nudisti, naturisti e nucleare

mirko 02/09/2026 21:37 23.323 Visite
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01/01/2000 00:00
Biotto ha scritto:
a_fenice ha scritto:
non lo sapevo
Ed è meglio se continui a non saperlo. Pur stimando le buone intenzioni di molti ecologisti, sono in genere sospettoso sulle loro affermazioni: spesso la correttezza dell'informazione non è pari alla nobiltà dell'intento. In questo topic abbiamo due ottimi esempi. Esempio 1
michy ha scritto:
Le lampadine a basso consumo energetico sono costituite da tubi fluorescenti compatti e da un alimentatore contenente un trasformatore elettronico. Quest'ultimo alimenta i tubi con energia elettrica e trasforma corrente continua a bassa frequenza (50 Hz) in corrente alternata a più alta frequenza (da 30 000 a 60 000 Hz). Entrambe le correnti generano campi elettromagnetici dotati di frequenze corrispondenti a quelle delle correnti che li hanno creati.
Innanzitutto la corrente utilizzata nella case non è continua, ma alternata: cambia direzione (e varia di intensità) 50 volte al secondo, appunto 50 Hz. Quindi, al limite, il trasformatore deve convertire corrente alternata in continua, non viceversa. Questo è ciò di cui sono certissimo. Siccome sulle lampade a basso consumo non sono altrettanto ferrato, ho fatto una ricerchina (Google), dalla quale risulterebbe che: ( http://it.wikipedia.org/wiki/Lampada_a_scarica#Alimentazione_ed_accensione) "una lampada fluorescente richiede una tensione alternata" e che quindi la corrente continua non è affatto necessaria. È invece necessario ( http://it.wikipedia.org/wiki/Lampada_fluorescente)
da ( http://it.wikipedia.org/wiki/Lampada_fluorescente) Precauzioni [modifica] Le vecchie lampade fluorescenti contengono mercurio che è estremamente inquinante (non quelle nuovo tipo) e molti componenti che possono essere riciclati. Dopo l'uso devono essere smaltite in maniera differenziata tra i materiali RAEE e non con il vetro. Per questo vanno obbligatoriamente consegnate al rivenditore o all'apposito centro di riciclaggio spesso presso le discariche comunali. Inoltre, c'è chi sostiene che le Lampade Fluorescenti Compatte arrechino fastidio e danni a persone con problemi di fotosensibilita (elettrosensitività, autismo, epilessia, emicrania), e emettano radiazioni potenzialmente pericolose di UV-B e tracce di UV-C (lampade senza il doppio guscio protettivo ed anche alcuni tipi di lampade alogene) [1] La Direttiva 2002/95/CE vietava nell'UE a partire dal luglio 2006 di commercializzare apparecchiature elettriche ed elettroniche contenenti sostanze tossiche quali piombo, mercurio, cadmio, cromo esavalente, bifenili polibromurati (PBB) o etere di difenile polibromurato (PBDE). La Direttiva esentava da tale obbligo la vendita di lampade fluorescenti compatte per un quantitativo massimo di mercurio pari a 5 mg per lampada, dato che il mercurio era un elemento necessario per il funzionamento di queste lampade. Tale esenzione non è stata riesaminata in seguito alla comparsa in commercio di lampade fluorescenti completamente prive di vapori di mercurio. chi sarà mai che sostiene "che le Lampade Fluorescenti Compatte arrechino fastidio e danni a persone con problemi di fotosensibilita (elettrosensitività, autismo, epilessia, emicrania), e emettano radiazioni potenzialmente pericolose di UV-B e tracce di UV-C " ciao a presto
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01/01/2000 00:00
Natour ha scritto:
Sai qual'è il costo più alto per produrre un kwh? Proprio quello ottenuto dal nucleare.
