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a_fenice ha scritto:
Spencer Tunick
Spencer Tunick
Spencer Tunick
Spencer Tunick - Mexico
Spencer Tunick - Dublino
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Ogni tanto qualche neurone si collega e mi si accende una lucina...
Non sono un gran intenditore di arti figurative, la maggior parte di quadri e fotografie mi lascia perlopiù indifferente, ma ci sono delle eccezioni.
Le opere di Spencer Tunick sono una di queste, ma non tutte: mi piacciono quelle inserite nei contesti urbani, difficilmente quelle scattate nella natura, e mi sono spesso chiesto il perchè, visto che l'autore è sempre lo stesso.
La spiegazione che sono riuscito a darmi una manciata di minuti fa è che la città è fatta per riunire tanti esseri umani in uno spazio ristretto e che essa è frutto degli sforzi dell'uomo, innanzitutto.
Allora, in quei corpi nudi che tappezzano porzioni di città ora vedo l'autore (l'uomo) dell'opera (la città) riprendere, con la sola propria presenza ed essenza (sono corpi nudi, non vestiti), il sopravvento su ciò che ha creato.
Questo sopravvento è quantomai necessario perchè soprattutto ai giorni nostri la città, nata al servizio della comunità, rischia di soffocare la vera natura umana di animale sociale.
Così che ora vedo negli scatti dell'artista statunitense un monito ed una speranza, condensati nella stessa immagine.
Spero di non essere OT, ma visto che non ho (ancora?) postato foto, volevo contribuire con una riflessione (fresca fresca).
Ciaociao!