Referendum

carla77 09/03/2016 09:35 18.432 Visite
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06/04/2016 13:44
Ehi nick, ma hai letto quello che hai postato? Altri dati confusi e incongruenti in primis. Ammissione che la quota di cui si parla è irrisoria (me li Dassero a me 7 miliardi…) E poi in fondo scrivono cose false: la ricerca entro le 12 miglia continuerebbe. Cacchio almeno questo è assodato: lo stop a nuove trivellazioni c'è già. Qui si discute solo se lasciate aperte le trivelle fino ad esaurimento o fino alla prossima cadenza di concessione, ciascuno la sua. Che altro stanno minacciando? Bufale e ancora bufale. In compenso oggi un barbuto regionale al Tg, credo fosse pugliese, ha detto a voce sua: di quanto durano le trivelle non ce ne importa nulla, il referendum è solo un voto contro il governo. Direi caruccio sto voto!!!! Le interviste televisive sui due fronti ormai si inseguono e si moltiplicano a dismisura. Unico dato di rilievo: il voto referendario è per dire un no al governo. Ma stiamo scherzando? Oltre 300 milioni spesi è una marea di cittadini portati in giro per dire no a Renzi? Altra lieve questione. Royality non pagate, non remunerative, non non non Strano che se ne accorgono dopo 30 anni che sono in vigore. E strano che chiedano ai cittadini un referendum per far pagare le tasse. Una volta c'era la guardia di finanza, la magistratura. Ora ci vuole un referendum? O le varie associazioni millantano, o hanno prove. E se hanno prove basta andare in procura. O mi sfugge qualcosa? Mi pare che in Basilicata dove c'è un reale problema inquinamento per il menefreghismo degli amministratori locali, associato alle relative bustarelle etc etc, oggi il sindaco è stato chiamato in procura a rispondere del malfatto. Da donde il referendum allora? Se si hanno prove non è meno dispendioso e sicura una procura?
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06/04/2016 13:44
nick54 ha scritto:
Ho sempre pensato che a guadagnarci dall'estrazione dei combustibili fossili in italia fossero gli italiani...
Anch'io. Si ma gli italiani quali? Di certo non tu, io e qualche centinai di persone qui dentro e neppure i milioni di persone là fuori. Da soldi oggi (ti risparmi il link e pure il copia incolla intero) il prezzo della benzina rispetto al greggio sarebbe di 50 centesimi...aggiungici il costo di raffinazione e il guadagno (giusto) di petrolieri, trasportatori e benzinai alla pompa...si arriverebbe sugli 80 centesimi. Il resto? Tutte tasse. In più pare che in Francia, quando c'è un aumento del greggio superiore al 10% vengono ridotte le accise proprio per calmierare il prezzo agli automobilisti. Insomma e per sintetizzare: se anche avessimo le chiappe posate sopra un sottosuolo ricco come quello degli emirati arabi... ...non cambierebbe molto. [;)]
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06/04/2016 13:45
Nick, non mi si apre molto del link sul senato. Se ho informazioni sbagliate, puoi dirlo tranquillamente. L'ho messo come dubitativo e non come affermazione, ancor più dirimente
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06/04/2016 13:52
a_fenice ha scritto:
Nick, non mi si apre molto del link sul senato. Se ho informazioni sbagliate, puoi dirlo tranquillamente. L'ho messo come dubitativo e non come affermazione, ancor più dirimente