a dire la verità è vero il contrario, considerando anche gli oneri di costruzione, smaltimento scorie e demolizione a fine vita (che per una centrale nucleare è molto più lunga di una tradizionale) i costi sono considerevolmente più bassi: “i costi di produzione in euro/MWh, tenendo conto sia delle esternalità ambientali, mediante le emission trade a 20 euro/tonn di C02, che dello stoccaggio delle scorie nucleari in deposito, con un tasso di sconto del 5 per cento ed una produzione di base di 8000 ore/anno, sono risultati i seguenti: il costo per il nucleare (Epr) è di 24 euro/MWh, quello per il carbone di 49 euro/MWh, per il ciclo combinato di 38 euro/MWh, per il legno di 47 euro/MWh e per l’eolico (2200 ore/anno) di 50 euro/MWh” Fonte del governo finlandese, che non credo sia in combutta con i governanti italiani per costruire centrali da noi. Ps: quando parliamo di scorie nucleari sappiamo veramente di cosa stiamo parlando? sappiamo quali sono gli ordini di grandezza? quante tonnellate di materiale, quanti metri cubi? ecco i risultati del resoconto dell'eia ( http://www.eia.doe.gov/cneaf/nuclear/spent_fuel/ussnftab3.html) Considerando gli anni tra il 1995 ed il 2002 (ultimi dati disponibili), negli Stati Uniti, a fronte di una potenza installata delle loro 104 centrali nucleari di 97-100 GW (circa 950 MW di potenza installata media per ciascuna centrale), sono state messe nei depositi 17 508.5 tonnellate di scorie radioattive. Ciò significa che, in media, un reattore nucleare da 1 GW produce circa 22 tonnellate di scorie radioattive in un anno. Dimensionalmente, si tratta di poco più di un metro cubo di scorie. Una centrale a carbone della stessa potenza ha bisogno in media di 3 milioni e 350 mila tonnellate di carbone ogni anno (cioè oltre 150 mila volte il combustibile necessario al reattore nucleare), che si traducono in quasi sei milioni di tonnellate di CO2 dispersa nell’aria. C’è da notare, inoltre, che il problema delle scorie nucleari viene pressoché eliminato nel caso di reattori autofertilizzanti (quelli di 4° generazione, attualmente in costruzione) capaci nel ciclo intero di consumare pressoché tutto il materiale usato per la fissione
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01/01/2000 00:00
già già, il tanto osannato presidente americano ha deciso che il nucleare è l'unica soluzione attualmente disponibile per avere energia elettrica a basso costo e inquinare di meno... http://www.ansa.it/web/notizie/collection/rubriche/economia/2010/02/16/visualizza_new.html_1704421009.html
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01/01/2000 00:00
cigni ha scritto: Meglio un milione di tetti solari che due centrali. In fondo questa è vera democrazia. Ciao
fra una trentina d'anni, quando dovremmo smaltire quel milione di tetti solari, costruiti con materiale piuttosto inquinante (arsenico, gallio, solfuri di cadmio) magari ne riparleremo...
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01/01/2000 00:00
Relativamente al discorso ogm, mi sembra interessante quest'articolo apparso su panorama qualche settimana fa: Vita con gli OGM di Marco de Martino da Berlin, New Jersey A Manhattan fa chic comprare frutta e verdura biodinamica dai giovani fattori un po’ hippy al mercato di Union square, o tra gli scaffali dei supermercati naturali Whole Foods, dove si rincorrono le scritte: «Solo coltivazioni locali e sostenibili». Ma per vedere che cosa si mangia nella vera America basta lasciarsi alle spalle i grattacieli di New York e viaggiare per due ore sulla Turnpike, l’autostrada che attraversa il New Jersey. Dalle parti di Berlin, cittadina agricola a poca distanza da Atlantic City, si arriva alla Johnny Boy Farm. E aperta la porta di una piccola casa di mattoni rossi circondata dai campi ancora spogli di inizio marzo ci si trova davanti John Rigolizzo Jr, l’ultimo di cinque generazioni di agricoltori tutti chiamati John, famiglia proveniente dal paese siciliano di Gesso, vicino a Messina. A 57 anni Rigolizzo Jr è il più giovane tra gli agricoltori della zona. «La verità è che nessuno vuole più coltivare la terra, non conviene, e io avrei già smesso da tempo se non fosse per questo» dice indicando un sacco di mais transgenico prodotto dalla multinazionale dell’agricoltura biotech Monsanto. «Questa per me è l’unica agricoltura veramente sostenibile». Mentre in Europa (e in Italia) non accennano a placarsi le polemiche sulla patata Amflora della tedesca Basf, alimento geneticamente modificato di cui è stata da pochi giorni autorizzata la