NUOVA CONSAPEVOLEZZA O MODA DEL MOMENTO?

sim.an 02/09/2026 21:37 10.850 Visite
Avatar
Utente
Messaggi: 1973
01/01/2000 00:00
Finché ogni uno dal dibattito si prende un esempio apparentemente impossibile a proseguire per lui e fa lì la battaglia che non può cambiare nulla, e evidente per me che non vuole cambiare nulla. Certo chi vive in paesi magari in collina non è facile rinunciare alla macchina ma per i migliaia di persone nelle città non sarebbe un problema. Ma anche chi vive nei monti può fare la sua parte. Uno che dice mangiare carne ogni giorno e una libertà personale senza rendersi conto che si distrugge ecosistemi che rendono ora vivibile la terra per altri persone che grazie a questa fame di carne perdano la loro terra per vivere. Non chiamerei libertà personale una azione che dannegi chiaramente un altra persona. Nessuno dice di non mangiare carne ma magari molto meno e solo carne prodotto ecosostenibili Questa una scelta che uno può prendere. Anche favorire la produzione delle verdure bio invece quello della produzione intensivo, comprare non più di quello che si mangia per non buttare via la metà di quello che si compra. Sapete che un bel trenta percento delle alimenti prodotti viene buttato via? " ROMA – Ogni anno 1/3 del cibo del mondo (1,3 miliardi di tonnellate) viene sprecato senza arrivare neanche a tavola pur essendo prodotto perché va a male in azienda, si perde, diventa immangiabile durante la distribuzione o viene gettato via nei negozi alimentari al dettaglio, ristoranti e cucine (fonte WWF). Si tratta di circa 4 volte la quantità di cibo necessaria a sfamare le quasi 800 milioni di persone sul pianeta che sono denutrite. Solo gli Stati Uniti gettano 46milioni di tonnellate di cibo l’anno (fonte FSI), mentre il solo cibo buttato in Europa sfamerebbe circa 200milioni di persone (FAO) "
Avatar
Utente
Messaggi: 1973
01/01/2000 00:00
Io credo che finché si pensa che dovrebbe essere la città la regione lo stato il mondo ma non io a fare e a cambiare qualcosa non funzionerà mai un cambiamento Ma vedo già fra di noi si discute dei minuti di risparmi della vita che si guadagna con le scialde del caffè Sì deve cominciare da noi stessi Il esempio sopra che dice che siamo ai ultimi pisti a inquinare non mi fa stare tranquillo finché non sono tabelle a pro capite non hanno neanche senzo Non è solo la Zigarette ma anche il modo di mangiare non per sentimentalismi ma per ridurre il co2 sarebbe giusto di eliminare la carne dal nostro menu si dovrebbe risparmiare energia anche cambiando modo di vivere Bici invece della auto e acqua dalla fonte in vetro Ci sono tante cose che ogni uno di noi può fare Ma certo è più facile a puntare il dito sui altri paesi e sentirsi bene a cambiare nulla "Rifiuti in plastica, Italia tra chi ne produce di più in Europa. MAPPA | Sky TG24" https://tg24.sky.it/ambiente/2018/01/15/rifiuti-plastica-mappa-europa.amp.html
Avatar
Utente
Messaggi: 1973
01/01/2000 00:00
ConteMax ha scritto:
Da sempre vado su delle spiaggette deserte e selvagge vicino a Lignano. Fino a qualche anno fa era pieno di plastica. Bottiglie, bicchieri, teli, cassette da mercato in plastica e polistirolo. Oramai non ne trovo praticamente più. Che siano cambiate le correnti o sia cambiata la coscienza e quindi l'utilizzo? Io credo sia il secondo.
Mi sa che c'è cambiato la corrente I dati ufficiali dicano che il consumo di plastica non è in diminuzione nei ultimi anni allora o come dice Eroe o è la corrente
Avatar
Utente
Messaggi: 1973
01/01/2000 00:00
Magari non divertente ma fatelo per la vostra consapevolezza "Calcolatore dell'impronta ecologica | WWF Svizzera" https://www.wwf.ch/it/vivere-sostenibile/calcolatore-dell-impronta-ecologica Immagine utente
Avatar
Utente
Messaggi: 1973
01/01/2000 00:00
Eroe ha scritto:
pieros_it ha scritto:
la critica non è verso chi manifesta per contribuire positivamente per la soluzione di un problema di livello mondiale, ma solo verso chi manifesta per contribuire positivamente per la soluzione di un problema di livello mondiale ma senza fare nulla per contribuite positivamente a problemi di livello nazionale, regionale, provinciale, urbano....insomma verso chi manifesta per seguire la moda e non perchè ci crede sul serio!!!
