Referendum

carla77 09/03/2016 09:35 18.430 Visite
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05/04/2016 22:10
siman ha scritto:
nick54 ha scritto:
Io penso che ognuno debba esprimere liberamente la propria ragione che sia un SI oppure un NO, ma lo deve fare recandosi presso un seggio, e non scegliere la terza via....quella tutta italiana dell'astensionismo.
Non concordo. Se è vero come è vero che ognuno è libero (anzi è un suo sacrosanto diritto!) di esprimere liberamente la propria opinione col voto, ha (e deve avere) la medesima libertà di -non voto-.
nick54 ha scritto: Chi non sceglie, non vince e non perde, e non può salire sul carro dei vincitori .
Carro dei vincitori? E dove sta, nei referendum, questo fantomatico carro dei vincitori? Per caso tu il canone rai (in possesso o non possesso di un apparecchio televisivo) non lo paghi?
1) Si, ma il referendum è diverso dalle elezioni politiche, dove ritieni che nessun candidato ti rappresenti, non vai a votare. 2) Penso ai referendum sul divorzio e sull'aborto..... Purtroppo lo pago, lo pagherei più volentieri se facessero dei programmi più consoni alla intelligenza degli italiani, ma la rai ormai copia i "migliori" programmi di mediaset non accorgendosi che riscuote un canone.
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05/04/2016 22:16
a_fenice ha scritto:
Do ragione a nick54 quando il non voto riguarda le elezioni politiche, perché gli astenuti vengono non so in che calcolo strano considerati voti, e divisi. E a prescindere il non votare significa rassegnarsi alla volontà dei pochi che sono andati a votare. Ma nei referendum, dove conta anche il quorum, il non voto diventa di fatto un voto. Esprime il non senso o la non volontà che quel referendum fosse stato fatto. Per cui è molto di più di un sì o un no. È dire ai promotori, a chi ha millantato in un senso o nell'altro: andate a cagxxxxx.
Mi leggevi nel pensiero, mentre ero intento a scrivere e non avevo ancora letto il tuo intervento, che condivido in toto non perché tu mi dia ragione, ma per il modo in cui l'hai esposta.
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05/04/2016 22:50
Grazie
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05/04/2016 22:53
https://www.facebook.com/emergenzambienteabruzzo/posts/1089025097806510:0 Mi auguro che nessuno un domani dovrà pentirsi di aver mandato a cagare il referendum in quanto poi sarà troppo tardi.
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06/04/2016 00:46
A parte che io ho parlato di referendum in quanto istituzioni, e del non voto che significato ha, sempre che non sbaglio, io personalmente credo che a certi problemi e soluzioni il popolo vada a votare solo a "sentimento", senza alcuna cognizione scientifica vera. Mi sembra di rivivere le lotte agli antitumorali di Di Bella, o delle Staminali, o quelle contro i vaccini, e mille altre battaglie fatte in nome del cuore, ma senza alcuna cognizione di causa, rivelatesi spesso delle enormi bufale. Io non mi ritengo in grado di capire le reali portate dei problemi, non ho numeri, sapienza e conoscenza, ne tantomeno cognizione delle reali alternative. Qui vedo solo barricate idealistiche sostenute da persone, che seguono ciò che altri sostengono, senza però che abbiano le conoscenze nel senso di scienza in merito. Mi chiedo a cosa servono università e lauree, se ogni cittadino può sapere tutto di tutto e avere le cognizioni per discutere di ogni argomento. Io non me la sento di farlo. Se gli stessi scienziati sono in completo disaccordo, come possiamo noi esere certi di essere nel giusto, sia per il si che per il no? Io posso solo constatare quanto polverone ci sia in mezzo ai mille comunicati che arrivano, e più ne leggo, più ritengo di non votare, se non altro perchè non ho la scienza e la conoscienza necessaria per esprimete un parere vero su un problema di cui sento solo dire cose sensa senso. Prendo una parte del blog che ha postato eroe, per commentarlo, dal mio punto di vista di ignorante. Gas, l’alternativa alle trivelle esiste già: col biometano 