coltivazione in Europa, negli Stati Uniti da oltre dieci anni si producono e si consumano alimenti modificati geneticamente. Il 90 per cento della soia e l’80 per cento del mais sono stati prodotti da scienziati che hanno inserito nel dna della pianta geni che rendono queste coltivazioni resistenti ai batteri e agli erbicidi. E poiché lo sciroppo di mais è presente in molti degli alimenti industriali consumati da tutti, è in corso da tempo un enorme esperimento di massa sulla salute pubblica dei cittadini. O almeno questa è la posizione di chi critica l’industria agricola nell’era della tecnologia, non certo di agricoltori come Rigolizzo, che sul suo computer compulsa i siti biotech alla ricerca delle ultime novità scientifiche in materia. Dice: «Da troppo tempo si parla dei potenziali danni alla salute degli alimenti ogm. Forse sarebbe ora di ammettere che in realtà non sono pericolosi, anche perché in questo caso io non li coltiverei mai. E sarebbe bello cominciare a parlare di come questi prodotti aiutino a risolvere i veri problemi degli agricoltori». Racconta Rigolizzo che una volta questa fetta del New Jersey era costellata di fattorie che producevano latte, ora non ce n’è neanche una perché è diventato troppo costoso. Anche lui aveva delle mucche, e fino a due anni fa coltivava frutta e verdura oltre al mais, ospitando nei suoi casali una sessantina di lavoratori. Ma da quando si sono irrigidite le leggi sull’immigrazione non si trovano più gli immigrati dal Centro America disponibili a lavorare: «Abbiamo provato a mettere annunci sul giornale locale, non c’è neanche un americano che voglia piegare la schiena per raccogliere cavoli o spinaci». Cercando una coltura a bassa quantità di mano d’opera, Rigolizzo si è concentrato sul mais ogm, che vende come mangime per i polli: «Anche se volessi usare sementi tradizionali ormai è molto difficile trovarle sul mercato, tranne che in quantità ridotte, e sempre costano più di quelle transgeniche». Per 300 dollari circa Rigolizzo compra un sacco da 80 mila semi di Bt corn, ovvero il prodotto di maggiore successo della Monsanto. Un mais che incorpora il gene del Bacillus thuringiensis (Bt), una proteina tossica per gli insetti e i vermi delle piante. Bastano 60 mila semi per coltivare 1 ettaro di terra, ma in realtà se ne usano anche meno: per impedire la creazione di batteri resistenti alle coltivazioni ogm la legge americana impone che il 20 per cento del seminato sia tradizionale. E se una volta Rigolizzo creava una fascia di piante convenzionali attorno a quelle transgeniche, ora preferisce mescolare le sementi. «Ho capito che fa lo stesso». Poiché il mais geneticamente modificato cresce in modo più uniforme di quello tradizionale, può essere seminato a una concentrazione maggiore: le piante sono distanziate 20 centimetri l’una dall’altra invece di 30. Una volta andavano irrorate di erbicidi almeno cinque volte nel corso di una stagione, e gli insetticidi dovevano essere usati più volte al giorno nella fase finale. Adesso basta una sola applicazione, perché il mais Bt è resistente all’erbicida Roundup (un altro prodotto della Monsanto) che quindi uccide solo le erbacce. E quando arriva il momento del raccolto, generalmente a inizio ottobre, le pannocchie sono del 20 per cento più lunghe di quelle normali. «Il risultato è che raccogliamo circa 300 bushel (sacchi da circa 27 chilogrammi, ndr) di mais per ettaro: se usassimo sementi tradizionali ne produrremmo la metà» spiega Rigolizzo. «E siccome il prezzo del mais è rimasto più o meno lo stesso dagli anni Settanta, attorno a 3,50 dollari al sacco, le sementi ogm fanno la differenza tra un’attività in perdita e una in cui si guadagna». Lo sanno bene nei laboratori della Monsanto e della Dupont, che si contendono questo enorme mercato, dove i ricercatori stanno sperimentando nuovi incroci genetici ancora più produttivi. In avanzato stato di sperimentazione sono sementi che potrebbero alzare la produzione a 1.000 sacchi di mais per ettaro. Piante resistenti alle siccità sempre più frequenti. Soia e mais che permetteranno di usare meno fertilizzanti chimici. Soia che contiene i grassi Omega 3, considerati salutari in particolare nella prevenzione delle malattie di cuore, e che in natura si trovano soprattutto in pesci come il tonno e lo spada, la cui carne può contenere elevati livelli di mercurio. Negli Stati Uniti la contrarietà all’agricoltura biotecnologica è sempre più flebile: «A oltre dieci anni dall’introduzione delle prime coltivazioni geneticamente