Lettera all'Associazione Nazionale Magistrati

ConteMax 02/09/2026 21:37 11.715 Visite
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01/01/2000 00:00
Secondo me, giusto quel che dici, bisognerebbe puntare però più sul fatto che un naturista che quindi (minoranza) già si cerca un posto isolato e di nicchia, è "esposto all'arbitraria opinione di chi interviene". Un pubblico ufficiale di mente aperta può lasciar correre, uno di mente chiusa può sanzionare da 5.000 a 10.000. (e la discriminante può essere anche religiosa, immaginate un vigile musulmano, oggi più che possibile o sessista, interviene un vigile uomo e trova una bionda o interviene un vigile donna e trova me col panzone scommetto il costume che ci saranno reazioni diverse. In caso di ricorso,idem per il giudice. In pratica, stesso giorno, stesso luogo ma forze dell'ordine diverse e giudice diverso, io posso essere colpevole e tu innocente. Le discriminanti sono tantissime e tutte soggettive. Io ho il diritto d'appartenere ad una minoranza (naturisti) e viverla nei limiti della legalità. Non essendo vietato il naturismo, torniamo al discorso iniziale.
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01/01/2000 00:00
siman ha scritto:
Appunto, caro Conte. Se ho capito bene...non essendoci alcun articolo di legge pro e neppure contro il nudismo... ...anzi e per essere più esatti, la parola nudismo non compare proprio nel codice civile e penale, ...io credo che nessun organo giudicante potrebbe rispondere al quesito proprio perché dipende dal soggettivo punto di vista del giudice chiamato a redimere un eventuale ricorso contro un verbale subito. ............. Personalmente io rimango sempre della mia idea di qualche anno fa per "aiutare", ciascuno di noi i deputati che si battono pro nudismo.
Allora, secondo me ci sei vicino ma ancora non abbastanza. La parola "NUDISMO" non dovrebbe nemmeno essere usata come non si usa "slippismo", "tanghismo" " toplessismo". Quello che mi piacerebbe accadesse e che le associazioni richiedessero a gran voce, anche all'europa se necessario, una definizione esatta di nudità in modo che si possa poi vietare o autorizzare. A quel punto possiamo iniziare a richiedere autorizzazioni. Oggi continuiamo a chiedere d'essere autorizzati a fare una cosa che non è vietata. Qualcuno si batte perchè le barche a vela possano navigare in mare? No, perchè non è vietato, quindi non serve una legge che lo autorizzi. E' però chiaramente identificata una barca a vela secondo la normativa (che non basta abbia una vela, esistono anche motorsailers) ed i luoghi in cui non possono navigare a vela come acque interne (lagune) o porti o vicino alla costa. Parchi protetti, zone interdette. Tutto chiarissimo, no? Nessun giudice può decidere se può o non può, deve solo verificare. Allora, che legge dobbiamo chiedere per poter fare una cosa che non è vietata? Io vorrei che un giudice fosse chiamato a verificare se io ero nudo in una zona in cui è vietato stare nudi. Se non è vietato o non ero nudo non sono passibile di condanna. Non deve PIU' essere soggettivo, è anticostituzionale!!! Lede i diritti dell'uomo.
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01/01/2000 00:00
Vivaldi, Mozart, Beethoven ecc..... Sicuramente arte, la vera musica, riconosciuto a livello mondiale, nessuno può affermare il contrario. Ma se ci obbligassero ad ascoltarli? Se tu abitassi a 20 metri da una piazzetta in cui tutti i giorni suonano musica classica? Se dici che non ti piace, sei un intollerante?
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01/01/2000 00:00
CI SIAMO RICASCATI!! Credetemi, con queste mentalità, il nudismo in Italia non attecchirà mai. stiamo discutendo più o meno delle stesse cose, siamo più o meno tutti della stessa idea (a parte qualche "estremista" ndr), ma con sfaccettature differenti che ci fanno credere d'essere in disaccordo. Ecco che torno al mio discorso iniziale: - una legge che dica chiaramente che chiunque può stare nudo ovunque, non ci sarà mai. - una legge che imponga luoghi e modi per stare nudi, spero non venga mai approvata. Sarebbe la fine dello spirito naturista. Togliere l'automatismo nudo/indecente/sanzione sarebbe il primo passo più importante. Oggi si può girare in costume da bagno in città, nessuno lo fa. Città come Venezia, Trieste o altre che non so, hanno vviato con un ordinanza che lo vieta. Semplice, chiaro, fastidioso per nessuno. Abbiamo una cultura, abbiamo usi e costumi tipici della nostra società, rispettiamoli e facciamoli rispettare. Non buttiamoli ai rovi in nome di un nudismo estremista che col naturismo nulla centra. Qualcuno mi dica che senso avrebbe stare nudo nella metropolitana. A te piace nudo, ad altri no. A te piace Vivaldi, ad altri gli AC-DC A te piace il mae, ad atri la montagna A te piace il rumore delle moto, ad altri il silenzio delle bici. E poi ci sono le culture. Io non voglio e non vorò mai entrare in una moschea con le scarpe. Non capisco il motivo di toglierle e annusare in compagnia i miasmi dei piedi, ma lo rispetto. Semplicemente non entro nelle moschee. Regolamentare il nudo in base a luoghi e necessità è più facile di quanto sembri. Già accade con tantissime altre cose. Imporlo per legge....la vedo dura, tanto dura, troppo dura....e inutile tra l'altro.
