Referendum

carla77 09/03/2016 09:35 18.426 Visite
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11/04/2016 19:14
non sarebbe una cattiva idea[:D] comunque ricordo che Ford costruì una macchina interamente di canapa ed alimentata ad etanolo di canapa nel 1941
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11/04/2016 19:18
a_fenice ha scritto:
Oggi ho ricevuto questo messaggio da whatsapp --------------------- --------------------- E mi son sentito di rispondere: Quanto vero!!! E manca che, tanto che siamo ecologici, dobbiamo fare anche i vegani animalisti… e pensavo: le scarpe di plastica no (petrolio), di cuoio no (animali)… torneremo alle scarpe di corda di canapa intrecciata? Speriamo sia almeno quella indiana, almeno ce ne fumiamo un po!!!
E nò fumare non si può..... Si inquina l'aria[:D][:D][:D][:D] Figuriamoci poi l'erba Indiana[:D][:D][:)][:)]
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11/04/2016 19:25
mario ha scritto:
a_fenice ha scritto:
Oggi ho ricevuto questo messaggio da whatsapp --------------------- --------------------- E mi son sentito di rispondere: Quanto vero!!! E manca che, tanto che siamo ecologici, dobbiamo fare anche i vegani animalisti… e pensavo: le scarpe di plastica no (petrolio), di cuoio no (animali)… torneremo alle scarpe di corda di canapa intrecciata? Speriamo sia almeno quella indiana, almeno ce ne fumiamo un po!!!
E nò fumare non si può..... Si inquina l'aria[:D][:D][:D][:D] Figuriamoci poi l'erba Indiana[:D][:D][:)][:)]
Che poi sarebbe la cosiddetta canapa indiana
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11/04/2016 19:38
a_fenice ha scritto:
Oggi ho ricevuto questo messaggio da whatsapp Immagine utente E mi son sentito di rispondere: Quanto vero!!! E manca che, tanto che siamo ecologici, dobbiamo fare anche i vegani animalisti… e pensavo: le scarpe di plastica no (petrolio), di cuoio no (animali)… torneremo alle scarpe di corda di canapa intrecciata? Speriamo sia almeno quella indiana, almeno ce ne fumiamo un po!!!
Infatti le andiamo a costruire altrove! http://www.agi.it/politica/2016/03/29/news/renzi_negli_usa_italia_leader_delle_energie_rinnovabili-651270/
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11/04/2016 19:43
siman ha scritto: ...stenografi...
Piccolo OT Mi stavo chiedendo a cosa servano ancora gli stenografi, visto che si può videoregistrare tutto a minor spesa...
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12/04/2016 15:14
Salve, non ho letto tutti i post, chiedo scusa ma penso comunque di poter dire la mia e credo di incontrare il favore di molti, non sono un "estremista" della natura, non sono infallibile e talvolta poco attento, forse un po piu' accorto da quando frequento questo sito e forum, senza tante sviolinate ma certo mi trovo a pensare piu' spesso alla natura e alla sua bellezza, ops... forse e' la maturita' [:D][:D] Comunque cari amici, lettori, conoscenti, andiamo a votare e votiamo bene!! Oltretutto il nostro paesaggio ed il nostro clima sono certamente una delle ultime risorse economiche e sociali, da qualsiasi punto di vista la si voglia vedere o pensare.