Concordo che bisognerebbe tutti cercare coerenza fra ideali e modo di vivere ma criticare su presunzioni o sul fatto che l'altro dovrebbe fare quello che noi pensiamo dovrebbe fare e che magari noi non facciamo non mi sembra molto corretto. Poi se io, ad esempio, chiedo a livello mondiale di piantare quanti più alberi possibili e ovvio e sottinteso che la richiesta è fatta a tutte le nazioni, a tutte le regioni, a tutte le provincie ed a tutti i comuni.
Infatti non chiedo solo di piantare alberi ma con autorisazione dal comune da solo ho messo 5 querce piccoli e con altri altri 10 lecci e 20 pini Sabato si pianta altri 30 alberi fra tigli lecci e olivi Immagine utente Immagine utente Immagine utente
Avatar
Anton2016b
Utente
Messaggi: 69723
01/01/2000 00:00
Con rispetto ma riguardo inquinamento legno farei ancora due divisioni. Legna secca di 2 anni....o legna tagliata verde che scalda nulla e fa un fumo della miseria.. Come ho detto in precedenza spesso vado lungo corsi d'acqua a raccogliere legna varia per fare delle "fascine" che serviranno per accendere la stufa.....vi posso solo garantire che lungo tutto il mio percorso di raccolta sui bordi dei fiumi si incontra molta plastica/ ferrosi e varie cose , per non parlare di quella schiuma strana che galleggia...quindi vedo un emergenza più alta su altri fronti ....poi riparleremo del legno. .... se lo lascio a terra marcisce e non inquina ( a differenza di plastica/ferro etc)......anzi fà pure da compost...se lo brucio quando secchissimo un pò inquina ok...ma prima di cercare il dettaglio preoccupiamoci del "grosso" del problema....le rifiniture si faranno alla fine[:D] Inoltre credo che con il mio operato di raccolta faccio una cosa "buona" pulendo argini (anche se in verità non sò se potrei farlo[B)][:0]...ed evitando intasamenti che vari rami potrebbero creare al corso d'acqua buona giornata a tutti
Avatar
Utente
Messaggi: 3628
01/01/2000 00:00
Quindi secondo qualcuno poiché non mangio carne da 32 anni dovrei essere morto o gravemente ammalato mi spiace per lui ma sino ad ora ne l'uno ne l'altro forse sarà perché non sono al 100% vegano visto che, da circa 9 anni, vivo con mia madre molto anziana che un paio di volte al mese cucina qualcosa con un paio di uova o del formaggio e non voglio mortificarla non mangiando quello che prepara. In città basterebbe incentivare l'uso dei mezzi pubblici anche aumentandone il numero che la qualità dell'aria, della vita e della salute migliorerebbero moltissimo. Per quanto riguarda ipotetiche rinunce se gli scienziati di tutto il pianeta urlassero che, fatti tutti i calcoli e le previsioni, abbiamo 10 anni per evitare un disastro mondiale non capisco chi in piena coscienza protesterebbe se ci ordinassero di fermare tutte le auto a benzina e di non mangiare più di un etto di carne a testa alla settimana per questi dieci anni se volete che i vostri figli possano sopravvivere al disastro imminente evitandolo. Per ora sembra non sia necessario giungere a rinunce totali che sono, per ora, solo scelte individuali ma, anche se non detto, è palese che secondo coscienza ognuno di noi deve ridurre sprechi ed eccessi come prendere l'auto per fare poche centinaia di metri. Per concludere faccio presente che se ci fossero più coltivazioni BIO e più vendita di questi prodotti anche i loro prezzi scenderebbero. Sin quando il BIO resta un mercato di nicchia è ovvio che costa di più.
