#diamociunamano (DDL Zan)

a_fenice 02/09/2026 21:37 12.853 Visite
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01/01/2000 00:00
a_fenice ha scritto:
Vorrei tanto che qualcuno aggradisse il tipo in fondo all’articolo. Sono pessimo, ma è facile fare il bullo coperto dal fatto di esser famoso
Non ho capito a chi ti riferisci.
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01/01/2000 00:00
siman ha scritto:
Non per far il bastian contrario (son concorde al ddl Zan) continuo a non capire cosa c'entrino le donne con questa legge. Anche movimenti femministi sono contrari (per esempio le attiviste di Non una di meno). Mi chiedo perché non si sia voluto prendere in considerazione solo le categorie omosessuali. Le donne hanno già, che io sappia, ampie garanzie di legge oltre che il Dipartimento delle pari opportunità presso la Presidenza del Consiglio. Allargando così, si rischia di dar ragione a coloro che affermano ci sia già la legge Mancino a tutelare le minoranze.
concordo con te....sicuramente il voler inserire donne o disabili è stato fatto per raccogliere più consensi, ma ovviamente gli omotransfobi utilizzano le argomentazioni sopra descritte da te per far passare l'idea che queste minoranze hanno già una legge che li tutela. Personalmente trovo dannoso quello che stanno facendo in molti, e cioè di politicizzare troppo la discussione su questo argomento....secondo me se viene spiegata correttamente alle persone, senza altre considerazioni di tipo politico o ideologico, questa legge raccoglierebbe molti ma molti più consensi
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01/01/2000 00:00
Molto chiare queste tue precisazioni
a_fenice ha scritto: Cioè ci arriva il cervellino a capire che son tutte argomentazioni faziose messe lì solo a suscitare il furor di popolo?
ma infatti proprio per questo dicevo che l'errore più grande è quello di buttarla sulla politica, dove ogni discussione diventa ideologica e si perde il contatto con la realtà....dove si fa a gara a chi la spara più grossa per avere consensi.... Hai citato Platinette, non ricordo in che trasmissione l'ho sentita questa cosa, ma praticamente hanno mandato in onda alcune sue dichiarazioni di molti anni fa su questo tema e praticamente diceva l'esatto opposto di quello che dice ora.....
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01/01/2000 00:00
@ siman: è appunto quello che dico, cioè i cattolici dicono che non è giusto che ci siano persone speciali che con la legge Zan diventerebbero privilegiate in quanto commettere un reato contro di loro è più grave, ma non si rendono conto (o fanno finta) che loro speciali lo sono da anni e che se non è giusto come dicono di pensare dovrebbero protestare per togliersi il privilegio di cui godono per la legge Mancino
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01/01/2000 00:00
mizioeanto ha scritto:
Per me il discorso resta sempre il medesimo. Intorno a me ci sono delle persone, sia che siano gay, di un colore diverso, si una religione diversa, addirittura se sono laziali. Offendo una persona? Sto sbagliando, e pago. Picchio una persona? Sbaglio ancora di più e pago di più. Perché insulare qualcuno per il fatto di essere gay (ad esempio) deve essere considerato più grave rispetto ad insultare uno perché... boh, fate voi?