Il problema alla fonte, (nuovo) senato o non senato...è che abbiamo una macchina burocratica che si mangia tutto. Troppi parlamentari rispetto alla media della popolazione troppi emolumenti rispetto alla media mondiale troppi statali nei vari dicasteri, parlamento e dintorni e soprattutto stipendi troppo alti... (copia/incolla) "...Ecco, in un documento riservato di Palazzo Madama, le cifre scandalose della vera Casta, quella dei dipendenti del Parlamento (circa 800 al Senato, 1.540 alla Camera). Commessi, uscieri, stenografi, addetti alle pizzette in buvette, segretarie, assistenti e dirigenti con stipendi allineati al Qatar, non all'Italia delle famiglie in bolletta e degli imprenditori suicidi. Il documento, datato fine 2012, riporta gli stipendi lordi dei dipendenti, con gli scatti per ogni anno di servizio e la simulazione della loro curva retributiva. Più che una curva, una linea retta che schizza verso l'alto e vola verso i livelli stellari di fine carriera, pari a quelli di un manager d'azienda. Quelle tabelle sono il frutto di un tentativo, fatto dagli appositi comitati per il personale di Senato e Camera, di ridurre un po' gli stipendi finali dei dipendenti del Parlamento, portandoli da 27mila a 21mila euro per il livello fine carriera. Ma niente, non c'è stato nulla da fare contro le barricate delle 13 sigle sindacali a Palazzo Madama, soprattutto con quella più forte, la Cgil Senato, la più decisa a difendere i privilegi dei lavoratori da 30mila euro al mese. Partiamo dal grado più basso, la «fascia di assistenza tecnico-operativa», cioè i commessi, o i famosi barbieri. Appena arrivati hanno un lordo di 2.482 euro al Senato e 2.338 euro alla Camera. Ma dopo soltanto 12 mesi, per contratto, scattano rispettivamente a 2.659 euro e 3.199, e ogni anno guadagnano di più, inesorabilmente, recessione o non recessione, crisi o non crisi. Con 40 anni di anzianità l'ultimo stipendio dell'usciere è di 10.477 euro lordi mensili (aumentato del 400% rispetto inizio carriera), che moltiplicati per 15 mesi fanno 157.500 euro all'anno, come un dirigente di una grossa azienda. La fascia successiva, quella della «Assistenza amministrative» (le segretarie che fanno le fotocopie e mandano le convocazioni delle commissioni), che partono appena assunti da 3.048 euro al mese e finiscono la carriera con 12.627 euro mensili al Senato e 11.949 alla Camera. Poi ci sono i funzionari, che partono da 3.700 come neoassunti e finiscono a 17mila euro, fino ai dirigenti, che progrediscono da 5.593 a 27.885 euro mensili. Quando la Corte costituzionale ha bocciato il taglio del 5% sugli stipendi pubblici oltre i 90mila euro, i dipendenti del Senato hanno fatto ricorso. E Palazzo Madama ha dovuto sborsare 2,2 milioni sull'unghia per risarcirli. Mentre le casse pubbliche andavano, e vanno, a picco. Più o meno allineati gli stipendi a Montecitorio. La tabella scovata da Marzia Maglio di Ballarò suddivide i 1.540 dipendenti della Camera per fasce retributive. Anche qui si va - in media - dai 67mila euro annui del livello più basso ai 167mila euro dei consiglieri parlamentari, fino ai 406.399 euro del segretario generale di Montecitorio. Quando Antonio Malaschini ha lasciato il posto da Segretario generale del Senato, ha preso una liquidazione di 1.200.000 euro e una pensione da 520mila euro annui. Normale che poi il premier Monti, appena insediato, abbia pensato a lui come sottosegretario per i Rapporti col Parlamento. I suoi rapporti col Parlamento, che gli versa 1.500 euro al giorno, sono ottimi. Ma in generale il sistema pensionistico della Casta dei dipendenti del Parlamento è un pianeta a sé. Gli esodati non esistono, anzi si va in pensione a 51 anni, e con una penalizzazione ridicola, dall'1% al 4,5% massimo sull'ultimo stipendio. Un altro documento riservato del Senato riporta le domande di pensionamento pervenute tra aprile/luglio 2012: una sfilza di cinquantenni. Il più vecchio, tra quelli che domandano la pensione al Senato, è un consigliere di 61 anni, la media 55. La loro baby pensione sarà (mediamente) di 8-9mila euro."
