Referendum

carla77 02/09/2026 21:37 18.037 Visite
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01/01/2000 00:00
siman ha scritto:
Quando i governatori delle regioni promulgheranno un referendum contro i versamenti di petrolio nei fiumi/torrenti che

POI

si riverseranno in mare entro

LE DODICI MIGLIA?

[:D][:D][:D][:D][:D][:D][:D][:D][:D][:D][:D][:D][:D][:D][:D][:D][:D][:D][:D][:D][:D][:D][:D][:D][:D][:D][:D][:D][:D][:D][:D][:D][:D][:D][:D][:D][:D][:D][:D][:D][:D][:D]
Era tutto compreso.......in quello precedente.
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01/01/2000 00:00
a_fenice ha scritto:
rischio di ripetermi ma.... vedi nick, non contesto chi è andato a votare, e son convinto che chi ha votato lo ha fatto col trasporto di un'idea pulita del mondo. Sono solo convinto che: A- non è questo il sistema, o il modo B- che il referendum in questione non risolveva nulla, anzi, semmai di ventava pericoloso C- Sono per le battaglie propositive, che tendano a mitigare tutto ciò che è possibile in fatto inquinatorio D- sono ancor più convinto che di quel prodotto, pensando agli attuali utilizzi, non si potrà mai fare a meno (pensavo oggi solo a due aspetti, plastica e vernici.....)e ho paura di cosa faremo il giorno che le pompe rimarranno a secco. E- nel frattempo dobbiamo, tutti, spingere affinchè se ne usi il meno possibile, razionalizzando, adottando alternative, sia per mantenere quanto c'è il più a lungo possibile, sia soprattutto e in primis per lasciare un mondo il più possibile pulito a chi verrà dopo. Però per far questo dobbiamo mettere a tacere gli ostruzionismi ideologici di altri "benefattori". Animalisiti: non vogliono le pellicce, e hanno ragione da vendere, ma le pellicce ecologiche son fatte di plasitica, alias petrolio Ambientalisti: vogliono panorami puliti, ma se vogliamo certi tipi di energia, tipo eolica e pannelli, pur sperando che arrivi il genio che inventi qualcosa di piccolo e altamente produttivo, bisogna legargli le mani quando contrastano tali impianti Ambientalisti/ecologisti: vogliono far cessare i trasposti su gomma, però poco si fa per usare prodotti locali, preferendo quelli che arrivano da oltre oceano, e si oppongono alla creazione di linee ferroviarie, perchè.... si vede una galleria e un viadotto in una valle..... Cioè... il viraggio verso fonti rinnovabili, non si otterrà mai facendo solo compostaggio e raccolta differenziata. Tutto serve, anche un solo passo fa parte di un viaggio di mille miglia, ma se ad ogni passo, trovi qualcuno che ti ributta indietro, teniamoci caro quanto abbiamo, e piuttosto che dividerci tra noi, facciamo capire a questi "fratelli ribelli", che da qualche parte bisogna cedere: la coperta è corta.
Max , ti ho capito, e ti ho detto che mi trovo d'accordo con quanto dici, ma da qualche parte dobbiamo pure iniziare.... come abbiamo già detto, iniziamo da noi stessi, facendo delle piccole cose, nel nostro fare quotidiano, e se a qualcuno piace, sicuramente ci seguirà, e come mettersi nudo in una spiaggia deserta...sono sicuro che chi verrà dopo di te, ti seguirà.
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01/01/2000 00:00
a_fenice ha scritto:
Do ragione a nick54 quando il non voto riguarda le elezioni politiche, perché gli astenuti vengono non so in che calcolo strano considerati voti, e divisi. E a prescindere il non votare significa rassegnarsi alla volontà dei pochi che sono andati a votare. Ma nei referendum, dove conta anche il quorum, il non voto diventa di fatto un voto. Esprime il non senso o la non volontà che quel referendum fosse stato fatto. Per cui è molto di più di un sì o un no. È dire ai promotori, a chi ha millantato in un senso o nell'altro: andate a cagxxxxx.