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01/01/2000 00:00
starless ha scritto:
Non capisco se ConteMax, (..... in quanto associato ......?) non riceva le informazioni sulle attività che tutte le associazioni, più o meno stanno mettendo in campo, sia a livello locale che a livello nazionale. Le azioni ci sono, purtroppo va anche ricordato il peso dell'associazionismo naturista è molto scarso rispetto ad altre "utenze" molto più determinate e compatte.
Quante sono le associazioni esattamente, qualcuno lo sa? E cosa stanno facendo di concreto, a parte una gran confusione con iniziative circoscritte? Io ho lanciato un'idea che probabilmente è una baggianata provocatoria, ma anche una stupidaggine se portata avanti in modo unitario da TUTTI i Naturisti Italiani, un certo riscontro lo dovrebbe avere per forza, no?
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01/01/2000 00:00
siman, hai colto il bersaglio nel centro. Questo è quello che intendevo!!! Mal che vada, abbiamo perso un po' di tempo. Ben che vada, magari qualche politico volenteroso si darà da fare in quanto lede la libertà dell'essere umano (mmmazza che parolone!!) I radicali dovrebbero essere piuttosto sensibili....
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01/01/2000 00:00
dingopino ha scritto:
intanto firmiamo tutti qui? https://www.change.org/p/legalizziamo-il-naturismo perché penso che e lo stato con i organi legislativi che deve fare una legge che protegge il naturismo
Io non sono d'accordo. Io non voglio una legge per legalizzare il naturismo, anche perchè ad oggi non è vietato, quindi non serve. Una legge invece per regolamentarlo non farebbe altro che creare delle "riserve indiane" gestite per lucro e non per logica, rendendo rischiosissimo spogliarsi al di fuori delle stesse. IO VORREI SEMPLICEMENTE CHE IL NUDO NON FOSSE CONTRARIO ALLA PUBBLICA DECENZA.
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01/01/2000 00:00
Se facessero, un bel giorno, una legge che rende il nudismo libero (o non perseguibile penalmente e non multabile) e dovessi poi trovarmi uno che gira nudo in un luogo dove il nudismo c'entra come i cavoli a merenda... sicuramente avrei molta nostalgia di questo attuale periodo.
Non sarebbe difficile, come più volte fatto notare, quello che non è vietato è consentito. Il fumo: esiste una legge che regolarizzi i fumatori ed i luoghi ad esso adibiti? No. Esisste una legge e numerosi regoamenti, regole, delibere che vietano il fumo. sapiao tutti dove è vietato, anche senza bisogno di appositi cartelli. Basterebbe una cosa simile. proviamo un attimo (per assurdo) a fare una legge che dica che chi fuma può stare nudo. [:D] beh.....sarebbe già chiaro. A casa mia si, al bar dello sport no a meno che non ci sia una zona appositamente adibita. In ospedale no, al parco si, a meno che non vi sia un divieto. Molte spiagge stanno diventando smoke free, basta una delibera ed un cartello. Poi dove diventa libera, si può fumare. Ma non buttare le cicche a terra, gesto sanzionato oltre che orribile. Eppure, pensate a meno di 40 anni fa. Si fumava ovunque, al cinema, all'ospedale, in autobus, fino a 15 anni fa si fumava al ristorente e nei centri commerciali. Ecco....fosse stata fatta una legge che dice: "si può fumare solamente nei luoghi adibiti al fumo e ben segnalati. Ogni comune deve predisporre uno spazio dove andare a fumare....ecc...ecc..." A parte il bene per la salute di tutti.... cosa succederebbe? Soldi a palate per chi prende l'esclusiva dei luoghi fumo e vita da tossici per i fumatori. Lo so, la mia è utopia......ma lo era anche il bikini prima, il topless poi, il voto per le donne, i film vietati ai 14 ecc....
