Referendum

carla77 02/09/2026 21:37 18.036 Visite
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01/01/2000 00:00
Non servirà a nulla, faranno ancora quello che vogliono, sarà solo una goccia nel mare, saranno solo soldi buttati... ma ogni volta che potrò esprimere la mia opinione eserciterò il diritto di farlo, anche solo per il rispetto delle persone che lottano e muoiono per questo ideale. Immagine utente
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01/01/2000 00:00
DINGOPINO: Io direi andiamo tutti in bici, solo chi per qualche problema del fisico non puo --- va be. Poi si si veste un po di piu in inverno (a parte me) e con quello si risparmia abbastanza per quei 9% o po di piu che si va a perdere salvando un po della nostra natura. Dingopino,sei un genio. Tu ci hai dato la soluzione e nessuno ti ha ascoltato.
a_fenice ha scritto:
...nessuno smetterà di riscaldarsi a metano, nessuno rinuncerà all'auto, nessuno alla luce, nessuno a lavatrice e lavastoviglie, e nessuno alle vacanze, magari puntualmente all'estero.
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01/01/2000 00:00
Il link nn è disponibile,cosa diceva?
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01/01/2000 00:00
4 impianti su altri 106 che rimangono dove sono. E quando non ci sono fonti energetiche alternative, e di alternativo c'è che quella quota che mancherà bisognerà comprarla ancora dal l'isis. E con un costo referendario da urlo, sicuramente disertato dagli italiani come il 99% di tutti i referendum, o aggirato dal governo se poco poco vince. E con la scenetta solita di lotte per chi ha più potere? Ma annassero affxxxxxxxxxx
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01/01/2000 00:00
Nota che ritengo OT. Sugli autovelox etc non è che sia contrario, ma abbiamo visto come son stati e saranno usati per far cassa in molti casi, e non reale disciplina del traffico insolente. Li ho inseriti in un discorso più ampio, come esempio di malcostume delle amministrazioni, in cui la sicurezza e la tutela ambientale etcetc, non sono i reali motivi di scelta e applicazione. Idem per gli altri esempi. Il discorso generico che odio, è che ritengo che spesso ci facciamo abbindolare da falsi buoni motivi, che poi nella realtà servono a scopri più biechi e di potere. Referendum. Ne ho visti tanti abbandonati, di validi (vedi finanziamenti ai partiti), come ne ho visti di abrogativi senza senso (ministero foreste e agricoltura, forestale, per dirne un paio), che tempo due giorni son stati pure raggirati chiamando le stesse cose con altri nomi. La vera condanna è più che altro il fatto che non esiste un referendum propositivo, e che quando si lanciano proposte di legge, non bastano la marea di firme necessarie, perché poi si passa sotto il tagliere di commissioni, calendarizzazioni e soprattutto la caduta dei governi, che costringe a ricominciare tutto da capo. Una cosa che ritengo assurda. Abbiamo fatto una proposta, se non la discute un parlamento la discuterà il successivo. No, decade. Bah!! Comunque questo è OT rispetto al tema dei pozzi.
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01/01/2000 00:00
Grazie Carla per il prezioso contributo. Una piccola nota a margine di miei precedenti post. Ieri ero a Cesanatico, nota località marina vicino a Cesena. Stavamo guardando il mare, ed eccola lì, a pochi passi dalla riva, la megatrivella locale. Poco più distante un'altra. Ho subito ripensato a questo topic. La spiaggia era a dir poco perfetta, per quanto ancora in pieno regime invernale. Una passeggiata e siamo arrivati al molo del porto. Mi giro, e un megacartellone troneggiava in bellavista. Bandiera blu 2015. Non aggiungo altro commenti, chi ha cervello sa cosa significa.