Mi leggevi nel pensiero, mentre ero intento a scrivere e non avevo ancora letto il tuo intervento, che condivido in toto non perché tu mi dia ragione, ma per il modo in cui l'hai esposta.
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01/01/2000 00:00
siman ha scritto:
quagliozzi ha scritto:
nick54 ha scritto:
quagliozzi ha scritto: Una cosa è certa. Una decisione sul nostro futuro energetico può essere presa SOLO a livello mondiale. Decisioni autonome di uno stato non risolvono il problema.
E secondo te, il protocollo di Kyoto, del 1997, per finire all'ultima conferenza sul clima di Parigi di qualche mese addietro, sono servite a qualcosa? Visto che non hanno lasciato traccia sia in te che nei restanti 195 paesi che hanno partecipato al vertice.
Certo che no. Infatti lo scopo di quelle conferenze non è quello di trovare la soluzione migliore per l'umanità, ma di far sborsare agli stati aderenti consistenti stanziamenti economici.
Fatto salvo che spero un domani (nel senso "proprio già da domani") che ci sia l'aria pulitissima in ogni angolo del pianeta... riguardo ai vari protocolli come quello di Kyoto...io capisco che si debbano invitare i paesi che iniziano (o hanno iniziato da poco) a progredire nel non inquinare. Capisco anche quegli stessi paesi che rispondono: "voi quando noi non avevamo ancora industrie avete fatto e sporcato ciò che avete voluto e adesso pretendete di impedirci il nostro boom economico?" Insomma e come sempre non tutti hanno ragione completamente e nessuno ha torto al 100%. Come affermato da molti (forse tutti) qui dentro, l'unica soluzione ad hoc sarebbe quello di scoprire un'energia pulita che accontenti e renda felice tutta l'umanità (fatto salvo quel 10% che, qualora venga trovata...ci troverà qualcosa di sbagliato o di aleatoriamente pericoloso [;)]) P.S. A Max: no tranquillo....troppe idee per la testa e alla fine, sicuramente e per fortuna, nessun altro mattone via posta in arrivo. [:D]
Si le economie emergenti, (e non) come la Cina, che si affacciava per divenire in seguito tra le prime potenze economiche, e gli Stati Uniti non sottoscrissero quell'accordo e sono a tutt'oggi i maggiori responsabili dell'inquinamento. A tale proposito la Cina sperimentando sulla propria pelle il disastro dovuto all'inquinamento atmosferico, è corsa ai ripari adottando misure molto drastiche, ma ha pure diversificato il suo fabbisogno energetico, che per il 40% deriva da fonti rinnovabili. Per Angelo, bello il racconto postato, anzi una bella parabola!
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01/01/2000 00:00
quagliozzi ha scritto: Se poi qualcuno è convinto di avere le idee chiare, beato lui...[:D]
Sono le convinzioni, che fanno agire...... Credo che sia inutile piangersi addosso, e trovare in ogni argomento un appiglio, affinché pure le migliori intenzioni vengano tacciate di presa per il culo. La questione è un referendum che si esprime con un Si o con un No, oppure astenersi. Rispetto tutte le idee, purchè siano chiare, non ci si può fare scudo delle idee degli altri, senza mai esprimere le proprie in maniera chiara e lampante.
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01/01/2000 00:00
mizioeanto ha scritto:
Non sono intervenuto in questo thread, ma lo faccio ora. Alla fine ho deciso, e ripeto deciso, di NON andare a votare. Non è stata pigrizia, ne menefreghismo. Ho deciso che non ne so abbastanza, ho deciso che su un tema così marcatamente "tecnico" non credo ci sia la necessaria competenza da parte del popolo comune.
Quindi in sintesi da tutto quello che abbiamo dibattuto, è venuto fuori, che la maggioranza degli italiani non è informata abbastanza sulla questione referendaria, una vera e propria disinformazione, che starebbe alla base del non recarsi alle urne. Non ho capito in questo caso il " fattore tecnico" e che noi come italiani, siamo un popolo comune, non competente!!! Quando andavo a scuola, sapevo che se dovevo essere interrogato, dovevo studiare il giorno prima, e questo valeva per tutte le materie, compreso quelle tecniche, anche se non le digerivo. Il mio intento non era, e non è, quello di polemizzare, con chicchesia, ma solo porre l'accento su alcune questioni democratiche, che ci vedono coinvolti come cittadini, e che ancora una volta ci hanno colto impreparati.
