Oggi finalmente sono riuscito a fare vero trekking naturista (da solo purtroppo) e non limitato a quel km o 2, e non su percorsi nascosti, ma pubblici. Ho fatto il tratto dal Colle del Giovo (vicino a Sassello – SV) al M. Beigua (1287 m.) e ritorno.
Una breve cronistoria.
Lasciata la macchina al parcheggio del passo, ho fatto il primo tratto (1 – 1,5 km) di strada sterrata carrabile (tessile perché c’erano case), fino all’imbocco del sentiero. Il sentiero è l’AVML (AltaVia Monti Liguri) Contrassegnato FIE con due pallini blu, e percorre tutto lo spartiacque appenninico, dalla Francia alla Toscana. Appena imboccato il sentiero, mi metto in libertà e arrivo senza problemi fino in cima. Ho con me a portata di mano un pareo, per coprirmi all’evenienza di qualche incontro. Non incontro nessuno fino a che mancano poche centinaia di metri alla vetta, quando all'improvvisomi sbuca di corsa un ragazzo (un giovane, non ho recepito bene l’età), tanto che non ho fatto in tempo a chiedere se la mia nudità desse fastidio (mi ero proposto infatti di fare qualche piccola intervista a chi incontravo, tanto per sondare il terreno a livello mentalità e opinioni sul naturismo e sul nudo in pubblico), ma mi pare che andasse di fretta, e al mio scusa, mi ha risposto “tutto ok” o qualcosa del genere. Poco dopo trovo un prato con un paio di tende, sedie e tavolini, barbecue e roba stesa, e mentre osservo la situazione, sento il rumore di una macchina e capisco che sono ormai alla strada, dove so che c’è bar-ristorante-albergo, parcheggio, punti panoramici, trasmettitori, cappelletta… insomma, ho capito che il naturismo lì non era opportuno. Mi metto i calzoncini e già che ci sono arrivo fino alla cappelletta. Il tempo di studiare una cartina esposta e valutare la strada del ritorno. Superate le tende mi rimetto subito in divisa naturista. Rifaccio la stessa strada dell’andata, con la deviazione verso nord per cercare di arrivare al M. Ermetta (1267), che non c’ero mai stato. Dopo un po’ di giri su e giù per il sentiero laterale cerco di trovare l’imbocco della salita, ma invano: ci rinuncio e comincio la strada de ritorno. Trovo un prato a 20 m dal sentiero con pietre a gradoni, adatti per mangiare. Lì mi metto in completa libertà per un’oretta, e senza né sandali, né zaino, in quella che chiamo “divisa da doccia”, cammino un po’ per quel prato, assaporando la vera libertà del naturismo. Quand’è l’ora riprendo la discesa. Anche lì nessun problema, a parte il fatto che ad un certo punto incrocio 4 cavalli, con tre uomini e una donna, che risalivano. Cerco di tirar fuori velocemente i pareo, ma mi si incastra nella tasca, e non riesco a tirarlo fuori prima che i cavalli mi raggiungono. A questo punto non tento neanche più di coprirmi, chiedo scusa e se la cosa da fastidio, ma loro mi rispondono che non c’è problema (uno di loro mi ha chiesto se volevo che mi prestasse un paio di calzoncini che aveva con sé). Comunque alla fine tutto ok. Dopo una mezzoretta arrivo allo sterrato carrabile, e poi alla macchina. In definitiva: 7 ore nudo, e senza dovermi nascondere. Quello che cercavo! E quello che cercavo è anche riuscire a dimostrare che questo è possibile e che non traumatizza nessuno. L’unico lato negativo è il fatto di farlo da soli: in gruppo si ha più coraggio e si rischia meno.
Inserisco un po' di foto (chiedo scusa della qualità ma ho dovute farle in autoscatto)

Ciao a tutti