Trekking naturista

giannige 17/07/2011 23:39 44.502 Visite
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Herve.da.Nizza
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23/12/2012 00:20
BUON GIORNO a tutti , Questa domenica 23 dicembre 2012 è previsto di andare sulla spiaggia Naturista " du LIOUQUET " tra le città di TOLONE e MARSIGLIA con temperature di 17° , senza vento e col sole . E poi dalle 15 alle 17 è previsto di andare in una piscina Naturista . Una giornata Naturista al 100% . Per esempio , oggi domenica 23 , le temperature sulla costa Atlantica , regione AQUITAINE = 20° almeno Ho chiesto per l ' escursione " des Concluses " ma per 2013 , non è previsto niente .....
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24/12/2012 21:18
Herve.da.Nizza ha scritto: Ho chiesto per l ' escursione " des Concluses " ma per 2013 , non è previsto niente .....
Peccato, mi sarebbe piaciuto visitare quei luoghi,comunque penso (e spero) di partecipare ad altre escursioni in Francia Grazie Herve e Buon Natale
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19/01/2013 08:38
Rispondo qui ad un post inserito in un altro topic ( http://www.inudisti.it/forum/topic.asp?TOPIC_ID=6595), dove appariva un po’ O.T.
siman ha scritto:
O.T. L'unica cosa in cui siamo (e saremo) sempre in disaccordo, caro Max, è la concezione di nudista. Per me un nudista è tale nel momento in cui sta nudo e perciò chi pratica quando può, fosse anche solamente un paio d'ore all'anno, è nudista a tutti gli effetti. Anzi, ma sempre secondo me, riguardo a chi sta nudo durante attività che sono solite essere tessili (penso al trekking per via degli imprescindibili scarponi) pur rispettando le varie opinioni, non le condivido.
Scusa Siman se ti rispondo in ritardo (me ne stavo dimenticando), e in un altro topic (quello in cui l’hai postato era un po’ troppo O.T.). In merito al trekking naturista, gli scarponi di cui non si può fare a meno, non sono un elemento che ne riducono la nudità, in quanto non sono un indumento, ma un attrezzo (in termini lavorativi si chiamerebbero d.p.i. = dispositivi di protezione individuale), come lo sarebbero corde e moschettoni per uno scalatore. Certo l’ideale sarebbe poter camminare nudi, scalzi, senza niente in mano… ma non tutte le situazione lo permettono, specie se si vogliono fare diversi chilometri. Quanto alle “attività che sono solite essere tessili”, lo sono per i tessili. Un nudista è nudo quando può, quindi anche se fa attività che gli altri fanno vestiti, il nudista le fa nudo. Io in casa sono quasi sempre nudo, faccio le mie faccende nudo, do il bianco nudo, ecc. L’unica cosa che mi frena dalla nudità è l’ipotesi che questa nudità possa dare fastidio a qualcuno. Però considerato che nelle vare mie esperienze di trekking naturista, nei vari incontri che ho avuto, ho riscontrato che l’ipotesi di dare fastidio è molto remota: in una decina di incontri, solo una volta mi è successo di incontrare delle persone che si sono dimostrate contrariate, ma non hanno neanche avuto il coraggio di esternare le loro idee e motivazioni. Quindi rinunciare ad una libertà solo perché a un 10% di persone può dare fastidio, mi sembra assurdo: se a qualcuno da fastidio me lo dirà e io mi adeguo. Un po’ come succede col fumo: se a qualcuno dà fastidio, basta dirlo, e allora si cerca di evitare, ma senza imporre le proprie idee agli altri. Per altro, il trekking naturista ha anche l’importante funzione di far capire alla gente che la nudità non è un mostro, che se esercitata in modo pulito, senza valenze sessuali, non fa male a nessuno, non è antieducativa, ma anzi abitua ad accettare il corpo umano (nostro e altrui, anche dell’altro sesso) con naturalezza, senza turbe o traumi, senza fantasticherie e morbosità, addirittura meglio di molti modi di vestire.
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19/01/2013 12:21
Rimaniamo sulle nostre idee. Per me nudismo è praticarlo dove si può e, sempre per me, la lotta pro-nudismo dovrebbe essere fatta per gradi: prima in zone consentite e obbligatorie da istituire da ogni regione e poi, ma solo poi, eventualmente, allargare tale libertà. Sperare o pretendere che lo stato italiano il quale, finora (e siamo nel 2013!!!!), non solo è contrario al nudismo ma che in tale pratica riesce addirittura a vedere il reato di atti osceni in luogo pubblico, possa accettare la nudità ovunque (spiaggie, fiumi, laghi, parchi cittadini, sentieri in montagna ecc) non solo è utopia ma è controproducente alla possibilità che possa essere accettato almeno in aree circoscritte.