4 volte più gas che dalle piattaforme 20 delle 26 concessioni che estraggono gas entro le 12 miglia non pagano royalties [29 marzo 2016] sin dall'inizio si parlava di 4 trivelle, altri 21, ora 20 su 106, ma almeno tra loro sanno di cosa parlano? Almeno quante sono lo sanno? L’ultimo allarme lanciato dal fronte dell’astensione al referendum del 17 aprile sulle trivellazioni in mare entro le 12 miglia è quello su un’Italia messa in ginocchio senza il gas estratto da quelle trivelle e costretta ad aumentare le importazioni dall’estero via nave, Legambiente risponde che «sono tutte bugie» e cita numeri e studi: «Il gas estratto nelle piattaforme oggetto del referendum non arriva al 3% dei consumi nazionali. E, com’è noto, il gas nel nostro Paese arriva attraverso i gasdotti». -Allora decidiamoci. Sono trivelle petrolifere o di gas? E se sono di gas, perchè tutti quegli slogan di inquinamenti petroliferi, tipo l'ultimo postato da Carla? Chi sta millantando pericoli? Se gli stessi referendari ammettono si tratta di gas, perchè quel terrorismo petrolifero? - il gas prodotto in meno non arriverà via nave. Perfetto, però si dovrà comunque acquistare all'estero, o no? Perchè a meno non ne faciamo di sicuro. - il gas estratto non arriva al 3%...e per un misero 3 %, di gas, mettiamo su tutto sto putiferio? Considerando tra l'altro che le trivelle non chiuderanno, come spiega bene la pubblicità sul referendum, ma varrebbe solo la data di fine concessione, e non la fine dello sfruttamento possibile, a chi giova tutto sto bordello? Fanno proprio schifo qualche milione di mc di gas prodotto in casa. Ma soprattutto il Cigno Verde sottolinea che «L’alternativa alle trivellazioni di gas in Italia esiste già: con il biometano si può produrre una quantità di gas quattro volte superiore a quella che si estrae dalla piattaforme entro le 12 miglia, creando più lavoro e opportunità per i territori». Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente, evidenzia che «Il vero grande giacimento italiano da sfruttare non è sotto i nostri mari ma nei territori, e nella valorizzazione del biogas e del biometano prodotti da discariche e scarti agricoli. I numeri sono chiarissimi: già oggi si produce elettricità in Italia con impianti a biogas che garantiscono il 7% dei consumi. Ma il potenziale per il biometano, ottenuto come upgrading del biogas e che può essere immesso nella rete Snam per sostituire nei diversi usi il gas tradizionale, è in Italia di oltre 8miliardi di metri cubi. Ossia il 13% del fabbisogno nazionale e oltre quattro volte la quantità di gas estratta nelle piattaforme entro le12 miglia oggetto del referendum. Il problema è che questi interventi sono bloccati proprio dalle scelte del Governo». e qui inizia tutta una presentazione di centrali a biometano. Bene, ottima cosa... vicino a casa mia ne hanno installato uno. Lo riempiono spesso, visto che la macerazione è molto rapida. Quando aprono le paratie, per togliere il già combusto per inserire i nuovi rifiuti, nonostante il deposito si trovi a oltre 3 chilometri, tutta la vallata viene riempita di un puzzo pestilenziale che prende alla gola, e fa soffocare di brutto: impedisce la respirazione. Piccoli e anziani compromessi devono sloggiare dal paese minimo per un giorno, se non due, finchè non arriva un po di vento che spazza via la pestilenza. Non vi dico che gusto abbia mangiare con quella roba nel naso. Forse non sarà tossica, anzi sicuramente (lo spero) però è un disagio immane. Per anni sono stato a Lido di Dante, dove c'è la trivella più grossa, e non ho mai sentito puzze, non ho mai visto petroli, oli galleggianti, e cozze e telline le abbiamo sempre mangiate in qutita e senza problemi. Non solo, le meduse stazionano felicemente in zona, e sappiamo benissimo che dove l'acqua è inquinate, meduse non ne trovi. Ma lasciamo da parte i disagi. MI domando, come già mi sono domandato all'inizio. Fatte salve le fesserie (e si, questo me lo permetto, perche se le stesse associazioni ambientaliste emettono comunicati in completo disaccordo tra