Avatar
Utente
Messaggi: 3628
01/01/2000 00:00
maurobuio ha scritto:
... Ieri sera su la7,(alle 20,40)cerano degli ospiti che parlavano proprio di questo, una ragazza informata sui fatti, una signora del partito dei verdi, e un tcnico(scenziato),credo, che continuava a smentire le due donne, che portavano avanti le loro battaglie sull'inquinamento. Ora ognuno di noi è libero di credere a tizio o a Caio, ma pensare che stiamo vivendo in un pianta fantastico.......che dite[;)]
Di tecnici ce n'è di tutti i tipi per cui dipende da chi organizza un dibattito chiamare Tizio o Caio secondo come vuole addomesticare il dibattito per cui quando si chiama un tecnico a favore bisognerebbe chiamare un tecnico a sfavore di pari livello ed entrambi con laurea su quel problema specifico che si va a discutere in quanto, per fare un esempio, se chiami un Nobel per la fisica a parlare di meteorologia il Nobel può benissimo dire cazzate al pari di chiunque di noi. Per chiarire meglio quest'ultimo concetto posto il link ad un breve video in cui il meteorologo Luca Mercalli risponde ad alcune cavolate dette dal Nobel per la fisica Rubbia guardatelo almeno una volta grazie https://www.facebook.com/watch/?v=2114843182154468
Avatar
Utente
Messaggi: 3628
01/01/2000 00:00
pieros_it ha scritto:
la critica non è verso chi manifesta per contribuire positivamente per la soluzione di un problema di livello mondiale, ma solo verso chi manifesta per contribuire positivamente per la soluzione di un problema di livello mondiale ma senza fare nulla per contribuite positivamente a problemi di livello nazionale, regionale, provinciale, urbano....insomma verso chi manifesta per seguire la moda e non perchè ci crede sul serio!!!
Concordo che bisognerebbe tutti cercare coerenza fra ideali e modo di vivere ma criticare su presunzioni o sul fatto che l'altro dovrebbe fare quello che noi pensiamo dovrebbe fare e che magari noi non facciamo non mi sembra molto corretto. Poi se io, ad esempio, chiedo a livello mondiale di piantare quanti più alberi possibili e ovvio e sottinteso che la richiesta è fatta a tutte le nazioni, a tutte le regioni, a tutte le provincie ed a tutti i comuni.
Avatar
Utente
Messaggi: 3628
01/01/2000 00:00
siman ha scritto:
... Precisando che non posso ritenermi un ecologista perfetto, non capisco il ragionamento: Se uno ammazza un albero per bruciarlo, basta che ne pianti un altro (senza contate gli anni che impiega per essere grande come quello abbattuto e conseguentemente raggiungendo la medesima produzione di ossigeno). Se, invece, un tizio brucia gas naturale (e perciò ha lasciato in vita un albero che produce, ha prodotto e produrrà ossigeno, invece che abbatterlo), deve piantare un albero lo stesso. [:136] Siete ben strani voi ecologisti.
A parte che non stavo riferendo dati scientifici ma cercavo solo di rifletterci sopra ogni sostanza fossile (metano, petrolio, carbone) bruciata oltre a produrre inquinamento (per il metano mi sembra meno) produce comunque una quantità di CO2 che esce fuori dagli equilibri del sistema terra. Ovvero se in natura la quantità di ossigeno prodotta è pari alla quantità di anidrite carbonica che i viventi emettono se bruci cose estranee a questo equilibrio aumenti il livello di CO2 e se ogni anno ne aggiungi una certa quantità col tempo ci sarà un accumulo di CO2 che la natura non riesce a trasformare in ossigeno. Bisogna pensare alle fonti fossili (in particolare petrolio e carbone più del metano) come se fossero delle banche di deposito di CO2 che se bruci restituiscono il CO2 che hanno conservato da diversi millenni nei loro forzieri. Se brucio un albero di 50 anni e ne ripianto uno uguale il secondo nell'arco di 50 anni recupera il CO2 da me prodotto bruciando quell'albero. Questo senza considerare le fonti fossili. D'altra parte senza uccidere nessun albero si potrebbero utilizzare le piante morte per raggiunti limiti di età, gli alberi caduti per frane o altri motivi ed i rami secchi che la gente di un tempo raccoglieva nei boschi anche per cucinare.