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12/04/2016 19:42
indiscutibile luca, come non darti ragione...finchè parli di difendere il difendibile. ma chiudere 21 trivelle a gas (non a petrolio), con la pubblicità di inquinamenti petroliferi, è moralmente corretto, e socialmente utile? Il fatto che chiudiamo da noi, e continueremo a consumare ciò che altri producono, e li davvero senza controlli alcuno, è umanamente e moralmente corretto? Il fatto che tutto debba decidersi ora, solo perchè la legge è stata proposta dal governo attuale, mentre per oltre 30 anni, visto che da tanto è che sono in funzione, e dato il fatto che tutta la manovra di fatto, è solo un'opposizione politica, ti sembra corretto? Per ammissione delle stesse associazioni ambiente varie, queste trivalle coprono poco consumo, non vale la pena utilizzarlo, pensando che cosi non ammorbiamo altri paesi e altri umani, fregandocene dei loro risvolti inquinanti? E visto che ancora di rinnovabile o non inquinante abbiamo ben poco, a che prò dover comprare ciò che consumeremo lo stesso, prima ancora di essere un po più autosufficenti in merito? Perchè non vogliamo produrre in casa, ma non ci fermiamo a consumare ciò che dovremmo , tutti, ove possibile? Non esiste ad oggi una valida alternativa non inquinante, non è cosi diffusa e qualunque cosa viene ampiamente contrastata (la barzelletta di cui sopra non è poi cosi lontana dalla realtà), ne possiamo fare a meno di plastica, corrente, benzina, riscaldamento etc etc. Il tempo stesso che trascorriamo dentro questo forum inquina, via corrente del pc, via corrente dei trasmettitori, via corrente delle linee, considerando pure tutti i componenti che permettono questo: fili elettrici (ricoperti di plastica), schede, armadi, pali, antenne, centraline, sono state forgiate, composte, saldate, avvitate etc etc via petrolio, e non certo a mazzate.... Cioè ragazzi, vero tutto, son io il primo a darmi da fare, ma non chiudiamo gli occhi... ciò che oggi ci permette di fare ogni cosa, è solo perchè dietro c'è un'energia prodotta. C'è da cambiare almeno parte di ciò che consumiamo e ciò che è usato per farlo, ma non siamo ancora pronti...a andare a piedi ovunque, a non avere ascensori, a non avere automatismi ovunque, a non avere frigoriferi sia in casa che nei negozi, a non avere ospedali funzionanti, a non avere lavastoviglie, lavatrici, aspirapolvere, ferri da stiro, phon, treni, aerei, giornali, tv, radio, musica...... provate a stare un solo giorno senza la sola corrente, pensate di dover andare al fontanile anche soltanto a prendere l'acqua per il cesso, o per lavare piatti o il muso, o a dover mangiare cibo solo con il fuoco di legna o solo crudo...... cioè di che stiamo parlando? Dobbiamo far controllare meglio le trivelle? Facciamolo. C'è da vedere se ci sono sistemi per renderle più sicure? Facciamolo. C'è da lavorare affinchè venga prodotta sempre più energia alternativa? Facciamolo. Ma non facciamo gli eroi che siamo pronti a dimenticare tutto ciò che abbiamo in tecnologia e salute e vivere bene solo perchè..... non ci riuscirebbe nemmeno un eremita, figuriamoci noi.....
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12/04/2016 20:48
Ciao Max, ho letto attentamente quello che hai scritto, ammetto la mia ignoranza in materia, grazie per le spiegazioni e per avermi fatto capire meglio qual'e' la realta' della situazione, spesso si viene "annebbiati", passami il termine, da notizie, foto, immagini tristi di inquinamento, che ti portano a pensare che bisognerebbe tornare indietro ma come dici tu, oggi, compreso il sottoscritto, non si potrebbe piu' fare a meno di tutto il benessere che abbiamo. Il fatto di controllare meglio la regolarita' delle cose anche quella e' un utopia, quindi alla fine ai posteri l'ardua sentenza!
