Lettera all'Associazione Nazionale Magistrati

ConteMax 06/07/2016 17:39 11.977 Visite
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23/07/2016 14:24
dingopino ha scritto:
Il nudo dove normalmente si indossa il costume e dove non e espressamente vietato non costituisce reato Tipo cosi?
potrebbe, ma sicuramente esce qualcuno che fa distinguo tra la spiaggia di Forte dei Marmi e quella di "galliegalline", e si torna punto e a capo. La questio delle lunghissime spiagge nominate da Siman? Buone, peccato che per essere così lunghe e solitarie fanno di norma parte di Parchi Nazionali, quindi è già facile che ci sia pure il divieto di ingresso (me lo sono sempre domandato: ma se un parco serve a tutelare una bellezza naturale, poi nessuno può entrarci e vederlo e goderlo, a che serve? Capisco non costruire, urbanizzare, ma nemmeno visitare a piedi, boh?) Alla fine ritorna sempre quello: cambio di mentalità e comportamento (si non diamo sempre la colpa ai tessili, ma anche ai maniaci che hanno chiuso tutte le porte in questo senso) Altre idee?
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23/07/2016 14:26
Volevo dire ad arystarko e ConteMax che il problema stando nudi di incorrere in accusa di atti osceni in luogo pubblico (art. 527 ex cp) non c'è. cito testualmente (Cassazione Penale, Sez. III, 16 settembre 2013 (ud. 12 giugno 2013), n. 37823 Presidente Mannino, Relatore Amoresano, P. G. Izzo): Quanto alla distinzione tra la fattispecie di reato di cui all’art. 726 c. p. (“atti contrari alla pubblica decenza”) e quella di cui all’art. 527 c. p. (“atti osceni”) – prosegue la Corte – essa consiste nel fatto che, mentre gli atti osceni offendono, in modo intenso e grave il pudore sessuale, suscitando nell’osservatore sensazioni di disgusto oppure rappresentazioni o desideri erotici, gli atti contrari alla pubblica decenza ledono il normale sentimento di costumatezza, generando fastidio e riprovazione (si veda, tra i precedenti, Cass. pen. sez. III n. 2447 del 14.3.1985).
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23/07/2016 15:39
ionudista ha scritto:
Volevo dire ad arystarko e ConteMax che il problema stando nudi di incorrere in accusa di atti osceni in luogo pubblico (art. 527 ex cp) non c'è. cito testualmente (Cassazione Penale, Sez. III, 16 settembre 2013 (ud. 12 giugno 2013), n. 37823 Presidente Mannino, Relatore Amoresano, P. G. Izzo): Quanto alla distinzione tra la fattispecie di reato di cui all’art. 726 c. p. (“atti contrari alla pubblica decenza”) e quella di cui all’art. 527 c. p. (“atti osceni”) – prosegue la Corte – essa consiste nel fatto che, mentre gli atti osceni offendono, in modo intenso e grave il pudore sessuale, suscitando nell’osservatore sensazioni di disgusto oppure rappresentazioni o desideri erotici, gli atti contrari alla pubblica decenza ledono il normale sentimento di costumatezza, generando fastidio e riprovazione (si veda, tra i precedenti, Cass. pen. sez. III n. 2447 del 14.3.1985).
Mi fa piacere che tu ce lo ricordi, ma già lo sapevamo e non solo, lo sto portando avanti da 6 pagine. Il 726 parla di atti che ledono il comune senso del pudore. Atti=azioni. Il nudo non è un'azione. Camminare nudo è un'azione, orinare in autobus è un'azione, sputare su una vetrina è un'azione. azioni che ledono la comune decenza. Se si riesce a stabilire come nel caso dell'allattare al seno in pubblico o il topless sulle spiagge (sanzionati col 726 fino a qualche anno fa) che il corpo umano nudo non riprovevole se non in determinate situazioni, come qualsiasi cosa, solamente allora si potrà pensare a qualche legge in proposito. Ad oggi, che legge serve? qualcuno me lo dica.
