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pan ha scritto:
ps
ho scritto "nudismo" in riferimento a CdA;
mi risulta infatti difficile identificare questa cittadella con il naturismo:
troppa civilizzazione, troppa trasgressione, troppo tutto...
a CdA si sta nudi per divertimento e basta.
dico bene?
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Ti risponde uno che è stato a Cap d'Agde: no, secondo me, non dici bene.
Però è anche vero che qualcun altro (che c'è stato) potrebbe, invece, concordare con te.
Fatto salvo che c'è solo nudismo per chi vuole e per qualcun altro anche nudismo + trasgressione (per ogni grado o specifica).
Dopotutto, e da ciò che scrivi, sarai senz'altro d'accordo con me che ognuno è giusto faccia o cerchi un po' quello che vuole.
Se ti interessa, di seguito qualche mia (e di altri) considerazione sugli aspetti al di là di quelli esclusivamente nudisti e/o goderecci.
P.S. Non badare a frasi ingarbugliate e a refusi (deve essere ancora rivisto)
(tratto da
E poi c'è Cap d'Agde Seconda parte. Istruzioni per l'uso. Come riuscire a sopravvivere salvando la propria virtù e farla franca (o farsi la Franca)
CAP...itolo SETTIMO
(peculiarità e atipicità della donna
e il ragioniere medio)
"....
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...Prima di proseguire e senza voler trovare giustificazioni, mi permetto un piccolo ragionamento rivolto a quelle persone che vivono un rapporto a due, che non sono mai state là e che, sicuramente e giustamente, trovano il tutto, se non aberrante, piuttosto incomprensibile.
Ogni moglie o compagna che sia, è molto plausibile che abbia un negligé trasparente o un abitino estremamente sexy che, di tanto in tanto, ama indossare nella privacy della propria casa per una serata a due, chiamiamola, più intrigante del solito.
Se in quelle occasioni e solo come innocente fantasia, si è qualche volta ipotizzato a come sarebbero le emozioni a uscire (o ad accompagnare la vostra metà) vestita così, vi sarà più facile, allora, capire.
Essendo in una città nudista, la vostra lei, giocoforza, sarà innocentemente nuda al di fuori del riparo delle mura domestiche per gran parte della giornata. Ovvio che essere vestita con qualcosa di trasparente o audace alla sera, sarà molto diverso che esserla dove abitualmente si conduce la vita di tutti i giorni.
Aggiungeteci poi, in caso foste davvero a Cap d’Agde ovviamente, un altro paio di realtà contingenti a dove vi trovate:
1) la maggior parte delle signore sono vestite così
e forse ancora più importante,
2) nessuno osserva in modo perplesso cosa uno ha deciso di indossare: potete uscire nudi sui trampoli o girare in monociclo vestiti da palombaro, che non vedrete alcuna espressione di stupore da parte di chi incontrerete.
Chiarito questo concetto, proseguo."
ecc ecc ecc
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e poi ancora
".....(tratto da un contributo di A_fenice)....
"......
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...vi riporto una conversazione avuta con un signore molto distinto e di una certa età (mi ha confidato di essere nonno da tempo), che una sera sedeva accanto al nostro tavolo.
Era vestito compitamente con giacca e cravatta e sembrava quasi fuori posto. Mi disse che quando passava da quella zona, mentre si recava in Spagna dove aveva un appartamento, amava sempre fermarsi una sera a Cap d’Agde.
“Piace anche a lei questo ambiente allegro?” domandai
“Non solo. Ci pensi meglio” rispose spiazzandomi e poi, visto che non riuscivo a capire, proseguì:
“ I travestimenti non riflettono ciò che realmente sono o fanno e per quel che ne possiamo sapere, potrebbero essere desideri di esprimersi, modi per apparire, per truccarsi. Come a carnevale ti vesti da Zorro, qui ti vesti (o svesti, naturalmente) semplicemente come se fosse sempre martedì grasso. Si può diventare, per una notte, un personaggio dell’antichità o un ballerino magari in versione sexy o del tutto erotica d’accordo, ma è pur sempre un tuffo fuori dalla realtà della propria vita quotidiana. Prendiamo ad esempio quel signore attrezzato da sadomasochista; forse è uno che già trema per un urlo, figurarsi ad una frustata, inferta o ricevuta che sia. Ma qui si traveste perché non ha conseguenze, un modo per sfatare, un modo per agghindarsi, un modo per essere, forse, ciò che non è e non sarà mai nella sua privacy quotidiana” e di seguito:
“Uno che vediamo tenuto al guinzaglio e per quel che ne sappiamo, nella sua vita quotidiana è un dirigente severo al comando di molte persone, ma qui e solo qui, può -mimare e vivere- una versione opposta di se stesso.”
“Sono assolutamente d’accordo ed ora che mi fa riflettere, noto solo ora che, pur nelle poche volte che sono venuto a Cap, non ho mai assistito ad alcuna lite pubblica e visto l’affollamento di persone, è quanto mai singolare se non strano” concordai.
L’uomo sorrise e mentre si alzava per accomiatarsi ed averci salutato molto affabilmente, mi disse ancora:
“Nessun giudizio e solo rispetto, al di là dell’aspetto trasgressivo, è ciò che sono riusciti a creare qui. A Cap d’Agde puoi decidere di essere chi e cosa vuoi. Come lei stesso, poco fa, mi ha confermato che non si vedono donne grasse, magre, belle o brutte ma solo donne solari e soddisfatte di se stesse. Massima libertà e comprensione.
Se ci pensa bene, l’immorale Cap d’Agde, così criticata e condannata da molti, per certi versi (non tutti intendiamoci), avrebbe da insegnare molto.
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ecc ecc ecc”
e se non ti sei ancora annoiato...
....(CAP...itolo DECIMO
(anche le rondini amano la movida)
.....Quell'angusto passaggio viene incessantemente percorso nei due sensi di marcia, da una moltitudine di persone che si sommano a quelle ferme ad osservare l’interno dei locali per decidere se entrare o passare oltre.
Proprio davanti a noi camminava una bellissima coppia di giovani che chiedeva permesso alla folla, per poter proseguire oltre.
“Hai visto come è bella?” mi domandò mia moglie, anche lei colpita dall’avvenenza della giovane.
“Chi? La bionda con i lunghi capelli biondi che arrivano esattamente all’altezza delle scapole, completamente nuda con solo i sabot neri e beige, la borsettina a tracolla e la canottiera a maglie larghe che termina appena sopra l'inizio del sedere completamente esposto. Gambe chilometriche con mini tatuaggio con tartarughina blu e pesciolino microscopico del tipo Chelmon Rostratus. Tre nei sulla spalla sinistra e due in quella destra? No, non l’ho notata per nulla” risposi cercando disperatamente di apparire assolutamente indifferente a tutta quella grazia di Dio.
“Secondo me, alla fine del transito di questa strettoia, i suoi glutei avranno più impronte digitali di una maniglia della metropolitana di New York.” ipotizzai.
Invece, subito dopo aver udito la loro richiesta di poter passare oltre, la gente dopo averle fatto un’accurata seppur velocissima TAC anteriore, si spostava e a parte una successiva, ma meno rapida TAC anche sul lato B, non la sfiorò neppure con un dito.
Questo è un altro, e forse ancora più peculiare, aspetto del luogo.
Qualsiasi abito sensuale o del tutto provocante una donna possa indossare, non troverà mai nessuno così cafone da prendersi la libertà di allungare le mani.
Tutto sommato, ragionando sulle normali discoteche di tutto il mondo, c’è da riflettere."
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