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01/01/2000 00:00
Allora cercherò di spiegarti sempre se ci riesco..... Mettiamo che tu sei nato a gennaio del 1850 , e che hai avuto un forte raffreddore, e che tra le altre cose, hanno dovuto misurarti la febbre. Ma questo raffreddore purtroppo era persistente. e la febbre, erano costretti a misurartela ogni giorno, e per vedere come evolveva la situazione se la sono scritta su di un bel foglio di carta. Passavano gli anni, ma questa febbre, invece di scendere saliva e qualcuno diceva , ma adesso è più alta di due anni fa, mano, ma si,guarda è scritto quì. Senza portarla per le lunghe, arrivati ai giorni nostri, qualcuno ha preso quel bel foglio di carta dove vi erano riportete tutte le linee di febbre che hai avuto, ed ha notato, ma guarda.....E' dal 1850 ANNO IN CUI ABBIAMO COMINCIATO A MISURARGLI LA FEBBRE che non si registrava una temperatura simile! Quindi inizia pure da che anno vuoi...., ma ti ricordo che quello è solo il punto iniziale, e non il punto più caldo(che come tutti sanno è altrove).
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01/01/2000 00:00
siman ha scritto:
nick54 ha scritto: Quindi in sintesi da tutto quello che abbiamo dibattuto, è venuto fuori, che la maggioranza degli italiani non è informata abbastanza sulla questione referendaria, una vera e propria disinformazione, che starebbe alla base del non recarsi alle urne.
In parte si e in parte no. Io capisco la delusione dei tanti ecologisti delusi da questo flop elettorale (leggi: quorum non raggiunto). Ma purtroppo, e lo dico con vero rammarico, ciò che avevo pensato e alla luce dei commenti post 23 di ieri, si è rivelato corretto: a nessuno (tolti i movimenti ecologisti che neppure, tuttavia, avevano promosso questo referendum) della questione ecologica non importava un fico secco. Ecco, secondo me, dove ha perso l'ecologia...è stata sfruttata per altri fini e questa è davvero la sconfitta degli più o meno 80% degli elettori che hanno scritto SI. Il governatore della Puglia (dove neppure nella sua regione è stato raggiunto il quorum) parlava di vittoria contro l'attuale governo (del suo stesso partito!....boh...pare che in Italia possiamo vantarci di avere una politica davvero naif!). Il blog dei grilletti ringrazia i 15 milioni di italiani che gli hanno dato fiducia (quindi, seguendo il ragionamento, tutti quelli che son andati a votare SI sono loro elettori (oppure se ne sono bellamente "impadroniti"). Qui, perciò, sta il punto. Forse non era SOLO il "socratiano" sapere di non sapere che ha spinto all'astensione ma anche o soprattutto (e che è capitato a me, per esempio) la volontà di non voler essere sfruttato (spendendo soldi anche miei per indire un referendum) per una vera e propria indagine di mercato/voti sulle vere forze politiche in seno, ancora più grave, ad una stessa coalizione. Qui, secondo me, andrebbe diretto il vero ragionamento. La mia astensione perciò, è un "andate a fanculo!" diretto a tutti (TUTTI!!!) i politici in generale. P.S. Senza contare che qualche piattaforma estrattiva chiusa tra 10 o più anni (su moltissime che rimarranno attive indipendentemente dall'esito referendario) rispetto a polveri sottili varie, inquinamento da carbone e legna combusta, inquinamento sonoro, inquinamento da altri materiali combusti, discariche varie, inquinamento da fertilizzanti vari e chi più ne ha più ne metta, non avrebbero certo risolto i problemi ambientali. Quando e se sarà indetto un referendum serio (questo, perdonatemi, era e come si è dimostrato, di una stupidità e inutilità pazzesca) allora ben volentieri andrò a esprimere una mia opinione.