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23/07/2016 15:40
a_fenice ha scritto:
dingopino ha scritto:
Il nudo dove normalmente si indossa il costume e dove non e espressamente vietato non costituisce reato Tipo cosi?
potrebbe, ma sicuramente esce qualcuno che fa distinguo tra la spiaggia di Forte dei Marmi e quella di "galliegalline", e si torna punto e a capo. La questio delle lunghissime spiagge nominate da Siman? Buone, peccato che per essere così lunghe e solitarie fanno di norma parte di Parchi Nazionali, quindi è già facile che ci sia pure il divieto di ingresso (me lo sono sempre domandato: ma se un parco serve a tutelare una bellezza naturale, poi nessuno può entrarci e vederlo e goderlo, a che serve? Capisco non costruire, urbanizzare, ma nemmeno visitare a piedi, boh?) Alla fine ritorna sempre quello: cambio di mentalità e comportamento (si non diamo sempre la colpa ai tessili, ma anche ai maniaci che hanno chiuso tutte le porte in questo senso) Altre idee?
Oin alternativa Legge 10000: Il nudismo non e perseguibile con la ex legge 726 e 527 punto
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23/07/2016 16:24
@ conte. Anche Laghi insiste con questa cosa degli "atti" e dello "stato". Ciò che conta non è se ti muovi, ma ciò che sei. Ti faccio un esempio per ragionare, utilizzando quanto detto finora. Se mi metto nudo e mi paralizzo in piazza S. Marco sono nudo in stato o nudo in atto? Quindi se entro in un museo, e mi faccio calare la tunica che mi copre e guardo un quadro nudo, evito il divieto/disagio/non conformità del mio stato, quindi posso farlo? O conta semplicemente che sto a palle al vento? @ dingopino. Faccio l'avvocato del diavolo. Cos'è il nudismo? O il naturismo? Essere nudi e basta, o con tutta una serie di parametri? Se sto nudo e basta, se sto nudo e spippolo, se sto nudo e guardo? Chi misura cosa? Della serie, noi sappiamo, o meglio, abbiamo i nostri significati. Non sono identici per altri, a cominciare dal mondo nudista. Se viaggio nudo in auto, per me sono solo nudo, per altri nudisti, già nelle nostre fila, sono un esibizionista (a chi poi mi sto esibendo ancora devono dirmelo), per un legislatore, come determina dove finisce uno e comincia l'altro? Se mi pongo in situazione di essere ammirato nelle vie cittadine oppure se sono in autostrada? Già ci sono state sentenze in passato per determinare se un nudo casalingo era exibit o meno. Credo che al di là della vecchia barzelletta, poco si possa fare. La barzelletta? I carabinieri arrivano chiamati da una vecchietta che strilla che il vicino gira nudo nel suo cortile (di lui) Loro arrivano e entrano nel giardino della donna, completamente recintato da un muro di tre metri "Signora, dov'è questo nudista? Noi non lo vediamo!" "Salire sul l'albero e guardate al di là del muro e lo vedrete" Forse questa è la morale (legale) di tutta la storia. C'è nudo e nudo pur essendo lo stesso nudo, ciò che cambia è il muro in mezzo, ed è quello che può cambiarne il significato. Oppure guardiamo il peccato, piuttosto che la morale. Il peccato della donna che non si fa i cacchi suoi, e arriva a salire sull'altro pur di cogliere il tranquillo nudista. Mi ricordo di un caso, nudista in casa, finestre senza tende. La sentenza fu semplice: il giudice domandò se veniva visto mentre girava per casa o perché stava fisso alla finestra per farsi vedere nudo. È il pericolo della discriminazione è questo. Magari stavi alla finestra per fumarti una sigaretta, ma c'è chi ha l'occhio cattivo e vede invece un esibirsi. Domanda. E se chi vede vedesse solo un corpo nudo e si facesse l'11^comandento? Il problema sarebbe risolto prima di essere posto
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23/07/2016 17:55
Lo dicevo sul serio se il semplice nudo non basta perevocare il 627 e questo viene stabilito in una nota ministeriale sarebbe giasufficente
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maro58
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23/07/2016 19:31
[:38] Nota ministeriale ???? [:204] E' vero ma piccolo particolare dingopino, siamo in italia !! Paese degli azzeccagarbugli di manzoniana memoria dove le leggi semplici non sono mai approvate ! Per definire la tematica occorrono quantomeno 2 o 3 Decreti Leggi con altrettante modifiche in sede di converione in Legge e quindi almeno una ventina, sia per il decreto che per la conversione, circolari ministeriali per chiarire come interpretare ed applicare i vari commi degli articoli.... [:211]