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01/01/2000 00:00
vedi ionudista, a parte il fatto che nessuno ha affermato nulla, e dubitare è lecito, quando si vedono certe manfrine, quanto se ne stanno montando, un piccolo velato dubbio, può anche venire. Se pensiamo che poco tempo fa è stato montato un topic con il dubbio che addirittura l'America faccia ostruzione alla Russia per quanto riguarda lo sviluppo del Tesla.... figuriamoci se non potrebbe succedere una coa simile. Ai primi post feci una domanda all'amico Giampaolo (Trionat), di cui ho un'assoluta fiducia e amicizia. E lui mi risponde, e mi posta un articolo di Greenpeace, con foto di repertorio, ovviamente, ma con una casistica eventuale i danni impossibili. Aggiungi che quell'articolo è stato scritto del medesimo ente/associazione/xxx che alle spiagge in discussione, propina da anni il bollino (non ricordo come si chiama ora il riconoscimento del medesimo) di luogo perfetto dal punto di vista ambientale. E ti riporto una cosa che ci successe qualche anno fa in campeggio. Lido di Dante e la sua pineta è notissimo per l'alta concentrazione di zanzare, dalle tigre alle notturne, notissime in ambito sanitario perchè portatrici di numerosi virus che fanno escludere dalla donazione tutti i donatori della zona durante i mesi estivi, e il resto d'Italia deve sobbarcarsi il rifornimento di emoderivati ed emocomponenti di tutta l'area. Bene, ogni tanto il gestore del campeggio, mosso a compassione, con le @@ rotte dai clienti, comprava la sua buona dose di insetticida, autorizzato all'uopo ovviamente, e avvisava quando sarebbe stato distribuito. Sai cosa accadeva spesso? Che gli ambientalisti chiamavano i vigili, che arrivavano, e senza guardare nulla, intanto sequestravano. Dopo una settimana di media poi restituivano il maltolto, e la spruzzata veniva effettuata... nel frattempo i clienti, già strapieni di pizzichi, dovevano continuare per altri giorni a sopportarli, per il gran interessamento ecologico di quei ambientalisti.... Accuse reali? Nessuna. Possibile sospetto? Non mi meraviglierei affatto. Il mondo non è vario, è avariato, e non mi stupisce più nulla
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01/01/2000 00:00
Ovvio che una votazione referendaria, avendo tra i suoi requisiti anche il quorum, non può essere associata ad una votazione politica, a meno di contare i due quorum separatamente. Sarebbe violare il non voto che è anch'esso un voto. Sulle questioni ecologiche, sento da anni menare can per l'aia, su argomenti di cui verrebbe voglia di prendere un palo per far ragionare chi non ragiona. Nucleare. Bene l'averlo vietato, ma se poi compriamo energia da coloro che a due passi dal confine, lo producono per noi e proprio col nucleare, è un falso ideologico che fa schifo. Smettiamo di comprarla e dividiamo la poca prodotta in casa, e allora sì che saremmo coerenti. Pozzi petroliferi o di metano. Vietarli per supposti problemi ecologici, e poi adiamo a comprare i medesimi all'estero. Altra falso ideologico. Fanno davvero disastri e danni? Bene, allora ci si impegni e si chieda di studiare ogni forma alternativa possibile. Ma vietare quel poco che abbiamo fa sì che siamo e saremo sempre più succubi del Putin o dello sceicco di turno. Chiedere di far chiudere 4 pozzi su 110, fa sorridere, fa schifo, fa pena. Il permettere la permanenza dopo le 12 miglia, se è o fosse davvero ecologicamente pericoloso, cosa cambia? Quando un qualsiasi inquinamento percorre migliaia di chilometri sia via aria, terra che mare, cosa cambia? Invece di far spendere soldi per chiudere quei 4, forziamo la mano per far decollare altri sistemi. Tutti questi giochi sembrano dire soltanto: siccome non riusciamo ad ottenere il top, intanto accontentiamoci degli scarti. Personalmente se devo ottenere degli scarti, preferisco non ottenere nulla e rimandare la battaglia. Oggi come oggi è così ovunque e per tutto. Ci depenalizzano i reati minori, si strilla alla vittoria, e non si vede che ora tutti si sentiranno in dovere di perseguitarci pur di far cassa, come con gli autovelox o i Tred. Vogliamo la libertà nudista, e facciamo approvare leggi che sembrano darci tutto, ma ce la mettono nel di dietro, perché nessuno ci da nulla, e nel contempo ci crea divieto ovunque. E potrei proseguire. Di queste vittorie di Pirro ne faccio a meno. Preferisco continuare ad avere 4 pozzi a poca distanza dalla costa, coste tra l'altro che hanno avuto il bollino blu, come il delta del Po nonostante il pozzo Edison da un milione di mc di metano/anno, metano che non siamo stati costretti a comprare da Putin. Inquinano? Dove, come? Se inquinano è inutile chiudere quelle e non le altre. Facciamo sì che siano più protette. Non facciamo come con i rifiuti (vedi Napoli) I termovalorizzatori no, le discariche no, la differenziata no. Botte piena e moglie ubriaca? Cominciamo a produrre meno scarti, ognuno i suoi, e a casa sua. Poi cominciamo a far sì che ciò che scartiamo sia utile in altri modi, etc etc. Combattiamo per questo, non per fare figli e figliastri su regole del Menga, di cui non ripeto la fine del famoso detto.