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20/01/2013 08:48
Sì, Siman. Indubbiamente abbiamo due prospettive nettamente diverse, anche se entrambi rispettabili. Però la mia risposta era basata su quello che hai detto: «Anzi, ma sempre secondo me, riguardo a chi sta nudo durante attività che sono solite essere tessili (penso al trekking per via degli imprescindibili scarponi) pur rispettando le varie opinioni, non le condivido.» Mi sembrava di recepire due concetti, che mi trovano nettamente contrario: - le “attività che sono solite essere tessili” dovrebbero essere fatte da vestite anche dai nudisti; - gli “imprescindibili scarponi” sono fuori tema rispetto al nudismo, perché capi di abbigliamento, quindi non si è completamente nudi. Io avevo risposto in merito a questo significato che avevo dato alle tue frasi. Se non era quello il senso, ti chiedo scusa
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20/01/2013 11:33
siman ha scritto:
Rimaniamo sulle nostre idee. Per me nudismo è praticarlo dove si può e, sempre per me, la lotta pro-nudismo dovrebbe essere fatta per gradi: prima in zone consentite e obbligatorie da istituire da ogni regione e poi, ma solo poi, eventualmente, allargare tale libertà. Sperare o pretendere che lo stato italiano il quale, finora (e siamo nel 2013!!!!), non solo è contrario al nudismo ma che in tale pratica riesce addirittura a vedere il reato di atti osceni in luogo pubblico, possa accettare la nudità ovunque (spiaggie, fiumi, laghi, parchi cittadini, sentieri in montagna ecc) non solo è utopia ma è controproducente alla possibilità che possa essere accettato almeno in aree circoscritte.
Caro Siman, questa discussione vecchia di oltre 40 anni. Già allora c'era chi sosteneva le aree circoscritte e autorizzate e chi sosteneva il diritto alla nudità fuori da ogni "recinto". I primi hanno fondato prima "Le Betulle" e poi gli altri (pochi purtroppo)resort naturisti italiani. I secondi hanno dato luogo l Sabbione al Ponte della Becca e poi a tutti gli altri luoghi dove storicamente il nudismo è tollerato. Le due realtà convivono l'una a fianco all'altra da oltre 40 anni ma, né l'una né l'altra esisterebbero senza quei primi "pionieri". Tu temi la pratica del nudismo non regolamentata sia controproducente e auspichi la creazione di "zone consentite e obbligatorie da istituire da ogni regione". Magari!!!!! Io temo che queste zone non vedranno mi la luce senza a pressione del nudismo/naturismo praticato in libertà. Il legislatore quasi mai precorre i tempi. Solitamente si limita a regolamentare fenomeni sociali che già esistono e sono diffusi tra la popolazione.
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20/01/2013 15:32
Hai postato una gran bella disanima; sicuramente non pretendo di aver ragione ed il mio post voleva unicamente spiegare le mie opinioni a Gianni ge. Io e lui, come succede tra molti nudisti, abbiamo idee e speranze diverse pur essendo comunque nudisti. L'unica cosa certa è che, quando ci sarà nudismo tollerato, se proprio non libero, che sia in un modo o in un altro è sicurissimo che ne saremo felici entrambi.
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22/01/2013 23:17
siman ha scritto:
... L'unica cosa certa è che, quando ci sarà nudismo tollerato, se proprio non libero, che sia in un modo o in un altro è sicurissimo che ne saremo felici entrambi.
Come ha scritto Alberto "il legislatore quasi mai precorre i tempi. Solitamente si limita a regolamentare fenomeni sociali che già esistono e sono diffusi tra la popolazione" quindi se nessuno si espone e osa fare un passo in più non ci sarà un nudismo né tollerato né tanto meno libero. Che qualcuno voglia creare "zone consentite e obbligatorie in ogni regione" per me è più utopia ancora che cercare di far accettare informalmente il nudismo alla maggioranza della popolazione (a parte che personalmente ne sarei felice come gli indiani d'America erano felici delle loro riserve).
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22/01/2013 23:44
naturik ha scritto:
siman ha scritto:
... L'unica cosa certa è che, quando ci sarà nudismo tollerato, se proprio non libero, che sia in un modo o in un altro è sicurissimo che ne saremo felici entrambi.
Come ha scritto Alberto "il legislatore quasi mai precorre i tempi. Solitamente si limita a regolamentare fenomeni sociali che già esistono e sono diffusi tra la popolazione" quindi se nessuno si espone e osa fare un passo in più non ci sarà un nudismo né tollerato né tanto meno libero. Che qualcuno voglia creare "zone consentite e obbligatorie in ogni regione" per me è più utopia ancora che cercare di far accettare informalmente il nudismo alla maggioranza della popolazione (a parte che personalmente ne sarei felice come gli indiani d'America erano felici delle loro riserve).
Benvenuto tra i pionieri del 21° secolo. Un omaggio a chi ci ha preceduti nel 20°
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elo
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23/01/2013 08:30
Purtroppo fino a quando il nudismo non sarà considerato uno "stato normale" e non, nella migliore delle accezioni, una stravaganza i luoghi dove è consentito, campeggi o altro, saranno delle "riserve indiane". Del resto questa era la sensazione che vivevo quando, negli anni '80 ho iniziato la mia esperienza nudista. Oggi la situazione è leggermente cambiata e le due concezioni del nudismo, quella libera e quella più legata a luoghi ad esso deputati, possono convivere benissimo ed anzi integrarsi vicendevolmente nell'interesse della crescita del movimento nudista. In fondo sono due aspetti, sensibilità diverse dello stesso fenomeno. Ciò detto sarebbe ora che gli indiani uscissero dalle "riserve" e si prendessero la loro storica rivincita sui "visi pallidi". Una piccola precisazione: quando, oramai diversi lustri oro sono, giocavo a indiani e "covboi", regolarmente facevo vincere gli indiani...sarà stato un caso o sarà perchè sono sempre stato dalla parte dei perdenti? W CAVALLO PAZZO.