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12/04/2016 22:05
No, chiedere di controllare meglio, chiedere di forzare la mano verso energie nuove, non è un'utopia. Molto dipenda da noi in primis. Fare scelte verso il basso consumo, evitare ciò che può essere evitato senza farsi mancare nulla, fare proposte di legge in tal senso. Rileggi quanto scritto nella "barzelletta" che ho postato sopra. È come per il nucleare, come per la TAV, così per le energie alternative Il nucleare non lo abbiamo voluto, ma dato il nostro consumo, la Francia ce le ha costruire a confine. Non vogliamo il traffico su gomma, vogliamo più turisti, ma non vogliamo strade ne treni. Vogliamo eolico, pannelli solari, biomasse, ma ad ognuno che investirebbe in tal senso, gli si taglia le gambe: qui c'è il paesaggio, la ci sono i tetti antichi, di là ci sono i prati, quelle puzzano… Dove le mettiamo le pale? Dentro i cessi in modo che girino quando scureggiamo? Dove mettiamo i pannelli? Appiccicati alle chaippe così quando prendiamo il sole produciamo scossa? Etc etc Bisogna essere realisti prima che puristi. Leggi la mia battuta selle scarpe: è un esempio del cacchio, ma quanto è vero? È quanto di simile c'è in ogni nostra azione quotidiana?
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13/04/2016 11:25
a_fenice ha scritto:
No, chiedere di controllare meglio, chiedere di forzare la mano verso energie nuove, non è un'utopia. Molto dipenda da noi in primis. Fare scelte verso il basso consumo, evitare ciò che può essere evitato senza farsi mancare nulla, fare proposte di legge in tal senso. Rileggi quanto scritto nella "barzelletta" che ho postato sopra. È come per il nucleare, come per la TAV, così per le energie alternative Il nucleare non lo abbiamo voluto, ma dato il nostro consumo, la Francia ce le ha costruire a confine. Non vogliamo il traffico su gomma, vogliamo più turisti, ma non vogliamo strade ne treni. Vogliamo eolico, pannelli solari, biomasse, ma ad ognuno che investirebbe in tal senso, gli si taglia le gambe: qui c'è il paesaggio, la ci sono i tetti antichi, di là ci sono i prati, quelle puzzano… Dove le mettiamo le pale? Dentro i cessi in modo che girino quando scureggiamo? Dove mettiamo i pannelli? Appiccicati alle chaippe così quando prendiamo il sole produciamo scossa? Etc etc Bisogna essere realisti prima che puristi. Leggi la mia battuta selle scarpe: è un esempio del cacchio, ma quanto è vero? È quanto di simile c'è in ogni nostra azione quotidiana?
O.T. (forse) Io credo che tutto ciò sia lo specchio del genere umano. Qualunque cosa positiva qualcuno scopra o inventi, ci saranno sempre altri che malediranno, sentenzieranno o strilleranno contro. Per contro, nessuno potrà mai sapere matematicamente e sicuramente chi avrà ragione pur avendo la propria opinione. Tempo fa è stato prodotto un libricino tipo "il sole è nudo" dove l'argomento era -Il bene e il male-... (UN) SENSO DELLA VITA (da un'idea di Simonetta) Se è sacrosanto affermare che ogni persona è diversa dagli altri, lo stesso concetto può essere associato anche alle singole vite. Orfano dopo pochi mesi dalla nascita, Hideki fu cresciuto in un fatiscente e misero istituto per l'infanzia, immagine speculare del povero stato in cui era nato. La sua, è stata sicuramente una vita da non invidiare. Date le sue umili origini e ovviamente l'impossibilità di istruirsi, ben presto si trovò catapultato nella vita di tutti i giorni dove, riuscire a nutrirsi sufficientemente, era un traguardo più che