loro, tanto da sembrare numeri scritti a caso, tanto per scrivere..... non si può giungere ad alto commento; aggiungendo le pubblicità "spavento" sul petrolio che però è gas), fatto giusta la considerazione di proporre alternative ritenute ancor più valide, visto che danno "maree" di posti di lavoro, e visto che tra allevamento e rifiuti umani di "cacca" ne siamo sommersi, perchè nessun investitore viene sollecitato a tal fine, o perchè non viene a loro stessi l'idea di produrre in tal senso? Che forse non c'è ritorno, che sia una bufala anche il prodotto ipotizzato? Immagino e spero di no, ma allora il problema? Il governo che non da contributi a tali iniziative? non concede spazi per farle? Potrebbe essere possibile, non sono un esperto. Vengono pure ipotizzati blocchi di aquisizione di tali prodotti da parte di Snam etc, ma perchè? Li dovrebbe pagare di più, ci sono altri interessi dietro, noi possiamo arrivare a saperlo con notizie certe, e soprattutto, chiudere quei pozzi farebbe cambiare lo staus quo? Ma allora dico, visto che loro stessi (leggi sopra) ammettono che queste trivelle, di fatto, non sono un problema, o molto minimale, quanto costava meno lanciare la raccolta firme per una proposta di legge in tal senso (produzione da biomasse), nel frattempo sarebbero state costruite, sarebbero diventate operative e produttive, e a quel punto si, far chiudere le trivelle, ma da subito, e non chissà quando? Perchè chiudere ciò che è certo, in attesa che il governo legiferi per far costruire le biomasse, poi farle diventare produttive, poi farle diventare sostitutive? Prima di chiudere una porta, non è meglio che la stalla sia stata riempita? LA confusione è tanta, l'incertezza ancor di più. Troppo terrorismo e troppa richiesta di decidere su fatti di cui non sappiamo un bel nulla, ne in bene ne in male, a mio parere.
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06/04/2016 01:08
@Eroe: Ben venga il biogas, c'è bisogno di tutto e integrare il tutto. E' comunque inefficiente non sfruttare un giacimento fin che si può, poi c'è la questione etica del nostro strano Paese ...ma quando vogliono rubare, son furfanti anche sulle rinnovabili (vedi caso dell'eolico in mano alla mafia).
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06/04/2016 08:38
quagliozzi ha scritto:
nick54 ha scritto: Chi non sceglie, non vince e non perde, e non può salire sul carro dei vincitori .
Non è una sfida che vede vincitori e vinti. C'è chi la pensa in un modo, chi la pensa in un altro e c'è chi pensa che siano soldi e tempo persi. Potessi, esprimerei volentieri il mio voto per evitare il referendum.
Idem. E siccome non si può, uno si fa due calcoli: se tutti quelli che conosco voterebbero NO, ma non vanno a votare, è meglio fare tutti insieme così, altrimenti i pochi che voteranno NO hanno comunque perso in partenza. Io la penso così. E siccome spero in primis che non si raggiunga il quorum, evito anche di perdere tempo con una cosa che credo/spero inutile. E poi sai che mi frega di salire sul carro dei vincitori, a me basta che perdano i SI.
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06/04/2016 08:39
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06/04/2016 08:42
a_fenice ha scritto:
Do ragione a nick54 quando il non voto riguarda le elezioni politiche, perché gli astenuti vengono non so in che calcolo strano considerati voti, e divisi. E a prescindere il non votare significa rassegnarsi alla volontà dei pochi che sono andati a votare. Ma nei referendum, dove conta anche il quorum, il non voto diventa di fatto un voto. Esprime il non senso o la non volontà che quel referendum fosse stato fatto. Per cui è molto di più di un sì o un no. È dire ai promotori, a chi ha millantato in un senso o nell'altro: andate a cagxxxxx. @carla77: l'esmpio da te riportato è quanto io ho definito, impropriamente ammetto, "terrorismo ecologico". Diffondere immagini del cacchio per sostenere la propria causa. E sia chiaro, pari pari alle pubblicità Eni in TV in questi giorni, "terrorismo buonista e salutare."