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01/01/2000 00:00
Magari fosse solo problema di riscaldamento e bicicletta… che ha i pneumatici di gomma [:0][:0] Provate a ragionare un attimo, e vedrete che quasi il 90% di quanto usiamo oggi è un derivato petrolifero. Poi ragionate un attimo su quanto scritto anche dalla geologa: le nostre trivelle sono di metano: quindi non possono inquinare neanche a volerlo, ed è il gas usato perché meno che inquinante. Se anche una trivella perdesse...metano, il tempo di arrivare a contatto dell'aria e prenderebbe fuoco da se. Nessuno scarto, nessun gabbiano nero, nulla di nulla... Le foto mandate in giro da Greenpeace sono di fatto dei falsi, o meglio, foto di eventi legati a disastri petroliferi, e non da perdite di metano. Chi se la sente di ritornare all'età della pietra? Chi se la sente di comunque dover acquistare il medesimo metano da altri? Vero che 4 o poco più pozzi non fanno differenze abissali, ma tra produrre in proprio ciò che acquisteremmo comunque, e ottenere la stessa roba prendendola da altri, l'unica differenza la farà il bilancio importazioni/ esportazioni, con nuovo crollo del Pil e delle sue conseguenze. Poi tasse, meno stipendi, di nuovo crisi. Per cosa? Solo per un falso ideologico e solo per far contro a Renzi. Mi domando davvero cosa ci sia dietro a tutta questa enorme montatura. Si, ok, dalla schiavitù del petrolio dobbiamo liberarci, anche perchè prima o poi finisce, e all'età della pietra ci torneremo più che sicuramente. Lavora per stimolare fonti alternative, ed ecologiche deve essere un'impegno di tutti. Cercare di usare il meno possibile di tale prodotto della natura idem, ma nel frattempo..... usiamo il cervello, e non gli stimoli sbagliati.. si a questo punto dico sbagliati, dei soliti detrattori di tutto.
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01/01/2000 00:00
quagliozzi ha scritto:
a_fenice ha scritto: Mi domando davvero cosa ci sia dietro a tutta questa enorme montatura.
Il business delle energie alternative, secondo me, che trova ampi spazi grazie al "terrorismo ecologico".
non è da escludere. Come nei pc. Ormai sembra assodato che i maggiori diffusori di virus siano gli stessi produttori di antivirus. Non si spiegherebbe altrimenti quanti hacker al mondo non hanno un cacchio da fare che mettere in giro quella robaccia.
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01/01/2000 00:00
Hai ben sciacquato tutto te, e hai continuato a farlo nei secoli succeduti dopo [}:)][}:)][}:)]. Est est est
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01/01/2000 00:00
Eroe ha scritto:
a_fenice ha scritto:
Eroe mi ha stuzzicato, ho letto i suoi link, e ho cercato altra roba, molta di parte, purtroppo. ...