modificate, le maggiori preoccupazioni dell’opinione pubblica si sono stemperate» afferma Walter De Jong, che insegna alla facoltà di genetica della Cornell University. «Intendiamoci, ancora adesso McDonald’s non osa riproporre la patatina transgenica che dieci anni fa dovette smettere di usare dopo una campagna di Greenpeace. Ma con più di 400 milioni di ettari coltivati con sementi ogm è difficile continuare a temerne l’impatto ambientale. E anche le preoccupazioni sulla salute sono diminuite. A resistere sono invece i dubbi su una concentrazione così massiccia di produzione alimentare nelle mani di pochi gruppi industriali». Il contadino Rigolizzo non ne è però turbato e si lancia in analisi socio- economiche: «È successo lo stesso anche in altri settori, a partire dalla finanza. La concentrazione è un fenomeno economico irreversibile». E quando gli si parla delle conseguenze sull’ambiente degli ogm, lui dice che sono positive: «C’era chi temeva che le farfalle monarca sarebbero morte a contatto con la vegetazione ogm. La verità è che la riduzione di pesticidi ha riportato nei campi animali che non si vedevano da tempo. Qui ora scorrazzano cerbiatti, scoiattoli, volpi, orsi» dice. «Persino troppo: a volte sembra di essere dentro al National Geographic. Ma questa è solo un’opinione personale».
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01/01/2000 00:00
Notizie di ieri l'altro appresi in tv Obama riapre al nucleare.
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01/01/2000 00:00
E' sicuramente un tema scottante che divide il paese. Trasversalmente abbraccia i pro e i contro dei vari gruppi politici. Ma una cosa c'è da dire: che il ns paese è circondato da centrali nucleari. Quindi un eventuale incidente ad una centrale nucleare francese ad es., ci investirebbe in pieno. Ma pare che il problema maggiore non sia tanto l'eventuale incidente che a detta degli esperti sarebbe inesistente nelle centrali di ultima generazione ma ciò che dovrebbe invece preoccupare è lo smaltimento delle scorie. Mha...vedremo come andrà a finire. Certo che l'uso indiscriminato del petrolio continua a produrre notevoli danni all'intero eco-sistema mondiale come anche le centrali a carbone.
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01/01/2000 00:00
Belle le centrali anche perche sono femmine
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01/01/2000 00:00
Il nucleare potrebbe essere una soluzione.. Il problema sta, appunto, nelle scorie da eliminare.. Si dovrebbe puntare di più sulle rinnovabili, pulite e senza rischi.
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01/01/2000 00:00
Ammetto di non aver letto tutto il fascicolo di questo interessante argomento, ma mi piacerebbe dire la mia. In facoltà abbiamo avuto modo di affrontare l'argomento (sono studente di ingegneria) e dal dibattito sono emersi molti punti interessanti. Premetto di non essere un esperto in materia di ingegneria nucleare. Comunque, in genere le centrali nucleari, se non sbaglio, dovrebbero funzionare a circa il 30% del massimo rendimento per ragioni di sicurezza, quindi questo significa che tutto questo gran beneficio non ci dovrebbe essere (pensate alla vostra macchina che per ragioni di sicurezza non può essere portata oltre il 30% della sua velocità massima, nel caso di una macchina che fa sui 200 km/h vorrebbe dire che non potrebbe andare oltre i 60 Km/h per sicurezza!!!!). Inoltre bisogna notare un cosa ben più interessante, quando in Italia vi fu il referendum sul nucleare, gli altri paesi europei iniziarono già a pensare alle famose fonti alternative di energia (eolica, fotovoltaica, derivante da biomassa ecc...) e sono già giunti a dei risultati notevoli. Quindi quello che bisognava fare era iniziare a investire lì e arrivare ad essere oggi noi i leader in quel settore visto che gli altri erano impegnati col loro nucleare. Invece cosa è successo? Ci ritroviamo oggi nel 2010 a parlare ancora di nucleare quando in Svezia (dove fa molto freddo) esistono città interamente alimentate da energia elettrica ottenuta con fonti di energia alternative e rinnovabili (con enormi risparmi). Vorrei dire quindi che a parer mio l'Italia non dovrebbe pensare ancora al nucleare, è anacronistico, ma dovrebbe pensare alle energie più "moderne" che hanno il vantaggio di essere economiche ed ecologiche. La verità, che io sicuramente ignoro e che non posso far altro che immaginare, sarà quasi sicuramente che ci sarà qualcuno in accordo con chi ha più potere di noi per poterci guadagnare.
