Sono completamente d'accordo con"federico" quando sostiene che , in campo alimentare gli "estremismi sono da nevrosi".
Siamo certi che vetariani assoluti, vecani, crudisti, mangiatori di semi e via cantando vivano poi così bene? Vorrei ricordare che non siamo solo carne ma anche psiche e che un buon equilibrio fra i due elementi non penso sia disdicevole per una buona qualità della vita.
Io e la mia compagna (soprattutto io) siamo prevalentemente vegetariani, ma se capita una polenta con lo spezzzatino mica ci tiriamo indietro, che diamine............!
Cercando di preservare introdurre grassi animali: burro, strutto, ecc. sostituendoli con olio extravergine d'oliva. Comunque, come sostenuto in un altro intervento, ribadisco che il problema sia soprattutto la riduzione dei consumi di carne e come gli animali vengono allevati e macellati.
La questionbe poi dei costi dei prodotti alimentari sia cosiddetti biologici o per vegani meriterebbe una discussioone a parte e analisi dei metodi di produzione, commercializzazione e sulle connesse speculazioni molto, molto approfondite che potrebbero riempire un intero volume dell'enciclopedia Treccani.
Concludo con una nota positiva: mi sembra di rilevare che la discussione, nella quale si sono manifestate diverse posizioni, abbia raggiunto un buon punto di mediazione, cosa ne pensate???
Vorrei porvi un quesito, in una gerarchia di valori etici (da 1 a 10), a quale livello si deve inserire : la "bagna cauda", (letteralmente sugo caldo) tipico piatto piemontese composto da aglio, olio e acciughe (infinito slurp!!!!!!!)?
Per favore non datemi un dispiacere.