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23/07/2016 20:44
a_fenice ha scritto: La questione delle lunghissime spiagge nominate da Siman? Buone, peccato che per essere così lunghe e solitarie fanno di norma parte di Parchi Nazionali, quindi è già facile che ci sia pure il divieto di ingresso
ALT, RAGAZZI!!!!!!! Chiariamoci tutti perché non ci sto capendo più nulla. Io credo a tutto ciò che chiunque afferma su status quo in altre realtà estere e nostrane. Non ho motivo di dubitare delle loro parole e infatti non lo faccio. Quagliozzi (o qualcun altro forse, ma appena leggerà ci dirà se è stato lui) affermava in un altro tread che una bellissima spiaggia è piena di cicche, cartacce, bottiglie di vetro rotte e plastica a volontà... ...adducendo come spiegazione che faceva parte di un piccolo comune come abitanti (e perciò con poche risorse economiche per affrontare pulizie di arenili) e che è terzo in Sardegna, come superficie comunale (quasi tutta di costa marina). Ora, pur non essendo sicuramente un discendente di Einstein, trovo strano che quella spiaggia possa essere parte di una riserva naturale visto che non solo è frequentata ma anche (non me ne voglia Quagliozzi o chi per esso) anche mal frequentata. Poi mi si dice che in Spagna si che intendono il nudismo in modo moderno e libertario e poi leggo il tread di Cri... http://www.inudisti.it/forum/topic.asp?TOPIC_ID=16155 ...dove, nel suo giustissimo sfogo, narra di una spiaggia a Fuerteventura (Spagna! Non Afghanistan) che nei suoi 3 chilometri di lunghezza, puoi fare nudismo solo in 100mt. Ci vogliamo mettere d'accordo?
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23/07/2016 21:28
è semplice mettersi daccordo, se non ti fosse sfuggito il mio "di norma". Prendere singoli situazioni e posti e generalizzarli, non ve bene ne per chi dice "tutta la Spagna è nudista" (non l'ho letto da nessuna parte, ma ammettiamo ci sia scritto), ne per chi dice "son tutti posti piccoli anche all'estero". Ci sono luoghi e situazioni diverse in ogni dove. Cri stessa ha scritto che di solito va altrove, cioè una spiaggia non specificatamente autorizzata, ma dove nessuno rompe, solo che c'erano delle gare, ed è andata altrove, solo che è successo xyz. Quagliozzi parla di una spiaggia abbandonata, ma nessuno ha detto che non ci siano posti non organizzati, liberi, ma non usufruibili. Più o meno dal Lazio/marche in giù, la maggior parte delle spiagge è poco attrezzata, e più che altro lo è in ambito cittadino (vicino alle città). Il resto o è abbandonato o è parco. Torre guaceto, per dirne una. Quello che intendevo io, rispondendo alla tua domanda, è che per avere turismo occorre un dualismo "campeggio+spiaggia". Per attirare uno straniero, che ama tra parentisi venire in Italia per il clima, per la bellezza dei luoghi incontaminati, per il cibo, occorre un campeggio, ma non può essere solo quello, dato che non vengono a chiudersi in un recinto per le vacanze (es, Al Classe ci sono solo 100 x 100 mt di campeggio, un buco insomma). Vogliono anche andare al mare, in spiaggia, e starci nudi. Al contrario solo una spiaggia e piccola, senza struttura ricettiva, costringe la gente a fare chilometri poi per raggiungerla, e ciò non stimola. Naturist Park del Gargano è stupendo, ma sta a 20 minuti d'auto dal mare. Non proprio una vacanza nudista semplice. Al Mort, visto mai che ci facessero un campeggio, ci sono più o meno 40 minuti a piedi da fare. Alle Morge, il campeggio più vicino è a tre chilometri. Al Troncone, il campeggio sovrasta la spiaggia, ma non è nudista. Quello che intendo, se non hai capito, è che necessita un dualismo per avere la perfezione, tipo Cap per intendrci. Esci dall'appartamento, camper, tenda, 4 passi e sei in spiaggia. Purtroppo le spiagge più belle e isolate dell'Italia sono immerse nei parchi, e se alcune puoi starci, ma fuori norma (Dante ad esempio), in altre hai proprio un divieto specifico (Torre Guaceto). Se te fosti un imprenditore, dove faresti il tuo campeggio? Non lo vorresti sopra una spiaggia senza problemi, e sufficentemente grande? Chi va nudo a Cap D'Ail, non viene in albergo da te, giusto?