Scusate, ho risposto prima di leggervi tutti. Quoto al 1000% l'intervento di Fenice, e sì, lo so che si intende proprio questo per terrorismo ecologico, ma non volevo dare io la risposta e lasciar ragionare la gente. ;-)
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06/04/2016 08:52
a_fenice ha scritto:
A parte che io ho parlato di referendum in quanto istituzioni, e del non voto che significato ha, sempre che non sbaglio, io personalmente credo che a certi problemi e soluzioni il popolo vada a votare solo a "sentimento", senza alcuna cognizione scientifica vera. Mi sembra di rivivere le lotte agli antitumorali di Di Bella, o delle Staminali, o quelle contro i vaccini, e mille altre battaglie fatte in nome del cuore, ma senza alcuna cognizione di causa, rivelatesi spesso delle enormi bufale. Io non mi ritengo in grado di capire le reali portate dei problemi, non ho numeri, sapienza e conoscenza, ne tantomeno cognizione delle reali alternative. Qui vedo solo barricate idealistiche sostenute da persone, che seguono ciò che altri sostengono, senza però che abbiano le conoscenze nel senso di scienza in merito. Mi chiedo a cosa servono università e lauree, se ogni cittadino può sapere tutto di tutto e avere le cognizioni per discutere di ogni argomento. Io non me la sento di farlo. Se gli stessi scienziati sono in completo disaccordo, come possiamo noi esere certi di essere nel giusto, sia per il si che per il no? Io posso solo constatare quanto polverone ci sia in mezzo ai mille comunicati che arrivano, e più ne leggo, più ritengo di non votare, se non altro perchè non ho la scienza e la conoscienza necessaria per esprimete un parere vero su un problema di cui sento solo dire cose sensa senso. Prendo una parte del blog che ha postato eroe, per commentarlo, dal mio punto di vista di ignorante. Gas, l’alternativa alle trivelle esiste già: col biometano 4 volte più gas che dalle piattaforme 20 delle 26 concessioni che estraggono gas entro le 12 miglia non pagano royalties [29 marzo 2016] sin dall'inizio si parlava di 4 trivelle, altri 21, ora 20 su 106, ma almeno tra loro sanno di cosa parlano? Almeno quante sono lo sanno? L’ultimo allarme lanciato dal fronte dell’astensione al referendum del 17 aprile sulle trivellazioni in mare entro le 12 miglia è quello su un’Italia messa in ginocchio senza il gas estratto da quelle trivelle e costretta ad aumentare le importazioni dall’estero via nave, Legambiente risponde che «sono tutte bugie» e cita numeri e studi: «Il gas estratto nelle piattaforme oggetto del referendum non arriva al 3% dei consumi nazionali. E, com’è noto, il gas nel nostro Paese arriva attraverso i gasdotti». -Allora decidiamoci. Sono trivelle petrolifere o di gas? E se sono di gas, perchè tutti quegli slogan di inquinamenti petroliferi, tipo l'ultimo postato da Carla? Chi sta millantando pericoli? Se gli stessi referendari ammettono si tratta di gas, perchè quel terrorismo petrolifero? - il gas prodotto in meno non arriverà via nave. Perfetto, però si dovrà comunque acquistare all'estero, o no? Perchè a meno non ne faciamo di sicuro. - il gas estratto non arriva al 3%...e per un misero 3 %, di gas, mettiamo su tutto sto putiferio? Considerando tra l'altro che le trivelle non chiuderanno, come spiega bene la pubblicità sul referendum, ma varrebbe solo la data di fine concessione, e non la fine dello sfruttamento possibile, a chi giova tutto sto bordello? Fanno proprio schifo qualche milione di mc di gas prodotto in casa. Ma soprattutto il Cigno Verde sottolinea che «L’alternativa alle trivellazioni di gas in Italia esiste già: con il biometano si può produrre una quantità di gas quattro volte superiore a quella che si estrae dalla piattaforme entro le 12 miglia, creando più lavoro e opportunità per i territori». Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente, evidenzia che «Il vero grande giacimento italiano da sfruttare non è sotto i nostri mari ma nei territori, e nella valorizzazione del biogas e del biometano prodotti da discariche e scarti agricoli. I numeri sono chiarissimi: già oggi si produce elettricità in Italia con impianti a biogas che garantiscono il 7% dei consumi. Ma il potenziale per il biometano, ottenuto come upgrading del biogas e che può essere immesso nella rete Snam per sostituire nei diversi usi il gas tradizionale, è in Italia di oltre 8miliardi di metri cubi. Ossia il 13% del fabbisogno nazionale e oltre quattro volte la quantità di gas estratta nelle piattaforme entro le12 miglia oggetto del referendum. Il problema è che questi interventi sono bloccati proprio dalle scelte del Governo». e qui inizia tutta una presentazione di centrali