Scusate se riporto a galla questa discussione, ma essendomi capitata una cosa analoga ero alla ricerca di altri pareri in merito. Ho scelto questa discussione, piuttosto che l'altra più recente, perchè credo che i consigli riportati sopratutto nella prima pagina del tread, e le riflessioni riportate anche dal punto di vista femminile, siano molto più costruttive rispetto a quell'altro divenuto un simpatico scambio di battute.
- Primo: è inutile denigrare questo problema come un non problema, innanzi tutto perchè è chi vive la cosa a sentirne il peso, è giusto sdrammatizzarlo per allentare la tensione sentita da questi, ma denigrare mai, gli si fa pesare ancora di più questa incapacità di controllare un processo fisiologico naturale. E mi viene da dire, alla faccia della tolleranza e dell'apertura mentale. (NB sto parlando di chi non va in spiaggia a cercare di infilare il proprio birillo in un pertugio, o a sollazzarsi alla vista del corpo nudo altrui, SIA CHIARO!)
- Secondo: un'erezione, come detto da molti, è un processo fisiologico che spesso è incontrollabile, soprattutto quando si è più giovani od inesperti, un'erezione involontaria slegata da qualsiasi stimolo sessuale, fisico o psichico durante la fase vigile, diventa il punto focale della mente dell'inesperto. Tutta la sua attenzione è puntata su di essa, si agita, non sapendo cosa fare e il processo va in loop. Mi stupisco che gente navigata come alcuni, non si ricordino del proprio passato. Quindi si, puo' essere incontrollabile, per quanto possa durare qualche minuto.
- Terzo: La questione alla base del problema è che un'erezione è vista da chi è sessualmente maturo, unicamente come un qualcosa che si lega all'atto sessuale e suoi attigui, e da qui nasce tutto il problema sul "cosa penseranno gli altri/che figura ci faccio" e addirittura in "guarda quello che non sa contenersi". Ricordiamoci che le erezioni si hanno fin dalla più tenera età, e nulla c'è di sessuale in un bambino di 2 anni che va in erezione mentre è seduto coi parenti a tavola durante il pranzo e lo esplicita candidamente perchè prova disagio nella costrizione degli indumenti (fatto realmente accaduto e che ha innescato una risata generale [:)])
- Quarto: credo che questa discussione, o una sintesi di essa, possa servire a molti ragazzi e non più tali che entrano in contatto con questa realtà, perchè molti di essi vivono questo disagio e non sanno come comportarsi e come la gente con un minimo di cervello vede questo fenomeno. Ricordiamoci che abbiamo un diverso senso del cosa è giusto e cosa è sbagliato. Siamo o no una realtà discostata dal comune? Per altro di solito sono "morbosamente" ossessionati dall'altrui attrezzatura e non perchè sono dei perversi maniaci sessuali, ma perchè si è alla costante ricerca di conferme nell'adeguatezza del proprio corpo; questo genera anche altri meccanismi slegati dalla pura fisionomica altrui, ed è solo un esempio, un sessuologo potrebbe trovarne molti altri. Personalmente quando avevo qualche hanno di meno mi ritrovavo tra questi, e non scendo nelle motivazioni, ma anche il solo pensiero di ritrovarmi in uno spogliatoio, nudo, con altri uomini nudi, mi creava disagio perchè non sapevo se mi sarebbe andato in erezione o meno alla vista di altri e all'esposizione del mio corpo all'altrui sguardo, cosa poi scemata con le prime visite andrologiche e relativi smanazzamenti imposti dalla visita e conseguente esposizione in sala operatoria con medici ed infermieri che lo sistemavano. Il tutto probabilmente deriva dai contesti in cui si cresce, dove la nudità è bandita dalla normalità.
Dopo questa tiritera, espongo quello che è accaduto a me. Primo giorno in spiaggia nudista, in coppia ed in presenza di altre coppie, mentre mi mettevo la crema protettiva sul glande, quasi sicuramente perchè ho ecceduto nello sfregamento (la crema protettiva stick è si efficace, ma per splamarla ci vuole impegno [:I][:p]) mi è andato in erezione. Quindi nessun pensiero sessuale o cose dette nei post precedenti. Ho solo fatto quello che hanno indicato altri qua, mi sono tranquillizzato/distratto guardando il mare ed ho lasciato che il tutto scemasse. La seconda volta, il giorno successivo, la cosa invece mi ha creato maggior disagio, principalmente perchè ero completalmente inconsapevole di quanto stava accadendo. Mi sono addormentato mentre aspettavo che si asciugasse la crema che avevo spalmato dove il costume non mi ha permesso di abbronzarmi e mentre dormivo sono andato in erezione, tra l'altro non so nemmeno come abbia fatto a svegliarmi, ma tant'è e mi sono girato a pancia sotto. La cosa però mi ha turbato e la domanda è stata "e se non mi fossi svegliato in tempo, che figura ci avrei fatto, magari vicino ad una famiglia con bambini al seguito?", ok è una cosa fisiologica e quasi sicuramente i bambini sarebbero stati magari incuriositi ma non credo turbati, ma gli adulti li attorno? Sono domande probabilmente, e dopo la lettura di questo tread ancor di più, sciocche, ma viviamo in un contesto sociale dove la nudità è bandita e credo sia normale sentirsi in quei contesti come dei sovversivi che sono allarmati dalla possibilità d'essere beccati in flagranza dalle autorità, con tutti i grattacapi che ne deriverebbero. Ovviamente la mia inesperienza, mi ha fatto solo vivere spiagge e contesti che non sono esplicitamente autorizzati e che accentuavano il disagio d'essere li, per quanto siano state esperienze fantastiche e che spero di ripetere a breve, magari in un contesto "protetto" e legalmente riconosciuto.
Come spero di aver fatto notare, alla base di un timore visto esternamente come banale, vi sono molti meccanismi che per chi vive il disagio sono tutt'altro che semplici da smontare. E scusate se sono stato prolisso, ma alcuni interventi mi han irritato non poco e ci tenevo a spiegare la cosa. E ora buoma notte [;)]