ragguardevole. Solo al trentesimo anno di età la sua vita fu rischiarata dalla felicità. Un'alba sulla meritata serenità tuttavia di poca durata perché, due anni dopo, sua moglie perì assieme al loro figlioletto in un tragico incidente causato da fuorilegge in fuga dopo una rapina. La sua vita scorse così fino alla vecchiaia contornata da solitudine, rimpianti e stenti, pur se consueti in quelle terre devastate da povertà e monsoni che inevitabilmente e spesso, impedivano di cogliere ciò a cui si aveva dedicato lavoro, fatica e i pochi denari precedentemente risparmiati. Vecchio e logoro, fu inondato da luce caldissimi pochi istanti dopo aver chiuso gli occhi per l'ultima volta. Una strana figura lo fissava. Stranamente pur avendolo a poca distanza, non riusciva a distinguerne i lineamenti. Forse era fatto di luce oppure era alto o forse basso; sicuramente indecifrabile. La sua voce, invece, risuonò calma, amorevole e benevola: “Benvenuto” “Sono nel Nirvana?” chiese rincuorato, ma non ottenendo risposta, proseguì: “Forse sei il Dio appartenente ad una delle molte religioni esistenti.” “Sono solo la tua nuova realtà. Difficile io possa dirti cosa sono rispondendo a domande caratteristiche del genere umano. L'importante è che tu ora sei qui; ciò che hai vissuto e provato appartengono ad un passato ormai remoto” rispose quella presenza proseguendo: “Dopo la tua vita terrena, ti accompagnerò in una dimensione più complessa. Sei pronto? “Assolutamente si, e felice di questo. La sfortuna, il dolore, la povertà e tutto quanto c'è di più negativo mi hanno sempre perseguitato. Sono stanco del male e ti seguirò volentieri.” “Tutto ciò che si prova è necessario e fa parte del disegno” rispose l'entità. “Sicuramente è come dici tu -concordò ossequioso, proseguendo- tuttavia avrei preferito una vita ricolma solo di soddisfazioni e di bene.” “Devo constatare che nei tuoi settantacinque anni di vita, tu non hai colto il senso della vita. Temo tu non sia ancora pronto per il prossimo passo; è meglio ti faccia capire meglio. Dammi la mano.” Quella frase lo colpì quasi come uno schiaffo. Mille pensieri gli nacquero dentro ma alcuna parola uscì dalla sua bocca tanto che quella figura, dalla voce così soave, gli tese la mano subito prima di ritrovarsi, sempre accanto a lui, in un altro paesaggio completamente diverso. Un'atmosfera fresca, il cielo limpido e un tiepido sole lo accolsero piacevolmente. “Questo è un mondo appena creato. Nulla è stato ancora deciso su ciò che potrà essere desiderabile o sgradevole. Non vi è alcun sentimento, nessuna legge cosmica o morale. Lascio a te decidere ciò che gli uomini di questo pianeta potranno conoscere, volere e provare.” Hideki si ritrovò solo, assieme alla strana consapevolezza di poter decidere tutto e il tutto. Come d'incanto apparirono gli uomini e con loro ciò che lui voleva provassero e conoscessero. Creò così una società dove esisteva solo amore, rispetto, onestà, altruismo. Nessun vizio, alcuna collera; invidia e ira erano sentimenti inesistenti così come la povertà, il dolore e la tristezza. Tutti felici, tutti sorridenti, tutti appagati; un vero e proprio paradiso o almeno, ciò che da vivo, Hideki ipotizzava essere l'aldilà. Reale e invisibile a quella nuova razza, si compiaceva di cosa aveva creato per quei nuovi esseri; era ebbro di soddisfazione vedendoli sorridenti, felici e incapaci neppure di un solo pensiero nefasto. La vera e propria società perfetta. Amava osservare, ovviamente non visto come fosse un dio, da