Sono daccordo. Sulle motivazioni politiche, che hanno veramente "inquinato" questo referendum, caricandolo di significati inesistenti. Come spesso accade , i politici hanno fatto di tutto per ingarbugliare il vero significato del referendum, al quale bisogna aggiungere le varie beghe politiche, all'interno dello stesso partito, per non parlare dell'opposizione, e delle varie associazioni ambientaliste che hanno condito il tutto con immagini che non ci appartengono direttamente , ma che gli sono tornate indietro come un boomerang. Io non sono un estremista, in nessun ambito, sia nudista che naturista, ma cerco nel mio piccolo, di prestare attenzione all'ambiente che mi circonda, adottando tutte quelle cautele per arrecare meno danno. Non capisco, e non capirò mai, chi a fronte di una concessione ricevuta, per sfruttare i vari giacimenti, e pagata una cacata (mi scuso ma è quello che penso), debba pure arrogarsi il diritto di inquinare quando gli pare e piace, questo perchè non vengono messe in atto tutte le varie misure di controllo, o se effettuate, risultano stranamente sempre nella norma. La magistratura, alla fine riesce a metterci una pezza, ma è un andazzo che non sò fino a che punto può reggere. Ecco perchè in questo paese c'è bisogno di una democrazia partecipata!
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01/01/2000 00:00
quagliozzi ha scritto: Una cosa è certa. Una decisione sul nostro futuro energetico può essere presa SOLO a livello mondiale. Decisioni autonome di uno stato non risolvono il problema.
E secondo te, il protocollo di Kyoto, del 1997, per finire all'ultima conferenza sul clima di Parigi di qualche mese addietro, sono servite a qualcosa? Visto che non hanno lasciato traccia sia in te che nei restanti 195 paesi che hanno partecipato al vertice.
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01/01/2000 00:00
siman ha scritto:
nick54 ha scritto:
Ho sempre pensato che a guadagnarci dall'estrazione dei combustibili fossili in italia fossero gli italiani...
Anch'io. Si ma gli italiani quali? Di certo non tu, io e qualche centinai di persone qui dentro e neppure i milioni di persone là fuori. Da soldi oggi (ti risparmi il link e pure il copia incolla intero) il prezzo della benzina rispetto al greggio sarebbe di 50 centesimi...aggiungici il costo di raffinazione e il guadagno (giusto) di petrolieri, trasportatori e benzinai alla pompa...si arriverebbe sugli 80 centesimi. Il resto? Tutte tasse. In più pare che in Francia, quando c'è un aumento del greggio superiore al 10% vengono ridotte le accise proprio per calmierare il prezzo agli automobilisti. Insomma e per sintetizzare: se anche avessimo le chiappe posate sopra un sottosuolo ricco come quello degli emirati arabi... ...non cambierebbe molto. [;)]
"Le paroline magiche che non pronunciano mai i signori del no sono due: royalty e franchigia. Cosa sono le royalty? Sono delle quote in denaro che le compagnie petrolifere versano ogni anno allo stato, alle regioni e ai comuni per lo sfruttamento delle risorse petrolifere. Infatti in Italia le risorse petrolifere sono un bene indisponibile dello Stato, questo vuol dire che il petrolio e il gas dei giacimenti è di proprietà pubblica: tutti noi siamo proprietari di una quota di petrolio e di gas stoccati nei giacimenti. Lo stato però non si occupa direttamente di estrarre queste risorse e “concede” dei titoli di sfruttamento di tali risorse a dei soggetti privati, i quali sostengono i costi per la ricerca e per la costruzione delle infrastrutture necessarie alla loro estrazione. In cambio pagano ai “proprietari” delle risorse, noi tutti, una quota percentuale del valore di quanto estratto. Il problema riguarda la percentuale che viene pagata. Tale percentuale, come si può vedere dal sito del Ministero dello Sviluppo Economico, è pari al 7% per l’estrazione di gas e di olio a terra e del 4% per l’estrazione di olio in mare, a cui sommare una quota del 3% da destinare al fondo per la riduzione del prezzo dei prodotti petroliferi se la risorsa è estratta sulla terraferma o per la