Capisco la domanda ma non la capisco. Nelle cose, in ogni cosa, ci sono dei limiti naturali fisiologici e altri autoimposti.
Quello fisiologici sono più che comprensibili e non creano problemi.
Se guardi i nostri album fotografici dei raduni, non hanno censure, e li abbiamo alla fine messi nelle nostre pagine, per non incorrere nelle censure generalizzare dei vari social. Gente nuda nei prati e nelle spiagge che non ha paura di mostrarsi e di cui non c’è problema se si vedono i genitali. Il contesto fa si che le foto sono auto commentate.
Discorso foto singola. Ciò che trasmette, detto e ripetuto mille volte, varia da molte cose: contorno, posizione, esposizione, atteggiamento, etc.
Il messaggio che manda cambia cambiando anche semplicemente l’angolazione o cosa viene messo al centro foto, il soggetto. Lo stesso nudo può esaltare il nudista o il suo pisello, e il messaggio cambia.
Sul quanto si vede: se nella foto di gruppo i genitali diventano dei puntini accessori, nella foto singola diventa il fulcro, e a volte (non sempre, non regola fissa) il fatto che siano tolti, rende la foto più apprezzabile (aggiungendo i particolari già detto sopra). Inoltre, la foto, qualunque, dovrebbe essere più naturale possibile, rispecchiando le realtà, e senza che debba scendere nei particolari, rispecchiando ciò che vedresti nella normalità di un campo nudista. Ad esempio, se è normale vedere un pisello, per la normale conformazione del maschio, è normale che nella donna vedi al massimo il pube, e se per un maschio disteso la prospettiva non cambia, per la donna finisci a inquadrare la vagina. È necessario che sia fatta una foto che la evidenzi? No, perché la foto sara per forza di cose … forzata. Ci sono pose in cui puoi vederla, ma altre in cui è evidente la forzatura di proporla, e seppur non ci scandalizza, non ci interessa che sia messa in primo piano. Sarebbe come nel maschio se si alzasse tutta la mercanzia per far vedere perineo e ano. Ma chissenefrega di vederli? Non è più nudismo ma foto ginecologica.
I nudisti sono i primi nemici dei nudisti? Si certo, non tutti ma ci sono. Son quelli che per “stare attenti” a non far scambiare o associare il nudismo al sesso, negano a se stessi di essere nudi, ogni e qualsiasi argomento che investa sesso e sessualità.
Vero che è che ciò che riguarda altro (sesso ad esempio) non interessa direttamente, essendo non compreso nella filosofia del perché uno sta nudo, ma non deve neanche diventare un taboo (una delle colpe dei nudisti); il fatto che non riguardi direttamente non significa che non se ne possa discutere, o analizzare nei suoi aspetti umani, perché il nudista è in primis un umano, e il sesso fa parte della sua natura.
Troppo spesso negli anni si sono affrontate tematiche normali, ma c’è stato un rifiuto netto a parlarne, non a sostenere, quasi a dire “non si parla del diavolo perché così lo invochi”
Ricordo come fosse ieri gli attacchi mediatici subiti per aver licenziato come umani e non sessuali, cose come piercing e tatuaggi. Apriti cielo. Per fortuna “quelli” chi è stato buttato fuori, chi è morto. Argomenti troppo precoci? Cavolo era cosa di una decina d’anni fa.
Per non dire quando si affrontò l’argomento trans non completo nudo, tantra, oggettistica semisexy … Lucifero in persona sceso in terra.
Ostruzionismi mentali, oscurantismi, ortodossia.
Però anche qui, col tempo, gli occhi si sono aperti, e si è capito che la stesa cosa può essere diavolo o acqua santa, dipende da come si usa, diciamo come l’energia atomica: chi ci fa energia elettrica e chi ci fa le bombe.
E se ne può parlare, capire cosa riguarda o può essere tangente al nostro mondo, e quando diventa out.
È qui che il nudista diventa il peggior nemico di se stesso. Quando non ha volontà di discutere, non ha capacità di voler discernere, e mette i suoi aut aut di fronte a tutto ciò che posso a essere … pericoloso.
Un bambino che ha paura di ciò che vede e si nasconde gli occhi con le mani… non vedrà il problema in discussione, ma ciò non toglie il problema, che non solo rimarrà lì, ma che andrà comunque avanti grazie a chi ha remore diverse, e alla fine di troverà impreparati per non conoscenza, e ci lascerà senza armi per capire i giusti confini tra normale e “illecito”.
Quindi non mi piace il nudista che taglia ogni cosa dicendo non è cosa nostra. Ok lo sappiamo, ma prima o poi lo diventerà, per forza di cose. Quindi dove sta il problema a parlarne? Poi possiamo rimanere delle nostre idee, o trovare la giusta via di mezzo, ma rimanere ignoranti (nel senso di ignorare) non serve a nessuno.