Già perché? eppure a tutt'oggi se insulto qualcuno perché cattolico è più grave che se insulto qualcuno perché..fate voi e nessuno ha mai protestato
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01/01/2000 00:00
SONO RIMASTO SORPRESO CHE QUESTO SITO ABBIA PRESO POSIZIONE SU UN DDL COSì DELICATO E DI SCHIERAMENTO POLITICO. 1. L’ordinamento italiano – e anche la legge Mancino, la numero 122 del 1993 che il ddl vuole modificare – già tutela ampiamente le persone soggette per qualunque motivo a manifestazioni di odio e violenza, tant’è vero che le aggressioni a persone omosessuali vengono sempre perseguite dalle forze dell’ordine al pari di tutte le forme di discriminazione, senza bisogno di un’aggravante specifica. 2. Il ddl introduce il concetto di "identità di genere" aggiungendolo nell’articolo 1 a quello di "sesso": ma l’uno esclude l’altro, visto che il primo si basa su un’auto-percezione soggettiva che può anche essere diversa dal dato di fatto biologico del secondo. Questa apertura indeterminata a ogni possibile identità diventa di fatto l’architrave dell’intera legge. 3. Molti ritengono che l’identità di genere tenda a «cancellare la differenza sessuale per accreditare una indistinzione dei generi» – come si legge nell’appello «di personalità dell’area di centro sinistra» –, con «una confusione antropologica che preoccupa». E che diventerebbe «il luogo in cui si vuole che la realtà dei corpi – in particolare quella dei corpi femminili – venga fatta sparire», come lamentano le associazioni femministe e lesbiche. 4. La "identità di genere" nella sua indeterminatezza soggettiva non appare adatta a sostenere una legge, che ha bisogno di certezze oggettive, e tantomeno una norma (l’articolo 604-bis del Codice penale) che prevede sanzioni a chi ne viola il dettato. 5. È più che dubbio che la ridefinizione di concetti fondanti relativi alla persona umana possa avvenire per legge. Ma quand’anche dovesse accadere, una legge simile dovrebbe esprimere un consenso vastissimo, e non essere ottenuta a colpi di maggioranza su una norma profondamente divisiva nel Parlamento e nel Paese come questa. 6. La Costituzione afferma all’articolo 3 la «pari dignità sociale» di tutti i cittadini «senza distinzione di sesso...»: un’espressione che non esclude nessuno, per definizione, e che non dovrebbe autorizzare l’identificazione per legge di un gruppo di cittadini distinti dagli altri per un criterio soggettivo come l’identità di genere. 7. L’introduzione di donne e disabili tra le categorie sociali meritevoli di speciale tutela accanto alle persone omo e transessuali equipara in modo forzoso condizioni (e possibili discriminazioni) assai diverse, oltre ad apparire strumentale per allargare il consenso alla legge. Ci sono altre urgenze per donne e disabili: ad esempio, una legge che riconosca il ruolo sociale dei caregiver (in gran parte donne), da anni attesa da milioni di italiani. 8. La «Giornata nazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia» apre la porta delle scuole all’idea che l’identità di genere e non il sesso definisca una persona, un concetto che dal punto di vista educativo è più che discusso, di fatto escludendo la possibilità di affermare la tesi contraria, ritenuta potenzialmente discriminatoria. Senza contare che potrebbe essere ritenuto omofobico escludere dall’incontro con bambini e ragazzi coppie gay che promuovono l’idea della genitorialità tramite maternità surrogata. 9. L’articolo 4 fa salve «libera espressione di convincimenti od opinioni» e «condotte legittime riconducibili al pluralismo delle idee o alla libertà delle scelte» ma con un limite ambiguo: «Purché – specifica il testo – non idonee a determinare il concreto pericolo del compimento di atti discriminatori o violenti». Una previsione alquanto vaga, affidata all’interpretazione di ogni giudice. La sola minaccia di conseguenze penali, peraltro, può indurre una compressione della libertà di pensiero e di educazione sotto la minaccia di "omofobia". 10. La sfida della pandemia impone unità di intenti e di sforzi. Non è chiaro perché si sia voluto introdurre proprio ora nei lavori parlamentari e nel dibattito pubblico – senza una vera emergenza sociale che lo giustifichi – un tema che minaccia di rompere una coesione faticosamente raggiunta. A una legge si può arrivare solo dopo un dibattito approfondito, rispettoso delle differenze, capace di costruire un consenso unanime, aperto a tutta la società civile, ad esempio sul modello degli "stati generali della bioetica" che in Francia hanno preceduto la revisione della legge in corso in Parlamento.
