Referendum

carla77 02/09/2026 21:37 18.051 Visite
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01/01/2000 00:00
Bene a la sfida è stata lanciata e il topic aperto. Ne ho creato uno solo pluritematico, perche ho paura e sentore che durerà poco. Spero ci sia chi mi smentisca e diventi così prolisso da dover dividere i temi. Vediamo se siamo davvero vicini alla natura o sappiamo solo millantare durante i referendum. Polemico? Si , volutamente, perché finora son rimasto solo deluso da tanti che si riempiono la bocca ma poi… fatti zero. Dimostriamo che la natura che ci interessa non sia solo quella di patate e piselli, per una buona volta.
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01/01/2000 00:00
@nick e Siman. Ogni attività che si voglia, anche di multinazionale, porta soldi agli italiani, più o meno direttamente. La speranza vera è che anche il prodotto in vendita sia italiano, ma se non altro l'indotto conseguente è sempre notevole e mai considerato. Certo il guadagno primario è di chi vende, ma poi c'è una marea di persone attorno che trovano lavoro nella cosa. Pensavo ad un flash visto in queste sere di un sindaco contro i pomodori marocchini. E mi domando: visto che i produttori italiani vendono (a dir loro e ci credo) il prodotto a 0,10€ al kg, perché poi nei supermercati arriva a 3€ di media? E perché invece il prodotto Estero, nonostante, minimo, un maggior costo di trasporto, arriva a prezzi decisamente più bassi e concorrenziali? Invece di chiedere blokki doganali, non sarebbe più semplice fermare le mafie della distribuzione, e dare il giusto prezzo ai coltivatori, e ottenere il giusto prezzo alla vendita. Mi ricordo come fosse ieri le montagne di frutta ammassate e fatte marcire pur di mantenere l'alto prezzo di vendita finale. Penso che siamo sempre lì: prima di prendersela con la multinazionale, con le trivelle, coi marocchini, forse bisognerebbe chiedersi come mai altri riescono ad ottenere cose che noi stessi, in casa nostra, ancora ce le sognamo.
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01/01/2000 00:00
nick54 ha scritto:
a_fenice ha scritto:
Non voglio i pozzi perchè su xxx milioni di pozzi attivi, uno è scoppiato....
Per principio io non sono contro a prescindere: non sarei contro un gasdotto e/o oleodotto; non sarei contro le trivelle; non sarei contro gli inceneritori....etc. Però bisogna tenere conto di una cosa fondamentale che ci contraddistingue e che ci rende unici...siamo italiani! Non puoi costruire un ponte usando cemento scadente; non puoi costruire un inceneritore buttandoci dentro tutto, anche quello non dovuto; non puoi estrarre petrolio e poi gli scarti(rifiuti speciali) li vuoi sotterrare avvelenando il territorio e l'ambiente per risparmiare sui costi addossandoli poi alla collettività, con l'aiuto del solito politico. Se le cose fossero costruite bene e si rispettassero le regole, la gente forse non sarebbe contro a prescindere. Sono sicuro che la maggioranza degli italiani rispetta le regole, solo che ci facciamo sopraffare da una minoranza.