a biometano. Bene, ottima cosa... vicino a casa mia ne hanno installato uno. Lo riempiono spesso, visto che la macerazione è molto rapida. Quando aprono le paratie, per togliere il già combusto per inserire i nuovi rifiuti, nonostante il deposito si trovi a oltre 3 chilometri, tutta la vallata viene riempita di un puzzo pestilenziale che prende alla gola, e fa soffocare di brutto: impedisce la respirazione. Piccoli e anziani compromessi devono sloggiare dal paese minimo per un giorno, se non due, finchè non arriva un po di vento che spazza via la pestilenza. Non vi dico che gusto abbia mangiare con quella roba nel naso. Forse non sarà tossica, anzi sicuramente (lo spero) però è un disagio immane. Per anni sono stato a Lido di Dante, dove c'è la trivella più grossa, e non ho mai sentito puzze, non ho mai visto petroli, oli galleggianti, e cozze e telline le abbiamo sempre mangiate in qutita e senza problemi. Non solo, le meduse stazionano felicemente in zona, e sappiamo benissimo che dove l'acqua è inquinate, meduse non ne trovi. Ma lasciamo da parte i disagi. MI domando, come già mi sono domandato all'inizio. Fatte salve le fesserie (e si, questo me lo permetto, perche se le stesse associazioni ambientaliste emettono comunicati in completo disaccordo tra loro, tanto da sembrare numeri scritti a caso, tanto per scrivere..... non si può giungere ad alto commento; aggiungendo le pubblicità "spavento" sul petrolio che però è gas), fatto giusta la considerazione di proporre alternative ritenute ancor più valide, visto che danno "maree" di posti di lavoro, e visto che tra allevamento e rifiuti umani di "cacca" ne siamo sommersi, perchè nessun investitore viene sollecitato a tal fine, o perchè non viene a loro stessi l'idea di produrre in tal senso? Che forse non c'è ritorno, che sia una bufala anche il prodotto ipotizzato? Immagino e spero di no, ma allora il problema? Il governo che non da contributi a tali iniziative? non concede spazi per farle? Potrebbe essere possibile, non sono un esperto. Vengono pure ipotizzati blocchi di aquisizione di tali prodotti da parte di Snam etc, ma perchè? Li dovrebbe pagare di più, ci sono altri interessi dietro, noi possiamo arrivare a saperlo con notizie certe, e soprattutto, chiudere quei pozzi farebbe cambiare lo staus quo? Ma allora dico, visto che loro stessi (leggi sopra) ammettono che queste trivelle, di fatto, non sono un problema, o molto minimale, quanto costava meno lanciare la raccolta firme per una proposta di legge in tal senso (produzione da biomasse), nel frattempo sarebbero state costruite, sarebbero diventate operative e produttive, e a quel punto si, far chiudere le trivelle, ma da subito, e non chissà quando? Perchè chiudere ciò che è certo, in attesa che il governo legiferi per far costruire le biomasse, poi farle diventare produttive, poi farle diventare sostitutive? Prima di chiudere una porta, non è meglio che la stalla sia stata riempita? LA confusione è tanta, l'incertezza ancor di più. Troppo terrorismo e troppa richiesta di decidere su fatti di cui non sappiamo un bel nulla, ne in bene ne in male, a mio parere.
Ottima analisi.
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06/04/2016 08:57
Bello l'ultimo articolo postato da Carla. La ragione più vera del referendum è di tipo politico-regionale. Una protesta del comitato dei si, presieduta da un antagonista del PD, contro il governo Renzi. Mamma, una volta le opposiIoni ai governi si discutevano in piazza, nei comizi, e poi nelle cabine elettorali, è meglio ancora tra gli scanni, mostruosamente pagati, del parlamento. Non ci si rivolgeva ai cittadini per fare le rivoluzioni, a meno che non ci fossero in atto dittature, tipo quelle del periodo fascista. Ma mente leggevo mi è venuta in mente una cosa, forse sbaglio, correggetemi. Sbaglio o il governo Renzi ha distrutto il vecchio Senato? Sbaglio o nella prossima legislatura a sedere tra gli scanni senatoriali, ci saranno i presidenti regionali? E se si, quanto ancora durerà questa legislatura? Per cui ciò che adesso viene "impedito" alle regioni, tra poco sarà permesso, perché diventeranno organo legiferante. Sbaglio? E se è così (se sbaglio ovviamente no) a che pro tutta questa fretta? Non era possibile rimandare, senza spendere un cacchio, questa querelle? O a Cxxxx & C serviva un supporto elettorale da unire e consolidare? Cioè, se davvero questi sono i presupposti: Bxxxx che si fa il partito con le reti televisive, Gxxxx con internet, Cxxxx coi referendum. Beh se permettete, anche se non amo nessuno, preferisco i primi due, se non altro non hanno usato soldi dello stato, cioè di tutti, per fondare il proprio partito.