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01/01/2000 00:00
siman ha scritto:
P.S. Io, però, rimango convinto che persone non elette politicamente vogliano o possano interferire nella democrazia.
Certo anche Veronesi quando ha detto che le scorie radioattive lui le terrebbe in camera da letto o il Papa quando interferisce con la laicità dello stato. Personalmente nel mio lavoro non ho mai perseguito chi la pensa politicamente diversamente da me e tratto tutti allo stesso modo anche perché anche io devo rispettare le regole e la mia moralità ... figuriamoci un giudice che sa di essere sotto lo sguardo di tutti.
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01/01/2000 00:00
SIETE FAVOREVOLI A RENDERE L'AGRICOLTURA MONDIALE SCHIAVA DEI PRODUTTORI DI OGM? Gli OGM (che sino ad oggi non hanno mantenuto nessuna delle promesse fatte come la soluzione, grazie a loro, della fame nel mondo) sono solo un modo per far diventare padroni dell'agricoltura mondiale le multinazionali che lo producono. La cosa funziona così ti vendo i semi e i diserbanti (che permettono la crescita solo dei semi OGM) e tu ogni anno ti devi ricomprare i semi da me e se per caso riesci ad autoprodurti da solo i semi ti denuncio ... ovviamente poi potrò aumentare come mi pare il prezzo dei semi che tu dovrai acquistare anche perché grazie ai diserbanti che ti ho fornito non puoi piantare altro. COME MONSANTO & AMICI HANNO MONOPOLIZZATO IL MERCATO DELLE SEMENTI E CAMBIATO PER SEMPRE LE SORTI DELL’AGRICOLTURA http://www.tuttogreen.it/come-monsanto-amici-hanno-monopolizzato-il-mercato-delle-sementi-e-cambiato-per-sempre-le-sorti-dellagricoltura/ Quanto segue lo trovate qui: http://www.facebook.com/photo.php?fbid=546308545413571&set=a.208810512496711.57067.203737476337348&type=1&relevant_count=1 BIOTERRORISMO: LA BAYER CAUSA ESTINZIONE DELLE API BAYER ACCUSATI DI BIOTERRORISMO Complice insieme alla Monsanto la Bayer industria chimica dell' Olocausto Nazista (n.d.r. la I.G.Farben era produttrice dello Zyklon B e l' Eroina). Essi sono responsabili di disastri ecologici mostruosi, deforestazione e distruzione dell' agricoltura Bio. Le menzogne che queste Corporation della morte hanno portato parte dell' umanità a credere che la natura non può sostenere più la vita umana. Questa criminale scusa sostenuta da Governi Criminali come quello Europeo, Americano e in parte Asiatico ha portato a mezzo secolo di genocidi, estinzioni e irreparabili danni ambientali. La menzogna è il loro standard informativo la malattia e la morte il loro profitto. L' Agricoltura mondiale è seriamente in pericolo con le loro monoculture OGM che stanno estinguendo il regno animale, creando dei super parassiti e malattie genetiche incurabili. IL DELIRANTE PROGETTO DI STERMINARE TUTTE LE API DEL PIANETA La Bayer insieme ad altre corporation come la MONSANTO, produttrici dei pericolosissimi OGM e pesticidi mortali per la specie umana, ha messo da tempo in pratica il progetto di sterminio animale, distruggere la catena alimentare, umana e animale per poi realizzare esseri e animali OGM brevettando tutto il pianeta con un programma di ESTINZIONE PROGRAMMATA.!!!! http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=sSCs-znhQEI LO STERMINIO DELLE API: IL 40% SONO MORTE I Neocotinoidi uccidono anche gli essere umani è stato provato in varie ricerche scientifiche http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=VeiHVa8F8AY L' Italia ovviamente soffre di un forte avvelenamento umano e animale da pesticidi, ma i loro effetti hanno saranno nel medio termine della nostra esistenza, stiamo diventando una Zombie Nation di malati terminali Fonte: http://ilnuovorinascimentoitaliano.blogspot.it/2013/01/bioterrorismo-la-bayer-causa-estinzione.html Chi crede può firmare questa