voglio discorrere e non polemizzare, ma faccio un esempio che credo parallelo, giusto per parlare. Al mondo ci sono i ladri, di appartamenti, di banche, di negozi...... Combattiamo i ladri, li buttiamo in prigione, facciamo si che nessuno soffra la fame fino a spingerlo a rubare.... o buttiamo giù gli appartamenti, chiudiamo banche e negozi? Forse sbaglio, sbaglio tutto, ma non è chiudendo le 4, e ripeto 4 trivelle, che risoviamo questi problemi. Le altre continueranno a produrre, a portare in Italia, assieme a ciò che saremo costretti a comprare all'estero, e continueremo a portarle a Marghera o altrove, lo raffineremo, e continueremo a disperdere gli avanzi nascondendoli ovunque. A parte che queste producono gas e non petrolio. Qui è come la lotta alla mafia, perchè di mafia industriale si tratta. Tutti coraggiosi a parole, ma poi quando si tratta di mettersi dalla parte della giustizia, tra avere umana paua, tra non aver fiducia nella giustizia, tra la quasi sicurezza che a rimetterci saremo solo noi, di fatto tutti si tace, e alla fine rimane tutto al suo posto. E gli scandali che vediamo in giro...quanti si son presi la briga di denunciare i fatti alla magistratura? Quanti hanno preso il sindaco di Napoli e lo hanno legato ad un palo sopra la terra dei fuochi? Ma soprattutto, quanti hanno smesso di mettere la famosa X sempre sugli stessi nomi, nella forma più democratica e a COSTO ZERO, per dare si, questa volta, un vero e BEN NASCOSTO segno di protesta? Verissimo quanti dici, che la prima sfiducia è su ciò che hai indicato, e su molto altro ancora, ma appunto, è cosi tanta roba, e tutta cosi concentrata sui poteri locali, che finchè non togliamo noi il potere a loro buttandoli fuori, non li risolveremo chiudendo 4 pozzi.
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01/01/2000 00:00
non sarebbe una cattiva idea[:D] comunque ricordo che Ford costruì una macchina interamente di canapa ed alimentata ad etanolo di canapa nel 1941
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01/01/2000 00:00
Complimenti ad Eroe, informatissimo nell' esporre le ragioni del SI per abrogare le concessioni criminali che provocano danni irreparabili all'eco sistema ambientale marino, per l'insignificante quota di petrolio estratto al fabbisogno nazionale, non vale la pena rischiare di perdere il flusso turistico sulle nostre meravigliose coste e spiagge.
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01/01/2000 00:00
trionat ha scritto:
Abbiamo cmnq tutti capito del perchè non si è voluto scegliere l'accorpamento elettorale. I ns dementi governanti hanno preferito gravare sulle casse statali il costo delle elezioni anzichè scegliere la formula dell'election day che avrebbe di certo sopportato un costo nettamente inferiore. Ma loro hanno paura del quorum. Hanno paura di perdere quegli enormi interessi che le lobby sono pronte ad elargire in cambio di sicure concessioni in mare.
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01/01/2000 00:00
angelogabriel ha scritto:
trionat ha scritto:
Abbiamo cmnq tutti capito del perchè non si è voluto scegliere l'accorpamento elettorale. I ns dementi governanti hanno preferito gravare sulle casse statali il costo delle elezioni anzichè scegliere la formula dell'election day che avrebbe di certo sopportato un costo nettamente inferiore. Ma loro hanno paura del quorum. Hanno paura di perdere quegli enormi interessi che le lobby sono pronte ad elargire in cambio di sicure concessioni in mare.
concordo in pieno ed aggiungo che il referendum è una espressione di vera democrazia ma l'attuale governo attraverso il suo partito di maggioranza ha dato indicazioni precise per evitare il successo e conseguente quorum continua la serie di Governi platealmente collusi con sporchi giochi di potere
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01/01/2000 00:00
Ho letto che si può parlare di anno più caldo in termini di temperature globali, cioè si fa una media di tutte le temperature di quell'anno e su tutti i luoghi della terra. Nel 1880 non si erano messi d'accordo su tutta la terra per misurare la temperatura tutti insieme e a intervalli regolari. E' verosimile che i dati più attendibili sono a noi disponibili solo negli ultimi 50 anni. Mi chiedo sempre se l'uso di combustibili fossili è il responsabile dell'aumento della temperatura globale. Comunque sono andato a votare "Si" al referendum, soprattutto perché le compagnie petrolifere in questo paese saccheggiano le risorse naturali e lasciano qui pochi spiccioli. Le royalties: -in Italia la Total paga allo stato italiano il 7% del valore del prodotto estratto; -In Nigeria le compagnie pagano il 44% del valore del prodotto estratto; -in Norvegia le compagnie pagano il 64% del valore del greggio estratto. Per di più l'Italia non è energeticamente indipendente, eppure il greggio estratto viene venduto all'estero. I governi italiani degli ultimi 20 anni sono stati soggetti a una forte attività di lobbismo anche dalle big oil.