vicino la vita di quegli esseri. Era sufficiente un desiderio qualunque, anche solo abbozzato, che questo si materializzasse a quei fortunati Non esisteva il senso di fatica; il dolore era cosa sconosciuta così come la malattia; il lavoro sempre disponibile qualsiasi fosse il tipo di mansione desiderata. Nessuna tragedia, alcuna lacrima di sofferenza. Anche il clima era assai favorevole con inverni miti ed estati prive di picchi di caldo torrido. I venti sempre dolci e le precipitazioni mai troppo abbondanti o violente. In quel mondo speculare ai suoi desideri terreni, la vita scorreva piacevole e anche la morte, quando arrivava, non causava alcuna angoscia ai sopravvissuti quasi fossero inconsapevolmente consci che chi non era più accanto a loro si trovava ora, in un luogo più bello. Dopo qualche anno tuttavia si accorse che tutto non era più come all'inizio. Le persone a poco a poco smettevano di innamorarsi, di impegnarsi nelle normali attività quotidiane tanto che, moltissimi, iniziarono persino a smettere di nutrirsi. Una strana apatia, seppur sorridente e priva di dolore, iniziò a impossessarsi della nuova razza e lentamente iniziarono le prime morti per inedia o per fame o sete. Spaventato e inerme chiuse gli occhi ritrovandosi nuovamente al cospetto di chi gli aveva concesso quei poteri. L'entità lo fissava benevolmente quasi sapesse già del suo fallimento: “Ti vedo triste.” “Ho fallito. Volevo rendere le persone soddisfatte costruendo per loro una specie di Eden dove dolore, ira e sconforto fossero sconosciuti. E' evidente che un paradiso terrestre non potrà mai esistere e mai è esistito.” riconobbe sconsolato, Kideki. “Se ne hai sentito parlare in vita, vuol dire che è esistito. Forse non lo conoscevi come Eden ma come Monte Meru; i Sumeri lo chiamavano Dilmun, gli antichi egizi Orti delle Esperidi, gli antichi greci e i romani in un altro modo così come i nativi americani. Gli arabi lo conoscono come l'isola di Vacvac. Anche i Celti e pure i Fenici, avevano il loro paradiso terrestre. Cosa ti dice tutto ciò?” Hideki rimase qualche istante a riflettere prima di rispondere: “Che gli uomini sono stolti a sperare che possa esistere una cosa impossibile.” “Se ogni cultura lo considera esistito, vuol dire che un tempo c'era davvero e assolutamente somigliante a quello che hai voluto creare tu stesso su quel pianeta. Certi ricordi atavici si tramandano di generazione in generazione” lo stupì quella Voce, proseguendo: “Io stesso, innumerevoli millenni fa e come ho appena ammesso spiegandoti, ho commesso il tuo identico errore ed ora mi aspetto che anche tu giunga a capire il motivo per cui bisogna attraversare l'esistenza terrena.” Il viso di Hideki si rischiarò ed un sorriso apparve finalmente sul suo viso stanco: “E' vero! Ora ho capito a cosa serve l'esperienza nella vita che ho appena vissuto. Ogni cosa, per esistere, deve aver bisogno del suo opposto e senza quel contrario, nessuno può capire la realtà di ciò che prova. Su quel mondo lontano ho creato la salute ma non la malattia, l'amore e non anche l'odio, l'amicizia senza l'invidia, la generosità ma non ugualmente l'avarizia. Su quel pianeta non potevano essere felici e soddisfatti per il semplice motivo che erano impossibilitati ad apprezzare ciò che avevano, non conoscendo l'aspetto opposto. Così come l'ho voluto creare, non aveva senso vivere in quel posto. Il bene esiste solo se c'è anche il male. L'uno completa e serve l'altro. Ora si, ora ho compreso. Adesso sono pronto a seguirti.”
