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pan ha scritto:
Già finita la discussione?
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Beh la continuo io, anche se intervengo un po' in ritardo :)
Ho letto tutti gli interventi e condivido molte considerazioni di contemax e non solo(di pan,mizioeanto,..), anche per il coraggio di voler demistificare la fiaba 'ortodossa' della separazione manichea fra nudità ed erotismo,come se la sessualità non fosse altrettanto "naturale". Un tema scottante che lascio per ora sullo sfondo ma normalmente non lo si vuole nemmeno sentir accennare nei siti naturistici, come appunto se il sesso tout court fosse un'astrazione agli antipodi del nudo o solo pura perversione. Un'assurdità.
Concordo completamente sulla "natura culturale" dell'essere umano, tema che ho dibattuto più volte in altri forum e su questo non ci piove, anche le scienze più pertinenti come l'antropologia lo confermano ed è così dalle nostre origini. I costumi,le norme, le convenzioni sociali,le tradizioni ereditate e tramandate hanno sempre influenzato di volta in volta, e di contesto in contesto (geografico e non), le nostre abitudini e la prassi civica, il comportamento pubblico e collettivo quanto,spesso di riflesso, la vita privata.
In linea generale, sono anch'io dell'idea, tanto semplice quanto ritengo saggia, di far maturare,aprire ed evolvere il pensiero e la mentalità comuni per poi legiferare sugli usi e costumi convenzionali vigenti, ormai consolidati, con la sacrosanta tutela di diritti minimi universali anche per le minoranze,altrimenti non c'è vera democrazia.Questo sarebbe l'ideale, anche se non sempre è possibile realizzarlo, anzi, spesso la legge è un compromesso collettivo di natura convenzionale non solo "normativa", di ordine e regolazione, ma è anche e inevitabilmente,in una certa misura,coercitiva e deterrente.
Condivido fortemente lo spirito del naturismo,anche nella sua definizione ufficiale,ma lasciatemi scrivere che non esito a definire sbagliate e addirittura contraddittorie in tal senso certe battaglie civiche perseguite negli anni recenti da taluni soggetti, non per gli obiettivi altamente meritori e la tenacia con cui sono stati perseguiti, ma per le modalità e i luoghi in cui sono state condotte. E per i tentativi, anche in buona fede,a mio avviso anti-naturistici, di coinvolgere altri "militanti",operati da chi le ha così promosse e combattute.
Con poco seguito e risultati francamente,ma prevedibilmente,deludenti.
Resto dell'idea che sarebbe fondamentale concordare almeno su un minimo comun denominatore, relativo al rispetto reciproco(anche di chi non condivide perciò niente del naturismo) e la tutela ben normata di spazi naturali idonei, di per sè già largamente minoritari e anzi minimi, in cui poter praticare in santa pace,in aree specifiche, almeno balneari,come certi arenili,opportunamente segnalate e storicamente già frequentate e dedicate da decenni al nudismo.
Non casualmente NON esistono obiezioni serie e di merito a questa richiesta che non sia sfociata in ostacoli burocratici formalistici,conflitti pretestuosi di competenze(territoriali e non), o di pura ostilità politica e ideologica,non di rado neppure tanto velata. Nel merito NON possono esistere obiezioni o controindicazioni legittime al riconoscimento ufficiale di questi adeguati spazi ambientali, naturalmente idonei alla pratica naturistica balneare o del nudismo contestualizzato e adeguatamente segnalato.
Non c'è niente di più naturale, col caldo opprimente, in una spiaggia, vicino al mare (o a un lago, o un fiume isolato anche)del potersi denudare per abbronzarsi, rinfrescarsi al vento e ritemprarsi con un bel bagno. E chiunque l'abbia sperimentato lo sa. Se l'area è indicata come nudista o C/O, con le opportune e ineludibili segnalazioni, NON vi si può capitare per caso, e non esistono scuse per non consentirla
Trovo anch'io completamente sbagliato e illusorio voler IMPORRE agli altri, e normalizzare, l'idea della nudità ubiquitaria in un paese come l'italia, anche perchè bisogna riflettere sull'interpretazione che verrebbe data dagli oppositori all'istanza. Questo ritengo sia un punto nevralgico fondamentale, che qualcuno sottovaluta. Non contano affatto qui le nostre intenzioni e la finalità,l'obiettivo comune (condivisibile), ma la realizzabilità concomitante alla percezione e comprensione del fenomeno da parte dei contrari,dei neutrali e anche dei simpatizzanti relativamente poco interessati alla vicenda. Sarebbe solo un'arma in più offerta ai nudofobici, ai bigotti e ai reazionari per motivare la loro contrarietà e demonizzare nudismo e naturismo come tali. Un errore potenzialmente fatale, che rischierebbe di inimicare anche una quota rilevante di favorevoli o comunque non ostili e indifferenti,opportunamente orientata e manipolata.
A mio avviso con ogni probabilità incrementerebbe solo la repressione, le sanzioni e l'ostilità collettiva che verrebbe certamente cavalcata politicamente con eco mediatico negativo assicurato.