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01/01/2000 00:00
A cosa servono le associazioni? A farmi avere il 7% di sconto nei campeggi? Ad avere l'adesivo colorato da attaccare sul camper? A mandarmi una rivistina bimestrale d sfogliare al bagno? No grazie, non mi interessa. Inizino a darsi da fare in alto ed a chiedere chiarezza. Pagherei anche 1.000 euro di tessera se ne trovassi una che si da da fare davvero a livello europeo.
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01/01/2000 00:00
quagliozzi ha scritto:
Andrea vi ha scritto:
perchè svegliare il can che dorme quando le sentenze passate a certe condizioni(quelle della famosa sentenza della cassazione) ci hanno dato ragione al 100%
Per evitare episodi tipo questo: http://messaggeroveneto.gelocal.it/udine/cronaca/2016/06/07/news/nudo-per-farsi-fotografare-multato-con-10-mila-euro-1.13615120
Il consiglio, se venite beccati nudi adesso, è di toccarvi i genitai ed ansimare. E' decisamente più conveniente essere processati per oscenità che per nudità.......[:D] Quindi, viva le spiagge trasgressive, basta con le spiagge per famiglie!!!!![8D][8D]
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01/01/2000 00:00
ionudista ha scritto:
Volevo dire ad arystarko e ConteMax che il problema stando nudi di incorrere in accusa di atti osceni in luogo pubblico (art. 527 ex cp) non c'è. cito testualmente (Cassazione Penale, Sez. III, 16 settembre 2013 (ud. 12 giugno 2013), n. 37823 Presidente Mannino, Relatore Amoresano, P. G. Izzo): Quanto alla distinzione tra la fattispecie di reato di cui all’art. 726 c. p. (“atti contrari alla pubblica decenza”) e quella di cui all’art. 527 c. p. (“atti osceni”) – prosegue la Corte – essa consiste nel fatto che, mentre gli atti osceni offendono, in modo intenso e grave il pudore sessuale, suscitando nell’osservatore sensazioni di disgusto oppure rappresentazioni o desideri erotici, gli atti contrari alla pubblica decenza ledono il normale sentimento di costumatezza, generando fastidio e riprovazione (si veda, tra i precedenti, Cass. pen. sez. III n. 2447 del 14.3.1985).
Mi fa piacere che tu ce lo ricordi, ma già lo sapevamo e non solo, lo sto portando avanti da 6 pagine. Il 726 parla di atti che ledono il comune senso del pudore. Atti=azioni. Il nudo non è un'azione. Camminare nudo è un'azione, orinare in autobus è un'azione, sputare su una vetrina è un'azione. azioni che ledono la comune decenza. Se si riesce a stabilire come nel caso dell'allattare al seno in pubblico o il topless sulle spiagge (sanzionati col 726 fino a qualche anno fa) che il corpo umano nudo non riprovevole se non in determinate situazioni, come qualsiasi cosa, solamente allora si potrà pensare a qualche legge in proposito. Ad oggi, che legge serve? qualcuno me lo dica.
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01/01/2000 00:00
http://www.curiositaeperche.it/wp-content/uploads/2014/06/c-string-uomo.jpg" class="img-fluid rounded mt-2 mb-3 shadow-sm" alt="Immagine utente" /> Immagine utente Sono nudi?