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01/01/2000 00:00
Eroe ha scritto:
... Scusa ma non ti viene in mente che se nelle scuole si insegnasse il rispetto verso gli altri viventi (non insegnare ad essere gay come alcuni (per me) idioti vanno dicendo in giro) di questo rispetto ne godrebbero tutti dai gay a chi è sovrappeso?
Si certo, quando mai ho detto il contrario, scusa? Quello che dico, e su cui sto cercando di confrontarmi, è che TUTTI vanno difesi allo stesso modo, in quanto persone. Perché dover fare delle categorie? Gay, laziali, magri, grassi, quelli di Roma Sud considerati dai "Pariolini" come poveracci, i "Pariolini" considerati, appunto, pariolini. Siamo persone? Difendiamo la persona, indipendentemente dal motivo per cui viene attaccata.
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01/01/2000 00:00
quagliozzi ha scritto: Max, "manifestare pubblicamente i propri sentimenti" era un modo ironico per definire quei comportamenti che, normalmente, avvengono in privato.
Dai, però non nascondiamoci dietro un dito. Ora, a parte a te che sei un bacchettone [:D] normalmente una coppia etero che si bacia non genera nessun tipo di reazione avversa, purtroppo non si può dire lo stesso di una coppia gay. Faccio coming out, anche se mi sa che questa cosa l'ho già detta. Personalmente, due uomini che si baciano, una sensazione strana di disagio me la lasciano. E di questo me ne vergogno profondamente, perché razionalmente so che la mia reazione è sbagliata, scorretta, e va contro a ciò che dico e che credo, ma non posso farci niente. Quando capita mi devo fermare a ragionare e tutto passa. E' un po' come, per fortuna in maniera molto minore, l'effetto che mi fa se mi capita involontariamente di mettere in bocca qualche cosa fatta con il fegato. Il disgusto è immediato. Poi, il fegato lo lascio da parte e chissene, mentre se vedo due uomini baciarsi, ho nell'immediato una reazione avversa, che poi passa, ma che mi lascia un senso di colpa per averla avuta. Sono strano eh! Due donne gay che si baciano, mi fanno tutto un altro effetto
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01/01/2000 00:00
Eroe ha scritto: Sono due cose diversissime fra loro e semmai meriterebbero 2 leggi diverse in quanto (come già detto) i gay, le donne, la gente di colore è così dalla nascita e non per scelta
Continuo a non vedere la differenza. Esistono delle persone, la maggior parte è etero, altri sono omosessuali, trans. Ci sono persone che sono laziali. Non ci possono essere semplicemente delle persone? Insulti una persona? Male. Picchi una persona? Male. Indipendentemente dal perché, da chi è la persona aggredita o l'aggressore.
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01/01/2000 00:00
a_fenice ha scritto: siccome ci sarebbe anche questo e quest’altro, non c’è, non si fa nulla per nessuno. Non dovrebbe essere: mettiamoci anche questi, oppure una parte ci sono, buona la prima, e subito a seguire sotto con gli altri?
No, o almeno ancora non mi avete convinto. Non ci deve essere nessuno, non anche questi o anche quelli. Chiaramente non voglio dire che tutte queste persone non vanno difese, voglio dire che non credo ci debbano essere categorie, ma che tutti vanno difesi alla stessa maniera. Ora, tre esempi: a) incontro una donna per strada, le urlo... "donna di me**a", le donne sono tutte tr**e, e giuù botte b) incontro un uomo, l'ho appena visto baciarsi con un altro, gli utlo... "fro**o di me**a" e giù botte c) incontro un uomo, ha una barba che non mi piace, gli urlo... "barbuto di me**a" e giù botte perché a e b sono più gravi di c?
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01/01/2000 00:00
a_fenice ha scritto: Dunque un delitto che rientra nella categoria del femminicidio, o il semplice menare ogni giorno alla propria moglie, è paragonabile e due cretini che se le danno solo perché appartengono a tifoserie diverse?