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06/04/2016 09:18
a_fenice ha scritto: fatto giusta la considerazione di proporre alternative ritenute ancor più valide, visto che danno "maree" di posti di lavoro, e visto che tra allevamento e rifiuti umani di "cacca" ne siamo sommersi, perchè nessun investitore viene sollecitato a tal fine, o perchè non viene a loro stessi l'idea di produrre in tal senso? Che forse non c'è ritorno, che sia una bufala anche il prodotto ipotizzato? Immagino e spero di no, ma allora il problema? Il governo che non da contributi a tali iniziative? non concede spazi per farle?
Questo è un ragionamento tanto elementare quanto incompreso da molti. Gli investimenti, per essere tali, devono dare un ritorno economico. La normativa, nel caso, deve agevolare questo tipo di investimenti con agevolazioni che devono essere solo "marginali". L'obiettivo di molti faccendieri, invece, è quello di fare in modo che i costi ricadano sullo "stato" intascandosene solo i benefici. E fregandosene dei risultati finali. E per far questo sfruttano la "manovalanza" di chi subisce questo "terrorismo ecologico" che, convinto di operare a favore dell'ambiente, fa il gioco di chi si è sempre arricchito inquinando e che ora ha intravisto un nuovo filone di business
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06/04/2016 11:16
Eroe ha scritto:
https://www.facebook.com/emergenzambienteabruzzo/posts/1089025097806510:0 Mi auguro che nessuno un domani dovrà pentirsi di aver mandato a cagare il referendum in quanto poi sarà troppo tardi.
Vicino a dove vivo hanno costruito ben 3 centrali a biomasse, di cui una mai entrata in funzione (costruita con soldi erogati dalla UE), le altre 2 faticano a sopravivere, per quello che so ci lavorano solo 3 persone per ogni stabilimento. (appena diminuiranno i contributi pubblici chiuderanno. IMHO) Vivo in una zona rurale dove molti agricoltori si sono dovuti convertire alla produzione di materiale per alimentare le centrali a biomasse, per produrre i materiali vegetalli servono solo un paio di trattori per le lavorazioni iniziali e per il trasporto alla centrale e una macchina per la raccolta. Risultato finale dove prima si coltivava Tabacco, cereali, frutta e verdura e dava lavoro a centinaia di persone ora si "coltiva" erba verde e ci lavora qualche decina di persone e frutta e verdura le facciamo arrivare da fuori Italia.
nick54 ha scritto: Chi non sceglie, non vince e non perde, e non può salire sul carro dei vincitori .
Voterò SI se credo sia giusto abolire la norma Voterò NO se credo nell'istituto del referendum ma non è giusto abolire la norma oggetto del referendum NON ANDRO A VOTARE per far capire che l'istituto del referendum così come è strutturato non ha più senso
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06/04/2016 11:45
a_fenice ha scritto: Ma mente leggevo mi è venuta in mente una cosa, forse sbaglio, correggetemi. Sbaglio o il governo Renzi ha distrutto il vecchio Senato? Sbaglio o nella prossima legislatura a sedere tra gli scanni senatoriali, ci saranno i presidenti regionali? E se si, quanto ancora durerà questa legislatura? Per cui ciò che adesso viene "impedito" alle regioni, tra poco sarà permesso, perché diventeranno organo legiferante. Sbaglio?
http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/17/DOSSIER/760034/index.html?part=dossier_dossier1-sezione_sezione11-h1_h13
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06/04/2016 12:16
Ho sempre pensato che a guadagnarci dall'estrazione dei combustibili fossili in italia fossero gli italiani, ma ho dovuto ricredermi! Svendiamo tutto quello che si estrae, facendo pagare delle royalty irrisorie, le più basse dell'intero continente, perché? http://www.greenreport.it/news/energia/petrolio-italia-le-royalty-piu-basse-deuropa-402-milioni-euro-gli-utili-7-miliardi/ (per Max giuro non l'ho fatto apposta).
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