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Zeno ha scritto:
Mi piace molto il forum come strumento di dialogo. Io sostengo che il circolo vizioso che ci lascia in questa zona di limbo debba essere rotto dall'alto, ossia con una legge che dica "è legale stare nudi in spiaggia salvo dove sia specificato il contrario". Leggo che diverse persone pensano che bisognerebbe prima creare una base maggiore di mentalità per giungere a tali passi.
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Pensando a ciò, la mia idea dall'alto mi sembra anche molto più facile, come si potrebbe muovere una campagna di sensibilizzazione per destare il dibattito pubblico? ....
Mah! scusate sto post, fumoso e carico di domande [:D]
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Ciao Zeno, trovo importantissima la tua proposta alternativa, anche perchè alimenta il dibattito e un ulteriore approfondimento.
Nell'esempio normativo che hai virgolettato c'è una specificazione fondamentale che si avvicina già di più alla prospettiva ideale che, a mio avviso, in questo frangente si dovrebbe fortemente perseguire in Italia per ottenere un riconoscimento definitivo del naturismo in aree idonee. Cioè la contestualizzazione precisa del nudismo autorizzato o espressamente lecito ("in spiaggia"). Come accennavo anche in post precedenti e in altri topic, con la concomitante informazione segnaletica che dirima ogni rischio e dubbio d'interferenze indebite o conflittuali. Certo, è molto generico il tuo riferimento e considerato il kilometraggio costiero e balneare adibito ai tessili, dubito che possa avere largo seguito e consenso, e sufficiente rappresentanza, anche politica, un'estensione così onnicomprensiva del concetto. Cioè l'idea della legittimità del 'nudismo in spiaggia' come tale, cioè in ogni spiaggia.
Ho comunque letto e ben compreso la tua argomentazione, del puntare molto in alto per poter ottenere quanto è almeno pienamente sufficiente, ma rinnovo la mia obiezione che ho presentato sopra e puoi leggere senza che la riposti, sulla strumentalizzazione a boomerang che verrebbe certamente attuata e cavalcata dai contrari, portandosi dietro una marea di indifferenti e "diffidenti", con esiti a mio avviso rischiosi se non esiziali.
Io sarei per insistere sulla tutela ferma e forte degli spazi già storicamente frequentati da decadi o lustri dai nudisti, luoghi idonei, in ambienti favorevoli e facilmente segnalabili e "gestibili", a rischio tendenzialmente zero. Di obiezioni nel merito e di intereferenze anti-nudiste, che non potrebbero più esserci.
Per volere troppo, qui,con le migliori intenzioni, in un paese che a riguardo non vuol concedere quasi nulla, si rischia facilmente di essere demonizzati e di perdere tutto e inimicarsi larghe porzioni della società. E' un pericolo concreto da non sottovalutare.
Sulla pubblicità "positiva" da promuovere per dare visibilità alle richieste, io non sono così contrario per la verità, quindi spero che fenice non si riferisse a me con l'invenzione dei 'predicatori'.
Naturalmente, daccapo, dipende tutto da COME si vuole reclamizzare la cosa, COME rendersi ben visibili senza risultare irrispettosi, incivili o addirittura aggressivi e odiosi nei confronti del prossimo "antinudista" o disinteressato al fenomeno e alla sua regolamentazione, in modo da inimicarsi definitivamente gli uni e gli altri.E in modo da incentivare, involontariamente, una vasta e sicura strumentalizzazione autolesiva per tutti i nudisti,naturisti e simpatizzanti, presenti e futuri. Per terminare così poi ogni altra possibilità di confronto e lasciare all'orizzonte solo un inasprimento delle sanzioni attuali,con le relative intimidazioni e repressioni delle autorità. E un incremento delle inquietanti "delazioni", per riferirmi a un post precedente, che condivido intensamente, di Pan.