Si, esatto. Un femminicidio è identico ad un omicidio (o dovrei dire maschicidio?) O dal momento che si parla di una donna, "vale" di più e quindi la pena deve essere maggiore?
a_fenice ha scritto: Vedere tuo figlio portato per il culo ogni giorno, a scuola, nei social, nelle amicizie, solo perché ama diversamente dalla massa, e correre il rischio di trovarlo appeso al lampadario, non merita di essere diversamente difeso? Va bene che lo sopprimano prima socialmente poi magari fisicamente?
No, certo che non va bene, deve essere difeso, è sacrosanto, ma deve essere difeso esattamente come quello che è offeso perché grasso, o perché non ha abiti "alla moda", o semplicemente perché è il bersaglio di turno... e ripensandoci, di quest'ultima categoria ne so parecchio, se volete vi racconto la mia seconda e terza media... e non ero gay.
a_fenice ha scritto: Vedere uno sulla sedia a rotelle che non può andare su una strada perché i marciapiedi sono infruibili, o. In possono scendere dallo stesso perché c’è il classico cretino che occupa la discesa equivale a uno che sosta a caxxo normalmente?
No, quello è un impedimento dichiarato. Ma è esattamente come se per qualche motivo strano, qualcuno piazza la macchina davanti al mio cancello con passo carrabile, di fatto sequestrando la mia auto. Chiaro che io posso andare a piedi, mentre il disagio per uno su una sedia a rotelle è più grande, e quindi maggiore può o deve essere la pena. Gli ammazza willy, come dici tu, vanno fermati, ma non perché hanno ammazzato uno non perfettamente bianco, ma perché hanno ucciso una persona, di qualunque colore, religione, gusti sessuali, squadra, colore preferito dei calzini sia.
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01/01/2000 00:00
Eroe, non so se sono riuscito a spiegarmi bene. Caso A) Vedo un tifoso della Lazio (ha la maglia degli "sbiaditi"), gli urlo dietro "maledetto laziale", lo pesto, all'ospedale gli danno 40 giorni di prognosi. Caso B) Vedo un gay (ce l'ha scritto in fronte), gli urlo dietro "maledetto gay", lo pesto, all'ospedale gli danno 40 giorni di prognosi perché il caso B, per legge, deve essere più grave del caso A? Oppure ho capito male io?
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01/01/2000 00:00
Per me il discorso resta sempre il medesimo. Intorno a me ci sono delle persone, sia che siano gay, di un colore diverso, si una religione diversa, addirittura se sono laziali. Offendo una persona? Sto sbagliando, e pago. Picchio una persona? Sbaglio ancora di più e pago di più. Perché insulare qualcuno per il fatto di essere gay (ad esempio) deve essere considerato più grave rispetto ad insultare uno perché... boh, fate voi?
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01/01/2000 00:00
a_fenice ha scritto:
Ovvio non sia giusto e corretto, e ciò è determinato dall’odio? Bene, inseriamolo tra i reati d’odio. Menare qualcuno, offenderlo per strada, al lavoro, a scuola, non lasciargli la libertà di esprimersi, di vivere, è più che odio. Così come menare ad una donna in quanto ritenuta meno di te, o scavalcare un disabile o non favorirlo nella sua disgrazia. Nessuno qui dice che nella Mancino ci sia compreso tutto, neanche con questo decreto, sicuramente di aggravanti, visto come va la società oggi, ce ne sono per tante altre cose. Questa riguarda quattro (se non sbaglio i conti alla veloce) categorie nuove. Avanti gli altri crimini d’odio.
Boh, ancora non sono convinto. Se uno picchia un altro, lo ha picchiato e va punito. Perché è più grave se per un motivo o un altro? Perché è più grave se a prendere gli schiaffi è un gay in quanto tale, rispetto a qualcun altro? Ancora non lo capisco
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