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| siman ha scritto:
Te l'ho detto nel corso di due post precedenti:
1) pratico solo quando in ferie e che non possono mai essere più lunghe di due settimane all'anno perchè non posso permettermele.
2) se non avessi un euro, le mie preoccupazioni sarebbero ben più profonde e assillanti che non riuscire a mettermi nudo.
P.S. Forse ho solo la fortuna di riuscire a divertirmi o svagarmi anche senza dover stare nudo (per lo meno non per tutto il periodo dello.....svago [:D])
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Evidentemente la nostra visione del nudismo/naturismo è diametralmente opposta: per tè è solo uno svago, come andare a pesca o a giocare a tennis. Per me è un’esigenza, quasi un bisogno fisiologico. Per capire cosa intendo ti invito a leggere i blog che ho inserito nel mio profilo de iNudisti. Per sintetizzare, comunque, dico che per me il nudismo è quello che mi aiuta ad avere una visione libera e naturale del corpo femminile, del nudo, che ti viene continuamente proposto dalla società e dai media con valenze o erotiche (nudo = sesso) o commerciali (pubblicità, sesso a pagamento). Da quando ho scoperto il nudismo, invece, sono libero da tutti questi stereotipi, che credevo fossero inevitabili. Ora se nasce in me il desiderio di una donna, non nasce dal fatto che l’ho vista nuda, o che ho intravvisto qualche centimetro in più di pelle, ma dalle qualità che vedo nella sua persona, in ciò che è lei stessa.
D’inverno, quando il naturismo è quasi impossibile, devo comunque tenere un aggancio, qualcosa che mi faccia continuare a vedere la nudità come qualcosa di naturale. Per questo che non mi perdo un incontro alla piscina naturista di Milano; per questo, anche d’inverno, anche sulla neve, se trovo qualche momento o qualche situazione che mi consente (anche con qualche rischio) di essere nudo, ne approfitto per riacquistare quell’equilibrio mentale, quell’autocontrollo che la società ti ostacola in tutti i modi. Per questo sono disposto a rischiare, anche penalmente, per avere questa libertà che mi viene negata, a quanto pare, non solo dai tessili. Per questo mi rammarico quando vedo che questa mia esigenza mi viene osteggiata quasi fosse esibizionismo, una mania, una tara mentale, o chissà cos’altro, dalle persone che credo dovrebbero essere dalla stessa mia parte, ma che poi mi si presentano quasi come nemici. Per questo do al nudismo certe priorità, anche a livello economico: tieni conto che sono in cassa integrazione da un anno e mezzo (spero di non diventare un “esodato”), e nonostante questo rinuncio a varie cose, ma non di andare al Trebbia o al Guvano (80 km da casa), e a luglio non rinuncio alla settimana austriaca di trekking naturista, dove puoi davvero vedere e vivere la nudità con la giusta dimensione di naturalezza. Spero che tutto questo (e non posso dire tutto per scritto, naturalmente), possa farti capire la mia posizione. Con questo, posso capire che quanto detto non vale per tutti, quindi non voglio imporre la mia ottica a chiunque, ma gradirei che anche gli altri considerassero la mia. Chiedo troppo?