sicurezza e l’ambiente se estratti in mare. Se si pensa che in altri Paesi le royalty difficilmente scendono al di sotto del 30%, si capisce benissimo il grande regalo che noi facciamo ogni anno ai petrolieri. La seconda parolina magica, come detto, è franchigia. Che cos’è? La franchigia è una quota annua di gas e petrolio estratti da ogni giacimento sulla quale non si calcolano royalty. Sempre dal sito del Ministero dello Sviluppo Economico si evince che le franchigie sono pari a: 20.000 t di petrolio estratto a terra; 50.000 t di petrolio estratto in mare; 25 Milioni di mc di gas estratto a terra; 80 Milioni di mc di gas estratto in mare. Questo significa che se i titolari delle concessioni ogni anno e da ogni giacimento estraggono un quantitativo di gas e di petrolio pari o inferiore alle franchigie non versano nessuna royalty allo stato. E naturalmente l’interesse dei titolari delle concessioni è quello di pagare meno royalty possibile. Ecco perché dando loro la possibilità di prorogare la durata delle concessioni fino all’esaurimento dei giacimenti, non si fa altro che dir loro: “estraete meno che potete e non versate nemmeno un Euro di royalty, tanto avete tutto il tempo che volete per sfruttare il giacimento”. A tutto questo, come se non bastasse, bisogna aggiungere il fatto che in pratica a comunicare le quantità di petrolio e gas estratte sono gli stessi concessionari con un’autocertificazione che nessuno controlla. Non a caso nel 2010 la Cygam Energy, una società petrolifera canadese, in un suo dossier raccomandava di investire in Italia perché “la struttura italiana delle royalty è una delle migliori al mondo”. Tradotto: “Andiamo a trivellare in Italia perché gli italiani sono degli idioti!” Da quanto detto si capisce come questa norma sia tutta a favore dei titolari delle concessioni e poco della collettività che oltre a incassare poco o nulla dallo sfruttamento di un bene indisponibile dovrà subire tutte le conseguenze derivanti dalle attività di estrazione, incidenti compresi. Altro che benessere per la collettività." Quindi non mi resta che aggiungere......cornuti e mazziati"
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01/01/2000 00:00
siman ha scritto:
nick54 ha scritto:
Zeno ha scritto:
Eh lo so Siman ma così il discorso diventa doloroso e frustrante. Se pensiamo a quanti soldi che l'Italia investe nella guerra ...
Non per niente lo sfogo proposto, era quello di un disertore.....
Questa non l'ho capita.
Scusa....era una battuta... guerra >>>>>>> disertore
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01/01/2000 00:00
Ho sempre pensato che a guadagnarci dall'estrazione dei combustibili fossili in italia fossero gli italiani, ma ho dovuto ricredermi! Svendiamo tutto quello che si estrae, facendo pagare delle royalty irrisorie, le più basse dell'intero continente, perché? http://www.greenreport.it/news/energia/petrolio-italia-le-royalty-piu-basse-deuropa-402-milioni-euro-gli-utili-7-miliardi/ (per Max giuro non l'ho fatto apposta).
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01/01/2000 00:00
a_fenice ha scritto:
Oggi ho ricevuto questo messaggio da whatsapp Immagine utente E mi son sentito di rispondere: Quanto vero!!! E manca che, tanto che siamo ecologici, dobbiamo fare anche i vegani animalisti… e pensavo: le scarpe di plastica no (petrolio), di cuoio no (animali)… torneremo alle scarpe di corda di canapa intrecciata? Speriamo sia almeno quella indiana, almeno ce ne fumiamo un po!!!
Infatti le andiamo a costruire altrove! http://www.agi.it/politica/2016/03/29/news/renzi_negli_usa_italia_leader_delle_energie_rinnovabili-651270/
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02/09/2026 21:37
Vorrei sapere cosa ne pensate per avere uno scambio serio e obiettivo di opinioni. http://www.internazionale.it/notizie/2016/02/24/referedum-trivelle A prima vista non mi sembra molto nocivo rinnovare le concessioni già in atto (anzi!), ma forse sono orba io e hanno ragione quelli che urlano no a rovinare le nostre coste?
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