Avatar
Utente
Messaggi: 3628
01/01/2000 00:00
Bruciando un tronco si libera il CO2 che ha accumulato nel corso della sua vita ma se chi ha tagliato quel tronco ha piantato un nuovo albero quest'ultimo, nel corso della sua vita, immagazzinerà il CO2 che il tronco bruciato ha emesso rimandando il sistema in pari. Invece bruciando metano, preso dalle visceri della Terra, si brucia ossigeno e produce CO2 in più e basta salvo che per ogni certa quantità di metano bruciato qualcuno pianti un albero cosa che non mi risulta che accada.
Avatar
Utente
Messaggi: 3628
01/01/2000 00:00
dingopino ha scritto:
Si potrebbe lasciare il albero anche in terra nel bosco dove sarebbe il suo posto naturale lì si decomposice e diventa dopo anni umus che contiene la maggior parte dei co2 accumulato se poi pensi che sopra nasce un nuovo albero hai un bel surplus che poi usare per il metano
Il discorso fila però dovremmo avere il bilancio totale ovvero quanto ossigeno producono mari e foreste e quanta anidrite carbonica producono gli esseri viventi non vegetali (mettendo da parte le altre attività umane) anche perché ogni anno le superfici boschive e forestali si riducono come pure i terreni incolti (vedi cementificazione) visto che anche le cosiddette erbacce producono ossigeno mentre noi umani aumentiamo di numero ed anche gli animali da allevamento, di cui alcuni si nutrono, aumentano di numero.
Avatar
Utente
Messaggi: 3628
01/01/2000 00:00
Riporto alcune riflessioni del mio amico, biologo di alto livello, Giovanni Damiani 22 novembre alle ore 21:29 CONTINUA L'ASSALTO GENERALIZZATO AGLI ALBERI, NEI BOSCHI E NELLE CITTÀ ITALIANE. Siamo al disastro. Colpa dei generosissimi incentivi statali alla combustione del legno nel circuito industriale delle centrali termoelettriche, ritenuto sostenibile. Rispetto al clima la motivazione sarebbe che "tanto è il carbonio che l'albero ha fissato nel legno con la fotosintesi e tanto ne può restituire all'aria bruciandolo"" per cui il bilancio emissivo sarebbe zero. L'assunto è errato e antiscientifico lo hanno sostenuto oltre mille scienziati): IL LEGNO, SE BRUCIATO, NON E' UNA RISORSA RINNOVABILE NE' E' SOSTENIBILE PER IL CLIMA PERCHE': 1) Se si considera l'intera filiera: l'energia da carburanti fossili necessaria alle macchine operatrici per aprire strade di servizio nei boschi, per tagliare gli alberi, per tagliarne i rami, per sezionare i tronchi, per l'accatastamento, per caricarli sui camion, per il viaggio verso le centrali (spesso via nave con carichi e scarichi aggiuntivi), per la cippatura o riduzione in pellet, IL BILANCIO DI CO2 EMESSA E' ASSAI FORTEMENTE NEGATIVO. Bruciare legna aumenta le emissioni. 2) Non viene considerato, inoltre, che il carbonio nei boschi e nei parchi è fissato non solo nei tronchi e nei rami, ma anche negli apparati radicali e soprattutto NEL SUOLO COME LETTIERA E HUMUS ove dà fertilità (il suolo può fissarne fino a 8 volte più che nel tronco). 3) Non viene considerata l'anidride carbonica derivante dalla respirazione delle radici, CHE GLI ALBERI NON ESALANO IN ATMOSFERA ma immettono nel ciclo dell'acqua attraverso il sottosuolo migliorando,alla fine, la qualità di fiumi e torrenti (la CO2 si trasforma in ione bicarbonato che stabilizza il pH creando ambienti di acque correnti che favoriscono ricchissime forme di vita e depurazione naturale dell'inquinamento organico). Gli alberi vetusti e i boschi evoluti sono più attivi in questa funzione. 