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13/04/2016 15:04
Mi sono riletto "velocemente" un po tutti i post, mi si intrecciano gli occhi, nonche' le idee [:D][8D] magari avrei dovuto farlo prima di scrivere cose forse banali, quali pensiamo al nostro territorio, che e' una delle ultime vere risorse, visto che molti luoghi vivono di turismo. Sono sempre consapevole e anche abbastanza d'accordo con quanto mi ha risposto Max e' assolutamente vero che nessuno di noi vuole rinunciare piu' al propio benessere, (come non comprare l'ultimo modello di cellulare) tanto per fare un esempio, senza stare a parlare dei diritti acquisiti in passato sul lavoro e persi perche' nessuno vuole rinunciare piu' a niente e perche' non siamo piu' combattivi ma questa e' un altra storia, scusate la divagazione. Ad ogni modo e' un cane che si morde la coda c'e' poco da fare, io la vedo in modo semplice come penso la maggior parte delle persone, vogliamo tutto e quindi... (beh ma al futuro di penseranno gli altri, mica possiamo rinunciare a tutto)... Riguardo ai Referendum mai stato a votare, che sia uno spreco di denari pubblici e' una certezza, ma vero e' che se comunque non si partecipa un minimo alla vita politica poi e' anche sbagliato lamentarsi, o cosi si usa dire. Rispondendo a Max non credo che cambi molto, anzi per niente, riflettere su dove mettere la X, credo a loro discolpa, che una volta entrati nel turbine politico siano tutti uguali, per loro scelta o per loro sopravvivenza, quindi si puo' solo SPERARE di dare il voto alla persona giusta! Che altro aggiungere, penso che andro' a votare e comunque con le idee non chiare, se non con la certezza che comunque dietro a tutto c'e' l'interesse economico di poteri al di sopra di qualsiasi ragionamento plausibile e che poco gliene cale dell'interesse umano, ho sempre pensato di non avere la verita' in tasca, credo che mettersi in discussione e riconoscere i propi limiti sia una cosa apprezzabile, anche se si e' o si pensa di essere preparati e aggiornati su tutto, quello che si legge o si studia e' fatto e scritto da altri uomini, ahime', non infallibili.
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13/04/2016 15:28
luca42 ha scritto: Che altro aggiungere, penso che andro' a votare e comunque con le idee non chiare
Una sintesi dettata da persona di buonsenso. Pur informandosi non si riesce ad avere le idee chiare. E che idee potranno avere quelli che andranno a votare senza informarsi? Sulla base di una foto con un pellicano con le ali sporche di petrolio? Una cosa è certa. Una decisione sul nostro futuro energetico può essere presa SOLO a livello mondiale. Decisioni autonome di uno stato non risolvono il problema.
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13/04/2016 22:23
quagliozzi ha scritto: Una cosa è certa. Una decisione sul nostro futuro energetico può essere presa SOLO a livello mondiale. Decisioni autonome di uno stato non risolvono il problema.
E secondo te, il protocollo di Kyoto, del 1997, per finire all'ultima conferenza sul clima di Parigi di qualche mese addietro, sono servite a qualcosa? Visto che non hanno lasciato traccia sia in te che nei restanti 195 paesi che hanno partecipato al vertice.
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13/04/2016 22:51
quagliozzi ha scritto:
luca42 ha scritto: Che altro aggiungere, penso che andro' a votare e comunque con le idee non chiare
Una sintesi dettata da persona di buonsenso. Pur informandosi non si riesce ad avere le idee chiare. E che idee potranno avere quelli che andranno a votare senza informarsi? Sulla base di una foto con un pellicano con le ali sporche di petrolio? Una cosa è certa. Una decisione sul nostro futuro energetico può essere presa SOLO a livello mondiale. Decisioni autonome di uno stato non risolvono il problema.
