A parte che io ho parlato di referendum in quanto istituzioni, e del non voto che significato ha, sempre che non sbaglio, io personalmente credo che a certi problemi e soluzioni il popolo vada a votare solo a "sentimento", senza alcuna cognizione scientifica vera.
Mi sembra di rivivere le lotte agli antitumorali di Di Bella, o delle Staminali, o quelle contro i vaccini, e mille altre battaglie fatte in nome del cuore, ma senza alcuna cognizione di causa, rivelatesi spesso delle enormi bufale.
Io non mi ritengo in grado di capire le reali portate dei problemi, non ho numeri, sapienza e conoscenza, ne tantomeno cognizione delle reali alternative.
Qui vedo solo barricate idealistiche sostenute da persone, che seguono ciò che altri sostengono, senza però che abbiano le conoscenze nel senso di scienza in merito.
Mi chiedo a cosa servono università e lauree, se ogni cittadino può sapere tutto di tutto e avere le cognizioni per discutere di ogni argomento. Io non me la sento di farlo.
Se gli stessi scienziati sono in completo disaccordo, come possiamo noi esere certi di essere nel giusto, sia per il si che per il no?
Io posso solo constatare quanto polverone ci sia in mezzo ai mille comunicati che arrivano, e più ne leggo, più ritengo di non votare, se non altro perchè non ho la scienza e la conoscienza necessaria per esprimete un parere vero su un problema di cui sento solo dire cose sensa senso.
Prendo una parte del blog che ha postato eroe, per commentarlo, dal mio punto di vista di ignorante.
Gas, l’alternativa alle trivelle esiste già: col biometano 4 volte più gas che dalle piattaforme
20 delle 26 concessioni che estraggono gas entro le 12 miglia non pagano royalties
[29 marzo 2016]
sin dall'inizio si parlava di 4 trivelle, altri 21, ora 20 su 106, ma almeno tra loro sanno di cosa parlano? Almeno quante sono lo sanno?
L’ultimo allarme lanciato dal fronte dell’astensione al referendum del 17 aprile sulle trivellazioni in mare entro le 12 miglia è quello su un’Italia messa in ginocchio senza il gas estratto da quelle trivelle e costretta ad aumentare le importazioni dall’estero via nave, Legambiente risponde che «sono tutte bugie» e cita numeri e studi: «Il gas estratto nelle piattaforme oggetto del referendum non arriva al 3% dei consumi nazionali. E, com’è noto, il gas nel nostro Paese arriva attraverso i gasdotti».
-Allora decidiamoci. Sono trivelle petrolifere o di gas?
E se sono di gas, perchè tutti quegli slogan di inquinamenti petroliferi, tipo l'ultimo postato da Carla? Chi sta millantando pericoli? Se gli stessi referendari ammettono si tratta di gas, perchè quel terrorismo petrolifero?
- il gas prodotto in meno non arriverà via nave. Perfetto, però si dovrà comunque acquistare all'estero, o no? Perchè a meno non ne faciamo di sicuro.
- il gas estratto non arriva al 3%...e per un misero 3 %, di gas, mettiamo su tutto sto putiferio? Considerando tra l'altro che le trivelle non chiuderanno, come spiega bene la pubblicità sul referendum, ma varrebbe solo la data di fine concessione, e non la fine dello sfruttamento possibile, a chi giova tutto sto bordello? Fanno proprio schifo qualche milione di mc di gas prodotto in casa.
Ma soprattutto il Cigno Verde sottolinea che «L’alternativa alle trivellazioni di gas in Italia esiste già: con il biometano si può produrre una quantità di gas quattro volte superiore a quella che si estrae dalla piattaforme entro le 12 miglia, creando più lavoro e opportunità per i territori».
Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente, evidenzia che «Il vero grande giacimento italiano da sfruttare non è sotto i nostri mari ma nei territori, e nella valorizzazione del biogas e del biometano prodotti da discariche e scarti agricoli. I numeri sono chiarissimi: già oggi si produce elettricità in Italia con impianti a biogas che garantiscono il 7% dei consumi. Ma il potenziale per il biometano, ottenuto come upgrading del biogas e che può essere immesso nella rete Snam per sostituire nei diversi usi il gas tradizionale, è in Italia di oltre 8miliardi di metri cubi. Ossia il 13% del fabbisogno nazionale e oltre quattro volte la quantità di gas estratta nelle piattaforme entro le12 miglia oggetto del referendum. Il problema è che questi interventi sono bloccati proprio dalle scelte del Governo».
e qui inizia tutta una presentazione di centrali a biometano.
Bene, ottima cosa... vicino a casa mia ne hanno installato uno. Lo riempiono spesso, visto che la macerazione è molto rapida. Quando aprono le paratie, per togliere il già combusto per inserire i nuovi rifiuti, nonostante il deposito si trovi a oltre 3 chilometri, tutta la vallata viene riempita di un puzzo pestilenziale che prende alla gola, e fa soffocare di brutto: impedisce la respirazione. Piccoli e anziani compromessi devono sloggiare dal paese minimo per un giorno, se non due, finchè non arriva un po di vento che spazza via la pestilenza. Non vi dico che gusto abbia mangiare con quella roba nel naso.
Forse non sarà tossica, anzi sicuramente (lo spero) però è un disagio immane. Per anni sono stato a Lido di Dante, dove c'è la trivella più grossa, e non ho mai sentito puzze, non ho mai visto petroli, oli galleggianti, e cozze e telline le abbiamo sempre mangiate in qutita e senza problemi. Non solo, le meduse stazionano felicemente in zona, e sappiamo benissimo che dove l'acqua è inquinate, meduse non ne trovi.
Ma lasciamo da parte i disagi.
MI domando, come già mi sono domandato all'inizio. Fatte salve le fesserie (e si, questo me lo permetto, perche se le stesse associazioni ambientaliste emettono comunicati in completo disaccordo tra loro, tanto da sembrare numeri scritti a caso, tanto per scrivere..... non si può giungere ad alto commento; aggiungendo le pubblicità "spavento" sul petrolio che però è gas), fatto giusta la considerazione di proporre alternative ritenute ancor più valide, visto che danno "maree" di posti di lavoro, e visto che tra allevamento e rifiuti umani di "cacca" ne siamo sommersi, perchè nessun investitore viene sollecitato a tal fine, o perchè non viene a loro stessi l'idea di produrre in tal senso? Che forse non c'è ritorno, che sia una bufala anche il prodotto ipotizzato? Immagino e spero di no, ma allora il problema?
Il governo che non da contributi a tali iniziative? non concede spazi per farle? Potrebbe essere possibile, non sono un esperto.
Vengono pure ipotizzati blocchi di aquisizione di tali prodotti da parte di Snam etc, ma perchè? Li dovrebbe pagare di più, ci sono altri interessi dietro, noi possiamo arrivare a saperlo con notizie certe, e soprattutto, chiudere quei pozzi farebbe cambiare lo staus quo?
Ma allora dico, visto che loro stessi (leggi sopra) ammettono che queste trivelle, di fatto, non sono un problema, o molto minimale, quanto costava meno lanciare la raccolta firme per una proposta di legge in tal senso (produzione da biomasse), nel frattempo sarebbero state costruite, sarebbero diventate operative e produttive, e a quel punto si, far chiudere le trivelle, ma da subito, e non chissà quando? Perchè chiudere ciò che è certo, in attesa che il governo legiferi per far costruire le biomasse, poi farle diventare produttive, poi farle diventare sostitutive?
Prima di chiudere una porta, non è meglio che la stalla sia stata riempita?
LA confusione è tanta, l'incertezza ancor di più. Troppo terrorismo e troppa richiesta di decidere su fatti di cui non sappiamo un bel nulla, ne in bene ne in male, a mio parere.