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06/04/2016 13:56
@nick e Siman. Ogni attività che si voglia, anche di multinazionale, porta soldi agli italiani, più o meno direttamente. La speranza vera è che anche il prodotto in vendita sia italiano, ma se non altro l'indotto conseguente è sempre notevole e mai considerato. Certo il guadagno primario è di chi vende, ma poi c'è una marea di persone attorno che trovano lavoro nella cosa. Pensavo ad un flash visto in queste sere di un sindaco contro i pomodori marocchini. E mi domando: visto che i produttori italiani vendono (a dir loro e ci credo) il prodotto a 0,10€ al kg, perché poi nei supermercati arriva a 3€ di media? E perché invece il prodotto Estero, nonostante, minimo, un maggior costo di trasporto, arriva a prezzi decisamente più bassi e concorrenziali? Invece di chiedere blokki doganali, non sarebbe più semplice fermare le mafie della distribuzione, e dare il giusto prezzo ai coltivatori, e ottenere il giusto prezzo alla vendita. Mi ricordo come fosse ieri le montagne di frutta ammassate e fatte marcire pur di mantenere l'alto prezzo di vendita finale. Penso che siamo sempre lì: prima di prendersela con la multinazionale, con le trivelle, coi marocchini, forse bisognerebbe chiedersi come mai altri riescono ad ottenere cose che noi stessi, in casa nostra, ancora ce le sognamo.
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06/04/2016 17:43
a_fenice ha scritto: Mi ricordo come fosse ieri le montagne di frutta ammassate e fatte marcire pur di mantenere l'alto prezzo di vendita finale. Penso che siamo sempre lì: prima di prendersela con la multinazionale, con le trivelle, coi marocchini, forse bisognerebbe chiedersi come mai altri riescono ad ottenere cose che noi stessi, in casa nostra, ancora ce le sognamo.
Forse perché anno la forza, e le palle, di dimezzare "la filiera che inizzierebbe, dal produttore al consumatore?"[:)][:D]
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06/04/2016 17:51
a_fenice ha scritto:
Ehi nick, ma hai letto quello che hai postato? Altri dati confusi e incongruenti in primis. Ammissione che la quota di cui si parla è irrisoria (me li Dassero a me 7 miliardi…) E poi in fondo scrivono cose false: la ricerca entro le 12 miglia continuerebbe. Cacchio almeno questo è assodato: lo stop a nuove trivellazioni c'è già. Qui si discute solo se lasciate aperte le trivelle fino ad esaurimento o fino alla prossima cadenza di concessione, ciascuno la sua. Che altro stanno minacciando? Bufale e ancora bufale. In compenso oggi un barbuto regionale al Tg, credo fosse pugliese, ha detto a voce sua: di quanto durano le trivelle non ce ne importa nulla, il referendum è solo un voto contro il governo. Direi caruccio sto voto!!!! Le interviste televisive sui due fronti ormai si inseguono e si moltiplicano a dismisura. Unico dato di rilievo: il voto referendario è per dire un no al governo. Ma stiamo scherzando? Oltre 300 milioni spesi è una marea di cittadini portati in giro per dire no a Renzi? Altra lieve questione. Royality non pagate, non remunerative, non non non Strano che se ne accorgono dopo 30 anni che sono in vigore. E strano che chiedano ai cittadini un referendum per far pagare le tasse. Una volta c'era la guardia di finanza, la magistratura. Ora ci vuole un referendum? O le varie associazioni millantano, o hanno prove. E se hanno prove basta andare in procura. O mi sfugge qualcosa? Mi pare che in Basilicata dove c'è un reale problema inquinamento per il menefreghismo degli amministratori locali, associato alle relative bustarelle etc etc, oggi il sindaco è stato chiamato in procura a rispondere del malfatto. Da donde il referendum allora? Se si hanno prove non è meno dispendioso e sicura una procura?
Leggo sempre quello che posto anche più di una volta(sai sono un po' tardivo di comprendonio). Si, non ci saranno nuove concessioni entro le 12 miglia, ma quelle che ci sono potranno continuare fino alla scadenza delle stesse, ovvero, prima 30 poi 10 poi 5 e poi altri 5 ovvero un totale di cinquanta anni, considerando che la prima concessione risale al 1970 dovrebbe scadere nel 2020(uso il condizionale, perchè in questo paese non ci sono certezze a parte la morte e le tasse). Le tasse appunto, cioè a fronte di 420 milioni che lo stato incassa, le compagnie petrolifere ricavano 7 miliardi. Quindi un lavoratore dipendente paga percentualmente molto di più di tasse che una compagnia petrolifera.
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06/04/2016 17:57
siman ha scritto:
nick54 ha scritto:
Ho sempre pensato che a guadagnarci dall'estrazione dei combustibili fossili in italia fossero gli italiani...
