuola, e tra l'altro non penso che il motivo sia stato quello, o per lo meno solo quello. Di importanza fondamentale è il messaggio che lancia. Il messaggio della nuova generazione che critica la vecchia di aver probabilmente tagliato alcune possibilità per il suo futuro. Acquisire consapevolezza è il primo momento per tentare di risolvere un problema; trovare il sistema per farlo è un processo che coinvolge in un tempo abbastanza lungo (che ora pare non avremo così tanto a disposizione) tutte le figure interessate, con percentuali ovviamente variabili. Il singolo per quello che può fare, i governi che possono fare con le loro scelte moltissimo, il sistema dell'agricoltura e soprattutto il sistema produttivo che può fare un'enormità. La situazione in cui siamo pensate che sia dovuta al fatto che abbiamo consumato acqua per lavarci i denti oppure perché dalla fine dell'800 il sistema industriale ha immesso in un sistema finito e chiuso centinaia di migliaia di tonnellate di sostanze inquinanti, otre che ovviamente i gas serra? Che fare quindi, bella domanda. Protestare in manifestazioni come quella visto qualche giorno fa è già qualcosa, è un messaggio forte. Tasse elevate su materiale prodotto dalle industrie, specie come prodotti finalizzati per l'uso in altre filiere industriali, se sono non riciclabili al 100% e già si avrebbe un buon risultato. Riconversione delle attività produttive agricole per una agricoltura più green. Sistemi di trasporto più efficienti. Sui rifiuti non dico perchè anni fa ho già straparlato esageratamene sull'argomento. E il singolo? Il singolo può fare molto per l'ambiente in cui vive. Quartiere, città. La media degli spostamenti nella mia città è di 3 km, una distanza che percorrere in auto è demenziale per una città di pianura. Guardate, si potrebbero scrivere pagine di commenti. Saremmo alcuni d'accordo su alcune cose, altri su altre. Di tempo però la scienza ci ha dimostrato che non ce n'è più tanto. Arriveremo ad una situazione emergenziale? Questo significherà abolire alcune libertà individuali; usare l'aereo ogni due anni al massimo, non mangiare più carne (abbattimento di una fonte di inquinamento ENORME), uso dell'auto solo per 10 km a testa al mese, e via dicendo... Fantascienza? Non so. Io non credo.
Da carotature nei ghiacci del polo è emerso che il maggior inquinamento da metalli pesanti si è avuto dal primo al quarto secolo dopo Cristo nel periodo della massima espansione dell'Impero romano. Invece da analisi degli strati di terreno a Londra, pare che durante l'età vittoriana (lavorazione metalli e tessuti più le deiezioni dei cavalli per le carrozze da trasporto persone e merci), l'aria fosse ben più malsana di quella degli anni 2000 (traffico automobilistico incluso). Con questo voglio dire che non ci sia un problema "inquinamento"? Assolutamente no e nel mio piccolo, oltre a riciclare il più possibile, cerco di inquinate meno che posso Per quanto riguarda ciò che ho quotato, sentir parlare/ragionare di abolire alcune libertà personali mi fa accapponare la pelle. Usare l'aereo ogni tot anni? Usare l'auto per 10km al mese? Divieto di mangiare carne? Ma questa non è lotta all'inquinamento ma tornare al medioevo con feudatari immensamente ricchi che possono permettersi cio' che vogliono e servi della gleba che non possono permettersi nulla. E poi, se non si mangiasse più carne (ammesso e non concesso che sia così salutare per la salute, eliminandola del tutto) sparirebbero le coltivazioni intensive? Per i mangimi degli animali da macello forse si ma poi dove e come si coltivetebbero i vegetali per sostituire la carne? Ci facciamo l'orticello sulla luna e su Marte? Senza contare che con l'esplosione demografica che c'è attualmente, ci sono 75 metropoli che superano i due milioni e mezzo di abitanti (senza contare i loro hinterland). Chissà quante con un milione. Come si può lontanamente pensare di eliminare filiere industriali e di trasporto merci per sfamarle? In più, dato che la maggior parte degli abitanti dei paesi industrializzati non naviga nell'oro, come si potrebbero affrontare i maggiori costi di una produzione (anche qui, ammesso e non concesso sia possibile) di una produzione di beni e cibi a totale emissione zero?
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