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01/01/2000 00:00
Rispetto a molti altri luoghi del mondo siamo molto fortunati!!!
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01/01/2000 00:00
Nick, non mi si apre molto del link sul senato. Se ho informazioni sbagliate, puoi dirlo tranquillamente. L'ho messo come dubitativo e non come affermazione, ancor più dirimente
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01/01/2000 00:00
sarò preso per polemico ma..... tarocco di codici CER per la identificazione di rifiuti di estrazione e lavorazione degli idrocarburi.... ok. cavolo centra con la chiusura delle trivelle? Scusami eroe, ma a volte mi sembra che scrivi tanto per scrivere, senza leggere una parola di quanto esposto nel frattempo. Anche se chiudono quelle trivelle, chi e dove trasformano il petrolio (non gas) delle altre? E se non proviene dall'Adriatico, ma proviene dalla Libia, Iran, Arabia Saufdita e quant'altro, chi e dove lo trasformano? Cacchio cambia se è nostro o estero? Cacchio cambia se chiudiamo 4 trivelle a gas con questo scandalo sul petrolio? E soprattutto, cosa c'è di nuovo? Che forse facciamo un referendum sulla chiusura della raccolta dei rifiuti, perchè a Napoli li han messi per anni in discariche inidonee, o esagerate nei quantitativi, al punto di inquinare tutta la Campania? E che ora campiacchiano perchè altre regioni si son fatte carico dei medesimi? boh, ci rinuncio, è meglio PS: questo non è terrorismo ecologico?
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01/01/2000 00:00
Eroe, ammetti te stesso che i referendum per la maggiore sono inutili. Inutili perché ci vuol perseguire qualcosa, gli cambia nome, ma non ne cessa l'utilizzo. Parli di segnali. E quando mai il governo in carica, di destra sinistra o centro ha mai dato retta ai segnali? Pensa a quelli sui finanziamenti ai partiti, o a quello sul ministero del agricoltura. O a tanti altri simili. Gli cambiano nome, è tutto torna come prima. E noi felici e contenti? Un piffero. Piuttosto cornuti e mazziati. Il nodo è qui. Per il resto del mio pensiero ho già risposto sopra. Per me il vero segnale è fare e cercare di sollecitare politiche diverse, sia sull'energia che sul riciclo che sul consumo, anzi questo in primo luogo, perché meno consumo significa meno energia necessaria e di conseguenza meno riciclo necessario. Dovremmo per me agire alla fonte del problema. Se fa freddo, inutile chiudere solo qualche finestra. Meglio costruire case ben coibentate, mettere doppi vetri efficienti, farle energeticamente produttive e non dispersive. Agire a monte è più produttivo che tamponare a valle. Se un fiume ha argini deboli, prima di pensare a sollevare argini, vediamo se possiamo e riusciamo a far sì che la portata d'acqua sia congrua. Si possiamo fare entrambe le cose, ma la prima è temporanea, risolve solo una singola inondazione. La seconda evita il problema per sempre.
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01/01/2000 00:00
Oggi ho ricevuto questo messaggio da whatsapp Immagine utente E mi son sentito di rispondere: Quanto vero!!! E manca che, tanto che siamo ecologici, dobbiamo fare anche i vegani animalisti… e pensavo: le scarpe di plastica no (petrolio), di cuoio no (animali)… torneremo alle scarpe di corda di canapa intrecciata? Speriamo sia almeno quella indiana, almeno ce ne fumiamo un po!!!