Anch'io. Si ma gli italiani quali? Di certo non tu, io e qualche centinai di persone qui dentro e neppure i milioni di persone là fuori. Da soldi oggi (ti risparmi il link e pure il copia incolla intero) il prezzo della benzina rispetto al greggio sarebbe di 50 centesimi...aggiungici il costo di raffinazione e il guadagno (giusto) di petrolieri, trasportatori e benzinai alla pompa...si arriverebbe sugli 80 centesimi. Il resto? Tutte tasse. In più pare che in Francia, quando c'è un aumento del greggio superiore al 10% vengono ridotte le accise proprio per calmierare il prezzo agli automobilisti. Insomma e per sintetizzare: se anche avessimo le chiappe posate sopra un sottosuolo ricco come quello degli emirati arabi... ...non cambierebbe molto. [;)]
"Le paroline magiche che non pronunciano mai i signori del no sono due: royalty e franchigia. Cosa sono le royalty? Sono delle quote in denaro che le compagnie petrolifere versano ogni anno allo stato, alle regioni e ai comuni per lo sfruttamento delle risorse petrolifere. Infatti in Italia le risorse petrolifere sono un bene indisponibile dello Stato, questo vuol dire che il petrolio e il gas dei giacimenti è di proprietà pubblica: tutti noi siamo proprietari di una quota di petrolio e di gas stoccati nei giacimenti. Lo stato però non si occupa direttamente di estrarre queste risorse e “concede” dei titoli di sfruttamento di tali risorse a dei soggetti privati, i quali sostengono i costi per la ricerca e per la costruzione delle infrastrutture necessarie alla loro estrazione. In cambio pagano ai “proprietari” delle risorse, noi tutti, una quota percentuale del valore di quanto estratto. Il problema riguarda la percentuale che viene pagata. Tale percentuale, come si può vedere dal sito del Ministero dello Sviluppo Economico, è pari al 7% per l’estrazione di gas e di olio a terra e del 4% per l’estrazione di olio in mare, a cui sommare una quota del 3% da destinare al fondo per la riduzione del prezzo dei prodotti petroliferi se la risorsa è estratta sulla terraferma o per la sicurezza e l’ambiente se estratti in mare. Se si pensa che in altri Paesi le royalty difficilmente scendono al di sotto del 30%, si capisce benissimo il grande regalo che noi facciamo ogni anno ai petrolieri. La seconda parolina magica, come detto, è franchigia. Che cos’è? La franchigia è una quota annua di gas e petrolio estratti da ogni giacimento sulla quale non si calcolano royalty. Sempre dal sito del Ministero dello Sviluppo Economico si evince che le franchigie sono pari a: 20.000 t di petrolio estratto a terra; 50.000 t di petrolio estratto in mare; 25 Milioni di mc di gas estratto a terra; 80 Milioni di mc di gas estratto in mare. Questo significa che se i titolari delle concessioni ogni anno e da ogni giacimento estraggono un quantitativo di gas e di petrolio pari o inferiore alle franchigie non versano nessuna royalty allo stato. E naturalmente l’interesse dei titolari delle concessioni è quello di pagare meno royalty possibile. Ecco perché dando loro la possibilità di prorogare la durata delle concessioni fino all’esaurimento dei giacimenti, non si fa altro che dir loro: “estraete meno che potete e non versate nemmeno un Euro di royalty, tanto avete tutto il tempo che volete per sfruttare il giacimento”. A tutto questo, come se non bastasse, bisogna aggiungere il fatto che in pratica a comunicare le quantità di petrolio e gas estratte sono gli stessi concessionari con un’autocertificazione che nessuno controlla. Non a caso nel 2010 la Cygam Energy, una società petrolifera canadese, in un suo dossier raccomandava di investire in Italia perché “la struttura italiana delle royalty è una delle migliori al mondo”. Tradotto: “Andiamo a trivellare in Italia perché gli italiani sono degli idioti!” Da quanto detto si capisce come questa norma sia tutta a favore dei titolari delle concessioni e poco della collettività che oltre a incassare poco o nulla dallo sfruttamento di un bene indisponibile dovrà subire tutte le conseguenze derivanti dalle attività di estrazione, incidenti compresi. Altro che benessere per la collettività." Quindi non mi resta che aggiungere......cornuti e mazziati"