Intendi dire che se uno è contrario alle trivelle è di parte se invece uno è a favore delle trivelle non è di parte? L'A.N.AB. dopo averne esaminato tutti gli aspetti si è schierata contro le trivelle. Inoltre informati …*********
intendo dire che finora, tranne un articolo della geologa postato da Carla, ho letto solo una delle due sponde di pensiero. Quindi di una parte delle due tesi su cui bisogna votare. Se devo dare il mio voto, di una questione vorrei saperne i pro e i contro, purtroppo si, in questo caso entrambi di parte (tanto ognuno tira l'acqua al suo mulino), e farmene un'idea il più seria possibile, perché non mi sento così esperto da poter affermare nulla di serio. E il fronte del sì mi ha convinto. Mi ha convinto che il problema trivelle esiste, che il problema fonti rinnovabili esiste, che il problema energie alternative, prima che il mondo soffochi esiste, ed è molto più reale di quando non si pensi. Ma è il quesito referendario che fa ridere. Non è chiudendo 4 pozzi che si risolve il problema, che è infinitamente più grande è grave di quei quattro pozzi. Il problema è a monte. Consumiamo troppa energia inutile, moltissima della quale potremmo farne a meno. Siamo dei disgraziati ecologici, che non controlliamo quanto questo se ne fregano tra trivellare, rettificare, sputtanare il territorio e l'ambiente. Siamo dei sparafuffe in merito a quanto abbiamo già di rinnovabile, e a quanti paletti mettiamo a chiunque gli prende la voglia di produrre energia diversa, da parte di ogni fronte. Non discuto il problema, non discuto che vada fatto qualcosa di serio, ma non sono, ancora, convinto che il referendum serva a qualcosa di serio, ma sia solo una zappata alle gambe illusoria. È questo che vorrei leggere, capire. Come 4 su 106 o quanto cavolo siano, possano giustificare 300 milioni di spesa e quanto effettivamente servano a risolvere il problema. Fammi capire questo, non quanto siano pericolose, che quello l'ho già capito. Ripeto, avrei visto spesi meglio i soldi, se si fosse fatto, dico una boiata, un sit in permanente a Roma, finché non lanciano proposte serie di ricerca e agevolazione al rinnovabile. E con 300 milioni sai quante iniziative potevano essere lanciate? Ai referendum in genere non ho mai creduto. Non sono mai serviti a nulla, anche ciò che è stato abrogato, in qualche modo è stato sempre rimesso. Qui chiudiamo 4, ma rimangono attivi tutto ciò che è ad uno sputo di distanza, e li continueranno a crescere. Che mi cambia? Un segnale di cosa? Sai quanto gliene frega ai politici anche se perdono? Troveranno solo nuovi sistemi per tassarci e farci tirar fuori diversamente i soldi mancanti dalle royality, ecco quello che succederà. E senza altri vantaggi per l'economia, l'ambiente ne altro. Convincimi del contrario, se hai tesi da darmi, sull'utilità di questo referendum. Son pronto ad ascoltare.