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01/01/2000 00:00
decesp....ohi mamma [:(][:(][:(][:(][:0][:0][:0][:0]
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01/01/2000 00:00
a_fenice ha scritto:
A parte che io ho parlato di referendum in quanto istituzioni, e del non voto che significato ha, sempre che non sbaglio, io personalmente credo che a certi problemi e soluzioni il popolo vada a votare solo a "sentimento", senza alcuna cognizione scientifica vera. Mi sembra di rivivere le lotte agli antitumorali di Di Bella, o delle Staminali, o quelle contro i vaccini, e mille altre battaglie fatte in nome del cuore, ma senza alcuna cognizione di causa, rivelatesi spesso delle enormi bufale. Io non mi ritengo in grado di capire le reali portate dei problemi, non ho numeri, sapienza e conoscenza, ne tantomeno cognizione delle reali alternative. Qui vedo solo barricate idealistiche sostenute da persone, che seguono ciò che altri sostengono, senza però che abbiano le conoscenze nel senso di scienza in merito. Mi chiedo a cosa servono università e lauree, se ogni cittadino può sapere tutto di tutto e avere le cognizioni per discutere di ogni argomento. Io non me la sento di farlo. Se gli stessi scienziati sono in completo disaccordo, come possiamo noi esere certi di essere nel giusto, sia per il si che per il no? Io posso solo constatare quanto polverone ci sia in mezzo ai mille comunicati che arrivano, e più ne leggo, più ritengo di non votare, se non altro perchè non ho la scienza e la conoscienza necessaria per esprimete un parere vero su un problema di cui sento solo dire cose sensa senso. Prendo una parte del blog che ha postato eroe, per commentarlo, dal mio punto di vista di ignorante. Gas, l’alternativa alle trivelle esiste già: col biometano 4 volte più gas che dalle piattaforme 20 delle 26 concessioni che estraggono gas entro le 12 miglia non pagano royalties [29 marzo 2016] sin dall'inizio si parlava di 4 trivelle, altri 21, ora 20 su 106, ma almeno tra loro sanno di cosa parlano? Almeno quante sono lo sanno? L’ultimo allarme lanciato dal fronte dell’astensione al referendum del 17 aprile sulle trivellazioni in mare entro le 12 miglia è quello su un’Italia messa in ginocchio senza il gas estratto da quelle trivelle e costretta ad aumentare le importazioni dall’estero via nave, Legambiente risponde che «sono tutte bugie» e cita numeri e studi: «Il gas estratto nelle piattaforme oggetto del referendum non arriva al 3% dei consumi nazionali. E, com’è noto, il gas nel nostro Paese arriva attraverso i gasdotti». -Allora decidiamoci. Sono trivelle petrolifere o di gas? E se sono di gas, perchè tutti quegli slogan di inquinamenti petroliferi, tipo l'ultimo postato da Carla? Chi sta millantando pericoli? Se gli stessi referendari ammettono si tratta di gas, perchè quel terrorismo petrolifero? - il gas prodotto in meno non arriverà via nave. Perfetto, però si dovrà comunque acquistare all'estero, o no? Perchè a meno non ne faciamo di sicuro. - il gas estratto non arriva al 3%...e per un misero 3 %, di gas, mettiamo su tutto sto putiferio? Considerando tra l'altro che le trivelle non chiuderanno, come spiega bene la pubblicità sul referendum, ma varrebbe solo la data di fine concessione, e non la fine dello sfruttamento possibile, a chi giova tutto sto bordello? Fanno proprio schifo qualche milione di mc di gas prodotto in casa. Ma soprattutto il Cigno Verde sottolinea che «L’alternativa alle trivellazioni di gas in Italia esiste già: con il biometano si può produrre una quantità di gas quattro volte superiore a quella che si estrae dalla piattaforme entro le 12 miglia, creando più lavoro e opportunità per i territori». Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente, evidenzia che «Il vero grande giacimento italiano da sfruttare non è sotto i nostri mari ma nei territori, e nella valorizzazione del biogas e del biometano prodotti da discariche e scarti agricoli. I numeri sono chiarissimi: già oggi si produce elettricità in Italia con impianti a biogas che garantiscono il 7% dei consumi. Ma il potenziale per il biometano, ottenuto come upgrading del biogas e che può essere immesso nella rete Snam per sostituire nei diversi usi il gas tradizionale, è in Italia di oltre 8miliardi di metri cubi. Ossia il 13% del fabbisogno nazionale e oltre quattro volte la quantità di gas estratta nelle piattaforme entro le12 miglia oggetto del referendum. Il problema è che questi interventi sono bloccati proprio dalle scelte del Governo». e qui inizia tutta una presentazione di centrali a biometano. Bene, ottima cosa... vicino a casa mia ne hanno installato uno. Lo riempiono spesso, visto che la macerazione è molto rapida. Quando aprono le paratie, per togliere il già combusto per inserire i nuovi rifiuti, nonostante il deposito si trovi a oltre 3 chilometri, tutta la vallata viene riempita di un puzzo pestilenziale che prende alla gola, e fa soffocare di brutto: impedisce la respirazione. Piccoli e anziani compromessi devono sloggiare dal paese minimo per un giorno, se non due, finchè non arriva un po di vento che spazza via la pestilenza. Non vi dico che gusto abbia mangiare con quella roba nel naso. Forse non sarà tossica, anzi sicuramente (lo spero) però è un disagio immane. Per anni sono stato a Lido di Dante, dove c'è la trivella più grossa, e non ho mai sentito puzze, non ho mai visto petroli, oli galleggianti, e cozze e telline le abbiamo sempre mangiate in qutita e senza problemi. Non solo, le meduse stazionano felicemente in zona, e sappiamo benissimo che dove l'acqua è inquinate, meduse non ne trovi. Ma lasciamo da parte i disagi. MI domando, come già mi sono domandato all'inizio. Fatte salve le fesserie (e si, questo me lo permetto, perche se le stesse associazioni ambientaliste emettono comunicati in completo disaccordo tra loro, tanto da sembrare numeri scritti a caso, tanto per scrivere..... non si può giungere ad alto commento; aggiungendo le pubblicità "spavento" sul petrolio che però è gas), fatto giusta la considerazione di proporre alternative ritenute ancor più valide, visto che danno "maree" di posti di lavoro, e visto che tra allevamento e rifiuti umani di "cacca" ne siamo sommersi, perchè nessun investitore viene sollecitato a tal fine, o perchè non viene a loro stessi l'idea di produrre in tal senso? Che forse non c'è ritorno, che sia una bufala anche il prodotto ipotizzato? Immagino e spero di no, ma allora il problema? Il governo che non da contributi a tali iniziative? non concede spazi per farle? Potrebbe essere possibile, non sono un esperto. Vengono pure ipotizzati blocchi di aquisizione di tali prodotti da parte di Snam etc, ma perchè? Li dovrebbe pagare di più, ci sono altri interessi dietro, noi possiamo arrivare a saperlo con notizie certe, e soprattutto, chiudere quei pozzi farebbe cambiare lo staus quo? Ma allora dico, visto che loro stessi (leggi sopra) ammettono che queste trivelle, di fatto, non sono un problema, o molto minimale, quanto costava meno lanciare la raccolta firme per una proposta di legge in tal senso (produzione da biomasse), nel frattempo sarebbero state costruite, sarebbero diventate operative e produttive, e a quel punto si, far chiudere le trivelle, ma da subito, e non chissà quando? Perchè chiudere ciò che è certo, in attesa che il governo legiferi per far costruire le biomasse, poi farle diventare produttive, poi farle diventare sostitutive? Prima di chiudere una porta, non è meglio che la stalla sia stata riempita? LA confusione è tanta, l'incertezza ancor di più. Troppo terrorismo e troppa richiesta di decidere su fatti di cui non sappiamo un bel nulla, ne in bene ne in male, a mio parere.
Ottima analisi.
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