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23/01/2013 15:23
Concordo sonstanzialmente con le considerazioni di Elo, tranne su di un punto: siamo noi i "vincenti" nei confronti dei tessili, solo che loro non lo sanno [:D]. Sono i tessili a essere prigionieri delle convenzioni sociali, della vergogna (ho detto vergogna e non pudore perchè anche un naturista può essere "pudico"), del guardare di una persona il vestito e non gli occhi. Noi siamo liberi, in questo mi sento "vincente".[:D][;)]
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23/01/2013 17:37
elo ha scritto:
Purtroppo fino a quando il nudismo non sarà considerato uno "stato normale" e non, nella migliore delle accezioni, una stravaganza i luoghi dove è consentito, campeggi o altro, saranno delle "riserve indiane". Del resto questa era la sensazione che vivevo quando, negli anni '80 ho iniziato la mia esperienza nudista. Oggi la situazione è leggermente cambiata e le due concezioni del nudismo, quella libera e quella più legata a luoghi ad esso deputati, possono convivere benissimo ed anzi integrarsi vicendevolmente nell'interesse della crescita del movimento nudista. In fondo sono due aspetti, sensibilità diverse dello stesso fenomeno. Ciò detto sarebbe ora che gli indiani uscissero dalle "riserve" e si prendessero la loro storica rivincita sui "visi pallidi". Una piccola precisazione: quando, oramai diversi lustri oro sono, giocavo a indiani e "covboi", regolarmente facevo vincere gli indiani...sarà stato un caso o sarà perchè sono sempre stato dalla parte dei perdenti? W CAVALLO PAZZO.
Haug, me Kocis[:)]
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elo
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23/01/2013 20:47
Il mio essere dalla parte dei perdenti non significava che i nudisti lo siano, volevo solo dire che per me gli indiani erano i veri eroi nonostante tutto VINCENTI. In effetti e ie scelte esistenziali mi hanno sempre messo dalla parte delle minoanze
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23/01/2013 22:58
elo ha scritto:
Il mio essere dalla parte dei perdenti non significava che i nudisti lo siano, volevo solo dire che per me gli indiani erano i veri eroi nonostante tutto VINCENTI. In effetti e ie scelte esistenziali mi hanno sempre messo dalla parte delle minoanze
Che siamo una minoranza è indubbio (anche se, proponendo la "perversa" pratica del nudismo a 4-5 persone non ho avuto risposte shockate e, anzi, una signora è venuta con noi al Ponte della Becca) ma che essere minoranza significhi rinunciare o prenderla nel c.... NO, ALLORA NON CI STO. Io sono abituato a girare per monti in assoluta libertà: scialpinista dal 1973, ultimamente spesso nudo nelle mie gite in montagna, anche d'inverno. Quando ho salito il M. Bianco nessuna delle 3 volte mi hanno chiesto se volevo passare di li o di la, se volevo usare la giacca a vento o se preferivo prendere freddo, se mangiavo pane e pancetta o barrette Enervit. Perché la stessa libertà non devo averla nel decidere se al Ticino ci vado nudo o costumato? Allora io penso: Testimoniamo il nostro essere. Qualcuno seguirà, qualcun'altro ci criticherà. Prima o poi se noi testimoni e pionieri saremo abbastanza, se ne accorgeranno anche i legislatori.
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24/01/2013 00:03
Scusate il mio ragionamento strano. Ho paragonato il nudismo al fumare, e provo a spiegarmi. Ci sono fumatori e non fumatori, ma non solo: tra i non fumatori ci sono persone a cui non frega niente se tu fumi o no, e ci sono persone a cui da fastidio il fumo. Ebbene, queste (tra cui io) sono un’estrema minoranza. Per il nudismo è qualcosa del genere: ci sono nudisti e non nudisti (alias tessili). I nudisti sono una minoranza, è indubbio, ma tra i tessili ci sono quelli a cui non frega niente se uno si spoglia, e qualcuno a cui la cosa dà fastidio. Ebbene, anche queste sono un’estrema minoranza. Dunque faccio questo ragionamento: se per strada incontrare qualcuno che fuma mi dà fastidio, non posso pretendere che nessuno fumi perché la cosa potrebbe dare fastidio ad una minoranza come me; allo stesso modo se a qualcuno può dare fastidio vedere una nudità, quello non può pretendere che nessuno possa essere nudo, nella lontana ipotesi di essere visto da quelle poche persone a cui dà fastidio. È un discorso sballato il mio? Potrebbe essere usato come difesa in caso fossimo redarguiti da qualcuno per la nostra nudità fuori dalle “riserve indiane”?
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