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01/01/2000 00:00
A parte che io ho parlato di referendum in quanto istituzioni, e del non voto che significato ha, sempre che non sbaglio, io personalmente credo che a certi problemi e soluzioni il popolo vada a votare solo a "sentimento", senza alcuna cognizione scientifica vera. Mi sembra di rivivere le lotte agli antitumorali di Di Bella, o delle Staminali, o quelle contro i vaccini, e mille altre battaglie fatte in nome del cuore, ma senza alcuna cognizione di causa, rivelatesi spesso delle enormi bufale. Io non mi ritengo in grado di capire le reali portate dei problemi, non ho numeri, sapienza e conoscenza, ne tantomeno cognizione delle reali alternative. Qui vedo solo barricate idealistiche sostenute da persone, che seguono ciò che altri sostengono, senza però che abbiano le conoscenze nel senso di scienza in merito. Mi chiedo a cosa servono università e lauree, se ogni cittadino può sapere tutto di tutto e avere le cognizioni per discutere di ogni argomento. Io non me la sento di farlo. Se gli stessi scienziati sono in completo disaccordo, come possiamo noi esere certi di essere nel giusto, sia per il si che per il no? Io posso solo constatare quanto polverone ci sia in mezzo ai mille comunicati che arrivano, e più ne leggo, più ritengo di non votare, se non altro perchè non ho la scienza e la conoscienza necessaria per esprimete un parere vero su un problema di cui sento solo dire cose sensa senso. Prendo una parte del blog che ha postato eroe, per commentarlo, dal mio punto di vista di ignorante. Gas, l’alternativa alle trivelle esiste già: col biometano 4 volte più gas che dalle piattaforme 20 delle 26 concessioni che estraggono gas entro le 12 miglia non pagano royalties [29 marzo 2016] sin dall'inizio si parlava di 4 trivelle, altri 21, ora 20 su 106, ma almeno tra loro sanno di cosa parlano? Almeno quante sono lo sanno? L’ultimo allarme lanciato dal fronte dell’astensione al referendum del 17 aprile sulle trivellazioni in mare entro le 12 miglia è quello su un’Italia messa in ginocchio senza il gas estratto da quelle trivelle e costretta ad aumentare le importazioni dall’estero via nave, Legambiente risponde che «sono tutte bugie» e cita numeri e studi: «Il gas estratto nelle piattaforme oggetto del referendum non arriva al 3% dei consumi nazionali. E, com’è noto, il gas nel nostro Paese arriva attraverso i gasdotti». -Allora decidiamoci. Sono trivelle petrolifere o di gas? E se sono di gas, perchè tutti quegli slogan di inquinamenti petroliferi, tipo l'ultimo postato da Carla? Chi sta millantando pericoli? Se gli stessi referendari ammettono si tratta di gas, perchè quel terrorismo petrolifero? - il gas prodotto in meno non arriverà via nave. Perfetto, però si dovrà comunque acquistare all'estero, o no? Perchè a meno non ne faciamo di sicuro. - il gas estratto non arriva al 3%...e per un misero 3 %, di gas, mettiamo su tutto sto putiferio? Considerando tra l'altro che le trivelle non chiuderanno, come spiega bene la pubblicità sul referendum, ma varrebbe solo la data di fine concessione, e non la fine dello sfruttamento possibile, a chi giova tutto sto bordello? Fanno proprio schifo qualche milione di mc di gas prodotto in casa. Ma soprattutto il Cigno Verde sottolinea che «L’alternativa alle trivellazioni di gas in Italia esiste già: con il biometano si può produrre una quantità di gas quattro volte superiore a quella che si estrae dalla piattaforme entro le 12 miglia, creando più lavoro e opportunità per i territori». Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente, evidenzia che «Il vero grande giacimento italiano da sfruttare non è sotto i nostri mari ma nei territori, e nella valorizzazione del biogas e del biometano prodotti da discariche e scarti agricoli. I numeri sono chiarissimi: già oggi si produce elettricità in Italia con impianti a biogas che garantiscono il 7% dei consumi. Ma il potenziale per il biometano, ottenuto come upgrading del biogas e che può essere immesso nella rete Snam per sostituire nei diversi usi il gas tradizionale, è in Italia di oltre 8miliardi di metri cubi. Ossia il 13% del fabbisogno nazionale e oltre quattro volte la quantità di gas estratta nelle piattaforme entro le12 miglia oggetto del referendum. Il problema è che questi interventi sono bloccati proprio dalle scelte del Governo». e qui inizia tutta una presentazione di centrali a biometano. Bene, ottima cosa... vicino a casa mia ne hanno installato uno. Lo riempiono spesso, visto che la macerazione è molto rapida. Quando aprono le paratie, per togliere il già combusto per inserire i nuovi rifiuti, nonostante il deposito si trovi a oltre 3 chilometri, tutta la vallata viene riempita di un puzzo pestilenziale che prende alla gola, e fa soffocare di brutto: impedisce la respirazione. Piccoli e anziani compromessi devono sloggiare dal paese minimo per un giorno, se non due, finchè non arriva un po di vento che spazza via la pestilenza. Non vi dico che gusto abbia mangiare con quella roba nel naso. Forse non sarà tossica, anzi sicuramente (lo spero) però è un disagio immane. Per anni sono stato a Lido di Dante, dove c'è la trivella più grossa, e non ho mai sentito puzze, non ho mai visto petroli, oli galleggianti, e cozze e telline le abbiamo sempre mangiate in qutita e senza problemi. Non solo, le meduse stazionano felicemente in zona, e sappiamo benissimo che dove l'acqua è inquinate, meduse non ne trovi. Ma lasciamo da parte i disagi. MI domando, come già mi sono domandato all'inizio. Fatte salve le fesserie (e si, questo me lo permetto, perche se le stesse associazioni ambientaliste emettono comunicati in completo disaccordo tra loro, tanto da sembrare numeri scritti a caso, tanto per scrivere..... non si può giungere ad alto commento; aggiungendo le pubblicità "spavento" sul petrolio che però è gas), fatto giusta la considerazione di proporre alternative ritenute ancor più valide, visto che danno "maree" di posti di lavoro, e visto che tra allevamento e rifiuti umani di "cacca" ne siamo sommersi, perchè nessun investitore viene sollecitato a tal fine, o perchè non viene a loro stessi l'idea di produrre in tal senso? Che forse non c'è ritorno, che sia una bufala anche il prodotto ipotizzato? Immagino e spero di no, ma allora il problema? Il governo che non da contributi a tali iniziative? non concede spazi per farle? Potrebbe essere possibile, non sono un esperto. Vengono pure ipotizzati blocchi di aquisizione di tali prodotti da parte di Snam etc, ma perchè? Li dovrebbe pagare di più, ci sono altri interessi dietro, noi possiamo arrivare a saperlo con notizie certe, e soprattutto, chiudere quei pozzi farebbe cambiare lo staus quo? Ma allora dico, visto che loro stessi (leggi sopra) ammettono che queste trivelle, di fatto, non sono un problema, o molto minimale, quanto costava meno lanciare la raccolta firme per una proposta di legge in tal senso (produzione da biomasse), nel frattempo sarebbero state costruite, sarebbero diventate operative e produttive, e a quel punto si, far chiudere le trivelle, ma da subito, e non chissà quando? Perchè chiudere ciò che è certo, in attesa che il governo legiferi per far costruire le biomasse, poi farle diventare produttive, poi farle diventare sostitutive? Prima di chiudere una porta, non è meglio che la stalla sia stata riempita? LA confusione è tanta, l'incertezza ancor di più. Troppo terrorismo e troppa richiesta di decidere su fatti di cui non sappiamo un bel nulla, ne in bene ne in male, a mio parere.
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01/01/2000 00:00
quagliozzi ha scritto:
luca42 ha scritto: Che altro aggiungere, penso che andro' a votare e comunque con le idee non chiare
Una sintesi dettata da persona di buonsenso. Pur informandosi non si riesce ad avere le idee chiare. E che idee potranno avere quelli che andranno a votare senza informarsi? Sulla base di una foto con un pellicano con le ali sporche di petrolio? Una cosa è certa. Una decisione sul nostro futuro energetico può essere presa SOLO a livello mondiale. Decisioni autonome di uno stato non risolvono il problema.