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06/04/2016 18:04
a_fenice ha scritto:
Nick, non mi si apre molto del link sul senato. Se ho informazioni sbagliate, puoi dirlo tranquillamente. L'ho messo come dubitativo e non come affermazione, ancor più dirimente
Il link è esatto.....comunque ecco le competenze del nuovo senato. Le funzioni del Senato quale configurate dal disegno di legge sono presto dette: #9726;concorso alla funzione legislativa - in veste di "proposta" di modificazioni e per lo più 'eventuale' a richiesta dietro quorum, salvo alcune limitate eccezioni per le quali si mantiene un bicameralismo paritario; #9726;"raccordo" tra Stato ed enti territoriali (dato, in assenza di maggiori specificazioni, dalla sua composizione ed attività ordinaria, che ha alcuni effetti 'rinforzati' proprio su materie di rilevanza territoriale); #9726;partecipazione alla fase ascendente e discendente rispetto agli atti normativi comunitari (non per questo, gli atti primari di recepimento del diritto comunitario sono attratti al procedimento legislativo bicamerale paritario); #9726;verifica dell'attuazione delle leggi statali e "valutazione dell'impatto delle politiche pubbliche sul territorio" (pare riecheggiare qui suggestione promanante dalla revisione costituzionale in Francia del 2008, che ha costituzionalizzato una nuova funzione parlamentare, la valutazione delle politiche pubbliche, colà assegnata tuttavia ad ambedue le Camere). Il Senato è escluso dal potere di inchiesta. Non partecipa all'autorizzazione al procedimento giudiziario verso Presidente del Consiglio o ministri né alla deliberazione dello stato di guerra.
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06/04/2016 19:26
Si come funzioni ok. A me risultava che destinatari principe ai seggi fossero i governatori regionali. Questo il punto. Se ci sono, possono aspettare quel momento a proporre e farsi valere. Andando avanti. Non conosciamo le legge sulle franchigie, e non sappiamo se la medesima è in forma annuale o globale. Le cose cambiano. Se Annabella è in funzione dagli anni 70 circa, e la franchigia fosse globale, a 1 milione di mc anno, è già da un po che paga. Se fosse annuale non pagherà mai. Questione a parte: queste norme sono in vigore sin dagli esordi. Cioè, almeno 30 anni. Nessuno lo sapeva e per questo che la protesta esce ad hoc in clima referendario? Ma dico io, se lo stato ritiene che l'IVA non è sufficiente, che forse non può aumentarla? E con essa IRPEF, TASI IMU CICCO PALLO E compagnia bella. Se si scoprisse che questo giochino è reale, significa che chi ha fatto le concessioni a suo tempo, ha fatto i calcoli in modo che nessuno pagasse mai. Dunque, mancando lo status di vendita di sfruttamento, da ignorante, non si possono rivedere le concessioni? Non si possono applicare altre gabelle in modo che almeno quei soldi rientrano? Quando si tratta di cittadini, tempo 24 ore se va male, tempo 15 giorni dalla pubblicazione, se va un po' più bene, e ogni tassa cambia. Se è vero, loro sono intoccabili? Ma, domanda doppia, se su quelle concessioni penso si possa agire, quando vincesse il si è rimarrebbero solo quelle dopo le 12 miglia, cioè in ambito extraterritoriale, cioè in terra di nessuno, anche il recuperabile (ammesso non abbiano mai pagato) verrà meno. Non mi hai pagato l'affitto e allora ti sfratto. Ci può stare, ma le regole d'affitto le ha dettate lo stato, quindi… semmai revisioniamole, no? Forse sarò troppo semplice, farò solo i conti della serva, ma tutto ciò mi suona strano. Non credo che a fronte di una probabile chiusura, non si sarebbero messi a pagare il dovuto. Leggevo in uno degli articoli postati che non ricordo chi avesse un fatturato di 220 miliardi annui, anche se dovesse pagare che so, 100 milioni, rispetto ad una chiusura, non dovrebbe essere poi molto.