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23/07/2016 22:28
Ovviamente il mio precedente post non voleva essere critico verso le tue parole. Ho solo "capito" leggendo qui e in vari post, che spiagge senza ancora alcun stabilimento balneare esistono e sono abbastanza grandi (Cap d'Agde alla fin fine è lunga 3 km, non certo come certe spiagge francesi in Linguadoca verso la Spagna o quelle atlantiche). Certo, Cap è pur sempre una piccola città dove provare l'ebbrezza di girare nudi in ogni dove ma ha anche...come dire?... certi aspetti che molti nudisti....ehm...aborrono. E dato che è nata nudista e basta e poi, negli anni è diventata "anche" nudista...un motivo ci sarà bene non credi? E se un motivo c'è, suppongo che sia esclusivamente economico. Però, seguendo un ragionamento tutto mio personale, riflettevo: se ci sono in Italia spiagge lunghe e non frequentate, perché mai nessuno ha mai pensato di farci un campeggio addossato alla spiaggia? In Corsica i villaggi di Punta Chiappa e Bagheera, per esempio, non sono propriamente confinanti con alcun paesino o cittadina. Se funzionano in Corsica perché non dovrebbero funzionare anche in Sardegna o in Italia in generale? Visto, tra l'altro, che leggi nudiste o no esistono strutture nudonaturiste sul territorio nazionale?
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23/07/2016 23:13
Appunto perché quando un terreno è dichiarato parco, non puoi farci nulla, né campeggio, ne cessi (Dante), ne spesso c'è possibilità di accesso nemmeno a piedi, e se ci ammazzi una zanzare deturpi l'ambiente e ti arrestano più facilmente che se hai fatto una rapina in banca. Quando non è parco… va analizzato punto per punto. Vidi anni fa un posto in Calabria perfetto. Venni a sapere che la Famiglia locale non voleva estranei, preferendo tenere la gente sotto scacco e farla lavorare solo con la forestale per i ripopolamenti mirati (incendi dolosi appositi) e a dimostrazione c'erano ancora le rovine di una "tentata" pizzeria di un milanese. Altri sono così fuori dal mondo e arcaici, che non offrirebbero nulla di interessante lì vicino. Oltre ovviamente a non volere nudisti. Di situazioni ce ne sono mille diverse, di cui sicuramente la prima è l'opposizione alla gente nuda. Bene due persone sporadiche da combattere volta per volta, diverso è marchiare il paese come pervertito perché accoglie nudisti (ricordi le opposizioni di quel partito paraLega di Garda contro i raduni a Gardacqua?) Basta vedere gli esempi di Brussa, Vizzola, e tutti noi ne conosciamo almeno uno che ha avuto questi problemi. Altro aspetto non indifferente è l'approccio economico sbagliato di alcuni investitori. Il nudista è minimalista, si potrebbe quasi dire "genovese" (prendilo scherzosamente). Non vuole spendere molto, anche perché ha poco a poca distanza. Il guadagno deve essere calcolato sulla massa e sul periodo. Un campeggio tessile lavora da giugno a agosto. Uno nudista organizzato lavora da marzo a ottobre e anche oltre. Di norma vogliono applicare prezzi assurdi, che allontanano la gente o sono solo per pochi danarosi. Chiedere meno, il giusto, realizza più presenze, e per più del doppio dei mesi. Non si fa la stagione con un campeggio nudista, si fa mezzo anno, è solo se il posto è freddo d'inverno. Se no fai anche quasi tutto l'anno. Nei mesi centrali gli italiani, negli altri gli stranieri, che non hanno paura delle basse (per noi) temperature. Ma questo discorso non è facile per farlo capire. Quando si parla di turismo nudista, è solo questo su chi bisognerebbe fare conto. Cosa succede invece? Aprono il campeggio, chiedono tariffe da grand hotel, rimangono vuoti, e dicono che il turismo nudista non esiste. Per forza, ciò è naturale, e non ci vuole una scienza a capirlo. Riesci te a spiegarlo a loro?