appunto. Mancano pochi giorni, non ho le idee chiare neanche io. So per certo solo alcuni dei ragionamenti che ho già scritto e non ripeto. Si bisogna cambiare rotta, ma cominciando da se stessi, non facendo guerra a chissà chi, non avendo coscienza di cosa succederebbe dopo. Tanto o poco che sia. Mi veniva in mente, chissà perchè, esempi come i floppy disk e le musicassette. Cosa ne hanno determinato la scomparsa? LA nascita di tecnologie nuove, e la cessazione d'uso delle medesime. Ecco diciamo che la vedo in questo modo. Problemi esistenziali (perchè della nostra esistenza e di quella dei nostri figli parliamo) lo sono e vanno risolti. Ma non cacciando la testa sotto la sabbia come gli struzzi. Prendere consapevolezza del vero problema (tecnologia e emergia), e fare ognuno la propria parte per averne meno bisogno possibile, o in forma diversa. E cominciare dal poco. Cominciare per ridurre il bisogno, per spingere verso la trasformazione. In questo modo il calo naturale del bisogno, farà si che tutto si tramuti. Percorso lungo? Forse, ma non è acqusitando fuori casa invece che produrre di proprio cambi le cose e la tendenza. Proprio oggi, in gran ritardo causa maltempo, ho sistemato l'orto di mamma, ripulendo, zappando etc. Una volta, nei tempi antichi, si andava dal contadino, che portava il letame, e si vangava. Poi son arrivati i concimi chimici, che sopperivano benissimo all'uso. Ma il terreno si è impoverito, è rimasto solo terra insulsa e senza forza, senza pacciamatura. Quintali d'acqua per ottenere poco, e acqua a gogò. Rifuiti. Ricordo i cassonetti sempre pieni e puzzolenti di ogni materiale di scarto, che veniva gettato senza tanti timori ne paure. D'estate era un incubo averne uno vicino casa. Qualche tempo fa la proposta del comune di installare i bidoni per il riciclaggio dell'umido. Primo effetto i cassonetti puliti, solo materiale irrecuperabile (tranne il rifiuto abusivo di qualche deficente). Poi abbiamo cominciato ad usare il bidone, abbiamo imparato a riempirlo, farlo maturare, e durante tutto l'anno ci mettiamo dentro sia l'umido di casa, cosi come le varie erbe non dannose ricavate dalla produzione orticola. Gli allevamenti che ti forniscono letame son scomparsi, ma almeno c'è chi ha pensato di produrne a formato pellet, si chiama stallatico. Semplice cacca pressata e asciugata, naturlae come tanti anni fa. Oggi ho aperto il bidone, ho raccolto tanto bell'humus ben macerato e non acido al punto giusto. L'ho sparso nell'orto, ho aggiunto un po di stallatico, e ho zappato tutto, sotterrando. Entro settimana prossima, il tempo di far stabilizzare quanto messo sotto terra, e le prime piantine verranno messe su quell'orto. Il concime c'è, e non chimico. Il riciclato pure, e sarà l'humus necessario a che l'acqua venga assorbita e ridistriubiuta alle piante pian piano, cosi ci sarà meno spreco d'acqua e le piante staranno molto meglio. Cosa è costato? La fatica di prendere il sacchetto dell'umido da dento casa, e depositarlo li dentro invece che nel cassonetto. E ci ho riciclato pure i nuovi insulsi ma riciclabili sacchetti della spesa a fibra di mais. Inoltre il comune ti riconosce uno sconto sulle tasse dell'immondizia. Dunque: niente chimica, niente rifiuti al comune, niente puzze, meno acqua, terreno ritornato allo stato fertile naturale, bello grasso, niente fatica a farlo, orto più nutrito in tutti i sensi, e i prossimi pomodori, zucchine, cetrioli, peperoni, insalate, allevate al naturale, con sapori di una volta, questi si davvero a chilometri zero. Col petrolio, con le energie, per me, bisogna andare nella stessa direzione. Eolico, pannelli, tutto ciò che possiamo per chiedere di meno in forma inquinante, usando meno di tutto, di tutto ciò che consuma. Non si sarà bisogno di trivelle e pozzi quando non ci sarà chi consuma. Il che è utopistico, ma possiamo navigare in tal senso, nell'attesa che arrivi l'idea giusta e produttiva. Votare in un referendum cosi falsato? Tra dire un si in cui non credo, dire un no di cui non sono sicuro al 100 %, preferisco davvero, ad oggi, astenermi dicendo: io non ne so un cacchio, nemmeno gli scienziati sono daccordo tra loro, quindi io farò la mia parte diversamente.
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01/01/2000 00:00
Forse pensarci due volte a chi mettiamo la X nel chiuso della cabina elettorale, prima ancora di doverli contestare dopo?
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