Caro ionudista, hai letto il mio "appello" ecologico, ma non ne hai colto l'immensa provocazione che c'era dietro. Non te ne faccio una colpa, ma te lo spiego volentieri. Premetto che ho cercato di costruire lo stesso allarmismo (se vuoi stare ai termini italiani corretti e non ami il termine terrorismo) che si legge negli articoli postati da eroe su realtà indiscutibili ma ingigantite per provocare "terrore", paura, allarme.
Penso di sapere abbastanza delle condizioni dei problemi rifiuti nel napoletano, almeno quel che basta per dire che:
Manca una profonda scelta e cultura del riciclato a livello esteso
Si sono costruiti siti esagerati e spesso inidonei di raccolta indistinta di massa
Esiste uno dei termovalorizzatori più grossi ed efficienti, ma che per strani motivi non viene utilizzato, viene utilizzato male (non essendoci differenziata), e si preferiscono scelte che alla fine gravano sui cittadini perché altrimenti non ci sarebbe chi ci guadagna sopra.
Ovvio che non tutta la Campania ne sia interessata, ovvio che il problema essenzialmente gravita solo nelle zone delle cosiddette terre dei fuochi.
Riassuntino? Scelte sbagliate, vecchie, che hanno portato danni ingenti ma localizzati. Recuperi d'emergenza che piani fatti senza gli ordini della mafia e senza interesse collettivo, hanno salvato temporaneamente la situazione.
Un mondo nuovo da costruire.
Possiamo trovarci d'accordo su questi punti?
Immagino di sì. Ma perché allora quando passano i servizi televisivi, ciò che si sente è paro paro a quanto si legge negli articoli sulla Basilicata?
Problemi localizzati che vengono spalmati a livello regionale. Minacce di inquinamenti globali.
C'è un problema di recupero locale, o c'è un messaggio di evacuazione totale della Basilicata è una cortina di ferro che ne sfidi mia l'accesso per le condizioni generali?
Problemi veri e seri ma generalizzati all'infinito per far colpo ( ciò che esagerando ho definito terrorismo).
Spesso quando si didscute di una questione in cui ci sono animi giustamente interessati, ma col paraocchi, può essere utile, a mio parere, fare esempi paralleli diversi per far capire che si, il problema esiste, ma non facciamo gli angeli dell'apocalisse. Assumere questo ruolo significa mettere addosso alla gente il senso del terrore verso qualcosa che va combattuto, e non il senso civico che qualcosa, se proseguito indiscriminatamente, e potenziato, potrebbe negli anni portare devvero danni irreparabili.
Non so sono riuscito a farmi capire.
A me piace quando i problemi vengono analizzati nella loro reale è localizzata portata, non quando vengono massimizzati solo per incutere più determinazione alla rivolta, e ancor peggio, senza aggiungere la coscienza di allontanarsi da quei problemi con tutta una serie d'azioni per cui occorreranno anni solo per diminuirla, e non certo per annullarla del tutto.
Quando un sostenitore del si mi argomenta in merito a quanto dovremmo cambiare usi e costumi, lo apprezzo per questa parte.
Se mi dice togliamo 4 su 100 solo per fare esempi, ben sapendo che al problema origine non caviamo nulla, anzi aggiungiamo, e per farlo mi diffonde problemi altrui e disastri localizzati spacciandoli per già effettivi e massimizzati, beh a questo punto faccio parallelismi per dire sì, il problema c'è, i rischi pure, ma non facciamo "terrorismo" per avere il voto. Siamo realisti e combattiamo diversamente. Andiamo a monte del problema, e spingiamo affinché si possa non produrre inutilmente e sporco, utilizziamo di meno, e ricicliamo ciò di cui non possiamo fare a meno, perché poi le conseguenze possono essere quelle che si sono verificate a X e y, e potrebbero diffondersi ovunque. Non il contrario.
Forse è un discorso contorto, ma è pari pari a quando abbiamo rinunciato al nucleare.
Benissimo non avere quella peste in casa, ma NESSUNO ha detto o fatto per cui a quella quota di energia abbiamo detto no e non la utilizzaremo. Abbiamo solo spostato il problema fuori confine, ad uno sputo di distanza, e ora ci sentiamo col cuore in pace.
A parte il poco senso civico di fregarsene che altri umani si sono sobbarcati i nostri problemi, non abbiamo tolto nulla dai rischi, visto che qualunque danno nucleare alle centrali francesi, né soffriremmo né più né meno che averle in casa.
Se i pozzi dovessero inquinare per rotture etc, poco vale che siano a 4 miglia o a 12. I danni ci saranno lo stesso.
Ed è per me poco corretto dire io non voglio i pozzi, ma mi compro il petrolio dai croati, dagli arabi, e chissenesfrega se si inquinano loro, non son fatti nostri.
Il problema è globale, ciò che succede in Africa prima o poi ne soffriremo anche noi. E chiudere gli occhi e fare gli opportunisti non serve ed è al limite pure ridicolo e da approfittatori.
Se ho un problema di rifiuti, devo essere io a farmene carico e agire in modo da non farne o da recuperarli a modo. Spostare il problema risolve all'inizio, nell'emergenza, ma poi a lungo andare mi torna contro.
Cominciamo a dire: stop alle auto, stop a troppa illuminazione, stop a troppo riscaldamento, stop a vacanze all'estero, stop a… migliaia di cose. Il consumo diminuisce, anche se non si azzererà mai, ma ci sarà sempre meno bisogno di petrolio.
Con meno consumi potremmo anche arrivare a si che il poco di energia pulita sia anche magari sufficiente.
Cioè per me il problema non si risolve con cose come chiudere due trivelle, ma istigando tutta una politica diversa, nuova, un nuovo senso civico.
Questa cosa mi sembra solo (e forse lo è, ma lascio il dubitativo) io son di destra, te di sinistra, e ti combatto dove posso anche se in cose senza senso, solo per il gusto di darti addosso… ma con conseguenza affatto risolutive, anzi (e metto il dubitativo pure qua) magari pure peggiorative su altri fronti tangenti.