appunto. Mancano pochi giorni, non ho le idee chiare neanche io. So per certo solo alcuni dei ragionamenti che ho già scritto e non ripeto. Si bisogna cambiare rotta, ma cominciando da se stessi, non facendo guerra a chissà chi, non avendo coscienza di cosa succederebbe dopo. Tanto o poco che sia. Mi veniva in mente, chissà perchè, esempi come i floppy disk e le musicassette. Cosa ne hanno determinato la scomparsa? LA nascita di tecnologie nuove, e la cessazione d'uso delle medesime. Ecco diciamo che la vedo in questo modo. Problemi esistenziali (perchè della nostra esistenza e di quella dei nostri figli parliamo) lo sono e vanno risolti. Ma non cacciando la testa sotto la sabbia come gli struzzi. Prendere consapevolezza del vero problema (tecnologia e emergia), e fare ognuno la propria parte per averne meno bisogno possibile, o in forma diversa. E cominciare dal poco. Cominciare per ridurre il bisogno, per spingere verso la trasformazione. In questo modo il calo naturale del bisogno, farà si che tutto si tramuti. Percorso lungo? Forse, ma non è acqusitando fuori casa invece che produrre di proprio cambi le cose e la tendenza. Proprio oggi, in gran ritardo causa maltempo, ho sistemato l'orto di mamma, ripulendo, zappando etc. Una volta, nei tempi antichi, si andava dal contadino, che portava il letame, e si vangava. Poi son arrivati i concimi chimici, che sopperivano benissimo all'uso. Ma il terreno si è impoverito, è rimasto solo terra insulsa e senza forza, senza pacciamatura. Quintali d'acqua per ottenere poco, e acqua a gogò. Rifuiti. Ricordo i cassonetti sempre pieni e puzzolenti di ogni materiale di scarto, che veniva gettato senza tanti timori ne paure. D'estate era un incubo averne uno vicino casa. Qualche tempo fa la proposta del comune di installare i bidoni per il riciclaggio dell'umido. Primo effetto i cassonetti puliti, solo materiale irrecuperabile (tranne il rifiuto abusivo di qualche deficente). Poi abbiamo cominciato ad usare il bidone, abbiamo imparato a riempirlo, farlo maturare, e durante tutto l'anno ci mettiamo dentro sia l'umido di casa, cosi come le varie erbe non dannose ricavate dalla produzione orticola. Gli allevamenti che ti forniscono letame son scomparsi, ma almeno c'è chi ha pensato di produrne a formato pellet, si chiama stallatico. Semplice cacca pressata e asciugata, naturlae come tanti anni fa. Oggi ho aperto il bidone, ho raccolto tanto bell'humus ben macerato e non acido al punto giusto. L'ho sparso nell'orto, ho aggiunto un po di stallatico, e ho zappato tutto, sotterrando. Entro settimana prossima, il tempo di far stabilizzare quanto messo sotto terra, e le prime piantine verranno messe su quell'orto. Il concime c'è, e non chimico. Il riciclato pure, e sarà l'humus necessario a che l'acqua venga assorbita e ridistriubiuta alle piante pian piano, cosi ci sarà meno spreco d'acqua e le piante staranno molto meglio. Cosa è costato? La fatica di prendere il sacchetto dell'umido da dento casa, e depositarlo li dentro invece che nel cassonetto. E ci ho riciclato pure i nuovi insulsi ma riciclabili sacchetti della spesa a fibra di mais. Inoltre il comune ti riconosce uno sconto sulle tasse dell'immondizia. Dunque: niente chimica, niente rifiuti al comune, niente puzze, meno acqua, terreno ritornato allo stato fertile naturale, bello grasso, niente fatica a farlo, orto più nutrito in tutti i sensi, e i prossimi pomodori, zucchine, cetrioli, peperoni, insalate, allevate al naturale, con sapori di una volta, questi si davvero a chilometri zero. Col petrolio, con le energie, per me, bisogna andare nella stessa direzione. Eolico, pannelli, tutto ciò che possiamo per chiedere di meno in forma inquinante, usando meno di tutto, di tutto ciò che consuma. Non si sarà bisogno di trivelle e pozzi quando non ci sarà chi consuma. Il che è utopistico, ma possiamo navigare in tal senso, nell'attesa che arrivi l'idea giusta e produttiva. Votare in un referendum cosi falsato? Tra dire un si in cui non credo, dire un no di cui non sono sicuro al 100 %, preferisco davvero, ad oggi, astenermi dicendo: io non ne so un cacchio, nemmeno gli scienziati sono daccordo tra loro, quindi io farò la mia parte diversamente.
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13/04/2016 23:06
OT ps....bello siman, che è il prossimo?
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