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07/04/2016 15:09
“IO ROVINATO PER AVER FATTO IL MIO DOVERE. E PER AVER RACCONTATO I VELENI DEL PETROLIO IN BASILICATA PRIMA DI TUTTI” http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/04/04/io-rovinato-per-aver-fatto-il-mio-dovere-e-per-aver-raccontato-i-veleni-del-petrolio-in-basilicata-prima-di-tutti/2607697/ In un colloquio con Il Fatto Quotidiano lo sfogo di Giuseppe Di Bello, tenente di polizia provinciale ora spedito a fare il custode al museo di Potenza per le sue denunce sull'inquinamento all'invaso del Pertusillo di Antonello Caporale | 4 aprile 2016
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07/04/2016 15:18
spagna ha scritto:
Voterò SI se credo sia giusto abolire la norma Voterò NO se credo nell'istituto del referendum ma non è giusto abolire la norma oggetto del referendum NON ANDRO A VOTARE per far capire che l'istituto del referendum così come è strutturato non ha più senso
Farlo capire a chi? Ai nostri attuali politici? A me sembra che capiscono solo le richieste delle lobby e sopportano malamente quelle dei cittadini. In Svizzera fanno referendum per ogni cosa e li non c'è una soglia ovvero chi li va a votare decide per tutti per cui gli indifferenti non hanno alcun peso mentre in Italia, ove un partito con il 20% può andare al governo prendendosi la maggioranza, se il 49,999% dei cittadini votano ad un referendum tutti allo stesso modo il loro voto non conta nulla perché non sono andati a votare il 50,1%. Ovvero in Italia puoi governare con una minoranza ma puoi non contare una mazza con una vera maggioranza in quanto se si escludono coloro che comunque non vanno mai a votare un 49,999% è di fatto una maggioranza assoluta.
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07/04/2016 16:03
Eroe ha scritto:
spagna ha scritto:
Voterò SI se credo sia giusto abolire la norma Voterò NO se credo nell'istituto del referendum ma non è giusto abolire la norma oggetto del referendum NON ANDRO A VOTARE per far capire che l'istituto del referendum così come è strutturato non ha più senso
Farlo capire a chi? Ai nostri attuali politici? A me sembra che capiscono solo le richieste delle lobby e sopportano malamente quelle dei cittadini. In Svizzera fanno referendum per ogni cosa e li non c'è una soglia ovvero chi li va a votare decide per tutti per cui gli indifferenti non hanno alcun peso mentre in Italia, ove un partito con il 20% può andare al governo prendendosi la maggioranza, se il 49,999% dei cittadini votano ad un referendum tutti allo stesso modo il loro voto non conta nulla perché non sono andati a votare il 50,1%. Ovvero in Italia puoi governare con una minoranza ma puoi non contare una mazza con una vera maggioranza in quanto se si escludono coloro che comunque non vanno mai a votare un 49,999% è di fatto una maggioranza assoluta.
Appunto! Organizza un referendum propositivo di una legge elettorale che dica: Art. 1 Un partito che non avrà superato il 10% dei voti degli aventi diritto non porterà alcun deputato eletto né riceverà alcun compenso pubblico. (e così facciamo sparire baroni e baronetti con partituccoli da 0,1, 0,7, 2,9 ecc per cento che si intascano badilate di soldi pubblici come rimborsi per spese elettorali) Art.2 il deputato eletto che dovesse dimettersi dal partito dove era in lista, sarà automaticamente estromesso dal parlamento e dai relativi emolumenti (non espulso sennò l'insetto ci sguazza [:D]). Art. 3 Potrà governare un solo partito e che riceverà almeno il 50% delle preferenze dai votanti recatisi realmente alle urne (e non degli aventi diritto). Art. 4 In caso di non raggiungimento del quorum ci sarà ballottaggio tra i due partiti che hanno ricevuto più voti. Art. 5 I risultati dei referendum popolari non possono essere RIBALTATI da leggi successive se non attraverso un altro referendum popolare. E allora vedrai quanti italiani andranno a votare. [;)]
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maro58
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07/04/2016 18:24
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11/04/2016 18:49
Oggi ho ricevuto questo messaggio da whatsapp Immagine utente E mi son sentito di rispondere: Quanto vero!!! E manca che, tanto che siamo ecologici, dobbiamo fare anche i vegani animalisti… e pensavo: le scarpe di plastica no (petrolio), di cuoio no (animali)… torneremo alle scarpe di corda di canapa intrecciata? Speriamo sia almeno quella indiana, almeno ce ne fumiamo un po!!!
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