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Nudomark
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24/07/2016 02:31
Faccio sommessamente notare che gli olandesi amano i nostri piccoli campeggi naturisti e odiano quelli enormi e superorganizzati francesi. Se avessi qualche soldo...investirei subito in una struttura in Italia, in qualsiasi posto. La riempirei sempre, con ospitalità e sole, quello che i "nordici" desiderano più di ogni altra cosa. Chiaro che se poi ci fosse anche il mare fuori dal campeggio tutto sarebbe più bello e facile. Ma ci arriviamo, poco alla volta, non quest'anno ma a breve, fidatevi.[;)]
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24/07/2016 06:36
La situazione ideale per un villaggio naturista, anche grande, è a Gela, in Sicilia, dove ci sono 6 km di spiaggia naturista autorizzata, senza alcun vincolo ambientale. E l'amministrazione è favorevole allo sviluppo di questo tipo di turismo.
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24/07/2016 06:57
Nudomark ha scritto:
Faccio sommessamente notare che gli olandesi amano i nostri piccoli campeggi naturisti e odiano quelli enormi e superorganizzati francesi. Se avessi qualche soldo...investirei subito in una struttura in Italia, in qualsiasi posto. La riempirei sempre, con ospitalità e sole, quello che i "nordici" desiderano più di ogni altra cosa. Chiaro che se poi ci fosse anche il mare fuori dal campeggio tutto sarebbe più bello e facile. Ma ci arriviamo, poco alla volta, non quest'anno ma a breve, fidatevi.[;)]
Vero per alcuni, soprattutto in età, che amano ronfare stesi su una sdraio, in posti senza bimbi, senza musica, e pure senza mare (vedi ca le scope), ma non per tutti, altrimenti ci sarebbe già il "tutto esaurito" che gli investitori cercano. Di sicuro l'offerta turistica dev'essere differenziata, onde poter attirare ogni tipologia, ma la massa vera ama posti che hanno un bel mix di tutto: tranquillità ma anche casino (musica, animazione) , spiaggia da passeggiare, birra buona, giovani e anziani, sole, arte, città storiche, ma la cosa più forte è il prezzo economico, giusto. Basta vedere come sono i posti che attraggono maggiormente. Però c'è una certezza: l'Italia potrebbe offrire tutto ciò, in tutte le varianti, e poter attirare con poco sforzo ogni tipologia che si smisterebbe da sola nelle diverse opzioni. Potrebbe offrire posti tipo Ibiza, così come posti tipo "dimenticati da dio", selvaggi al massimo. Dipende solo da … avere mentalità sveglie e soprattutto moderne, senza tanti paletti del cacchio.
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24/07/2016 07:09
Ma soprattutto, se partissero robe così, in massa (altra utopia), il nudismo e il suo riconoscimento pubblico si sdoganerebbe da solo senza norme particolari, e diventerebbe così comune, che dei nudi "extraterritoriali", da barca come dice contemax, sarebbe così normale che cesserebbero denunce e quant'altro.
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