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quagliozzi ha scritto:
| | luca42 ha scritto:
Che altro aggiungere, penso che andro' a votare e comunque con le idee non chiare
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Una sintesi dettata da persona di buonsenso. Pur informandosi non si riesce ad avere le idee chiare. E che idee potranno avere quelli che andranno a votare senza informarsi? Sulla base di una foto con un pellicano con le ali sporche di petrolio?
Una cosa è certa. Una decisione sul nostro futuro energetico può essere presa SOLO a livello mondiale. Decisioni autonome di uno stato non risolvono il problema.
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appunto. Mancano pochi giorni, non ho le idee chiare neanche io.
So per certo solo alcuni dei ragionamenti che ho già scritto e non ripeto.
Si bisogna cambiare rotta, ma cominciando da se stessi, non facendo guerra a chissà chi, non avendo coscienza di cosa succederebbe dopo. Tanto o poco che sia.
Mi veniva in mente, chissà perchè, esempi come i floppy disk e le musicassette.
Cosa ne hanno determinato la scomparsa?
LA nascita di tecnologie nuove, e la cessazione d'uso delle medesime.
Ecco diciamo che la vedo in questo modo.
Problemi esistenziali (perchè della nostra esistenza e di quella dei nostri figli parliamo) lo sono e vanno risolti. Ma non cacciando la testa sotto la sabbia come gli struzzi.
Prendere consapevolezza del vero problema (tecnologia e emergia), e fare ognuno la propria parte per averne meno bisogno possibile, o in forma diversa. E cominciare dal poco. Cominciare per ridurre il bisogno, per spingere verso la trasformazione. In questo modo il calo naturale del bisogno, farà si che tutto si tramuti.
Percorso lungo? Forse, ma non è acqusitando fuori casa invece che produrre di proprio cambi le cose e la tendenza.
Proprio oggi, in gran ritardo causa maltempo, ho sistemato l'orto di mamma, ripulendo, zappando etc.
Una volta, nei tempi antichi, si andava dal contadino, che portava il letame, e si vangava.
Poi son arrivati i concimi chimici, che sopperivano benissimo all'uso.
Ma il terreno si è impoverito, è rimasto solo terra insulsa e senza forza, senza pacciamatura. Quintali d'acqua per ottenere poco, e acqua a gogò.
Rifuiti. Ricordo i cassonetti sempre pieni e puzzolenti di ogni materiale di scarto, che veniva gettato senza tanti timori ne paure. D'estate era un incubo averne uno vicino casa.
Qualche tempo fa la proposta del comune di installare i bidoni per il riciclaggio dell'umido.
Primo effetto i cassonetti puliti, solo materiale irrecuperabile (tranne il rifiuto abusivo di qualche deficente).
Poi abbiamo cominciato ad usare il bidone, abbiamo imparato a riempirlo, farlo maturare, e durante tutto l'anno ci mettiamo dentro sia l'umido di casa, cosi come le varie erbe non dannose ricavate dalla produzione orticola.
Gli allevamenti che ti forniscono letame son scomparsi, ma almeno c'è chi ha pensato di produrne a formato pellet, si chiama stallatico. Semplice cacca pressata e asciugata, naturlae come tanti anni fa.
Oggi ho aperto il bidone, ho raccolto tanto bell'humus ben macerato e non acido al punto giusto. L'ho sparso nell'orto, ho aggiunto un po di stallatico, e ho zappato tutto, sotterrando.
Entro settimana prossima, il tempo di far stabilizzare quanto messo sotto terra, e le prime piantine verranno messe su quell'orto.
Il concime c'è, e non chimico.
Il riciclato pure, e sarà l'humus necessario a che l'acqua venga assorbita e ridistriubiuta alle piante pian piano, cosi ci sarà meno spreco d'acqua e le piante staranno molto meglio.
Cosa è costato? La fatica di prendere il sacchetto dell'umido da dento casa, e depositarlo li dentro invece che nel cassonetto. E ci ho riciclato pure i nuovi insulsi ma riciclabili sacchetti della spesa a fibra di mais. Inoltre il comune ti riconosce uno sconto sulle tasse dell'immondizia.
Dunque: niente chimica, niente rifiuti al comune, niente puzze, meno acqua, terreno ritornato allo stato fertile naturale, bello grasso, niente fatica a farlo, orto più nutrito in tutti i sensi, e i prossimi pomodori, zucchine, cetrioli, peperoni, insalate, allevate al naturale, con sapori di una volta, questi si davvero a chilometri zero.
Col petrolio, con le energie, per me, bisogna andare nella stessa direzione.
Eolico, pannelli, tutto ciò che possiamo per chiedere di meno in forma inquinante, usando meno di tutto, di tutto ciò che consuma. Non si sarà bisogno di trivelle e pozzi quando non ci sarà chi consuma. Il che è utopistico, ma possiamo navigare in tal senso, nell'attesa che arrivi l'idea giusta e produttiva.
Votare in un referendum cosi falsato? Tra dire un si in cui non credo, dire un no di cui non sono sicuro al 100 %, preferisco davvero, ad oggi, astenermi dicendo: io non ne so un cacchio, nemmeno gli scienziati sono daccordo tra loro, quindi io farò la mia parte diversamente.