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michy ha scritto:
Innanzitutto tutto non sono un ecologista ma un ingegnere, quindi so cosa scrivo perché l'ho studiato all'università e non cercato su google.
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Io non sono ingegnere perchè ho interrotto gli studi, ma fino a metà strada ci sono arrivato: un po' di esami all'università li ho dati pure io.
Riconosco che, avendo smesso da un bel po', sono alquanto arrugginito, ma sentir parlare di frequenza di una corrente continua (non che una corrente continua non possa avere valori che variano periodicamente, ma in genere la frequenza è un dato riservato alla corrente alternata) o di corrente continua che arriva nelle case mi ha fatto drizzare le orecchie.
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Poi non dimentichiamo che Wikipedia è un enciclopedia libera quindi tutti possono scrivere quello che gli pare...
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Wikipedia è un'enciclopedia libera dove, è vero, tutti possono scrivere, ma allo stesso modo possono anche correggere se qualcun'altro fa affermazioni non veritiere.
nel mio caso particolare non è stata l'unica fonte consultata, ho preferito citarla un po' perchè è nota, un po' perchè la sua esposizione mi pareva più comprensibile.
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Tutto ciò che è attraversato da elettricità produce un campo e.m. quindi anche le lampade a basso consumo.
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Precisazione a mio carico: ho scritto che "anche durante l'accensione di uno strumento che funziona in corrente continua si genera un campo elettromagnetico con conseguente enissione di onde: poichè si passa da una fase di assenza di corrente ad una in cui la corrente c'è, sebbene per un breve lasso di tempo (transitorio) la corrente è variabile, con le conseguenze (elettromagnetiche) del caso.
Poi la situazione si stabilizza e il campo si smorza fino a cessare del tutto." ed ho sbagliato: finito il transitorio, il campo magnetico ed elettrico permangono, ma essendo costanti non producono radiazione.
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Il rendimento di una linea ad alta tensione dipende da moltissime cose e soprattutto dalla sua resistenza (legge di Ohm) e quindi dalla sua lunghezza. Non è assolutamente del 90%!!
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Circa la legge di Ohm sono d'accordo: la resistenza di un conduttore dipende anche dalla sua lunghezza. La già citata pagina di Wikipedia dava un valore di
orientativamente 10%.
Un'altra pagina
http://www.avercellicambieremmo.org/wp-content/uploads/2009/10/I-CONSUMI-ELETRICI-PRESENTAZIONE.pdf
(è un PDF, (e anche piuttosto interessante) andate a pagina 9)
afferma che: "Non dimentichiamo inoltre che circa il 6% dell'energia prodotta è spesa per coprire le perdite della rete.
(fonte dati percentuali: elaborazione dati GSE)"
Una terza pagina
http://www.disat.unimib.it/ita/corso/PDF/Vighi/Ecologia%20App/distribuzione.pdf
(notare unimib: università degli studi di Milano Bicocca)
(è un PDF, andate a pagina 9 e seguenti)
sostiene che: "Fra il 1882 ed il 1886 ... raggiunge un rendimento del 39%. Con l'ultimo tentativo ... un rendimento del 50%. ... Nel 1886 ... rendimento del 70%"
Se si osservano le date, i valori e la tendenza ci si può aspettare che ai giorni nostri il rendimento possa arrivare al 90%
Sono comunque già da allora dati un (bel) po' diversi da
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perdendone il 90% per strada sotto forma di campi elettromagnetici...
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Ma anche l'ultima parte dell'affermazione mi dà da pensare.
Ovviamente il campo e le radiazioni elettromagnetiche devono essere alimentati a spese della corrente elettrica, ma di certo la perdita energetica non è imputabile solamente a questi fattori: sicuramente anche l'effetto joule (produzione di calore) deve essere tenuto in considerazione.
Quale dei due fenomeni sia il più oneroso non ho potuto accertarlo con sicurezza, ma sospetto (sospetto... io ho sempre sentito parlare solo di effetto joule, ma essendo parte in causa...) sia proprio l'effetto joule: ad esempio in questa pagina
http://www.electroportal.net/vis_resource.php?section=ArtCorso&id=12
si afferma:
"La perdita di energia è dovuta alla resistenza ohmica dei conduttori ed al conseguente effetto joule.
L’energia per unità di carica disponibile all’arrivo (tensione) inoltre, in alternata, (è) diversa da quella disponibile dopo la dissipazione, per la parte che l’unità di carica scambia con il campo elettromagnetico."
Ed in un esercizio successivo si è eseguito il calcolo dell'energia dispersa per effetto joule (calore), non di quella dispersa per elttromagnetismo (si è calcolato pure il rendimento, anche qui prossimo all'unità).
Mentre nel già citato
http://www.disat.unimib.it/ita/corso/PDF/Vighi/Ecologia%20App/distribuzione.pdf
(a pagina 14) si sostiene che: "La massima potenza che può essere trasportata da una linea ha un limite nelle perdite che si verificano, dovute all'effetto joule nei conduttori, nella temperatura dei conduttori e nelle variazioni di tensione, ossia nella stabilità di tutto il sistema", evitando di menzionare le dispersioni dovute all'elettromagnetismo.