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01/01/2000 00:00
Da "Leggi Oggi. it" Che effetto provoca notare una coppia si bacia in un cinema, o vedere una persona che nel fare un gesto di scongiuro si palpa i genitali? E scorgere un travestito sulla pubblica via? Provoca repulsione vedere una donna “vestita” con un bikini di dimensioni ridottissime farsi fotografare in una pubblica piazza? Stante l’attuale contesto storico e sociale, tali quesiti possono anche provocare un’ilare curiosità, se non un mero sorriso, tuttavia si deve riscontrare come negli anni le condotte sopra menzionate sono state perseguite dalla magistratura ai sensi dell’art. 726 del codice penale, ovvero la contravvenzione che sanziona i c.d. “atti contrari la pubblica decenza”, da non confondersi col più grave reato previsto all’art. 527 c.p., cioè il delitto che punisce gli “atti osceni”. a norma in commento, per la cui applicazione è competente il Giudice di Pace, prevede solo la pena pecuniaria dell’ammenda, da un minimo di € 258,00 ad un importo massimo di € 2.582,00. Al di là di ciò, è necessario comunque comprendere che cosa si intenda per pubblica decenza. Dottrina e giurisprudenza sono ormai conformi nel ritenere che tale concetto indichi le più elementari regole di educazione di convivenza civile1 le quali vanno a formare il comune sentimento di costumatezza, compostezza.2 e pudore. La violazione di tale sentimento comune, diffuso nella maggior parte dei cittadini, provoca un senso di disgusto, disagio, disdegno o disapprovazione.3 Sul punto si evidenzia che ai fini dell’applicabilità dell’art. 726 c.p. si deve certamente considerare la materiale circostanza di tempo, e di luogo, in cui si è verificato il comportamento, tuttavia non è necessario che l’atto sia stato effettivamente notato da qualcuno, risultando sufficiente anche la mera possibilità che possa essere percepito.4 Da tali evenienze risulta chiaro come si debba tener conto anche del contesto storico e sociale in cui è stato posto in essere il comportamento vietato. Ciò che può provocare disgusto in un determinato momento storico – ambientale, può invece essere tollerato e accettato col passare degli anni e col cambiamento del sentimento comune della società. Dottrina e giurisprudenza sono consapevoli di tale mutevolezza e, pertanto, hanno affermato che nel giudicare bisogna tener conto di parametri variabili nel tempo e rinvenibili nell’orientamento dell’uomo medio, in una determinata collettività nazionale5. Sul punto, è da notare come sia stata ammessa la valutazione da parte del Giudice delle mode, delle tendenze o dei mass-media, considerate “specchio del comune sentire e del generale stato di accettazione del mutamento del costume6”. Da quanto sopra richiamato si comprende del perché le condanne di certi comportamenti risultino datate, come la donna in bikini in piazza, (Cass. Pen., Sez. VI, n. 109150 del 1968), o il soggetto maschile, travestito da donna, il cui “imbellettamento, movenza ed acconciatura” è stato ritenuto atto contrario alla pubblica decenza ( Cass. Pen., Sez. VI, n. 110965 del 1969). In particolare caso, invece, è stata messa in moto la macchina della giustizia penale per valutare la punibilità della condotta di un avvocato, di sesso femminile, che si era presentata nell’androne del carcere indossando una succinta minigonna7 (imputata poi assolta). Se le condotte di cui sopra sono ormai accettate al giorno d’oggi, così come il “topless” in una normale spiaggia pubblica8, si deve tuttavia evidenziare la persistenza di un giurisprudenziale zoccolo duro che punisce certe condotte scaturite certamente dalla bassa cultura popolare, dal semplice folclore o ignoranza.Tali sono il toccarsi i genitali come segno di scongiuro, punito sia 45 anni or sono ( Cass. Pen., Sez. III, n.113105/1969) che con la recente decisione della Suprema Corte n. 8389 del 22 gennaio 2008, oppure l’urinare in un luogo pubblico9, salvo casi di particolare tenuità ex art.34D. Lgs. 274/2000 e di necessità impellente. Alla luce di quanto sopra si ritiene, pertanto, che in ipotesi di procedimenti ex art. 726 c.p. sarà necessario, per la corretta applicazione della norma, esaminare e ricostruire la materiale estrinsecazione della condotta posta in essere, cioè tempo (giorno – notte) e luogo (piazza piena di persone – strada isolata), in relazione sopratutto al contesto storico -sociale. E se capita di baciare la persona al cinema… c’è da stare tranquilli: nel 1952 un bacio pudico tra innamorati è passato indenne da responsabilità10.
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01/01/2000 00:00
Si però......chi si depila e chi no????
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01/01/2000 00:00
Conte Max, e Siman, vorrei che anche qui, ci fosse la libertà di fare una sauna nudi, di lavarsi nelle docce delle palestre, di stare in piscina come uno meglio crede, sapendo che il tuo nudo non sarà giudicato male, perché è meglio che avere su un costume che ti fa immaginare cosa c'e sotto.
Che è quello che dico da sempre. Io vorrei che anche qui ci fosse la libertà di fare la sauna nudi ove non esplicitamente vietato. Si, perchè vorrei si che il nudo non rientri nel 726 ma anche che chi non lo vuol vedere sia libero di non vederlo. Vorrei non prendere 10.000 euro di multa domenica perchè l'elicottero della GdF passando sopra alla mia barca scoprisse che son nudo. Leggete bene, non serve che ci sia qualcuno a cui da fastidio. Oggi basta l'essere nudi in un luogo pubblico o visibile al pubblico per essere sanzionabili anche se non ti vede nessuno. E' assolutamente idiota. Io inizierei da qui la lotta.
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