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a_fenice ha scritto:
| Andrea vi ha scritto:
| | Grande ed utilissima è stata la giornata ecologica al Mort di un paio d'anni fa (mi sembra). Ne hanno parlato tutti i media locali, regionali e anche qualche nazionale. Ne hanno parlato bene per forza, perchè hanno visto persone chiamate "naturisti" che vestiti hanno ripulito la spiaggia. |
mostrare disponibilità a mettersi a 90° è tutt'altro che utile:quella giornata non risale a due anni fa ma all'anno in cui fu data la concessione ufficiale al mort e fu fatta vestiti perchè l'autorizzazione non era ancora stata firmata,cioè di fatto come a dire abbiamo bisogno del vostro permesso(nonostante le decine di sentenze che dimostrano il contrario)a degli invasati e prepotenti che l'anno successivo hanno trovato la scusa del cesso per dire non si può dare la concessione quindi non si può fare naturismo al mort
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A parte le date, e la possibilità di fare le cose, io sinceramente mi vedo nel mezzo.
Vero che il nudista può fare le cose anche da vestito, e spesso si guadagna in consenso generale, dovndo affrontare un mondo che guarda bene al nudo ma ne parla male, ma vedo anche il contrario: fare le cose senza essere in divisa, quasi di nascosto.
Non mi riferisco alla giornata del Mort, come tante altre, memorabili e purtroppo uniche, ma in genere.
Quando chicchessia fa un qualcosa di pubblico, si dovrebbe vedere, secondo me, già dalle foto, primo mezzo di comunicazione, di chi si sta parlando, e non doverlo leggere poi negli articoli.
Provo a spiegari con un esempio.
Sappiamo che i preti oggi ligi alla tonaca o al clergyman sono praticamente scomparsi. Ormai amano vestire comunemente e miscelarsi cosi meglio ai loro parrocchiani. Comprensibile e accettabile, forse apprezzabile. Anche se in parte perdono la loro "visibilità", cosa non di poco conto.
Però tutti, anche i più "scapestrati", quando devono eseguire qualche ministero, messa, funerale, battesimo, e quant'altro, si mettono in "divisa" e indossano i paramenti sacri.
Dunque va banissimo che si facciano delle cose vestiti, ma non ne facciamo una bandiera, anzi, il nudonaturista ha la sua vita come persona nuda, e deve scindere bene quando starci e quando no, e non aver paura di starci se ciò diventa "manifestare chi sono".
Piccole sottigliezze, ma che fanno gradi differenze.
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Spiacente (ma spiacente di che? Siamo amici e perciò "scusa" non è contemplato [;)] ) Fenice, ma in questo io la penso in modo diametralmente opposto.
Come anni fa avevo contestato quel tale (non ricordo chi fosse e neppure mi interessa saperlo) che, invitato in una trasmissione televisiva per parlare di nudismo, rispondeva alle domande stando nudo.
Ma che cacchio significa?
Se son con amici non posso parlare di nudismo stando vestito?
Che gli dico? "Aspettate un attimo che sfilo t-shirt, calzoni e mutande e poi vi racconto delle mie vacanze" ?
Secondo me, invece, per sdoganare il nudismo bisogna proprio farlo da vestiti:
"Eccomi qui, sono un uomo, ho dei figli e dei nipoti, lavoro, pago le tasse, guardo il calcio alla tv, faccio la cacca marrone come te, guido l'auto e se fa bello, uso anche lo scooter e la bicicletta.
Che differenza c'è tra me e te?"
Personalmente, a me e da nudista, quando vedo qualche articolo di fondo sul nudismo e scritto da nudisti con fotografie a supporto con la bella gnocca a chiappe esposte....
....(non me ne vogliano né la "gnocca" e neppure le "belle chiappe esposte")
...mi cadono le braccia.
Che differenza fa una pedalata pro nudismo da vestiti?
Per me, quelli che fanno queste cose (e parlo da nudista) tutti nudi, paiono solo degli esibizionisti...pensa un po' che effetto fanno ai tessili.
[APPENDICE
E poi c'è Cap d'Agde...
inudisti.it
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Di fatto, uno spaccato trasversale di quella società moderna in cui tutti viviamo.