petizione .. https://secure.avaaz.org/it/monsanto_vs_mother_earth_loc/?fp Pubblicato il: 9 Aprile 2013 Sembra incredibile, ma Monsanto e soci ci riprovano. Queste voraci aziende di biotecnologie hanno trovato un modo per conquistare il monopolio sui semi della vita, quelli che ci danno il nostro cibo. Stanno cercando di ottenere brevetti su varietà di verdura e frutta che consumiamo quotidianamente come cocomeri, broccoli e meloni, costringendo i coltivatori a pagare per i semi e con il rischio di essere denunciati se non lo fanno. Possiamo però impedire che si comprino l’intera Madre Natura. E’ vero che aziende come la Monsanto hanno trovato delle scappatoie per aggirare le leggi europee e ottenere il monopolio dei semi normali, ma noi possiamo ancora bloccarle prima che stabiliscano un pericoloso precedente a livello globale. Per farlo abbiamo bisogno che paesi chiave come la Germania, la Francia e l’Olanda (dove il dissenso sta già crescendo) chiedano che si voti per fermare i piani della Monsanto. Già in passato la nostra comunità è riuscita a influenzare la decisione dei governi e possiamo farlo di nuovo. Molti agricoltori e politici si sono già opposti; ma ora dobbiamo aggiungere la spinta di una mobilitazione dal basso e fare pressione su questi paesi per tenere la Monsanto alla larga da quello che mangiamo. Firma ora e condividi con tutti per aiutarci a realizzare la più grande campagna di sempre a difesa del nostro cibo.
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01/01/2000 00:00
MEGLIO LE FONTI ALTERNATIVE E LA FUSIONE FREDDA SCOPERTA DALL'ENEA Incidente nucleare in Ontario Canada, la notizia passa in sordina quasi nascosta dai mezzi di informazione Di Antonio Ricci Il 17 marzo migliaia di litri di acqua radioattiva sono finiti nel lago Ontario, in Canada, a causa di un incidente in un impianto nucleare. Secondo la società che gestisce la centrale atomica, l’Ontario Power, gli effetti per l’ambiente sono «trascurabili» e l’incidente non avrà «implicazioni» per la salute umana. La società, proprietà del governo provinciale dell’Ontario, ha riferito che nel lago sono stati riversati 73mila litri di acqua radioattiva. La centrale nucleare di Pickering, una delle cinque in Canada, è situata a 25 chilometri da Toronto, la città più popolosa del Paese con 2,6 milioni di abitanti. La fuga di materiale radioattivo, provocato da un difetto nella guarnizione della pompa, è stata fermata non appena individuata . «Da un punto di vista normativo, si tratta di un evento a un livello (di pericolosità) molto basso: non c’è alcuna consequenza sulla qualità dell’acqua potabilità», ha detto la società. Anche la Commissione canadese per la sicurezza nucleare ha definito «trascurabile» il rischio per l’ambiente e la salute umana.” Tuttavia, quest’altra fonte, mostra le cose in modo meno rassicurante: http://theintelhub.com/2011/03/17/cover-up-in-canada-radioactive-leak-into-lake-ontario/ Già il titolo è significativo: “cover-up” cioè “copertura”, “tentativo di coprire”. A quanto pare in Ontario non c’è stato nessun terremoto e gli impianti nucleari sono abbastanza recenti! da: antonioriccipv.com
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01/01/2000 00:00
Quando il denaro lotta contro la logica e vince questi sono i risultati. http://megachip.globalist.it/Detail_News_Display?ID=86491&typeb=0&La-VERA-dimensione-del-pericolo-di-Fukushima
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01/01/2000 00:00
Andrea vi ha scritto:
a quanto pare ora la Germania si sta muovendo per vietare il roundup in UE,proprio disinformati quelli contro gli ogm http://www.naturalnews.com/049847_glyphosate_herbicide_monsanto_european_union.html
Qualcosa di comprensibile in italiano?
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