4) NON SI CONSIDERA IL FATTORE TEMPO: quando bruciamo, ad esempio, un albero di 70 anni, la CO2 si forma immediatamente e va tutta e subito a incrementare la crisi climatica in atto....mentre per essere riassorbita occorrerebbe che un altro albero simile sia piantato e lasciato crescere per 70 anni! Ma noi non abbiamo tutto questo tempo. La crisi climatica è attuale e disponiamo solo di una decina di anni per agire nel mitigarla, oltre i quali la situazione non è più controllabile. Del resto se assumessimo l'assunto che tutto quello che viene dalla fotosintesi è rinnovabile e sostenibile..., dovremmo dire lo stesso anche petrolio, idrocarburi gassosi e carbone, anch'essi originati dalla fotosintesi... 5) LE EMISSIONI DELLE CENTRALI A BIOMASSE CONTENGONO INQUINANTI CANCEROGENI in grande quantità, soprattutto polveri sottili e ultrasottili (PM2,5), responsabili di migliaia di decessi prematuri ogni anno. 6) MA I BOSCHI NON SONO SOLO UNA RISERVA DI LEGNAME, BENSI' ECOSISTEMI COMPLESSI che svolgono funzioni vitali per il pianeta nel produrre acqua, migliorarla, stabilizzare il clima, produrre ossigeno, assorbire CO2, purificare l'aria, stabilizzare versanti franosi, evitare le alluvioni devastanti, creare suolo fertile, ospitare una miriade di specie animali, vegetali, di funghi, di licheni. Il suolo dei boschi è uno spazio incredibile di vita. I boschi creano inoltre bellezza del paesaggio e fanno bene alla salute. SONO IMPEGNATO CON GUFI (Gruppo Unitario per le Foreste Italiane) a lottare per togliere gli incentivi statali alla combustione industriale del legno. E a contrastare il Testo Unico Forestale e delle Filiere Forestali, voluto dal governo Gentiloni e non toccato da quelli successivi, che apre all'assalto generalizzato ai boschi italiani. Occorre rivedere la legge anche per distinguere tra boschi di produzione (per un uso "nobile" del legno, per arredi, infissi, tetti, cantieristica navale, strumenti musicali ecc..) e i boschi da tutelare e lasciare alla loro evoluzione spontanea naturale, che secondo recenti calcoli, possono essere il 50% del nostro patrimonio forestale. E' INCOMPRENSIBILE INFINE che la combustione del legno e delle altre biomasse (biogas) sia sostenuta attivamente da Legambiente, che pure era nata per praticare l'"ambientalismo scientifico" e oggi non ascolta - e su temi dirimenti come questo- la maggior parte del mondo scientifico. CONCLUSIONI: rispettare il patrimonio arboreo esistente, lasciarne la metà all'evoluzione naturale e piantare tantissimi altri nuovi alberi, uniche "macchine" in grado di catturare CO2 dall'aria, VELOCEMENTE, e nostri alleati per la difesa del clima. p.s. Per la straordinaria quantità di benefici che producono, è ORA DI RICONOSCERE CHE GLI ALBERI SONO TITOLARI DI DIRITTI. Questo il suo diario su Facebook https://www.facebook.com/giovanni.damiani.980 Questa la pagina dei GUFI - Gruppo Unitario per le Foreste Italiane https://www.facebook.com/gufitalia/
Avatar
Utente
Messaggi: 3628
01/01/2000 00:00
Fede ha scritto:
... Sono convinto che l’essere umano non fermerà la sua folle corsa verso il miraggio di ricchezza e di superiorità nei confronti della natura. Sarà costretto a fermare la sua corsa solo perché sarà obbligato dagli eventi naturali.
Lo temo anch'io e credo che ci fermeremo troppo tardi ed allora solo FORSE la geo-ingegneria potrà salvare il pianeta facendo la felicità delle multinazionali.
Avatar
Utente
Messaggi: 3628
01/01/2000 00:00
siman ha scritto:
... Come si fa comunque a sfamare la numerosissima popolazione mondiale senza operare in coltivazioni allevamenti e trasporti intensivi? Con la filosofia e bei pensieri, non si riempiono gli stomaci
Se si eliminano gli allevamenti, soprattutto intensivi, ci vuole meno terra da sfruttare per nutrire tutti con grano, mais, legumi, ortaggi e frutta. In ogni caso bisognerebbe iniziare a fare una politica demografica per tenere costante la popolazione mondiale in quanto l'alternativa e la distruzione del pianeta ovvero rischiamo di fare la fine di quei virus che uccidono chi li ospita.
Devi effettuare il login per poter rispondere a questa discussione.